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Vincitori Premio Asimov Edizione IX 2023 - 2024








La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano.


      Celentano Jacopo Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Pescara, Abruzzo )

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Il libro "La scorciatoia" di Nello Cristianini offre uno sguardo approfondito sull'Intelligenza Artificiale (IA), delineando il suo ruolo sempre più pervasivo nelle nostre vite e evidenziando le implicazioni etiche e sociali connesse allo sviluppo di tale tecnologia.. Cristianini, professore di Intelligenza Artificiale presso l'Università di Bath nel Regno Unito, propone una nuova definizione di "intelligenza" applicabile anche alle macchine, escludendo concetti confusi, come autocoscienza ed emozione.
L'autore spiega che l'intelligenza, sia essa umana, animale o artificiale, è essenzialmente l'abilità di comportarsi efficacemente in situazioni mai affrontate prima. Questa prospettiva cerca di allontanarsi dalla visione antropomorfizzante, che ha spesso portato a interpretazioni fuorvianti dell'IA: infatti l'autore sottolinea che “intelligenza” non implica necessariamente consapevolezza di sé, introspezione ed emozione, concetti che possono confondere nella valutazione delle capacità delle macchine definite intelligenti.
Inizialmente, gli informatici tentarono di creare macchine intelligenti cercando di fargli imitare il ragionamento logico-simbolico umano, ma questo approccio risultava inadeguato. Il libro evidenzia quindi il successivo passaggio alla "scorciatoia" l'uso di relazioni statistiche tra dati esistenti sul web e feedback impliciti. Attualmente, gli algoritmi delle IA si basano su concetti di probabilità e ottimizzazione matematica, che consentono di apprendere in modo efficiente.
Questa "scorciatoia" ha contribuito allo sviluppo di agenti intelligenti capaci, ad esempio, di fornire raccomandazioni personalizzate, come si osserva su piattaforme sociali come Facebook, YouTube e TikTok. Tuttavia, Cristianini solleva preoccupazioni sulla salute mentale dei giovani esposti indiscriminatamente ai contenuti online e sulla polarizzazione politica degli adulti influenzati dalla personalizzazione estrema delle informazioni.
L'autore sottolinea dunque che lo sviluppo dell’IA, capace di “apprendere” autonomamente dai dati disponibili sul web deve essere regolamentato da una legislazione specifica per garantire equità, sicurezza e privacy degli individui., poiché. la dipendenza dalla tecnologia di questi ultimi e l'accesso illimitato ai contenuti web dell’IA sollevano interrogativi sul futuro.
Nonostante il linguaggio accessibile, la lettura del libro è impegnativa a causa della presenza di dettagli scientifici e tecnicismi; tuttavia, l’autore offre esempi chiarificatori e citazioni tratte da scienziati e studiosi, rendendo i concetti comprensibili anche a chi non ha una formazione tecnica approfondita.
Con un'approfondita analisi storico-scientifica dell'evoluzione dell'IA, il libro si rivolge a un pubblico eterogeneo desideroso di sviluppare una comprensione più approfondita delle nuove tecnologie . La sua rilevanza divulgativa stimola domande e riflessioni, fornendo strumenti per rispondere alle sfide etiche e sociali poste dall'IA.
In definitiva questo libro è consigliato sia a chi ha conoscenze di base e sta cercando nuovi stimoli, sia a chi è completamente nuovo al tema dell’intelligenza artificiale, in ogni caso non vedrete più la vita e il rapporto che abbiamo con la tecnologia come li vedevate prima.

      Kamberaj Benedeta Liceo Scientifico " G. Galilei " ( Lanciano, Abruzzo )

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Ogni giorno, quasi 4,3 miliardi di persone accendono il proprio cellulare prima di iniziare le singole attività quotidiane; chi per ascoltare musica, chi per controllare le ultime notizie o chi per rispondere a messaggi della sera prima. Nessuno, però, è consapevole dell’impatto cognitivo che le decisioni umane hanno su tali algoritmi microscopici o, addirittura, ‘’invisibili’’ e si è sempre più convinti che una forma di tecnologia avanzata si manifesta con strutture imponenti d’acciaio e armi ad impulsi laser, come nei film. La realtà, però, non riflette bene questa dicotomia e il saggio di Nello Cristianini, professore di IA all’Università di Bath, ‘’La scorciatoia’’ (Il Mulino, ottobre 2023), si occupa di introdurre i lettori al mondo dell’invisibile, ovvero dell'intelligenza artificiale.
Il libro, diviso in 10 capitoli, ognuno dei quali presenta sottoparagrafi tematicamente intitolati, offre una nuova prospettiva sul ruolo che le macchine attraverso l’apprendimento artificiale, hanno avuto e hanno, sulla società. Conoscere queste ‘’creature’’ significa iniziare a comprendere i metodi con cui esse ragionano e ,affinchè ciò sia possibile, secondo Cristianini, bisogna dare una nuova definizione di ‘’intelligente’. Intendere ,peró, intelligente un qualsiasi sistema in grado di adattarsi all’ambiente in cui si trova è un ragionamento che si allontana dal significato comune di intelligenza correlata alle funzioni umane e risulta essere, per questo, totalmente originale e la parte più significativa dell’intero manuale. Dopo aver dato le premesse, l’autore analizza le forme di intelligenza ‘’aliena’’ nel corso della storia partendo dalla svolta che Frederick Jelinek fa del linguaggio naturale fino alle inquietanti macchine sociali e ai loro presupposti. Ma questo non è tutto. A ogni evento scientifico riguardante tali macchinari segue un ragionamento logico ed etico, il quale prende spunto dalle teorie filosofiche degli specialisti del campo per ricordare al lettore che ogni volta che si parla di progresso tecnologico, quest’ultimo va sempre coordinato allo sviluppo e impatto sociale. Cristianini riesce in poche pagine a mettere il pubblico di fronte alle abilità e ai limiti delle macchine intelligenti, ma, soprattutto, ai pericoli che si corrono se questi agenti, non pensando in modo umano, entrano in contatto con le comuni istituzione sociali e morali; è il caso dei bias razziali o del fenomeno della ‘’zampa di scimmia’’.
L’autore rompe raramente l'esposizione tecnica per dare spazio al proprio giudizio, ma questo trova sbocco nell’ultimo capitolo e la sua visione lascia il lettore con la forte presenza di un avvenire ‘’artificiale’’ dove gli agenti, invisibili e inerti, hanno superato gli esseri umani senza saperlo.‘’Devi solo avere qualcuno vicino alla presa della corrente.’’ ;è una logica troppo semplicistica in quanto, secondo lo scrittore, la società è già altamente dipendente dalle funzioni intelligenti delle macchine e, inoltre, non si può prevedere se si sarà in grado di capire quando è il momento di smettere. Se spegnerle è impossibile, bisogna regolarle ed è questo il prossimo compito dell’industria dell’IA e degli uomini.
‘’Il fatto è che, se non possiamo vivere senza Intelligenza Artificiale, dobbiamo imparare a vivere con essa.''

      Memmo Marco Gabriele Polo Liceale " R.mattioli " ( Vasto, Abruzzo )

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Da "2001: Odissea nello Spazio" a "Terminator", fino a "L'Uomo Bicentenario", nella nostra società contemporanea, in particolare quella Occidentale, ormai in una fase post industriale, sembra che nella cultura mediatica e quotidiana vi siano continui riferimenti al mito dell'intelligenza artificiale, sempre trattata con una punta di fascino e mistero, ma anche vista come pericolosa ed aliena. Sin dalla seconda metà del secolo scorso, questo concetto ancora oggi innovativo ha esercitato un certo richiamo verso la maggior parte di noi, quasi a sostituire ma al tempo stesso ereditare il ruolo che aveva il fascino nei confronti dello spazio. Entrambe queste visioni, nei rispettivi periodi, sono state infatti capaci di porsi come una sorta di obiettivo trascendentale della ricerca scientifica, ponendosi come sorta di stella polare per i ricercatori, che, inseguendo un obiettivo idealistico e non avulso da un sentore di misticismo, sono giunti a scoperte ed innovazioni che spaziano in ogni campo del sapere e dell'ingegneria umana. È proprio in "La Scorciatoia", che Nello Cristianini, professore di I.A., con uno stile al tempo stesso scorrevole e semplice ma intrigante e tecnico, va a trattare di come questa fantomatica Intelligenza Artificiale, di cui oramai ogni giorno sentiamo parlare nel bene e nel male, si sia sviluppata e in che modo permea la nostra vita quotidiana.
Da coloro che la elogiano come un qualcosa di fondamentale per lo sviluppo della nostra società, ad i più conservatori che ne criticano l'integrazione come possibile causa di una stagnazione del pensiero e dell'innovazione, l'Intelligenza Artificiale è infatti oramai innegabilmente protagonista sotto i riflettori del mondo della scienza mondiale.
Ripercorrendo la storia dello sviluppo del proprio ambito, Cristianini ci enarra di come per l'appunto l'ingegneria sia stata capace, nello sviluppo di questa nuova forza pensante extraumana, di creare una "scorciatoia" con lo sviluppo di un metodo di pensiero totalmente separato da quello di noi umani, quasi incomprensibile, richiamando ad esempio la metodologia di calcolo dei motori nei giochi da scacchiera come il Go o gli Scacchi, in cui il mondo fu in grado di vedere il momento esatto in cui la macchina fu in grado di superare l'intelletto umano. Ma, mentre un tempo lo sviluppo di questo settore era derivato da metodi di apprendimento paragonabili ai nostri, con gli anni si è giunti ad un livello di tecnica avanzato tale da permettere alle macchine stesse di, tramite i propri calcoli, svilupparsi autonomamente e raggiungere profondità di "riflessione" completamente fuori portata per l'uomo.
Con una così esponenziale crescita di un settore così delicato, l'autore esprime dunque la necessità non di eliminare, ma di regolare e di guidare l'uso di queste nuove tecnologie in maniera da poterne raccogliere i frutti nella nostra vita quotidiana, senza lasciarci trascinare però in uno stato di dipendenza e stagnazione creativa, ma, tramite uno stretto rapporto tra la scienza tecnica e quella umana, di convivere e beneficiare di quella che è una frontiera nascente dello sviluppo umano, e che in futuro continuerà ad essere sempre più rilevante e presente nelle nostre vite.

      Rea Mariarosa Iis Majorana ( Avezzano, Abruzzo )

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L'intelligenza artificiale è un campo dell'informatica che si occupa dello sviluppo di sistemi e programmi in grado di eseguire compiti per cui la sola intelligenza umana impiegherebbe molto tempo. Tuttavia, come ci spiega Nello Cristianini, docente di Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bath, in “La Scorciatoia – come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” l’IA sta entrando in modo sempre più pervasivo nelle nostre vite.
Tramite una serie di esempi storici, che hanno, poi, portato all’evoluzione dei computer, anche un lettore poco esperto riesce ad afferrare i concetti basilari per capire il complesso mondo dell’informatica per quanto riguarda, appunto, lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate fino ad arrivare all’intelligenza artificiale.
Partendo da una riflessione sull’intelligenza e sulle diverse sfaccettature che può presentare a seconda del contesto, l’autore sviluppa un percorso esplicativo su come si “insegna” ai computer a risolvere un problema. Infatti, il “machine learning” è il fulcro dello sviluppo di nuovi software, per cui alle macchine vengono fornite una serie di informazioni e quesiti, posti ripetutamente e in maniera diversa finché lo strumento non impara a trovare la soluzione giusta ogni volta, prendendo come esempio una tipica risposta generata dalla mente umana che la macchina deve imparare a replicare.
Per comprendere come ragiona una macchina dobbiamo mettere da parte la concezione del pensiero umano che procede passo dopo passo in modo logico, e immaginare invece di elaborare tutti i dati insieme per trovare la risposta tramite calcoli statistici in un database. È proprio questa la scorciatoia di cui ci parla l’autore: i moderni software di IA sono in grado di trovare soluzioni in modo veloce ed efficace perché sono in grado di imparare dalla loro capacità di elaborazione, correlazione e analisi dei dati che gli stessi utenti gli forniscono, oltre che dai dati immagazzinati da cui attingono. Sono in grado di individuare strade, apparentemente illogiche per un essere umano, ma che per qualche motivo risultano essere quelle più convenienti, come per il caso di Q*bert, un gioco su console degli anni Ottanta. Nel momento in cui questo gioco venne proposto ad un algoritmo del 2017, come riportano i ricercatori, “l’agente inizia a saltare in modo apparentemente casuale, i blocchi iniziano a lampeggiare e si guadagnano punti infiniti”: l’algoritmo aveva scoperto un bug dovuto ad un errore di programmazione. I rischi che una macchina sviluppi un modo di pensare (seppur limitato) sono reali, nel libro questa preoccupazione viene espressa con l’esempio della “zampa di scimmia” ovvero un dispositivo che persegue gli obbiettivi che gli vengono dati alla lettera, indifferente (perché non consapevole) delle azioni negative che ne derivano. Come aveva previsto lo scrittore Isaac Asimov con le Tre Leggi Fondamentali della Robotica già negli anni Cinquanta, seppur in un contesto fantascientifico, il problema deve essere arginato tracciando dei confini netti all’autonomia dei software.
Il libro non vuole essere una critica alle nuove tecnologie, piuttosto un insieme di informazioni e aneddoti che fanno entrare il lettore nel nuovo mondo verso cui la società sta andando dove il ruolo della mente umana potrebbe passare in secondo piano; perché ciò non avvenga bisogna prendere consapevolezza delle novità e fare in modo che queste rimangano uno strumento a nostra disposizione.

      Vesce Alessandra Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Pescara, Abruzzo )

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Il libro “La Scorciatoia” è un saggio a cura di Nello Cristianini, un professore di Intelligenza Artificiale presso l’università di Bath, e pubblicato nel 2023 dalla società editrice Il Mulino di Bologna. Nel libro viene posta, in particolare, l’attenzione sul passaggio dalle prime macchine calcolatrici all'intelligenza artificiale di cui vengono messi in luce i rischi che queste comportano alla vita quotidiana.
Nei primi capitoli l’autore cerca di dare una definizione del termine Intelligenza, indicata, nel primo capitolo, come “l’abilità di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”, l'autore afferma che non esiste una qualità che conferisce a ciò che l'autore chiama “agente”, l'intelligenza ma che questa consiste nel diverso modo di acquisire capacità di agire in una determinata situazione.
In un secondo momento Cristianini introduce l’argomento delle macchine intelligenti, create dall’uomo, che inizialmente ha cercato di insegnare loro come “pensare” in modo “umano”, e in seguito, visto il fallimento di questo metodo; ha creato una “scorciatoia”, ovvero far raccogliere dalle macchine calcolatrici grandissime quantità di dati che, analizzati su basi statistiche, permettono ad esse di fornire una possibile risposta alle richieste che gli vengono poste. Tuttavia vi sono dei rischi causati dalla raccolta di dati da parte delle macchine intelligenti: a livello individuale, uno di questi è la realizzazione da parte delle macchine intelligenti, di profili degli utenti della rete; dati che delle società raccolgono e vendono. Cristianini afferma inoltre che l’IA ad oggi è in grado di influenzare il pensiero del singolo o di una intera comunità, attraverso messaggi personalizzati come accadde durante la campagna elettorale dell'ex presidente degli Stati Uniti; Donald Trump, favorendo la sua elezione.
Nel complesso l’autore tratta in modo chiaro un argomento attuale, permettendo la comprensione del saggio anche da parte di coloro che non sono preparati su concetti di statistica, informatica. Il testo è ben strutturato e caratterizzato da un registro linguistico medio, Molti sono gli esempi e le accurate spiegazioni volti a facilitare la comprensione di argomenti a volte complessi. La sintassi risulta prevalentemente paratattica alternata a lunghi periodi complessi in cui vengono esposti argomenti tecnici della materia, che possono indurre il lettore a perdere l’attenzione. La presenza di domande che introducono nuovi temi o riflessioni; e l'obiettività di Cristianini nella trattazione degli argomenti catturano invece l'attenzione del lettore. Per comprendere a pieno gli argomenti esposti da Cristianini in questo libro, sono necessarie nozioni di base in diversi settori specifici, di conseguenza esso è consigliato a lettori competenti negli ambiti trattati. Il testo è quindi in grado di introdurre in modo efficace il mondo dell’IA, che, come afferma Cristianini nel prologo, ormai è parte della nostra contemporaneità e farne a meno sarebbe impossibile.


      Zedda Lucrezia Liceo Scientifico Masci ( Chieti, Abruzzo )

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Nello Cristianini è docente di Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bath, le sue opere affrontano temi che vanno dalla teoria matematica dell’intelligenza artificiale alla filosofia della scienza. L’ultima opera intitolata “La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” è stata pubblicata il 24.02.2023.
Si tratta di un libro innovativo che non affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale sotto un aspetto prettamente matematico e informatico, ma da un excursus storico dell’evoluzione del mondo dei computer, compresa la nascita del WEB porta anche il lettore meno erudito in campo scientifico a
comprendere la dinamica degli algoritmi che hanno portato l’uomo moderno a non poter più fare a meno delle macchine, fino all’accettazione stessa che esiste un intelligenza “aliena” differente dalla
nostra. Attraverso un linguaggio semplice, che punta sulle similitudini e sugli esempi pratici, l’autore con abilità e sapienza affronta anche tematiche prettamente filosofiche per spingere il lettore a riflettere sulla concezione antropocentrica che fin dall’inizio ha concepito come “unica” la propria intelligenza e, partendo da questo, parlando di pionieri dell’Intelligenza Artificiale come Alan Turing nel 1948 e John McCarty nel 1956, arriva a comprendere che il concetto di intelligenza esula dall’essere umano ma che
è “l’abilità di un agente di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”.
Il titolo “La scorciatoia” si riferisce a quanto il linguaggio della nuova disciplina sia quello della statica e dell’ottimizzazione, la predizione e i suggerimenti nell’ambito del mondo commerciale online o sui testi scritti da parte dell’intelligenza aliena, aiuta l’uomo a risolvere il problema, l’I.A. assiste l’essere umano ad agire bene fornendogli dati e suggerimenti, non comprende la motivazione per cui lo stia facendo. Nel suo excursus lo scrittore affronta tematiche sempre più complesse che portano l’uomo di oggi a chiedersi se dobbiamo o meno preoccuparci se le macchine ci sostituiranno in tutto portandoci a conoscere Lady Ada Lovelace, studiosa e matematica, considerata come la prima programmatrice di computer. La donna nel 1843, nel tradurre in francese un testo scientifico di Luigi Menabrea, aveva aggiunto delle note affermando che “La macchina analitica non ha alcuna pretesa di creare niente. Può fare tutto ciò che sappiamo come ordinarle di fare”. Questa frase, in realtà, è stata oggi superata in quanto gli informatici ormai hanno creato delle macchine che migliorano il proprio comportamento con
l’esperienza, il cosiddetto “MACHINE LEARNING”, ossia apprendimento automatico. L’autore, tuttavia, pone in evidenzia il fatto che questa capacità di apprendimento automatico potrebbe
creare un problema etico; le macchine pur di svolgere quanto richiesto potrebbero violare le fondamentali norme sociali, e ciò perché non ne comprendono il fine.
A mio parere il testo è un’esplorazione che porta il lettore, pagina dopo pagina, a scoprire il fantastico mondo dell’informatica che ormai domina la nostra vita in tutti gli aspetti, e a comprenderne le dinamiche, senza temere di esserne sopraffatti perché anche se le macchine possono essere sovrumane, superando il sapere dell’uomo, esse non arrivano a comprendere il significato dei propri calcoli, né il fine, non hanno sentimenti, e il libero arbitrio e la dignità continuano a rendere tale l’essere umano.

      Attisani Andrea Liceo Scientifico “a. Volta” ( Reggio Di Calabria, Calabria )

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Nello Cristianini, La scorciatoia, Il Mulino 2023.
Interessante, piacevole, inquietante, non saprei come altrimenti definire questo libro.
L’autore, infatti, con apparente leggerezza, ma assoluto rigore scientifico, accompagna il lettore in un viaggio affascinante e avvincente sul concetto stesso di intelligenza e sulla evoluzione di questa nozione di base, fornendoci gli strumenti essenziali per visualizzare in maniera quanto più possibile adeguata e consapevole come l’uomo sia riuscito a fare della sua più ardita immaginazione la sua realtà quotidiana.
Una realtà a volte difficile da definire in modo chiaro attraverso parametri forse in parte superati: “Questa inclinazione antropocentrica nel modo in cui immaginiamo l’intelligenza ci rende difficile immaginare e studiare intelligenze aliene […] rispetto a noi.”
Interessante, dicevo, perché, ponendo tutta una serie di domande tanto elementari quanto ignorate e neglette nel nostro vivere quotidiano e tentando di risolvere il maggior numero di dubbi, l’autore ci spinge a riflettere e ci spalanca un universo di ulteriori interrogativi scientifici, ma anche filosofici e morali, suscitando l’esigenza impellente di aumentare la nostra comprensione del mondo e di provare a conoscere e capire qualcosa su cui prima non ci si soffermava abbastanza o non ci si soffermava affatto.
Inquietante, infine, perché, mentre si tenta un approccio umano (forse troppo umano) al problema, si fa strada l’idea che le nuove intelligenze ci stiano lentamente, ma inesorabilmente soppiantando con il nostro più o meno consapevole beneplacito.
Ad esempio, non è tragicamente ironico che una recensione sul racconto della storia dell’evoluzione dell’ IA verrà revisionata da un programma informatico???
I traguardi raggiunti oggi nel campo dell’ IA sono il risultato di una “scorciatoia” rispetto al progetto originale che ne ha cambiato il paradigma e le dinamiche, disegnando un orizzonte non ancora prevedibile.
Forse in maniera non sufficientemente meditata stiamo abdicando a troppe nostre prerogative in favore di una Intelligenza Artificiale la cui utilità è certamente assoluta ed innegabile, ma che, per converso, è altrettanto incontrovertibilmente “pericolosa” nella misura in cui diventa una “scorciatoia”, appunto, che ci lascia adagiare in una inerzia che non ci appartiene e che rischia di impigrirci irrimediabilmente, finendo con l’intorpidire la nostra di intelligenza. Un torpore intellettuale che potrebbe avere gravi effetti collaterali ad esempio di polarizzazione. L’IA fa parte tuttavia del nostro presente: “Non solo sarebbe impossibile tornare indietro, sarebbe irresponsabile: quello che dobbiamo fare è rendere sicura questa tecnologia”. Cristianini sottolinea l’importanza di stabilire dei confini etici anche da un punto di vista legislativo, non per fermare la ricerca, ma per evitare un uso distorto di questi nuovi strumenti di lettura e rappresentazione della realtà. E’ necessario dunque potersi fidare di questi nuovi strumenti, grazie a regole condivise e trasparenza.
Lettura consigliata a tutti per evitare l’inutile misoneismo e il superficiale trionfalismo. L’autore, con un linguaggio semplice ed esempi efficaci, riesce a rendere fruibile un tema complesso, la cui comprensione è necessaria per far sì che questa nuova risorsa non diventi un corpo estraneo alla società, ma contribuisca a conservarne i valori fondanti.

      Giambranco Sofia Liceo Scientifico “a. Volta” ( Reggio Di Calabria, Calabria )

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Il libro "La scorciatoia" di Nello Cristianini offre una prospettiva innovativa sull'Intelligenza Artificiale (IA), delineando il suo ruolo sempre più pervasivo nelle nostre vite e evidenziando le implicazioni etiche e sociali connesse a tale sviluppo. Cristianini, professore di Intelligenza Artificiale presso l'Università di Bath nel Regno Unito, propone una nuova definizione di "intelligenza" applicabile anche alle macchine, escludendo concetti confusi come autocoscienza ed emozione.
L'autore spiega che l'intelligenza, sia essa umana, animale o artificiale, è essenzialmente l'abilità di comportarsi efficacemente in situazioni mai affrontate prima. Questa prospettiva cerca di allontanarsi dalla visione antropomorfizzante, che ha spesso portato a interpretazioni fuorvianti dell'IA. L'autore sottolinea che l'intelligenza non implica necessariamente consapevolezza di sé, introspezione ed emozione, concetti che possono confondere nella valutazione delle capacità delle macchine intelligenti.
Inizialmente, le macchine intelligenti imitavano il ragionamento logico-simbolico umano, ma questo approccio risultava inadeguato. Il libro evidenzia il passaggio a "scorciatoie" come l'uso di relazioni statistiche, dati preesistenti sul web e feedback impliciti. Attualmente, gli algoritmi delle IA si basano su concetti di probabilità e ottimizzazione matematica, consentendo loro di apprendere in modo efficiente.
Queste "scorciatoie" hanno contribuito allo sviluppo di agenti intelligenti capaci di fornire raccomandazioni personalizzate, come osservato su piattaforme sociali come Facebook, YouTube e TikTok. Tuttavia, il libro solleva preoccupazioni sulla salute mentale dei giovani esposti indiscriminatamente ai contenuti online e sulla polarizzazione politica degli adulti influenzati dalla personalizzazione estrema delle informazioni.
L'autore sottolinea che il cambiamento nell'IA potrebbe superare i nostri strumenti culturali, sottolineando la necessità di una legislazione governativa specifica per garantire equità, sicurezza e privacy. La dipendenza dalla tecnologia e l'accesso illimitato ai contenuti web sollevano interrogativi sulla sicurezza e la protezione degli utenti.
Nonostante il linguaggio accessibile, la lettura del testo potrebbe essere impegnativa a causa della presenza di dettagli scientifici e tecnicismi. Tuttavia, il libro offre esempi chiarificatori e citazioni da scienziati e studiosi, rendendo i concetti comprensibili anche a chi non ha una formazione tecnica approfondita.
Con un'approfondita analisi storico-scientifica dell'evoluzione dell'IA, il libro si rivolge a un pubblico eterogeneo desideroso di sviluppare una comprensione personale delle tecnologie presenti e future. La sua rilevanza divulgativa stimola domande e riflessioni, fornendo strumenti per rispondere alle sfide etiche e sociali poste dall'IA.
In conclusione, "La scorciatoia" di Nello Cristianini si consiglia a chiunque abbia conoscenze di base sull'IA o sia nuovo al tema, promettendo di trasformare la percezione della vita e del rapporto con la tecnologia.

      Taverna Alhena Liceo Classico Gioacchino Da Fiore ( Rende, Calabria )

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La scorciatoia di Nello Cristianini: un'analisi lucida e critica dell'intelligenza artificiale

Nel suo libro "La scorciatoia", Nello Cristianini, docente di intelligenza artificiale all'Università di Bath, offre un'analisi approfondita dell'intelligenza artificiale (IA) e del suo rapporto con il pensiero umano.

L'autore inizia il libro definendo l'IA come "la capacità di un sistema di risolvere problemi in modo simile a come lo fa un essere umano". Tuttavia, Cristianini sottolinea che l'IA non è una replica del pensiero umano, ma piuttosto un approccio diverso alla risoluzione dei problemi.

In particolare, l'IA si basa sull'utilizzo di "scorciatoie" statistiche, che consentono di raggiungere risultati accurati senza dover comprendere appieno il problema. Questo approccio, sebbene sia efficace, presenta anche alcuni rischi.

Innanzitutto, le scorciatoie statistiche possono rendere i processi di IA incomprensibili agli esseri umani. Ciò rende difficile identificare e correggere eventuali errori o pregiudizi presenti nei sistemi di IA.

In secondo luogo, le scorciatoie statistiche possono essere utilizzate per generare risultati fuorvianti o dannosi. Ad esempio, un sistema di IA che viene utilizzato per selezionare candidati per un lavoro potrebbe discriminare inconsapevolmente le persone in base alla loro razza o genere.

Cristianini esplora questi rischi e altri aspetti dell'IA nel corso del libro. Egli discute l'evoluzione dell'IA, dai sistemi di raccomandazione a tecnologie più avanzate, come l'apprendimento automatico. L'autore esamina anche la raccolta dei dati, sottolineando come le informazioni, esplicite o implicite, possano essere utilizzate dall'IA senza sempre informare i loro produttori.

In conclusione, Cristianini sostiene che l'IA è una tecnologia potente che può avere un impatto significativo sulla società. Tuttavia, è importante comprendere i rischi e i valori associati all'IA per poterla utilizzare in modo responsabile.

L'autore propone l'utilizzo di nuove scienze, come la psicometria delle macchine, per garantire che l'IA sia un vantaggio per l'umanità. Egli suggerisce anche che la dignità umana dovrebbe essere il parametro principale da considerare nelle scelte tecnologiche, sociali e filosofiche.

"La scorciatoia" è un libro ben scritto e informativo che offre un'analisi equilibrata dell'IA. L'autore presenta un approccio critico, ma non ostile alla tecnologia, e invita a una gestione oculata e responsabile dell'IA.

Il libro merita una valutazione complessiva di 8 su 10.
8 su 10 poiché nonostante la chiara esposizione dei rischi e la sottolineatura dei valori cruciali, ho preferito non dare il massimo dei voti perché ritengo che in alcuni passaggi avrebbe meritato un approfondimento con soluzioni pratiche e strategie concrete.

      Vitetta Rosalba Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci ( Reggio Di Calabria, Calabria )

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“La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, pubblicato dalla casa editrice “Il Mulino”, è un saggio di divulgazione scientifica scritto da Nello Cristianini, professore presso l’Università di Bath. Il docente di “Intelligenza Artificiale” analizza gli aspetti del fenomeno che sta inesorabilmente interessando la quotidianità di noi. Lo studioso, nel tracciare le differenze tra il “machine learning” e l’”Intelligenza Artificiale”, analizza gli sviluppi che quest’ultima ha avuto nel tempo, gli strumenti che le hanno permesso di progredire e le conclusioni, definite come le tre “scorciatoie pericolose”. I contenuti scaturiscono da uno stato dell’arte e riprendono tecniche ed esperimenti di altri studiosi e scienziati, che hanno affrontato in passato questa stessa tematica. Il professore di Bath descrive non solo gli aspetti positivi dell’IA, quali l’innovazione e la profonda rivoluzione del reale, ma ne approfondisce anche gli aspetti negativi, come la profilazione dell’uomo per mezzo delle ricerche che compie sul Web e l’accesso a informazioni rilevanti, riservate e personali. Con una forte presa di responsabilità Cristianini sostiene che si debba abbandonare una certa visione antropocentrica, effetto dell’atteggiamento dell’uomo “omnis potens”, per privilegiare invece “la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente incerto”. Ogni capitolo inizia con la definizione di un argomento preso in esame e ne riporta poi tesi e antitesi, arrivando così a proporre una personale conclusione. Il lessico utilizzato è semplice e colloquiale, nonostante i numerosi termini tecnico-scientifici permettano di collocare il saggio nell’ambito di uno stile medio-alto che richiede una lettura attenta ma certamente accessibile e gradevole. Anzi, proprio il lessico specifico è un’arma vincente, capace di interessare anche i lettori non iniziati alla materia e conferisce al tema trattato un crescendo di interesse e fascino. Inoltre, di particolare efficacia la tecnica utilizzata da Cristianini, proprio il rigore argomentativo nel presentare tesi-antitesi-conclusione aiuta ad affrontare un argomento così complesso e delicato con l’atteggiamento di chi vuole fornire strumenti di decodifica quanto più chiari possibile. Gli interrogativi sottesi al saggio non sono quelli di una ristretta cerchia di scienziati o di un’élite di intellettuali e non provengono dal pulpito del mondo accademico ma appartengono ad ogni uomo: le macchine potranno mai essere umanizzate? L’uomo è appendice della macchina oppure la macchina è da considerarsi appendice dell’uomo? Cristianini ci insegna che, senza un costante dialogo fra scienze naturali e scienze umane, la creatura può rivoltarsi contro il proprio creatore, senza che quest’ultimo ne sia consapevole.

      Di Meglio Francesca Liceo G.buchner Ischia ( Ischia, Campania )

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La lettura di un’opera del genere suscita in me delle emozioni molto contrastanti. Da un lato, percepisco la famosa sensazione del “dito nella piaga”, dato dalla colpevolezza che la nostra società condivide, oggettiva se pensiamo a quante ore passiamo davanti ai nostri dispositivi mobili. Dall’altro, percepisco invece un grande senso di ammirazione nella perfezione che queste “macchine” hanno raggiunto. Il tempo scorre, e assieme ad esso la tecnologia continua ad avanzare, ma un po’ come la vita, non sempre va nel verso giusto. Sebbene la nascita di Chap GPT, a cura di Open AI, potrebbe aver rivoluzionato il nostro modo di lavorare e studiare (anche in negativo), l’intelligenza artificiale è una medaglia a facce infinite. Ci sono milioni di utilizzi, dal lavoratore che velocizza un’azione, dallo studente che copia ad un compito, fino ad arrivare all’algoritmo, e ai “cookies”. Purtroppo non stiamo parlando di dolci o biscotti, anche se siamo molto vicini al concetto. Come i biscotti sono catalogati a seconda del proprio gusto o forma, noi siamo trattati esattamente allo stesso modo. A me piace pattinare, a te piace ballare, e a te piace vedere persone che si mostrano sui social. L’algoritmo lo sa, ed è servo delle aziende. Quando faccio colazione, non controllo ogni biscotto, cercando di capire se è stato cotto bene, se ha una goccia di cioccolato a destra o a sinistra, a me interessa sapere il tipo e il gusto. Le aziende fanno la stessa cosa. A nessuno interessa la tua vita privata, ma piuttosto cercano di trarre profitto attraverso i tuoi interessi, assieme ai 2000 partner (numero inventato) scritti a caratteri tutt’altro che cubitali dove viene richiesto il consenso: il consenso di essere catalogati. Qui, veniamo inquadrati in base a ciò che apprezziamo maggiormente, e da quel momento la tentazione nelle mani dei poteri forti si inizierà a limare fino a diventare irresistibile ai nostri occhi. Tutto ciò sembra assurdo, ma sono decenni che non cambia assolutamente nulla, se non briciole. Tramite quest’opera sono decisamente più consapevole della rete in cui sto gettando i miei dati, è come avere finalmente le idee chiare su un mondo che per quanto sia davanti ai nostri occhi, tanto limpido non è. Come spiega anche l’autore, l’algoritmo costruisce il nostro profilo come una colonia di formiche riempie il formicaio di provviste per l’Inverno, ed è sbagliato pensarlo come un cyborg rinchiuso in una stanza che ci osserva costantemente. Definirei più inquietante la colonia di formiche, perché pezzo per pezzo, costruisce un impero invisibile, incontrollabile dopo un lungo periodo di tempo. Dunque, l’unico modo per sterminare questa colonia, è rimanere attivi, controllando a chi stiamo dando i nostri dati, chiedendoci perché ci viene proposto un determinato video, e non seguendo come un gregge di pecore, un pastore che dopotutto non vuole far altro che lucrare sulle nostre vite.

      Di Spigna Piera Liceo G.buchner Ischia ( Ischia, Campania )

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Vi è mai capitato di sentir dire che un giorno il mondo sarà invaso dai robot? Che tra alcuni anni le macchine svolgeranno molti dei lavori quotidianamente svolti da noi esseri umani? Oppure che questi, come spesso vediamo nelle serie tv di fantascienza, governeranno il mondo, diventando autonomi e rivestendo posizioni dirigenziali? Se la risposta è si e tutto ciò che riguarda l’intelligenza artificiale vi ha sempre incuriosito, sicuramente il libro “la scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” vi conquisterà. Questo libro, scritto da Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’Università di Bath, si concentra sull’analisi del percorso che ci ha portato fino a qui, fino a un mondo in cui le macchine intelligenti si stanno evolvendo e iniziano a far parte della nostra quotidianità, partendo da software come chatGPT fino a macchine più complesse e ancora lontane da noi, ma non lontanissime, come le auto a guida autonoma. Cristianini, in questo libro, a proposito di sistemi a intelligenza artificiale come chatGPT, parla di concetti alieni, sottolineando come le macchine abbiano un tipo di intelligenza diversa da quella umana, contraddistinta dall’uso di concetti che non esistono nella nostra cultura. Infatti nel primo capitolo l’autore sottolinea come, quando parliamo di IA, dobbiamo abbandonare una visione dell’intelligenza antropocentrica e accettare una visione più semplice dell’intelligenza, comprendendo che, mentre all’inizio il progetto di intelligenza artificiale prevedeva la programmazione dei sistemi volendo riprodurre le modalità di apprendimento e ragionamento tipiche degli umani, successivamente le macchine, come viene messo in evidenza dal sottotitolo dell’opera, “sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”. Queste sono in grado di “comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”, grazie alla loro capacità di beneficiare da valutazioni e parametri che derivano dalle proprie elaborazioni e quindi grazie alle scorciatoie basate sul machine learning che sono state applicate negli anni. Infine Cristianini sottolinea la necessità di una collaborazione tra le scienze sociali, umane e naturali per permettere all’uomo di sviluppare quegli “anticorpi culturali” per sopravvivere con queste creature, in quanto l’intelligenza artificiale, con tutti i vantaggi e soprattutto problemi che comporta, non è più un’utopia, sta diventando realtà. Basti pensare che già oggi molte macchine svolgono dei lavori tipicamente umani, come i robot camerieri, e che robot umanoidi, come il nuovo Tesla Optimus di seconda generazione, sono già in grado di piegare i vestiti, maneggiare alimenti e tanto altro. Dunque è fondamentale promuovere un inserimento ottimale e regolamentato nella società di macchine a intelligenza artificiale, proprio a partire da ambiti come la scuola, che sicuramente potrebbe recare benefici agli alunni, anche attraverso semplici corsi, vista la vastità del settore tecnologico e l’importanza che questo sta assumendo nelle nostre vite. Infine mi sembra necessario sottolineare come questo libro descriva in modo semplice, ma allo stesso tempo specifico, le varie caratteristiche e applicazioni così da essere chiaro e comprensibile per tutti, anche per chi è inesperto in questo settore, e mantenga il lettore con gli occhi incollati a quelle pagine dall’inizio alla fine, per la curiosità sempre maggiore che provoca e la piacevole scorrevolezza del testo.

      Pellecchia Giulia Liceo Statale Salvatore Pizzi ( Capua, Campania )

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Il libro di cui voglio parlare è “La scorciatoia”: è stato pubblicato da Nello Cristianini, un informatico e scrittore italiano, professore presso l'Università inglese di Bath. I suoi studi ruotano attorno a diversi temi; uno di questi viene trattato nel suo saggio: l’intelligenza artificiale, la quale ha ormai assunto un ruolo essenziale nella vita dell’uomo. L’autore parte da un errore comune che tutti noi compiamo, quello dell’antropomorfismo: il considerare l’intelligenza come una qualità che è propria dall’uomo. Almeno una volta nella vita ci è capitato infatti di pensare che noi siamo esseri intelligenti perché possediamo tre caratteristiche: un cervello, un linguaggio ed una coscienza. Ma allora gli animali non sono intelligenti? E gli strumenti tecnologici? La verità, afferma Cristianini, riprendendo l’ingegnere americano James Albus, è che l’intelligenza è “la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente incerto, dove le azioni appropriate sono quelle che aumentano le probabilità di successo”. Allora sì! Un animale è intelligente, in quanto in grado di compiere azioni che possono recargli vantaggi. E lo stesso vale per l’IA. La differenza sostanziale sta proprio nel tipo di intelligenza. La cosiddetta intelligenza artificiale non segue un ragionamento formale, come fa un umano, ma lavora piuttosto su dati statistici. Naturalmente, come per ogni medaglia, bisogna considerare il rovescio. Ci siamo mai fermati a riflettere sui possibili pericoli cui siamo esposti? Cristianini lo fa e ha individuato come potenziale pericolo gli algoritmi non trasparenti. Questi influenzano le nostre scelte, i nostri gusti senza che ce ne rendiamo conto. Inoltre conservano tutti i nostri dati che confrontano con quelli di altri utenti per ottimizzare al massimo le loro prestazioni. Si tratta di un problema grosso su cui, come ben osserva Cristianini, bisogna intervenire. L’intelligenza artificiale ha cambiato la nostra vita. Sarebbe impossibile tornare indietro e “staccare la spina”, per ricorrere a un’espressione dell’ex presidente americano Obama. D’altra parte non possiamo neanche pensare che l’intelligenza artificiale non abbia in sé dei lati oscuri da analizzare. Facciamo un semplice esempio – mi baso su quanto osservato da Cristianini –: la dipendenza dagli smartphone. Gli algoritmi sono fatti in modo tale da farci restare il più tempo possibile incollati allo schermo dello smartphone. Ma ovviamente non sono consapevoli di come questo possa danneggiare la nostra salute. Ecco perché ha ragione Cristianini quando afferma che bisogna normare l’ambito dell’IA e in particolare bandire gli algoritmi non trasparenti e non ispezionabili, ossia di cui non sia chiaro fino in fondo il funzionamento. Insomma come afferma Cristianini “Non possiamo realisticamente ritornare a un mondo senza Intelligenza Artificiale, così dobbiamo trovare un modo di convivere in sicurezza con questa tecnologia.” L’idea è dunque quella di puntare sulla sicurezza: rendere gli agenti intelligenti prevedibili e monitorabili, anche grazie a strategie come lo “stress test” o il “checkpoint”. In conclusione, “La Scorciatoia” è una lettura appassionante, perché tratta di tematiche tanto importanti quanto attuali; mi ha permesso di aprire molto di più gli occhi sul mondo della tecnologia e della sicurezza. Consiglio fortemente la lettura del libro in quanto molto utile, ma anche coinvolgente, e allo stesso tempo scritto in un linguaggio chiaro e lineare.

      Bignami Federico Liceo Statale L. Ariosto ( Ferrara, Emilia Romagna )

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"La scorciatoia" di Nello Cristianini rappresenta un'analisi approfondita e illuminante sul percorso evolutivo dell'Intelligenza Artificiale (IA).
Il titolo stesso, "La scorciatoia", riflette in modo eloquente la capacità straordinaria delle macchine di acquisire intelligenza senza dover necessariamente imitare il complesso processo cognitivo umano. Cristianini sfida l'idea tradizionale di replicare direttamente il pensiero umano, mettendo in evidenza il cambiamento di paradigma dall'approccio basato su sistemi esperti alle metodologie più flessibili del machine learning.
Una delle caratteristiche distintive del libro è la sottolineatura dell'autonomia delle macchine nel riconoscere correlazioni e parametri di valutazione nei dati, superando talvolta la comprensione degli stessi programmatori. Questa autonomia, come sottolinea Cristianini, rappresenta una significativa rottura con le concezioni antropocentriche dell'intelligenza.
Nel corso dell'opera, l’autore conduce il lettore attraverso il lato tecnico e storico dell'ingegneria dell'IA, tracciando le tappe cruciali dall'affrontare la gestione delle caselle di posta elettronica al contributo di eminenti figure come Vladimir Vapnik e Frederick Jelinek. Questa prospettiva storica fornisce un contesto prezioso per comprendere l'evoluzione dell'IA nel tempo.
L'autore evidenzia inoltre come l'abbandono del paradigma "causa ed effetto" a favore della probabilità abbia generato predizioni ottimali, ma al contempo ha sollevato preoccupazioni sull'opacità delle decisioni degli algoritmi. Cristianini analizza gli effetti collaterali derivanti dall'ampio utilizzo dell'IA, inclusi comportamenti influenzati dalle raccomandazioni e discriminazioni predittive, evidenziando come tali implicazioni vadano al di là delle considerazioni strettamente tecniche.
Un tema centrale nel libro è la mancanza di trasparenza negli algoritmi, un ostacolo significativo che limita la possibilità di una valutazione scientifica e rigorosa dell'affidabilità ed equità di tali sistemi. Questa sfida, come sottolinea Cristianini, richiede un'attenzione particolare e soluzioni etiche per garantire l'utilizzo responsabile dell'IA.
Infine, l'autore propone in modo convincente una regolamentazione eticamente urgente dell'IA. Questa proposta si basa su un approccio interdisciplinare che coinvolge scienze sociali, umane e naturali, riconoscendo la necessità di affrontare le implicazioni etiche e sociali dell'IA in modo completo.
In conclusione, "La scorciatoia" non solo offre una panoramica tecnica approfondita, ma stimola una riflessione critica sulla necessità di gestire responsabilmente questa potente tecnologia in un mondo digitale in costante evoluzione. La lettura di questo libro non solo informa sullo stato attuale dell'IA, ma invita anche a considerare il suo futuro impatto sulla società e sull'etica.

      Fabbri Elettra Liceo Statale L. Ariosto ( Ferrara, Emilia Romagna )

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Questo interessante saggio parte dall’idea che sia necessario superare una visione antropocentrica dell’intelligenza, se vogliamo capire e controllare le macchine basate sull’intelligenza artificiale che sempre più sono presenti nelle nostre vite. Secondo Nello Cristianini infatti “una delle principali sfide nel pensare ad altre forme di intelligenza è proprio quella di immaginare qualcosa di fondamentalmente diverso da noi” (p.11). La scorciatoia cui fa riferimento il titolo è quella adottata dai ricercatori per arrivare alle forme più recenti di intelligenza artificiale: che non si basano, come agli esordi, su una logica qualitativa, ma sull’introduzione di una smisurata quantità di dati da cui imparare. Un esempio è quello del correttore ortografico o suggeritore automatico che “sostituisce le parole che non sono mai state viste prima (potenziali errori) con delle parole simili che sono allo stesso tempo molto frequenti”. E’ chiaro che in questo caso alla macchina non servono né la grammatica né la comprensione del testo, ma solo una gran mole di informazioni statistiche che si ottengono analizzando decine di migliaia di documenti. Ecco spiegato il senso del sottotitolo del saggio: come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano.
Le nuove forme di intelligenza artificiale parlano quindi una nuova lingua che – come dice l’autore – “non è più quella della logica e del ragionamento formale, ma quella della probabilità e dell’ottimizzazione matematica”.
A partire da questo cambiamento epocale, è evidente secondo Cristianini che non possiamo rapportarci alle macchine come se fossero governate dalla logica, così come noi la intendiamo. Deve cambiare il nostro approccio, anche perché i problemi e le sfide che ci pone l’intelligenza artificiale sono molteplici, ad esempio il loro apprendimento automatico (machine learning): le macchine acquistano nuove abilità, senza essere state programmate in quella direzione.
Una macchina, poi, che impara e supera il suo creatore pone problemi etici importanti, come quelli della libertà e del controllo. Questa è la parte del libro che ho trovato più interessante, perché l’autore ci mostra molto efficacemente i lati oscuri di una tecnologia solo apparentemente di successo. Una domanda che si pone Cristianini è: “possiamo fidarci che degli agenti intelligenti facciano quello che ci aspettiamo, senza causare problemi collaterali?” (p.83). Questi rischi sono molto evidenti nel nostro rapporto quotidiano con i social media, attraverso cui ci vengono proposte liste di notizie in base allo studio dei nostri gusti e delle nostre scelte. Il rischio in questo caso è che questi “consigli” si trasformino in strumenti di controllo che indirizzano le nostre azioni, minando la nostra libertà.
Di fronte a questo scenario, l’autore ritiene che sia necessaria una regolamentazione. Il titolo dell’ultimo capitolo è infatti “Regolare, non spegnere”. Questa regolamentazione non può essere opera solo degli informatici, ma deve vedere la collaborazione tra scienze umane, sociali e naturali. Poiché è ormai impossibile pensare a un mondo senza intelligenza artificiale, l’obiettivo dovrà essere quello di rendere sicure le macchine, per esempio facendo si che siano ispezionabili per costruzione, in modo da poter esercitare quel controllo sul loro operato che oggi non è ancora raggiunto.

      Granella Maddalena Istituto Superiore Silvio D’arzo ( Montecchio Emilia, Emilia Romagna )

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Nello Cristianini, docente di IA nell’Università di Bath, nel Regno Unito, da esperto, quale è, prova a fare un po’ di chiarezza su un argomento di strettissima attualità: l’intelligenza artificiale. Cristianini ci porta nel mondo delle IA, dalle origini fino ad oggi, con una narrazione scorrevole e adatta a tutti grazie ai numerosi esempi pratici, che aiutano a semplificare anche i concetti più complicati.
Era il 1956 quando John McCarthy coniò il termine “Intelligenza Artificiale” (IA), definendola come “far comportare le macchine in modi che sarebbero chiamati intelligenti se un umano dovesse comportarsi allo stesso modo”.
Ma quasi settanta anni dopo, le cose stanno realmente così?
McCarthy immaginava, infatti, l’IA in termini antropocentrici, elevando il cervello umano ad un livello di superiorità rispetto ad altre forme di intelligenza. Cristianini sostiene, invece, che l’intelligenza consiste “nell’abilità di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”, a prescindere da un cervello, da un linguaggio, da una coscienza.
Certo, è una grande rivoluzione: l’uomo non ha il primato dell’intelligenza, ma è solo una delle tante forme di essa. E se riusciamo a compiere questo passo, ci sarà anche più facile convivere con le IA.
IA che nel corso degli anni hanno subito importanti cambiamenti: passando da macchine programmate secondo i criteri della logica umana, come il celeberrimo computer HAL 9000 di “2001: Odissea nello spazio” (modello che ha fallito per la complessità di programmazione ed i relativi costi economici) a macchine ideate per evolversi attraverso processi di machine learning, ossia attraverso l’autoapprendimento.
Ecco allora “la scorciatoia” che dà il titolo al libro, ossia la capacità della IA di funzionare attraverso tre fattori: il primo, i miliardi di dati statistici introdotti, il secondo, l’esperienza che la macchina accumula durante il proprio lavoro e il terzo i dati che gli utenti inseriscono quando utilizzano l’IA (come i like su Facebook).
A tutti noi sarà capitato, mentre scriviamo su Whatsapp, che ci venga suggerita la parola successiva della frase. Se digitiamo “cordiali” molto pobabilmente l’IA ci consiglierà, in seguito, di scrivere “saluti”.
Questo è un esempio di scorciatoia, dove l’IA agisce non secondo vecchi schemi linguistici (come il girogirotondo di HAL 9000), ma attraverso sistemi probabilistici: a “cordiali” segue in genere “saluti”.
Ma fino a dove si possono spingere queste IA, si chiede l’autore. Se le macchine servono all’uomo per migliorare la sua qualità di vita, non dobbiamo sottovalutare l’altro verso della medaglia: l’uso distorto che l’uomo può farne, soprattutto verso i soggetti più influenzabili.
Siamo costantemente “osservati” da queste IA ed esse, oltre a darci “consigli” su cosa leggere o mangiare, possono divenire anche strumenti di persuasione di massa (come ad esempio, influenzare il voto elettorale in una nazione).
Indietro non si può tornare, sostiene Cristianini, perché bisognerebbe ripensare il mondo moderno, tuttavia possiamo però tutelarci, con strumenti giuridici che ci diano l’opportunità di rendere “ispezionabili” le IA. Quindi non spegnerle, come HAL 9000 di Kubrick, ma regolamentarle.
Nel II secolo a.C. il commediografo Terenzio pronunciò la seguente frase “homo sum, humani nihil a me alienum puto”, «sono uomo, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me».
È possibile che l’uomo possa ritenere estranea una sua creazione? Cerchiamo di ripartire da qui.

      Trovato Giulia Liceo Statale L. Ariosto ( Ferrara, Emilia Romagna )

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Le tre rivoluzioni industriali hanno segnato il corso della storia per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico: la prima della macchina a vapore e del carbone, la seconda del petrolio, dell’elettricità e del motore a scoppio, e infine, a partire dal 1950, la rivoluzione dell’ingegneria atomica, dell’astronave, dei computer e dei robot. Se un tempo un’invenzione poteva essere qualcosa di materiale e scenografico (come una navicella spaziale), oggi le vittorie nel campo del progresso sono sempre più sottili e non così tangibili per i non esperti. Questa quarta rivoluzione industriale riguarda l’Intelligenza Artificiale, argomento di cui tratta dettagliatamente Nello Cristianini, professore all’Università di Bath nel Regno Unito, nel suo libro “La Scorciatoia: Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”. Solitamente, quando si discute di Intelligenza Artificiale, sembra di parlare di fantascienza. In circa duecento pagine, l’autore non solo spiega e chiarisce ai lettori tutti i dubbi sull’IA, ma dimostra come questa non sia affatto lontana da noi e anzi sia una presenza costante nella vita di una persona del XXI secolo, anche se si pensa di non esserne a contatto. Con uno stile chiaro, ma peculiare all’argomento trattato, Cristianini offre informazioni in quanto persona istruita riguardo a ciò di cui si occupa, non come giornalista che tenta di creare un dibattito pubblico, sottolineando i modi in cui il machine learning aiuterà l’umanità, ma anche i rischi a cui si può incorrere. Il libro inizia dando la definizione della parola "intelligenza" e illustrando come l’uomo abbia sempre definito che per dimostrarla bisognasse assomigliare agli esseri umani; anche gli scienziati hanno adottato questa prima definizione nel tentativo di progettare delle IA efficienti, fallendo. Fu quando abbandonarono questo concetto che iniziò il vero e proprio progresso. L’uomo ha dovuto abbandonare l’orgoglio di creare qualcosa a propria somiglianza e addirittura più “intelligente” di lui. Il cambio di questa prospettiva è essenziale per comprendere il processo attraverso cui le macchine moderne apprendono e ottimizzano le proprie prestazioni. "La Scorciatoia" offre una visione d'insieme delle tappe cruciali nel percorso evolutivo dell'Intelligenza Artificiale, partendo dalle prime teorie fondamentate sui sistemi esperti e arrivando all'odierna centralità del machine learning e della predizione attraverso vasti dataset. Il messaggio del libro spicca in quanto l’autore non ritiene che la corretta via per affrontare i rischi dell’Intelligenza Artificiale sia di “spegnerla”, ma di “regolarla” per assicurarne un impiego sicuro ed eticamente responsabile attraverso la collaborazione tra informatici ed esperti delle scienze sociali e umane. Con “La Scorciatoia”, i lettori potranno imparare in modo preciso e completo cos’è l’IA e non temerla perché sconosciuta, ma sapere che sarà un passo cruciale per il progresso scientifico futuro e se usata correttamente, la soluzione per problemi sociali, ambientali e di sicurezza che tormentano il mondo.

      Piccinato Ambra I.s.i.s. Arturo Malignani ( Udine, Friuli-venezia-giulia )

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Cos’è l’intelligenza? Questa è solo la prima domanda che si pone Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’Università di Bath nel suo saggio “La Scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”.
Cosa può essere definito intelligente? Si domanda Cristianini. Cosa differenzia noi umani da una lumaca oppure da una macchina dotata di “intelligenza”?
D’istinto molti di noi sceglierebbero il cervello umano come modello di espressione dell’intelletto. Secondo Cristianini non è così: per l’autore, tutto ciò che è stato nominato è dotato di intelligenza.
Già nelle prime pagine Cristianini ci apre la sua prospettiva su questo argomento, definendolo «il comportamento di un agente, ovvero qualsiasi sistema in grado di agire nel suo ambiente, usando informazioni sensoriali per prendere decisioni».
A suo avviso è necessario allontanarsi dal diffuso pensiero antropocentrico, secondo cui l’uomo è l’essere più intelligente che esista. Ciò appare evidente già nel sottotitolo del saggio: “Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”.
L’autore affronta il tema dell’intelligenza artificiale partendo da questo concetto e portando il lettore a riflettere con uno sguardo differente ad ogni capitolo.
Pochissimi termini tecnici, molti esempi concreti, contenuti dei capitoli introdotti da una breve sintesi: questo è ciò che stimola il lettore a concludere il capitolo, spronato dalla curiosità di scoprire il nesso tra il titolo e il suo significato. Così Cristianini accompagna i suoi lettori attraverso un percorso di riflessione stimolante sull’intelligenza artificiale, analizzandone, senza retorica e preconcetti, la pervasività e domandosi, ad esempio, come influisca sui i social o sulle elezioni politiche. Con quali criteri vengono decisi i contenuti che ci vengono proposti nei media? E qual è il costo da pagare?
A piccoli passi vengono distrutti i luoghi comuni riguardo l’intelligenza artificiale, cause di paura e titubanza, presenti nel pensiero di molti.
L’autore non si rivolge a un pubblico di nicchia, ma ad ognuno di noi, non dando niente per scontato. Fornisce spiegazioni semplici a fenomeni molto complessi, ignoti alla maggior parte delle persone, in modo accurato e oggettivo. Ciò permette al lettore di sviluppare una propria opinione riguardo ai temi trattati.
“La scorciatoia” non è un libro da “leggere prima di dormire”, esige tempo e attenzione per poter svelare al lettore tutte le sue sfumature, permettendogli di sviluppare parecchi spunti di riflessione.
Personalmente mi ha colpito come, molto di ciò che riteniamo radicato nella nostra società, si stia già modificando drasticamente, senza che noi ce ne rendiamo conto.
La sfida è sintetizzata nelle considerazioni finali, che pongono ancora la consapevolezza di ciascuno di noi in primo piano: Le nostre culture evolveranno, in qualche modo, per incorporare questa nuova presenza. «Quello che dovremmo comunque continuare a insegnare alla prossima generazione, è che il valore supremo è la dignità degli esseri umani, ed è così che dovremmo misurare qualsiasi decisione futura riguardo al ruolo delle macchine intelligenti. A prescindere da quanto più intelligenti di noi potranno essere diventate, “non saranno mai meglio di noi”».
E quindi, Cristianini ti sfida: cos’è per te l’intelligenza?

      Bottan Valerio Istituto Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci ( Fiumicino, Lazio )

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Se si volesse descrivere con una sola parola il libro “La Scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano.” dell’autore Nello Cristianini, si potrebbe di certo utilizzare l’aggettivo “allarmante”.
Con una ricostruzione storica e ampi spunti su cui riflettere, lo scrittore cerca, in poco più di 200 pagine, di spiegare ai lettori gli effetti che una forma di intelligenza – diversa e, sotto alcuni aspetti, superiore alla nostra (sovraumana) – può avere sulla nostra vita e, in particolare, sulla percezione che abbiamo del mondo che ci circonda.
Le implicazioni dell’Intelligenza Artificiale (AI) nella realtà sono, difatti, significative e abbracciano molti lati della nostra vita.
In particolare, ciò che più denota la qualità di questo saggio, è la capacità di instillare dubbi e, di conseguenza, suscitare la curiosità del lettore: l’obiettivo non è quello di dare risposte, che risulterebbero sempre fuori dal tempo - data la costante evoluzione del tema - ma di coinvolgere chi legge, dando una prima guida da cui iniziare a sviluppare un pensiero critico.
Al fine di rendere questo saggio comprensibile, l’autore ricorre ad un’esposizione chiara e alla portata anche di chi non si sia mai rapportato al tema, abbondante per natura di complessità e di tecnicismi.
Comprendere l’AI piuttosto che combatterla sembra, alla luce di queste righe, la scelta migliore da poter fare, forse l’unica.
E vi è di più: dai capitoli traspare anche una profonda critica nei confronti del creatore di questa forma di intelligenza – ovvero l’Uomo - più che soltanto un’indagine della sua creatura.
Si mostra la nostra intellettuale insaziabilità, che si concretizza nella necessità costante di superare i limiti, senza pensare mai alle conseguenze del nostro agire.
Le ripercussioni, però, non tardano ad arrivare e, quasi sempre, ci colgono impreparati.
Come Icaro, agiamo sempre trascurando i potenziali rischi delle nostre scelte: non sappiamo ancora comprendere a lungo termine le conseguenze dell’essere, ad esempio, bombardati costantemente da interazioni tecnologiche, che assecondano il nostro intrattenimento a discapito della nostra attenzione.
Vogliamo essere capiti, più che informati e, per questo, accettiamo l’idea di vendere dati con un solo click alle learning machines utilizzate dalle imprese, rendendoci sempre più utenti e meno individui.
La trasfigurazione della realtà è evidente: le camere risonanti rendono sempre più distorta la nostra percezione del reale, plasmando tutto a nostro gradimento e riducendo, consequenzialmente, la nostra capacità di discernimento o accettazione del diverso.
La creatura potrà mai render schiavo il proprio creatore? Alcuni potrebbero ritenere che ciò si stia già verificando.
E tuttavia, vi è ancora una via di fuga per far sì che si abbia la libertà orwelliana di dire che due più due fa quattro.
Secondo l’autore, il Prometeo 4.0 può ancora avere il predominio: si dovrà impegnare a supplire
alle domande per cui non vi è ancora risposta, affinando la propria mente e cercando di non farsi appiattire dalla degradazione del linguaggio, oltre che dai contenuti proposti sempre più veloci e approssimativi.
E questo libro può essere uno strumento: la scorciatoia per la nostra consapevolezza.

      Canessa Mattia Liceo Scientifico Antonio .labriola ( Roma, Lazio )

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Il libro “La scorciatoia”, pubblicato nel 2023 dalla casa editrice Il Mulino, Bologna (pag. 206, euro 16,00), è un saggio di Nello Cristianini, Professore di intelligenza artificiale all’Università di Bath, nel Regno Unito. I temi centrali della sua ricerca, che ritroviamo anche all’interno del libro, sono soprattutto l’apprendimento nelle macchine, la teoria statistica e l’impatto etico e sociale delle tecnologie intelligenti. Il sottotitolo del volume, “Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, introduce perfettamente gli argomenti trattati.
In primo luogo, l’autore si focalizza sull’analisi dello sviluppo delle intelligenze artificiali, a partire dagli studi e dai metodi utilizzati dagli studiosi nel corso della storia dell’evoluzione tecnologica fino al giorno d’oggi. Descrivendo processi, scoperte e risultati di alcuni dei maggiori studiosi di macchine intelligenti dagli anni ’80 fino ad oggi, Cristianini ci mostra come le IA, analizzando dati statistici e apprendendo da essi, riescano a produrre risultati anche sovrumani, distaccandosi completamente dal nostro modo di ragionare, ovvero il pensiero logico-deduttivo. Per esempio, raccontando l’intuizione del ricercatore ceco-americano Frederik Jelinek, che si occupava di traduzione automatica e di trascrizione del linguaggio parlato e aveva capito l’importanza di non applicare il pensiero umano alle macchine, ma di proseguire lavorando unicamente sui dati, l’autore ci mostra la prima scorciatoia utilizzata da queste macchine: esse non avevano bisogno di comprendere la problematica, ma arrivavano direttamente al risultato, sulla base della comparazione di numeri elevatissimi di dati.
Nella seconda parte del libro, invece, vengono trattati temi come le nuove opportunità fornite da queste tecnologie, ma anche i rischi legate ad esse. Infatti, questi agenti intelligenti riescono a svolgere molti più compiti e con maggiore velocità di noi umani, come vagliare i curriculum lavorativi o scegliere le notizie da offrire ai lettori, ma questi vantaggi comportano delle complicazioni, dato che la macchina svolge i suoi compiti senza saperne la finalità e non essendo cosciente dei danni possibili. Ciò implica problemi di affidabilità, sicurezza e falsa informazione. Cristianini, affermando che è impossibile ormai ritornare ad un mondo all’oscuro di queste tecnologie, sostiene la necessità di
regolamentarle, per conviverci in sicurezza.
Ciò che mi ha colpito particolarmente del libro e di cui ero non ero consapevole prima di leggerlo è la potenza smisurata e sovrumana delle intelligenze artificiali. Conoscevo il valore mediatico e l’utilità di queste tecnologie, facendone uso nella vita quotidiana ed essendo come tutti esposto agli algoritmi che controllano il web, ma non avrei mai immaginato che queste macchine potessero giocare così tanto con le nostre percezioni del mondo e con la nostra mente. Per esempio, anche il fatto che semplicemente dai “mi piace” espressi nei confronti di un contenuto sui social media, le IA riconoscono e vengono a conoscenza di moltissime caratteristiche e dei gusti personali delle persone. Questo mi spaventa un po’, ma confido, come l’autore, nella regolamentazione di queste macchine e sono certo di una futura convivenza armoniosa tra l’uomo e l’intelligenza artificiale.

      Marconi Francesco Saverio Liceo Morgagni ( Roma, Lazio )

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La Scorciatoia di Nello Cristianini tratta di qualcosa che ci riguarda tutti, tratta di qualcosa che ormai fa inevitabilmente parte delle nostre vite: tratta delle intelligenze artificiali che caratterizzano i dispositivi elettronici che utilizziamo tutti i giorni e di come essi possano “ragionare” in un modo diverso da come ragiona l’uomo.
Il tema, seppur indubbiamente attuale, sicuramente non è semplice da trattare. Infatti, parlare con chiarezza di algoritmi o utilizzare termini tecnici come Feedback, Machine Learning o Overfitting con un pubblico non esperto di informatica certamente non è un lavoro banale. Tuttavia, con una adeguata suddivisione del discorso in capitoli e paragrafi e con uno stile a tratti ironico ma mai poco rigoroso, Nello Cristianini riesce a rendere il suo libro facilmente accessibile, coinvolgente e scorrevole ad un lettore qualsiasi.

Tuttavia, il motivo principale per cui La Scorciatoia non può mancare nelle nostre librerie, è che essa evidenzia una delle implicazioni più importanti dello sviluppo dell’intelligenza artificiale che mina direttamente la nostra visione antropocentrica dell’intelligenza: come un “ente” possa essere ritenuto intelligente, in certi ambiti addirittura superando l’uomo, senza che ragioni in modo strettamente “umano”.

Tutte le più grandi svolte scientifiche hanno infatti sempre minato il nostro punto di vista antropocentrico. Partendo dalla rivoluzione Copernicana per cui l’uomo non è il centro privilegiato dell’universo ma soltanto l’abitante di uno dei tanti pianeti che gira attorno a una delle tante stelle del cosmo e concludendo con Freud per cui l’uomo non è neanche in grado di controllare la sua mente che è invece preda delle pulsioni e dell’inconscio, l’impossibilità di comprendere appieno il modo di ragionare innegabilmente produttivo dell’intelligenza artificiale è soltanto l’ulteriore prova del fallimento di una visione prettamente antropocentrica.

La Scoricatoia infatti ci mostra come l’intelligenza artificiale, che basa i suoi “ragionamenti” su una quantità inimmaginabile di dati e su una serie di algoritmi e regole statistiche avulse da ogni legame con la logica formale, possa comunque raccogliere informazioni e rielaborarle in modo del tutto autonomo e in molti casi più abilmente dell’uomo il quale, nella maggior parte delle situazioni, non può neanche riuscire a capire come la sua creazione arrivi a certe conclusioni.

Cristianini, oltre a spiegare il modo con cui le intelligenze artificiali operano, approfondisce anche la storia del loro sviluppo, di come esse e la loro invasività sul Web abbiano delle forti implicazioni a livello sociale e quali sono alcuni rischi del loro utilizzo (come la possibilità di condizionare le scelte comportamentali ma anche le scelte politiche degli utenti).

Insomma, La Scorciatoia di Nello Cristianini è sicuramente un’opera facilmente accessibile a tutti che spicca per originalità, attualità e rigore scientifico (ma anche filosofico) nelle sue considerazioni che ci dimostra l’esigenza di comprendere e imparare dalle nostre creature per poter convivere proficuamente con esse e per abbandonare il nostro punto di vista antropocentrico.

      Pedone Giorgia Liceo Scientifico Antonio .labriola ( Roma, Lazio )

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Il libro scritto da Nello Cristianini affronta il tema delle intelligenze artificiali in modo del tutto esaustivo, affrontando sia gli sviluppi che le implicazioni presenti e future di quest'ultimo. L'autore utilizza un lessico facilmente comprensibile rendendo il testo chiaro e accessibile anche a chi non ha una formazione elevata in campo informatico o scientifico. Questo mi ha permesso di avere un coinvolgimento in prima persona nonostante si tratti di un libro prettamente di divulgazione scientifica.
Cristianini non trascura però la descrizione dettagliata dei diversi approcci ed algoritmi utilizzati nel campo dell'intelligenza artificiale, e spiega la complessità del loro funzionamento . Nonostante questo grazie all'utilizzo di esempi e metafore facilita la comprensione e permette ai suoi lettori di visualizzare concetti che altrimenti risulterebbero astratti e lontani.
Un ulteriore punto di forza del libro è il modo in cui viene coinvolto il lettore in una riflessione etica sulla progressiva integrazione dell'intelligenza artificiale a cui stiamo assistendo attualmente. L'autore suscita l'interesse di chi legge attraverso interrogativi sulla privacy, l'etica e l'impatto sociale dell'utilizzo delle macchine intelligenti, spingendo il lettore a chiedersi quali saranno le conseguenze di un simile sviluppo tecnologico. Sono presenti riflessioni altamente critiche sull'intelligenza artificiale, incoraggiando il lettore a mantenere un approccio consapevole e responsabile nei confronti della tecnologia.
La trattazione proposta da Cristianini è stata originale a mio parere. L'autore non si limita a fornire una panoramica attuale e generale dell'intelligenza artificiale, ma si prende el tempo per dare spazio agli aspetti evolutivi e le possibili direzioni future di questa tecnologia. Presenta un'analisi dettagliata delle applicazioni dell'intelligenza artificiale in tantissimi diversi settori, come la medicina, l'industria automobilistica e l'e-
commerce. Personalmente le trovo un valore aggiunto in quanto mostra l'ampia portata e l'impatto di questa disciplina.
In conclusione, 'La Scorciatoia: Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano" è un libro che merita, a parer mio, una valutazione complessiva di 9. L'autore ha una grande capacità di comunicare in modo chiaro e coinvolgente, rendendo accessibile a tantissime persone un argomento di per se complesso. La tematica attuale e l'originalità della trattazione rendono questo libro una lettura imprescindibile per chiunque sia interessato all'intelligenza artificiale e alle sue implicazioni nella società.

      Colaianni Edoardo Liceo Scientifico G.d. Cassini ( Genova, Liguria )

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“La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” è un’opera di Nello Cristianini pubblicata dalla casa editrice “il Mulino” nel 2023.
Nello Cristianini è un informatico nonché scrittore italiano, professore di intelligenza artificiale presso l’Università di Bath, in Inghilterra. Il suo lavoro di ricerca verte principalmente sull’analisi statistica degli algoritmi di apprendimento (machine learning) e sulle conseguenze etico-sociali dell’impiego dell’IA, soprattutto nei social media.
In quest’opera, l’autore sfrutta uno stile di scrittura rapidamente cadenzato da una composizione paratattica il cui ritmo viene talvolta rallentato per far spazio a racconti allegorici, come quello della “Zampa di Scimmia” citato nel quinto capitolo, o a cenni storici, utili a contestualizzare le informazioni apprese.
Come efficacemente riassunto dal titolo, il libro tratta del progressivo cambiamento nell’approccio allo sviluppo di intelligenze artificiali per mezzo dell’utilizzo di diverse “scorciatoie”.
Cristianini, in particolare, propone nei primi capitoli una visione dell’IA intrinsecamente trascendente dalla suddivisione filosofica di “IA forte” e “IA debole”, poiché discostata dal modello antropocentrico proposto dallo studio classico della disciplina. L’autore descrive inoltre “la scorciatoia”, che dà il titolo all’opera, come l’utilizzo della statistica secondo un principio connessionista della memorizzazione dei dati. La macchina risulterebbe quindi in grado di operare in situazioni nuove in modo efficace, in accordo con la definizione che Cristianini dà dell’intelligenza. L’opera presenta tuttavia un’implicita contraddizione per quanto concerne le IA classiche, ovvero basate sulla definizione di precise regole e conseguenti rapporti causa effetto: quest’ultime non operano in ambienti nuovi poiché questi sono finemente descritti nel codice della programmazione stessa, creando un’ambiguità non chiarita dall’autore.
Nella seconda parte dell’opera, l’attenzione viene invece spostata sulla recente introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo di Internet e viene posto un forte accento sull’aspetto etico delle macchine sociali, di cui spesso le IA sono fulcro. Cristianini affronta, anche se solo parzialmente, il tema della dipendenza da social dovuta all’utilizzo di IA volto al suggerimento di contenuti tramite un continuo “feedback loop”. Ne consegue che l’agente rischi di trovare e sfruttare una debolezza, un “bias”, nell’utente, portandolo a essere influenzato o perfino assuefatto da quanto proposto.
L’autore, tuttavia, si limita ad accennare alla questione, la quale avrebbe decisamente meritato un nutrito approfondimento, soprattutto viste le implicazioni funzionaliste del paragone fra “bias” della macchina e debolezza dell’uomo. Per quanto riguarda l’aspetto socioeconomico delle IA applicate ad Internet, sebbene Cristianini ne enunci i pericoli, forse, anche a causa dell’omissione di pareri personali, non fornisce sufficienti informazioni per la piena comprensione della relazione che intercorre fra la manipolazione decisionale causata dagli agenti e la sopravvivenza degli stessi.
L’opera è quindi meritevole di un voto pari a 7, poiché capace di informare efficacemente il lettore attraverso l’utilizzo di un linguaggio facilmente comprensibile, nonostante sia ben lungi dal fornire una visione esaustiva degli argomenti trattati.

      Faè Riccardo Liceo Statale " G.p. Vieusseux " ( Imperia, Liguria )

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Nel saggio “La scorciatoia” di Nello Cristiani, l’autore si apre a riflessioni intriganti sui molteplici volti dell’intelligenza offrendo un’analisi profonda delle sue sfumature e dei contesti in cui si manifesta. L’osservazione acuta che l’intelligenza umana, seppur distintiva, non sarebbe necessariamente utile agli animali per sopravvivere, getta una luce nuova sulle percezioni tradizionali. Questo concetto, esteso anche all’intelligenza artificiale, diventa un punto di partenza per una considerazione approfondita. L’intelligenza delle macchine, lungi dall’imitare quella umana, assume una forma unica, adattabile e ottimizzata per risolvere compiti specifici e operare in contesti ben definiti.
Se l’intelligenza umana è il risultato di milioni di anni di evoluzione e di adattamento, quella delle macchine è una manifestazione del potenziale umano di creare strumenti capaci di superare i limiti delle nostre stesse capacità. “La Scorciatoia” invita il lettore a riflettere su come possiamo apprezzare e comprendere l’intelligenza in tutte le sue forme sia umane che artificiali senza cadere nella trappola del confronto diretto ma celebrando la diversità e l’unicità di ciascuna. Un viaggio intellettuale, affascinante che rivela quanto possiamo imparare dalla connessione e dalla sinergia tra le varie forme di intelligenza presenti nel mondo.
Nel percorso delineato nel libro sull’intelligenza artificiale, si assiste all’evoluzione di questa disciplina nel corso degli anni. L’autore esplora le fasi iniziali caratterizzate da tentativi di emulare l’intelligenza umana tramite algoritmi deterministici. Tuttavia, come rivela il testo, questi approcci presto si scontrarono con i limiti intrinsechi della complessità del pensiero umano, incapace di adattarsi a regole fisse e predeterminate.
La narrazione prende una svolta decisiva con l’avvento degli algoritmi statistici, la “scorciatoia”, una soluzione più adatta alla intricata natura della mente umana. L’apprendimento automatico e le reti neurali artificiali emergono come protagonisti permettendo alle macchine di apprendere dei dati in modo dinamico, senza necessità di programmazione esplicita. Questa nuova frontiera si rivela fertile terreno per scoperte sorprendenti, dalle applicazioni rivoluzionarie nel riconoscimento vocale, nei processi valutativi per assicurazioni e banche, alla realizzazione di sistemi di guida autonoma.
Da un lato l’IA offre soluzioni avanzate potenziando l’efficienza, l’automazione e l’accessibilità, dall’altro lato emergono questioni etiche legate alla privacy, al controllo autonomo e alla potenziale perdita di posti di lavoro tradizionali.

Rilevante secondo l’autore è la trasformazione senza precedenti nel mondo del lavoro. L’automazione guidata dell’IA ha condotto a una riconsiderazione dei ruoli professionali rendendo obsoleti alcuni lavori e richiedendo nuove competenze tecnologiche avanzate suscitando riflessioni sull’adattamento alle dinamiche in continua evoluzione del mercato del lavoro.
In conclusione, il libro offre una panoramica avvincente e ben ponderata sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale, evidenziando come la sua crescita sia accompagnata da nuove prospettive, sfide etiche e trasformazioni sociali. Una lettura che cattura l’interesse del lettore e lo invita a riflettere sul futuro plasmato dall’integrazione sempre più profonda dell’IA nella nostra società.

      Repetto Giulio Fermi Polo Montale ( Ventimiglia, Liguria )

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Nello Cristianini, laureato in fisica all’università di Trieste e insegnante di intelligenza
artificiale all’università di Bath, nonché uno dei nomi presenti nella lista degli “scienziati più
influenti del decennio” fatta Thomson Reuters, è l’autore del libro “La scorciatoia: come le
macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, un libro che, riguardo
all’argomento dell’IA, risolve molti dei quesiti che si sono presentati alle persone in cerca di
risposte su ciò che è l’intelligenza artificiale e quali potrebbero essere le sue conseguenze nella
nostra società.

"La scorciatoia" è un libro necessario per il nostro tempo, soprattutto in vista degli ultimi
sviluppi tecnologici riguardanti l'intelligenza artificiale. Leggendolo si percorre un viaggio
attraverso la storia di questa tecnologia, un viaggio che inizia dalla definizione stessa di
intelligenza e di come essa è cambiata nel tempo, un viaggio che racconta del cruciale
cambio di paradigma avvenuto a fine novecento in ambito informatico: dal "dire alle
macchine ciò che devono fare" al "lasciare che imparino da sole osservando migliaia di dati
già esistenti", un viaggio la cui destinazione è la consapevolezza dell'importanza di ciò che
stiamo creando e dell'importanza delle nostre decisioni in un momento così importante della
nostra storia.
La narrazione è limpida e precisa, la scorrevolezza è costante e le vicende narrate ci aprono
gli occhi di fronte al mondo in cui viviamo: un mondo in cui molte delle nostre scelte sono
guidate da sistemi informatici che apprendono le nostre preferenze e le nostre abitudini
sfruttandole poi per fornirci ciò che pensano possa piacerci di più e per perseguire al meglio
l’obiettivo dei loro sviluppatori, sia questo l’aumentare delle vendite di un prodotto, il
manipolare le votazioni di qualche elezione o perfino intervenire sul giudizio di un imputato in
tribunale. La stessa tecnologia che ci consiglia il film o la serie tv da vedere su Netflix ci
pone ora il problema che Cristianini, riprendendo la storia scritta da W. W. Jacobs e diffusa
in ambito informatico da Norbert Wiener, chiama “la zampa di scimmia”. Tale problema
consiste nel non avere controllo su ciò che l’intelligenza artificiale fa per raggiungere gli
obiettivi da noi imposti, con il rischio che essa basi le proprie decisioni su principi
discriminatori e moralmente discutibili. Questo pericolo posto dall’utilizzo di questa
tecnologia è il motivo per cui dobbiamo prendere dei provvedimenti, e dato che “staccare la
spina” ormai non è più un'opzione, bisogna puntare ad un maggiore controllo delle loro
azioni, regolarle in modo che siano moralmente accettabili.
Detto tutto ciò ribadisco che questo è un libro necessario per il nostro tempo, un libro
necessario per comprendere come molte delle cose che facciamo siano influenzate
dall’intelligenza artificiale e necessario per renderci consapevoli della nostra responsabilità a
riguardo, un libro che racconta “come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare
in modo umano” consigliando poi di trovare un modo per regolare e “umanizzare” il loro
modo di pensare, per comprendere meglio le loro azioni e migliorare la convivenza che si
prospetta tra uomini e macchine.

      Azzini Francesco Liceo Classico, Linguistico E Scientifico Giulio Casiraghi ( Cinisello Balsamo, Lombardia )

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LE NUOVE MACCHINE INTELLIGENTI SONO DAVVERO “NOSTRE”?

Questo un è parla artificiale dell’ libro che intelligenza. Argomento cui di trovato tratta interessante per l’ho l’molto.

Si vuole ora fornire una rapida “scorciatoia” al perplesso lettore per una migliore comprensione delle due frasi iniziali:
“Questo è un libro che parla dell’intelligenza artificiale. L’ho trovato molto interessante per l’argomento di cui tratta.”

Il sensato ordine delle parole rispetto alla disposizione iniziale apre le porte a due importanti interrogativi: esiste un unico modo per pervenire alle frasi corrette? E soprattutto, si tratta di un’azione sufficiente per definirci degli esseri “intelligenti”?

In casi simili, è assai utile affidarsi ad esperti in materia come Nello Cristianini, autore de “La Scorciatoia” (2023, Società editrice il Mulino).
L’autore è professore e ricercatore nell’ambito delle tecnologie intelligenti presso l’Università di Bath, nel Regno Unito.
Il suo testo, dal titolo mirabilmente efficace, intende darci i giusti mezzi mentali per capire il funzionamento delle nostre nuove creature… perché non ne siamo pronti.

L’approccio a questa nuova “era” del pensiero deve partire, ritiene Cristianini, da un’esaustiva definizione di “intelligenza”. Occorre innanzitutto mettere in discussione la sua visione "antropocentrica" (forse l’unica che realmente abbiamo).
Prende dunque avvio uno stimolante percorso nel quale ci troveremo a rivalutare l’efficienza di un formicaio piuttosto che il comportamento di un batterio come manifestazioni di intelligenza.
Scopriremo così che tutti i modelli di intelligenza a cui diamo vita non pensano in modo umano. Pare una contraddizione.
Come può il frutto di un lavoro esclusivamente umano, operare con processi che non appartengono affatto alla logica dei suoi stessi ideatori?
Si comprenderà che addentrarsi nel mondo delle macchine intelligenti significa entrare nella dimensione del calcolo e del linguaggio informatico, abbandonando quella della coscienza e della comunicazione verbale… poiché là fuori sembra proprio che peculiarità come l’apprezzamento dell’arte o l’uso della parola non siano necessarie per essere entità intelligenti. “Siamo l’eccezione piuttosto che la regola”, appunta Cristianini.

Progettare delle intelligenze (dalle quali, per altro, potremo sempre meno separarci) è un’attività che va a braccetto con la semplificazione della nostra vita. Si può trattare di una facilitazione parziale o, come sempre più sta accadendo, di una sostituzione di intere figure professionali.
L’intelligenza è una questione di trovare scorciatoie efficienti.
Rimane essenziale non perdere di vista un aspetto, avverte Cristianini: poter sempre “tracciare” e “monitorare” la scorciatoia che le macchine percorrono.
Non è scontato, evidentemente, che le I.A. siano sempre ispezionabili e che dunque si possano sempre comprendere i processi che attuano.
Ne deriva un problema di fiducia che accompagnerà l’uomo e le sue creature in continua evoluzione.
Arriviamo perciò a chiederci su chi ricadrebbe l’eventuale responsabil… ops, potrei aver commesso un errore. Fermiamoci un istante per verificare.
Fiducia? Intelligenza artificiale?
Stiamo realmente affiancando i due concetti?
No, questo non è un film di Stanley Kubrick.

      Boutros Steven Iis G. L. Lagrange ( Milano, Lombardia )

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CONTROLLARE L’INCONTROLLABILE

Macchine autonome, nanotecnologia, cellulari estremamente versatili, robot parlanti “intelligenti”,
che fino a un decennio fa si vedevano solo nei film di fantascienza. La tecnologia negli ultimi anni
ha fatto passi da gigante, passi che hanno agevolato in modo non trascurabile le nostre vite. Ma
ogni cosa positiva ha il suo lato negativo. Anzi, in questo caso sostituirei questa frase in: “ogni cosa
positiva ha i suoi rischi”.
Ci osservano continuamente, prendono decisioni al nostro posto, scelgono le notizie che leggiamo.
le macchine intelligenti sono entrate nelle nostre vite, ma non sono come ce le aspettavamo,
hanno superato di gran lunga le nostre aspettative. Possono essere in certi casi più potenti di noi. E
allora come incorporarle nella nostra società senza rischi ed effetti collaterali?
Conoscendole.
Il professore dell’università di Bath Nello Cristianini, attraverso il suo libro “La Scorciatoia” offre al
lettore le sue conoscenze sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale IA, che permettono a chi legge
di conoscere la storia e la provenienza originale degli strumenti che utilizza quotidianamente.
“Le nostre creature sono diverse da noi e talvolta più forti. Per poterci convivere dobbiamo
imparare a conoscerle” Lo scrittore con questa frase, spiega l’essenza di tutto il libro, con uno stile
asciutto e sorvegliato, e con parole tecniche specializzate, analizza come l’uomo, con la creazione
dell’IA, predispone un concetto di teleologia per spiegare come le macchine intelligenti, hanno lo
scopo generale di migliorare la vita dell’uomo, con il supporto di decisioni, l’automazione di compiti
e tanto altro. Purtroppo però, avendo superato ogni aspettativa, con il fenomeno dell’elaborazione
di dati impliciti che lo scrittore analizza, si rischia di subire un cambiamento di questo concetto di
teleologia, e di non avere più il controllo che l’uomo pensa di avere.
Questo libro è fondamentale per chi vuole entrare in questo mondo del machine learning, ma può
risultare lento e poco scorrevole a causa del suo lessico elevato, preciso e tecnico. La poca
scorrevolezza è influenzata anche dal fatto che non vi è una vera e propria trama ma i capitoli
possono sembrare scollegati tra loro.

      Crudo Aurelio Riccardo Liceo Classico Statale Giuseppe Parini ( Milano, Lombardia )

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L’Intelligenza Artificiale è sulla bocca di tutti: dall’arrivo della nuova generazione di questa tecnologia si sono moltiplicati gli articoli, gli approfondimenti, i dibattiti, le polemiche, perfino i corsi di laurea sull’argomento.
Un’informazione chiara ed accessibile sembra però ancora molto distante. Tra articoli “clickbait”, post apocalittici e manuali specialistici è difficile capire a cosa siamo davvero di fronte.
Nello Cristianini, professore di Intelligenza Artificiale presso l’università di Bath, tenta di sopperire a questa mancanza con il suo primo saggio divulgativo “la scorciatoia”, edito da “il Mulino” nel 2023.
Con una prosa chiara e mirata, capace raggiungere i non specialisti senza perdere di precisione o cadere nel romanzesco, l’autore ci accompagna prima nella storia di questa tecnologia e poi nelle sue implicazioni sulla società contemporanea.
I primi, illuminanti, capitoli gettano le basi necessarie per rendere possibile l’approccio con l’AI, a partire dal concetto fondamentale di alterità: quella che definiamo intelligenza artificiale non ha niente a che fare con l’intelligenza a cui siamo abituati e non possiamo permetterci di valutarla e programmarla in base ai nostri canoni. Le nostre scienze si basano su leggi e definizioni, l’ai su dati puramente numerici.
Essa è cieca in ciò che fa, lavora solo per raggiungere uno scopo “ragionando” per relazioni statistiche, del tutto inconsapevole di quali dati stia elaborando e delle implicazioni che potrebbe avere.
Superata la più complessa, e a tratti ripetitiva, prima parte tecnica, iniziano qui i temi più interessanti del saggio: fino a che punto le tecnologie che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale possono influenzarci? il nostro diritto all’autonomia è al sicuro? possiamo delegar loro compiti delicati quali l’assegnazione di sussidi e posti di lavoro?
Di certo non c’è una risposta univoca, ma Cristianini guida i suoi lettori, grazie a numerosi esempi tratti dal mondo contemporaneo, verso una riflessione critica che centra i punti fondamentali.
Solo attraverso una conoscenza profonda dei sistemi di apprendimento automatico e di intelligenza artificiale possiamo estirpare i timori irrazionali e contemporaneamente evitare gli usi pericolosi e lesivi per le nostre comunità, prendendo i necessari e tempestivi accorgimenti per regolarli e controllarli e far così in modo che una tecnologia tanto potente non diventi un mezzo di influenza politica o economica ma uno strumento utile alla scienza, alla ricerca, alla medicina e a tutti quei campi che possono favorire il benessere collettivo.

      De Capitani Francesco G. Galilei ( Erba, Lombardia )

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Il volume "La scorciatoia: Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano" di Nello Cristianini, costituisce un'esauriente esplorazione sullo stato attuale dell'Intelligenza Artificiale (IA), concentrandosi in particolare sulla computazione linguistica e sui sistemi di raccomandazione automatica. Cristianini, attualmente docente di Intelligenza Artificiale presso l'Università di Bath, adotta uno stile chiaro ed conciso, rendendo la materia accessibile anche a chi non possiede competenze specifiche, con l'obiettivo di contrastare l'opinionismo spesso sensazionalista che caratterizza il dibattito sull'IA.

Il nucleo concettuale del testo è la "scorciatoia", un concetto che Cristianini utilizza per illustrare il modo in cui le macchine hanno acquisito intelligenza senza emulare il pensiero umano. Questo contrappunto alla concezione iniziale dell'IA, che mirava a replicare i processi cognitivi umani, mette in luce il successo attuale del machine learning derivante dalla capacità delle macchine di sfruttare correlazioni e parametri di valutazione derivati dalle proprie elaborazioni, sfidando le prospettive antropocentriche dell'intelligenza.

L'opera si articola in due sezioni principali: una prima focalizzata su analisi tecniche e storiche, e una seconda dedicata a riflessioni più ampie sulla funzione dei sistemi di raccomandazione nella società digitale. Cristianini offre una panoramica sul progressivo ridimensionamento del paradigma dei "sistemi esperti", evidenziando le innovazioni metodologiche che hanno portato agli attuali successi, sottolineando la transizione da una logica causale a una basata sulla probabilità.

Tuttavia, l'autore mette in evidenza l'opacità delle decisioni dei sistemi di machine learning, sottolineando gli effetti indesiderati, come comportamenti distorti e discriminazioni predittive. Tale mancanza di trasparenza rende difficile valutare l'affidabilità e la sicurezza delle applicazioni di IA, sottolineando la necessità di una regolamentazione etica e sociale nel campo.

In conclusione, Cristianini sostiene che la regolamentazione dell'IA non debba essere vista come un ideale utopico ma come una necessità imperativa. Egli evidenzia la richiesta di una comprensione più profonda dell'interfaccia tra scienze sociali, umane e naturali come sfida fondamentale per il futuro dell'IA, indicando la necessità di coinvolgere figure quali filosofi, artisti, umanisti, imprenditori, scienziati, politici e cittadini.
Come già detto prima, questo libro è accessibile a tutti sia come concetti che come linguaggio, infatti consiglio a tutte le presone ignoranti su questo fenomeno, molto importante che sta iniziando a prendere piede nella nostra vita quotidiana, di leggere questo libro. Informarsi su questi argomenti è fondamentale perchè questo sarà il nostro futuro, e sconfiggere l'ignoranza è uno degli obbiettivi che ci dobbiamo porre per migliorarci.



      Paglialunga Margherita Liceo Classico Statale Giuseppe Parini ( Milano, Lombardia )

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“Dimostrare intelligenza non significa assomigliare agli esseri umani, ma essere capaci di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”.

Con questa frase si potrebbe condensare il concetto che costituisce la base narrativa del libro “La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” di Nello Cristianini.
A catturare la mia attenzione è stato il sottotitolo, che afferma l’esistenza di una forma di intelligenza che non coincide con quella umana. Esso è stato per me spunto di riflessione: immergendomi nella lettura, ho compreso di essere vittima della modalità di interpretazione del mondo tipica degli esseri umani. Infatti, come spiega l’autore, ci troviamo in difficoltà a immaginare e studiare forme di intelligenza che non coincidono con la nostra, dunque potremmo essere tentati di ignorarle.

Nel libro, viene smontato il mito di presunta superiorità dell’uomo: noi esseri umani non siamo il paragone di tutte le intelligenze, né la destinazione naturale dei processi evolutivi. Non è infatti necessario possedere un cervello per poter assumere un comportamento intelligente; esso può essere proprio di “qualsiasi sistema in grado di agire nel suo ambiente usando sensazioni sensoriali per prendere decisioni”.

Attraverso numerosi esempi, aneddoti e riferimenti storici, Cristianini entra nel merito dei meccanismi essenziali che costituiscono le logiche di funzionamento delle tecnologie impiegate per analizzare e filtrare informazioni e dati. Lo fa utilizzando un linguaggio semplice e asciutto. Dimostrando grande padronanza della materia, affronta argomenti scientifici con chiarezza espositiva grazie all’aiuto di esempi efficaci che forniscono al lettore gli strumenti per riflettere e analizzare con sguardo tecnico il delicato meccanismo che lega inesorabilmente la nostra società all’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò rende il libro facilmente comprensibile anche da un lettore non esperto.

La chiave di lettura attraverso cui Cristianini spiega il processo evolutivo che ha portato ai recenti successi del machine learning è quello della “scorciatoia”: la nuova scienza delle macchine intelligenti parla la lingua della probabilità e dell'ottimizzazione matematica. Le macchine si sono infatti rivelate in grado di predire statisticamente numerosi comportamenti umani grazie ai dati di milioni di individui accumulati nel tempo.
Il flusso di conoscenza e nozioni con cui gli odierni sistemi sono stati istruiti li ha resi in grado di migliorare le proprie analisi predittive al punto da assumere comportamenti irrazionali e incomprensibili per gli stessi programmatori.

L’autore spiega così il dietro le quinte della tecnologia che è ormai parte integrante delle nostre vite, svelando i meccanismi di questa moderna e agghiacciante realtà dominata da macchine e algoritmi.

Il libro contiene una denuncia dei rischi a cui si può andare incontro se non si mettono in atto politiche contenitive e sprona quindi a informarsi e mantenersi vigili. La vera sfida, conclude Cristianini, consiste nel tenere unite scienze naturali, sociali e umane senza mai dimenticare che il valore supremo è “la dignità degli esseri umani, ed è così che dovremmo misurare qualsiasi decisione futura riguardo al ruolo delle macchine intelligenti”.

      Rossi Lorenzo Istituto Di Istruzione Secondaria Superiore Ezio Vanoni ( Menaggio, Lombardia )

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“La gloriosa confusione della carne e del sangue prevarrà”. Questa è l’ultima frase del brillante libro che presenta l’Intelligenza Artificiale sotto diverse sfaccettature, senza risultare in alcun modo complesso o difficile da leggere e capire.
Duecentosei pagine, che scorrono con leggerezza, nonostante l’autore abbia preso il suo tempo per spiegare (e ribadire molteplici volte) ogni concetto, affinché anche il lettore più distratto possa trarne qualche, interessante, conclusione.
“Le nostre creature sono diverse da noi e talvolta più forti. Per poterci convivere dobbiamo imparare a conoscerle”. Questo libro ci aiuta davvero tanto, a conoscerle, scoprirle, a “immergerci” nel “lontano Mondo del ‘900”, per esplorare la nascita degli algoritmi, del Web nelle sue primordiali fasi di vita e di illustri scienziati (matematici e anche filosofi e scrittori) che hanno impostato le basi per arrivare all’odierna Intelligenza Artificiale.
Il libro è composto da dieci capitoli, tutti quanti collegati fra loro: ogni argomento, ogni parola, ogni frase, viene ribadita più volte, anche solo per rinfrescare la memoria su una data informazione. Chi fosse interessato ad ampliare le conoscenze apprese in questo libro può esplorare le note bibliografiche nelle ultime pagine: almeno per me, quest’opera, non è stata il punto d’arrivo circa il mondo che ruota attorno l’I.A., bensì la rampa di lancio, per poterne sapere di più e innamorarmene.
Una parte che ho adorato di questo libro è la costante “presenza” dell’autore che, con le sue domande, i suoi punti di vista e le sue spiegazioni circa un dato argomento non ti fa mai sentire solo o disorientato, nell’esplorazione di quanto ha scritto. Ti fa venire la voglia di porti anche tu queste domande e, benché vengano sempre tutte risposte, ti fa chiedere se, oltre alla sua idea, possa essercene una diversa: una tua, personale. Non esiste il concetto di “giusto” o “sbagliato” nelle conclusioni che si vanno a trarre, perché, come non esiste una “teoria” per le I.A., nemmeno per le domande relative ad esse, esistono.
Ho scelto questo libro perché, da sempre, sono amante dell’informatica e delle “nuove tecnologie”. Sapevo alcune cose sull’I.A., immaginandomela, però, sempre in modo errato: “Alla fine dei conti, un algoritmo è solo una ricetta. Se non comprendiamo questo, e continuiamo a immaginarci gli alieni di Carl Sagan o i computer senzienti di Stanley Kubrick, non saremo in grado di sviluppare gli anticorpi di cui avremo bisogno per coesistere con le nostre creature.” Quando ho letto questa frase sono rimasto imbambolato a fissare il vuoto, perché c’è gente al mondo, ancora oggi, che crede che l’Intelligenza Artificiale sia il male assoluto, solamente perché “abituata” a pensare alla fantascienza. Ma qua si tratta della realtà. Non viene mai detto, nel libro, che non esistano robot parlanti e/o chat-bots, tuttavia, il concetto di I.A. riportato nello stesso, non è quello a cui normalmente pensiamo. In questo senso, fa molto anche il giornalismo, che riporta di notizie riguardanti le I.A. con il solo obbiettivo di “screditare” questa tecnologia.
In conclusione il libro non insegna ad aver paura delle I.A., bensì a saperle regolare: conoscere i potenziali pericoli al loro interno, imparare a convincerci in modo pacifico e produttivo. La parola d’ordine, guardando nel futuro delle I.A., non dev’essere “spegnere”, ma “regolare”. Consigliato sia agli amanti delle I.A., che a chi non le conosce.

      Mallucci Federico Liceo Statale " E. Medi " ( Senigallia, Marche )

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“LA SCORCIATOIA, Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” di Nello Cristianini ci pone davanti a una riflessione su uno degli argomenti che sta più monopolizzando l’opinione pubblica di questi tempi: l’intelligenza artificiale. Questi “agenti intelligenti” ormai sono parte della nostra vita, questi maggiordomi digitali si occupano di noi da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire. L’IA è più di quello che pensiamo, il nostro pensiero si ferma a Siri ed Alexa, tuttavia l’intelligenza artificiale si trova anche nel più banale degli annunci che ci appare nelle notifiche sul cellulare. Nello Cristianini ci presenta questo problema in maniera molto esaustiva e semplice, basta davvero staccare la spina quando i robot si fanno troppo potenti come scherzò Barack Obama nel 2016? Scopriamolo insieme.
La domanda che ho trovato più interessante nel libro è stata questa: gli agenti intelligenti sono degli assistenti che ci facilitano la vita o sono dei controllori che ci permettono di vedere solo quello che fa loro comodo per raggiungere gli obbiettivi a loro prefissati?
Ricordiamocelo sempre, le intelligenze artificiali sono dopotutto una nostra invenzione, dovremmo sempre avere una soluzione ai loro malfunzionamenti, inoltre avendo noi costruito il loro codice dovremmo essere in grado di prevedere i loro comportamenti. Sul piano teorico tutto ciò ha senso, le nostre invenzioni si comportano come noi vogliamo. Una tesi che tiene solo sul piano teorico però, Cristianini ci mostra come già dal secolo scorso alcuni agenti quali AlphaGo avevano trovato modi alternativi di raggiungere i propri obiettivi rispetto a quelli che i loro creatori avevano messo nel loro processore. Se si trova una via più veloce per raggiungere il proprio scopo perché un agente artificiale, che non è a conoscenza di alcun principio di etica e di morale o di alcuna legislazione, non dovrebbe intraprenderla? Secondo molti questo pericolo esiste solo nella mente degli scienziati, difatti pensano di potersi rendere conto di quando un agente artificiale stia uscendo dal loro controllo; ma, come spesso succede, nemmeno si rendono conto che l’algoritmo di TikTok gli ha appena propinato cinque reel identici di gattini negli ultimi sei. Già l’intelligenza artificiale non è solo nei robot, la troviamo ovunque, qualsiasi compito che l’uomo non deve svolgere appartiene all’intelligenza artificiale, ora capite quando dicevo che ne siamo dipendenti?
Cristianini usa un linguaggio tecnico che può risultare complicato da comprendere se non si hanno conoscenze specifiche, ma ritengo che con un leggero sforzo mentale il libro possa diventare interessante anche per i meno ferrati in materia.
Il libro è originale (non sono molti gli autori che parlano di IA), coinvolge divertendo il lettore e naturalmente, come già precedentemente accennato, tratta un argomento che è assolutamente centrale e attuale nella nostra società.
“La scorciatoia” è un libro che parte in maniera alquanto difficile e che potrebbe scoraggiare i lettori principianti, tuttavia se si ha voglia di superare lo scoglio del terzo capitolo concede una divertentissima avventura alla scoperta di un mondo che ci è molto vicino, ma di cui sappiamo veramente poco. Questo libro fa ciò che ogni libro dovrebbe fare, diverte e appassiona. Credo sia ora per tutti di scoprire la mano invisibile che si nasconde dentro ai nostri cellulari.

      Ragnini Mattia Liceo Scientifico Galileo Galilei ( Ancona, Marche )

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Nel decennio dell’esplosione dell’attenzione mediatica attorno a quei sistemi comunemente definiti “Intelligenza Artificiale”, il saggio “La scorciatoia”, realizzato dall’informatico e docente universitario Nello Cristianini, si presenta come l’illuminante strumento per fare ordine sull’argomento, attraverso un’analisi lucida e accurata di caratteristiche, benefici, rischi e possibili risvolti dell’ultima grande tappa della rivoluzione digitale.
Nel libro, combinando sapientemente capacità narrativa, coerenza e chiarezza linguistica, l’autore illustra distinzioni terminologiche ed esempi pratici con rigore scientifico e la ripetitività necessaria per metabolizzare al meglio concetti a cui difficilmente si è avvezzi. Prima chiarisce doverosamente la definizione di intelligenza maggiormente accettata nel suo campo, intesa come la capacità di un agente di comportarsi in modo efficace in una varietà di ambienti sulla base delle informazioni disponibili, smentendo in questo modo la falsa credenza del legame imprescindibile tra questa e l’umanità; in seguito approfondisce, servendosi di numerosi esempi, l’evoluzione del funzionamento e del modo di concepire le macchine intelligenti.
Se è vero che a partire degli anni cinquanta si susseguono fasi di sviluppo della ricerca alternate ad altre di sfiducia e declino, Cristianini individua la vera svolta nel momento in cui, tra gli anni Ottanta e Novanta, si intuisce che tali macchine si rivelano enormemente più efficaci se istruite con quantità enormi di dati presenti in natura: attraverso esse, gli algoritmi alla base di queste tecnologie sono capaci di rilevare autonomamente regolarità statistiche da una mole colossale di parametri su cui basare le proprie decisioni. Proprio l’avvento di tale “data-driven machine learning” rappresenta la “scorciatoia” che ci ha permesso di accelerare la ricerca nel campo e che si trova alla base di tutte le macchine intelligenti essenziali per le attività di miliardi di individui, aziende, banche, governi e social network.
Suggerendo contenuti e amicizie, selezionando potenziali candidati lavorativi, concedendo mutui, analizzando consumatori e in alcuni casi persino “valutando” i cittadini, è tuttavia fondamentale rendersi conto di come tali strumenti esercitino un’influenza di primo ordine su mercati, istituzioni, cultura e pensiero. In particolare, l’autore evidenzia come l’uso di tecniche di microtargeting basate su dati psicometrici raccolti dagli algoritmi per influenzare acquisti ed elezioni (come Cambridge Analytica) o la crescita dei preoccupanti fenomeni di polarizzazione e depressione causati dalle bolle di contenuti presenti su Internet, dimostra l’urgente necessità di un intervento da parte delle istituzioni.
Su questo egli si svincola, molto lucidamente a mio avviso, da tutti gli approcci proibizionisti e semplicistici che propongono di “staccare la spina”, come affermò Obama in un’intervista del 2016. Fornendo una visione fiduciosa nel progresso, ma anche ben consapevole dei suoi rischi, che condivido pienamente, Cristianini riconosce che l’unica via per una sana convivenza con l’IA risiede in una regolamentazione che limiti gli interessi dei privati e privilegi il benessere e la dignità umana. Alla luce di ciò, è fondamentale ricordare che l’evoluzione del machine learning, creata dall’uomo per l’uomo, non può “uscire dal nostro controllo” da sola, bensì i suoi effetti sul futuro dell’umanità dipenderanno unicamente dalle nostre decisioni.

      Santinelli Federico Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci ( Jesi, Marche )

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L’Intelligenza artificiale (IA) è oggi al centro del dibattito pubblico culturale e politico, sia per le sue enormi potenzialità, sia per i rischi insiti in un suo uso scorretto, dovuto a un’assenza di regolamentazione etica e giuridica.
Nel libro “La Scorciatoia - Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, Nello Cristianini, docente di Intelligenza Artificiale presso l’Università di Bath nel Regno Unito, analizza l’impatto che l’IA ha e avrà sempre più sulla nostra vita quotidiana e ci guida nella comprensione delle “scorciatoie” statistiche basate sull’apprendimento automatico che l’hanno creata, distanti dal modo in cui ragiona la mente umana e per questo spesso considerate rischiose, perché fuori controllo per l’uomo. Le macchine intelligenti, infatti, hanno imparato a comportarsi come noi senza però pensare come noi: infatti hanno raggiunto risultati straordinari basando il loro comportamento su relazioni statistiche ricavate da grandi quantità di dati e non seguendo modelli logici.
Nel libro, pubblicato nel 2023 dalla casa editrice Il Mulino, l’autore mette in guardia contro il rischio di essere colti di sorpresa dagli effetti collaterali dell’IA senza esserci preparati in tempo, perché solo conoscendo le macchine intelligenti è possibile convivere con loro e fidarci, delegando loro decisioni importanti. L’autore afferma con convinzione che non bisogna avere paura di questa evoluzione tecnologica: non si può tornare indietro e “staccare la spina”, come disse il presidente Obama nel 2016 in risposta a una domanda sui rischi legati all’IA. Dobbiamo quindi comprendere l’intelligenza artificiale e soprattutto emanare leggi ed imporre regole che tutelino le persone dai rischi di un suo utilizzo inopportuno: ciò richiederà la collaborazione ed il dialogo tra scienze umane, sociali e naturali. L’IA non è una minaccia per l’umanità a patto che non sia solo il mezzo per produrre un maggior profitto per pochi, ma renda migliore la vita di tutti.
Il libro - un saggio divulgativo molto concreto, dal lessico semplice e accessibile a tutti, anche ai meno esperti di nuove tecnologie - risponde proprio a queste domande, offrendo un panorama completo, dalle origini storiche e teoriche dell'IA e delle tecniche di apprendimento automatico, fino alle applicazioni pratiche, per esempio nella robotica e nella medicina, e ponendo l’attenzione sui prossimi cambiamenti della società causati dal suo sviluppo. Dal libro emerge il grande ottimismo dell’autore circa le sfide future dell’IA che dovrà non solo avere come obiettivo l’efficienza e il guadagno, ma essere al servizio dell’umanità e promuovere il suo benessere. L’IA non è né buona né cattiva, dipende come viene usata: ecco perché servono norme precise per renderla affidabile e sicura.
Dobbiamo accettare le sfide dell’IA senza angoscia, usando proprio la nostra intelligenza, non lasciando il potere in mano a poche aziende che, potendo investire grandi capitali, cercheranno di acquisire il controllo esclusivo dei nostri dati: è qui che la politica deve agire, fissando regole per la tutela del bene comune.
Consiglio questo libro a tutti coloro, più o meno esperti in materia, che vogliono approfondire la loro conoscenza dell’IA e dei meccanismi che stanno alla base dell’apprendimento automatico e riflettere sul suo impatto sulla società, per diventare più consapevoli ed essere pronti ad affrontare le sfide che l'IA ci porrà in futuro.

      Bello Stefano Isis Majorana-fascitelli ( Isernia, Molise )

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La Scorciatoia di Nello Cristianini, pubblicato da Il Mulino nella serie "Contemporanea", è un viaggio illuminante all'interno del mondo dell'intelligenza artificiale, che rivela come le macchine abbiano raggiunto livelli di intelligenza avanzata seguendo percorsi imprevedibili e non conformi all'umanità. Attraverso le pagine di questo libro, Cristianini, professore di IA presso l'Università di Bath, offre una narrazione accessibile e profondamente informativa, ideata per rendere meno complessi i concetti e avvicinare il grande pubblico alle dinamiche dell'IA.
Cristianini ci conduce lungo il percorso degli anni dedicati alla ricerca e allo sviluppo che hanno rivoluzionato l'intelligenza artificiale, partendo dalle prime sperimentazioni per creare macchine in grado di ragionare come gli esseri umani fino ad arrivare ai moderni sistemi di apprendimento automatico che individuano schemi e correlazioni nei dati a loro disposizione. Il libro è pieno di esempi che dimostrano come queste tecnologie siano ormai completamente integrate nella nostra quotidianità, dalle piattaforme online di raccomandazioni ai programmi di riconoscimento della voce. Al centro del testo si trova l'idea fondamentale della "via breve", un concetto essenziale per comprendere l'evoluzione dell'IA. Invece di emulare il processo di pensiero e apprendimento umano, gli sviluppatori hanno individuato alternative metodi per consentire alle macchine di "imparare" e progredire nel tempo. Questa prospettiva si è dimostrata non solo efficace, ma ha anche accelerato il progresso tecnologico, portando a sviluppi che una volta erano considerati lontani decenni.
Tuttavia, l'opera va oltre la celebrazione dei risultati ottenuti dall'IA; ciò che viene affrontato sono anche le problematiche etiche e sociali legate al suo sviluppo. Si sollevano dubbi sulla capacità delle macchine di prendere decisioni basate su algoritmi complessi, mettendo in discussione l'opacità di tali processi decisionali e le possibili discriminazioni che potrebbero emergere; parla anche di come le tecniche di machine learning, integrate ormai nella vita di tutti i giorni, possano influire sulla nostra salute mentale e manipolare le nostre concezioni del mondo. Cristianini pone l'accento sul fatto che l'assenza di trasparenza nei meccanismi di IA può portare a conseguenze indesiderate, sottolineando quanto sia importante una regolamentazione attenta per garantire un utilizzo etico e responsabile di queste tecnologie.

L'idea dell'IA proposta da Cristianini, che prevede un approccio che coinvolga diverse discipline, invita filosofi, artisti, scienziati e cittadini a partecipare attivamente alla discussione sulle implicazioni di queste tecnologie sulla società. Questa prospettiva collettiva mette in evidenza l'importanza di un dialogo aperto e inclusivo, indispensabile per superare le sfide dell'innovazione tecnologica, che talvolta possono essere turbolente.
Esplorando i contesti storici, etici e sociali dell'Intelligenza Artificiale, "La Scorciatoia" si presenta non solo come un libro informativo, ma come un cruciale punto di partenza per riflettere sul legame tra l'umanità e la tecnologia. Le pagine scritte da Cristianini offrono una guida indispensabile per orientarci in un mondo in continua evoluzione, ricordandoci che, malgrado l'era digitale, sono i principi umani e la reciproca comprensione ad essere fondamentali per un progresso sostenibile.

      Di Palma Aurora Liceo Scientifico A. Romita ( Campobasso, Molise )

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L'autore, Nello Cristianini, con il suo saggio “LA SCORCIATOIA", pubblicato nel 2023 dalla casa editrice IL MULINO, ci presenta il nuovo e discusso tema dell'intelligenza artificiale, che può rappresentare una svolta nella nostra vita quotidiana.
Lo studioso riesce ad analizzare, in modo dettagliato ma allo stesso tempo chiaro, il tema dell’IA; inoltre, si sofferma sulla sua evoluzione recente: le scorciatoie, infatti, hanno arricchito le conoscenze e incrementato le opportunità di applicazione.
L’intelligenza artificiale ci porta ad approfondire problematiche scaturite dalla ricerca dell’autore: essa può essere definita come capacità di apprendere, ragionare e adattarsi all’ambiente; se parliamo di “problem solving”, inoltre, ci riferiamo ad un processo mediante il quale l’IA riesce ad affrontare e risolvere compiti o problemi specifici.
Gli algoritmi e i modelli di “Machine Learning” vengono utilizzati per analizzare dati, generare risposte e soluzioni.
Un altro tema interessante è l’apprendimento automatico, un metodo in cui i sistemi riescono, in maniera autonoma, da una grande vastità di dati, senza la necessità di seguire regole precise e usando la probabilità, a ridurre i tempi di risoluzione dei problemi; l’ottimizzazione matematica, dunque, permette di individuare gli schemi dei dati per migliorare la loro prestazione nei compiti richiesti.
Inoltre, l’IA può presentare delle “scorciatoie impreviste" di fronte ad errori imprevisti derivanti da dati insoliti, fornendo risposte che non corrispondono a ciò che noi chiediamo. Simili risultati potrebbero minare la fede nella scienza, perciò si rivela necessario attuare un'attenta progettazione per garantire un uso più che sicuro della nostra intelligenza artificiale.
La lettura del libro è stata molto interessante e coinvolgente perché mi ha fatto capire come l’IA si sia evoluta negli anni e quanto essa sia importante nella vita di tutti i giorni, quanto una macchina riesca a risolvere, attraverso semplici dati, dei problemi molto grandi in pochissimi secondi.
Le idee dell’autore, dunque, mi appaiono come inserite in un cerchio che parte dall’uomo e torna all’uomo, il primo a programmare con la sua intelligenza un'altra intelligenza, per riuscire a risolvere, in tempo più breve rispetto alla mente umana, ciò che gli viene proposto di fare.
«Gli spiegai che i computer non saranno nulla da soli, che dobbiamo dire loro tutto, ma poi possono ricordarlo e talvolta anche ragionarci su. A quel punto tuttavia Don Antonio aveva voltato le spalle alla macchina sentenziando “queste cose non saranno mai migliori di noi”, sembrò sollevato oltre che deluso. Aveva ragione ?» .
L’IA non riuscirà mai a competere con l'intelligenza umana proprio perché manca di una vasta gamma di abilità:la creatività, la flessibilità cognitiva e l’emotività.

      Marracino Alessia Liceo Scientifico A. Romita ( Campobasso, Molise )

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Arriverà il momento in cui non saremo più in grado di governare l’intelligenza artificiale? Riusciremo ad accettare che gli algoritmi sostituiscano l’uomo? Asimov avrebbe probabilmente affermato “dati insufficienti per risposta significativa”. Lo scenario generato dall’Intelligenza Artificiale (IA) è affascinante o forse distopico, dipende dai punti di vista. Da queste considerazioni inizia il viaggio nei meandri di un mondo tanto sconosciuto quanto affascinante, ma sicuramente attuale e necessario da esplorare. L’autore Nello Cristianini, con un linguaggio appropriato e chiaro, una sintassi fluida e una struttura dell’opera schematica e precisa, esemplifica le peculiarità di un’intelligenza aliena, diversa dalla nostra ma altrettanto potente ed importante da conoscere. All’interno dei dieci capitoli che compongono il libro, l’autore ci illustra sapientemente gli inimmaginabili impieghi dell’IA, dal marketing alla medicina, dai social media alla politica, coinvolgendo il lettore con rivelazioni accattivanti e sorprendenti. Per comprendere il modo di agire delle macchine, dobbiamo accettare che “è fuorviante attribuire qualità umane a tutti gli agenti intelligenti” e che un algoritmo può raggiungere prestazioni sovrumane, superando anche i suoi programmatori. Cristianini delinea, pagina dopo pagina, la storia, i successi, gli errori e le fortuite scoperte che hanno condotto alla nascita di una realtà parallela ma allo stesso tempo incidente con la nostra, a tal punto da essere ormai insostituibile. Non possiamo perseguire la velleitaria illusione di tornare indietro nel tempo, eliminando l’IA. Siamo quindi destinati a diventare dei meri dati nel mondo dell’IA? No, il nostro compito è studiare, regolare ed ispezionare il campo d’azione degli agenti intelligenti, così da evitare “effetti collaterali” esiziali per l’uomo. “La scorciatoia” è un libro-rivelazione, fondamentale per tutti coloro che vogliono scoprire cosa si cela dietro l’IA, che ha reso la nostra società estremamente capziosa, poiché ci fa credere di essere liberi, ma allo stesso tempo sembra manipolarci, influenzando le nostre scelte e addirittura indebolendo valori sociali come la privacy, la libertà di espressione, l’uguaglianza … Possiamo, quindi, affermare che “Noi plasmiamo i nostri strumenti e poi i nostri strumenti plasmano noi”. Nel sentiero attraverso le scoscese pareti di un incessante progresso tecnologico, nell’ineluttabile lotta-collaborazione tra uomo e macchina, “La scorciatoia” afferma con grido dirompente il trionfo dell’umano. Il connubio di corpo, anima, emozioni, ovvero l’uomo, potrà assistere alla comparsa di agenti molto più intelligenti, veloci e brillanti di lui, ma non perderà la sua dignità, il suo desiderio ardente di fare ricerca, di porsi domande, di superare i propri limiti e compiere nuove scoperte. È questa incessante curiosità che ha permesso all’uomo di creare i primi videogiochi, di studiare gli algoritmi opportuni per ottenere degli agenti di raccomandazione efficienti, di realizzare macchinari per eseguire diagnosi mediche con estrema sicurezza.... Non sappiamo in quale direzione ci condurranno le macchine intelligenti, perché molte domande non hanno ancora una “risposta significativa”, ma siamo certi che “il valore supremo è la dignità degli esseri umani. […] A prescindere da quanto più intelligenti di noi potranno essere diventate, <<non saranno mai meglio di noi.[…] La gloriosa confusione della carne e del sangue prevarrà>>”.

      Rago Mattia Isis Majorana-fascitelli ( Isernia, Molise )

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“Dimostrare intelligenza non significa assomigliare ad esseri umani, ma essere capaci di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove. Questa capacità non richiede un cervello: la possiamo trovare anche in piante, colonie di formiche e software.” Nello Cristianini, professore di informatica presso l’università di Bath, nel suo libro “La Scorciatoia”, nel quale ci guida nella scoperta dell’intelligenza artificiale e spiega come essa è arrivata a far parte della nostra quotidianità.
Il testo inizia con una definizione generale dell’intelligenza, poi si cimenta nel corso dei capitoli a spiegare in modo dettagliato come essa nasce, partendo perciò dalle sue radici, quindi dagli scienziati che sono stati le colonne portanti di questo campo e i processi grazie ai quali le macchine riescono a fare cose che ai nostri occhi sembrano impossibili. Fino ad arrivare a come L’AI è presente ovunque ai giorni nostri.
Il testo, suddiviso in dieci capitoli a loro volta suddivisi in numerosi paragrafi. Il professore si rivela eccezionale nella stesura, favorendo una lettura scorrevole, chiara e comprensibile e allo stesso tempo fornisce informazioni molto approfondite, facendo riferimenti importanti ad avvenimenti storici che favoriscono l’interesse del lettore.
Il testo durante tutta la storia rimane neutrale, senza esprimere proprie opinioni, questo ci permette di capire che l’obiettivo dell’autore non è quello di criticare o elogiare il funzionamento o l’utilità dell’intelligenza artificiale ma quello di spiegare in modo oggettivo il suo funzionamento. Lo scopo di far capire come integrare l’AI nella nostra società senza alcun rischio e quindi come rendere questo passaggio fondamentale sicuro. Lo scopo di informare si riflette anche nella spiegazione del funzionamento degli agenti al giorno d’oggi, dimostrando: come ogni singolo click sui nostri dispositivi porta la macchina a ricavare da esso una grandissima varietà di informazioni, come le più grandi aziende del mondo sono riuscite a creare un sistema di marketing digitale perfetto e come l’informatica ha influito in ciò, come l’intelligenza artificiale è presente in campi come la politica anche se ai nostri occhi può sembrare assurdo.
A parer mio il testo è estremamente affascinante e stimola la curiosità del lettore, inoltre, leggerlo permette di osservare con occhi diversi l’intelligenza artificiale a partire dai nostri smartphone e dai social network, ci insegna ad una navigazione più sicura su essi perché ci permette di capire il loro funzionamento e quindi le conseguenze di ogni singolo nostro click.
Consiglio il libro ai ragazzi delle superiori perché in grado di comprenderlo, ma anche a tutti gli appassionati di informatica e ai ragazzi curiosi di scoprire i meccanismi misteriosi dell’intelligenza artificiale.
Voto 9/10

      Aleddu Anna Liceo Scientifico Annesso Al Convitto C. Alberto ( Novara, Piemonte )

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Il cambio di paradigma: dalla conoscenza simbolica allo statisticamente probabile.
Il libro del docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath, Nello Cristianini, La scorciatoia: come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano pubblicato all’interno della collana “Contemporanea” della Casa Editrice “Il Mulino”, 2023, spiega, in modo semplice e preciso, il cambiamento epocale che stiamo vivendo in campo tecnologico. Partendo dall’essenziale ridefinizione, nel primo capitolo, del termine ‘intelligenza’, spogliato di ogni connotazione filosofico-morale, come “la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente incerto”, arriva a trattare, nel secondo e centrale capitolo, il cambio di prospettiva che oggi occorre attuare quando ci si approccia al machine learning. Non si tratta più di macchine capaci di replicare punto per punto i processi del pensiero umano, ma di analizzare milioni di dati, parole, comportamenti, e quindi individuare delle regolarità statistiche e predire in base a queste regolarità ciò che accadrà al passo successivo. Ecco quindi il significato del sottotitolo: le macchine diventano efficaci non perché cercano di carpire il segreto della logica umana, ma perché aggirano l’ostacolo perseguendo la predittività. Nel libro vengono citati anche vari studiosi che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante punto di svolta, tra i quali il teorico dell’informazione Fredrick Jelinek che arriva a modellare il linguaggio naturale senza l’uso di grammatiche, ma solo con informazioni statistiche. Da questa lettura si comprende come la sua riflessione mostri una visione d’insieme delle problematiche connesse al nuovo paradigma che vanno ben al di là del campo prettamente tecnico-scientifico e che riguardano tutti gli ambiti umani, da quello umanistico, a quello filosofico. Gli algoritmi vengono addestrati per individuare regolarità e schemi ricorrenti sulla grande quantità di dati che il nuovo approccio statistico del machine learning necessita. Insomma, i dati definiscono entro quali limiti e secondo quali lenti l’IA può vedere il mondo e ordinarlo. Cristianini parla anche di teleologia, di dignità umana, sfociando poi nei problemi etici, perché i dati, svincolati dal loro contesto, non sono mai neutri, ma veicolano sempre, anche implicitamente, dei significati. Ecco perché l’autore usa un linguaggio chiaro, non specialistico, privo di formule matematiche, rivolto a lettori di ogni disciplina, proprio per avviare un dialogo proficuo tra le diverse sfere di competenza. Questo suo lavoro ben si inserisce nell’attuale panorama editoriale sull’argomento, dove troviamo lavori come quelli di L. Floridi, Etica dell’intelligenza artificiale e Ch. Mannelli, Etica e intelligenza sanitaria. Il caso sanitario. Il docente di Bath, in questa sua prima monografia in lingua italiana, utilizza il suo rigore scientifico per coinvolgere il maggior numero di persone possibili sui nuovi aspetti della tecnologia usata tutti i giorni, ma di cui molti utenti ignorano i nuovi risvolti, rendendoli più informati e consapevoli. Nel leggere il testo di Nello Cristianini ho avuto modo di riflettere su come non si possa considerare la regolarità e l’ordine dei dati individuati dalla macchina come oggettivi e neutrali, perché non esiste a priori un ordine oggettivo e neutrale. Di conseguenza, i dati definiscono entro quali limiti e secondo quali lenti l’IA può vedere il mondo e ordinarlo.

      Altara Filippo Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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Nello Cristianini, professore di Intelligenza Artificiale all'Università di Bath, ci conduce attraverso un avvincente viaggio nel mondo dell'intelligenza artificiale nel suo saggio "La Scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”.
Il libro mette subito in evidenza che dovremmo abbandonare una certa visione un po’ troppo antropocentrica di intelligenza a favore di una definizione che vede essa come “la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente sconosciuto”, estendibile a tutte le creature viventi e artificiali.
Le macchine intelligenti sono diverse da noi e anche più forti. Cristianini ci invita a comprendere queste creature tecnologiche per convivere con esse in modo proficuo delineando il percorso storico dell'intelligenza artificiale, dall'inizio negli anni '50 fino al presente, focalizzandosi sulle scorciatoie del machine learning.
Tali macchine sono entrate nelle nostre vite ma non possiamo capirle o ragionare con loro, perché il loro comportamento è in realtà guidato da relazioni statistiche ricavate da quantità enormi di dati. Questo libro, penetrante e originale, ci indica come possiamo fidarci di questi nuovi «alieni». Il nucleo del libro è costruito attorno a tante coinvolgenti storie, riferimenti storici e personaggi specifici, che coincidono con i momenti di svolta del settore.
Viene inoltre affrontato il tema delicato del rischio associato alle macchine intelligenti. Infatti, esse possono assorbire pregiudizi presenti nella società e prendere "scorciatoie pericolose." La fiducia cieca nelle macchine può portare a decisioni dannose. Cristianini si interroga su come possiamo garantire che le macchine rispettino i principi etici fondamentali. Come possiamo essere sicuri che la macchina rispetti la Prima legge della robotica di Asimov, per cui nessun robot può danneggiare un essere umano?
Il libro conclude affrontando il problema delle decisioni delegate alle macchine intelligenti e il rischio di una divisione sociale sempre più marcata. L’autore riflette sulle sfide etiche sociali connesse alla crescente dipendenza dalle tecnologie intelligenti e propone una riflessione critica su come mitigare tali rischi.
All’interno di questo saggio scientifico ho trovato il linguaggio comprensibile, attraverso il quale l’autore inserisce esaustive citazioni di studi, riferimenti e un notevole ordine narrativo orchestrato dai titoli dei paragrafi. Il libro è caratterizzato inoltre da aneddoti che trasmettono vivacità e un tono moderato e soprattutto fiducioso sull’IA.
Il saggio tratta un tema innovativo in modo accurato dal punto di vista scientifico, che la politica non tocca, mostrando un vuoto legislativo. Il valore del libro risiede nella sua capacità di rendere accessibili concetti complessi senza sacrificare la profondità scientifica. Tuttavia il libro risulta leggermente dispersivo e ripetitivo nella prima parte.
In conclusione, "La Scorciatoia" si rivela un libro ricco e stimolante. Nello Cristianini fornisce una guida perspicace che, senza dubbio, si rivelerà essenziale per chiunque desideri comprendere il ruolo attuale e futuro delle macchine intelligenti nella nostra società.
Il libro è una lettura consigliata per chiunque sia interessato a esplorare l’intelligenza artificiale in tutte le sue sfaccettature.

      Gatto Caterina Liceo Scientifico E. Berard ( Aosta, Piemonte )

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Il saggio di Nello Cristianini, pubblicato nel febbraio 2023, contiene moltissime informazioni su uno dei temi attuali più discussi: l'intelligenza artificiale. Descrivendo abitudini animali particolari o riportando citazioni e fatti storici, l'autore introduce e descrive i fondamenti di questa nuova branca della Scienza trattandoli scrupolosamente. Cristianini, nato a Gorizia nel 1968, è uno degli scienziati più influenti del decennio(1) ma la sua è una figura poliedrica: informatico, ricercatore, professore universitario a Bath nonché scrittore, ha una laurea in fisica, un Master in "Computational Intelligence" e un PhD.
Per illustrare l’IA, va dapprima delineato il termine "intelligenza": definendola «in termini di comportamento di un agente»(2), comprendiamo che non è una singola qualità ma un comportamento. I ricercatori hanno sviluppato quindi l’IA in sistemi di agenti autonomi in grado di imparare attraverso le quantità di dati di cui dispongono e formulare risposte specifiche per ogni contesto. Essa potrebbe però perpetuare pregiudizi e stereotipi seguendo “alla lettera” gli algoritmi di istruzione, compromettere la nostra autonomia con messaggi personalizzati e manipolanti, trovarsi in una condizione di vantaggio per le molte informazioni di cui dispone e sfruttare l'istinto umano per attività poco etiche. Ormai siamo in una “macchina sociale”, un sistema in cui l’uomo e la macchina sono incatenati, non si può tornare a un mondo senza IA ma lavorando con le scienze naturali, sociali e umane si può cercare il miglior modo di regolarla.
La complessità del testo e l’eventuale bisogno della rilettura di alcuni paragrafi per comprenderne a pieno il concetto potrebbero a prima vista sembrare punti deboli del libro, ma sono invece suoi punti di forza. Cristianini utilizza un linguaggio specifico e complesso ma le nozioni sono, talvolta con una seconda lettura, per tutti e non tendono a una semplificazione sommaria dell’argomento. L’autore utilizza esempi, molto utili per me, e citazioni per illustrare l’argomento e facilitarne la comprensione: sono frasi di politici(3), matematici o informatici(4) ma anche menzioni di articoli e parallelismi con il mondo animale. Ad esempio nel capitolo III la razionalità del mondo viene associata al comportamento regolare della lumaca di mare Aplysia: «Il comportamento razionale richiede la capacità di anticipare le conseguenze delle proprie azioni, e un modo affidabile di ottenere questa abilità è mediante l’apprendimento. È questo che fa l’Aplysia quando diventa assuefatta a uno stimolo, che abbia ragione oppure no di aspettarsi che l’ambiente sia regolare.»(5).
È un saggio utile a capire gli algoritmi e il possibile uso delle macchine per manipolarci, oltre a ben illustrare l’IA che fa ormai parte della nostra vita, non come illustrano i vecchi luoghi comuni che la vedono “semplicemente” alla guida di un autobus bensì in una forma virtuale e benefica per l’intera economia. Oggi tutti dovrebbero poter leggere questo libro e conoscerne gli argomenti perché «Non possiamo realisticamente ritornare a un mondo senza Intelligenza Artificiale, così dobbiamo trovare un modo di convivere in sicurezza con questa tecnologia»(6).

1 Dal giugno 2014 è nella lista degli "scienziati più influenti del decennio" di Thomson Reuters
2 Op. cit., p. 13
3 Nel capitolo X è citata una frase di Barack Obama del 2016
4 Nel capitolo IV vi è un commento di Ada Lovelace sulle macchine.
5 Op. cit., p. 67
6 Op. cit., p. 187

      Macciò Sara Istituto Superiore Lagrangia ( Vercelli, Piemonte )

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“La Scorciatoia – come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” è stato pubblicato nel febbraio del 2023, dalla Casa Editrice Il Mulino. L’autore, Nello Cristianini, nato a Gorizia nel 1968, è un informatico e scrittore, professo-re di intelligenza artificiale presso l'Università di Bath. I suoi contributi di ricerca spaziano in vari ambiti, quali apprendimento automatico, intelligenza artificiale e bioinformatica.
L’Intelligenza Artificiale (IA) è tra noi. A volte la percepiamo appena, più spesso ci ac-compagna come una presenza invisibile. Il rischio è che l’IA e i suoi effetti ci colgano di sorpresa, senza essere riusciti a prepararci in tempo e senza aver capito davvero le sue potenzialità e i suoi rischi. In questo spazio ancora confuso arriva il saggio di Nello Cristianini. La Scorciatoia è un libro che esplora il fenomeno dell’intelligenza artificiale e le sue implicazioni etiche, sociali e scientifiche. Comprensibile anche ad un lettore non esperto, si basa su una vasta documentazione scientifica e offre numerosi esempi e spunti di riflessione. L’autore ci mostra come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano, sfruttando le relazioni tra enormi quantità di dati. La scorciatoia indica proprio il modo in cui le macchine “hanno imparato ad imparare”. Il libro è diviso in tre parti: la prima parte descrive le caratteristiche e le origini delle macchine intelligenti e, in particolare, il primo capitolo è dedicato alla ridefinizione del concetto di intelligenza non più concepibile solo in termini antropomorfici. La seconda parte analizza le capacità e i limiti delle macchine e la terza propone delle possibili soluzioni per gestire i rischi correlati alle macchine intelligenti. A questo proposito l’autore propone come possibili soluzioni lo sviluppo di competenze necessarie per usare in modo critico e responsabile le macchine intelligenti. Il testo si divide fra considerazioni più tecniche e altre storiche, come nel capitolo 4 la spiegazione del successo della mossa 37 in una famosa partita del gioco Go nel 2016, basata sull’esperienza che il computer aveva ottenuto grazie a tutte le partite giocate e che nulla aveva a che fare con la programmazione della macchina stessa. La ricostruzione dell’autore amalgama, perciò, il racconto di importanti novità ingegneristiche con la de-scrizione dei metodi utilizzati dagli scienziati per comprendere l’IA. Il libro, quindi, è sia una guida per il presente sia uno sguardo sul nostro futuro. Discipline teoriche alla base dell’IA devono rapidamente uscire dai laboratori e farsi conoscere, generando un dibattito che accolga le opinioni di tutti ma soprattutto che coinvolga il “mondo umanistico”. In conclusione, La Scorciatoia è un libro che offre una panoramica aggiornata e stimolante sull’intelligenza artificiale.
Il libro mi ha interessato molto perché mi ha permesso di avvicinarmi ad un mondo da me poco conosciuto; mi ha dato l’opportunità di capire il meccanismo su cui è basata la crea-zione delle macchine intelligenti e i loro usi attuali, anche in oggetti comuni come lo smartphone. Dall’altro lato, però, questo mondo mi appare ancora oscuro e non del tutto comprensibile; ciò mi fa ripensare al libro e al film “Io Robot” e alla possibilità che le macchine intelligenti possano prendere il sopravvento sull’uomo, assalendomi il timore che il futuro del mondo possa essere regolamentato secondo leggi che non sono più umane ma “artificiale".

      Magini Lodovica Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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POSIWID: “The purpose of a system is what it does”, sette lettere alla base del mondo odierno, i suoi valori e le sue contraddizioni. Dalla lista della spesa alle elezioni presidenziali, ci siamo affidati all’IA per risolvere problemi in campi dove ancora non esiste teoria, rinunciando a comprenderne i meccanismi. Come antichi amuleti, le nostre “creature” hanno esaudito i nostri desideri, accorciando la distanza tra noi e i nostri obiettivi, ma senza svelarne la magia. Sapremmo ancora dire di controllare le nostre macchine? Ora che non è più pensabile “staccare la spina”, è necessario rivedere il rapporto tra carne e macchina. Nello Cristianini, informatico e scrittore, professore di IA all’Università di Bath, ci conduce alla scoperta dell’intelligenza “aliena” di questo mondo.
La scorciatoia, titolo dell’opera, rappresenta il cambiamento radicale del concetto di intelligenza, l’espediente per una nuova comprensione della realtà che non necessiti di un linguaggio o di una coscienza. Dall’esperienza di Frederick Jelinek ed il cinico precetto “licenzia un linguista”, si è giunti a quello che Thomas Kuhn definì un “cambiamento di paradigma”, una rivoluzione nel concetto di “successo”: alle infinite regole ed eccezioni dei sistemi esperti si è sostituito un comportamento teleologico e probabilistico, basato sulla disponibilità di una sovrumana quantità di dati.
Dalla traduzione automatica alla valutazione del rischio individuale, dai giochi online ai CV, ogni giorno ci interfacciamo con algoritmi, contribuendo con il feedback implicito e la filtrazione collaborativa alla crescita delle “macchine sociali”. Con linguaggio chiaro ed efficace ed esaustivi esempi, Nello Cristianini adempie all'impegno preso durante l’intervento al Parlamento europeo del 2017: con quest’opera il saggista guida verso una valida comprensione della moderna interazione tra uomo e macchina, introducendo il lettore ad un tema che lo riguarda quotidianamente.
L’impiego di algoritmi di machine learning nel campo dell’intrattenimento non solo rappresenta il campo dove oggi avviene il maggior contatto con l’IA, ma anche quello più fragile: bias e loops, personalizzazione degli annunci e delle informazioni ledono l'autonomia dell'uomo di scegliere con notizie salve da manipolazioni esterne. Dalla sfumatura di blu dei link alla copertina dei film online, sono svariati gli stratagemmi utilizzati per sfruttare le nostre inconsce preferenze. La mancanza di una corretta regolamentazione e la discrepanza tra i valori degli utenti e della “mano invisibile” ci espongono ai pericoli dell’economia comportamentale, come la percezione distorta della realtà e la polarizzazione politica, il contagio emotivo e gli effetti collaterali sulla psiche. Dalla rappresentazione offerta si evincono la potenzialità dell’impiego delle intelligenze “aliene” e i problemi connessi all’incomunicabilità odierna tra uomo e macchina.
Come ci mostra l'autore, bisogna tornare sui propri passi per sapere dove la strada intrapresa ci sta portando. La sfida di oggi è mantenere la fiducia in un'interazione che assicuri sicurezza, rispetto, trasparenza, correttezza e privacy (cinque nuovi fattori da preporre a quelli OCEAN per lo studio del comportamento umano), imporre valori legali e morali e combattere la nozione di “comportamento non intenzionale” che ci è stata attribuita. In un mondo dove non siamo i soli “intelligenti”, è solo nostro il compito di pensare in modo umano.

      Murru Francesca Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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Come sappiamo se qualcosa è intelligente? Dimostrare intelligenza non significa assomigliare agli esseri umani ma essere capaci di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove. Questa è la risposta che dà Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all’università di Bath nel Regno Unito, nel suo libro “La scorciatoia”. Egli invita il lettore a immaginare forme di intelligenza fondamentalmente diverse da noi, che è estremamente difficile considerando l’inclinazione antropocentrica dell’uomo nel farlo. Per le macchine, il test di Turing rimase per decenni l'unica definizione operativa di intelligenza: questo test simulava una conversazione tra un uomo e una macchina intelligente, valutandone la sua capacità di rispondere. Questo ha garantito la formazione di un mondo regolare, guidato dalla generalizzazione che azioni simili risultino in conseguenze simili. I ricercatori iniziarono perseguire la programmazione di macchine intelligenti che avessero un tipo di intelligenza statistica: l’obbiettivo era riuscire a compiere delle previsioni future basandosi su eventi passati. Non abbiamo la garanzia che le previsioni saranno corrette, tuttavia questo passo verso la statistica fu essenziale: da questo momento la ricerca fu basata sulla creazione di algoritmi che fossero in grado non solo di descrivere, attraverso formule, un insieme di dati, ma anche di prevedere possibili errori o dati mancanti. Le macchine intelligenti sono in grado di scoprire correlazioni al di là della nostra comprensione e il fatto che tali siano in grado di operare in campi per cui non abbiamo alcuna teoria, è il loro principale vantaggio: AlphaGo, un simulatore di Go, in una partita contro il miglior giocatore al mondo del tempo, vinse in un modo che nessuno riuscì a interpretare o presumere. La macchina poteva fare cose che nessuno dei suoi programmatori era in grado di fare, il programma aveva imparato da solo a giocare meglio dei suoi creatori: si poteva ridurre la quantità di informazioni che era necessario dare alle macchine prima che potessero lavorare su un problema. Traspare però un senso di preoccupazione; Wiener, fondatore della cibernetica, era preoccupato che le macchine potessero prendere delle scorciatoie pericolose. Non possiamo effettivamente assicurarci che le macchine non violino le fondamentali norme sociali, eseguendo “alla lettera” quello che viene chiesto loro. Può essere difficile controllare se agenti intelligenti di tipo statistico prendono decisioni per motivi validi, poiché essi agiscono senza alcuna considerazione di cause o spiegazioni e soprattutto senza comprendere l'argomento trattato. Senza considerare il rischio che la macchina si avvalga di un “pregiudizio trovato in natura”, detto “algorithmic bias”, riflettendo disuguaglianze già esistenti nel mondo. Nello Cristianini ci aiuta a riflettere, grazie a esempi numerosi e pertinenti, sulla complessità della moderna IA, guidandoci nella sua evoluzione e sensibilizzandoci su opportunità e rischi di quest'ultima. La lettura e l’apprendimento delle informazioni sono facilitati da una sintassi piana e da una semantica nozionistica continuamente e diffusamente spiegata; proprio per questo motivo, questo volume può considerarsi un buon punto di partenza nell’approccio al mondo delle tecnologie moderne. Il ricercatore ricorda spesso l'obiettivo della sua analisi: una convivenza sicura con questa nuova forma di intelligenza, fondamentale e onnipresente nelle nostre vite.

      Suppo Elisabetta Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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“La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” di Nello Cristianini.
L’autore del libro è un professore presso l’Universita di Bath e informatico, specializzato in Intelligenza Artificiale. “La scorciatoia” è un saggio divulgativo dove l’autore tratta in maniera concisa, ma approfondita di che cosa sia l’Intelligenza, nella prima parte e successivamente, di quella Artificiale, un territorio fino a poco tempo fa ancora poco esplorato, ma in evoluzione esponenziale. Quali sono attualmente i suoi limiti? Quali sono le tre scorciatoie di cui si avvale per essere così efficiente? Quali e quante sono e rimarranno le differenze tra le macchine e gli esseri umani? Tutte queste domande vengono affrontate supportando il racconto con molteplici esempi.
Inizialmente l’autore si occupa di descrivere il contesto, per poi tracciare la storia dell’Intelligenza Artificiale e di come essa si sia sviluppata così in fretta, strutturando il saggio con quelli che sono stati gli eventi più importanti e rilevanti e alla fine si occupa di affrontare quelle che sono le difficoltà legislative legate all’IA, lasciando spazio anche a riflessioni su nuovi sviluppi in campi non informatici: la sociologia, la legislazione, la medicina, solo per indicare i più rilevanti.
“La scorciatoia” cattura dalle prime pagine, illustrando l’evoluzione attraverso esempi come la nascita e l’evoluzione di Amazon, liste personalizzate delle notizie che accompagnano la nostra navigazione sul Web, ecc.
Lo scrittore utilizza un linguaggio divulgativo semplice, facendo riferimenti puntuali a numerosi studi e arricchendo il saggio con diversi esempi tratti dal mondo animale. Riesce, nonostante la complessità dell’argomento, a dare un ordine temporale al libro ricorrendo ad una divisione dettagliata in capitoli e paragrafi titolati.
Personalmente ho trovato questo libro molto interessante: sebbene sia una studentessa liceale, non avevo quasi mai sentito parlare di questi temi con tanta precisione. Fino ad ora mi avevano raggiunto solo notizie estrapolate da giornali e da brevi video trovati in rete, quindi questo libro mi è stato molto utile perché con parole precise, ma allo stesso tempo chiare, mi ha fornito un quadro generale, anche abbastanza approfondito su quella che è l’Intelligenza Artificiale.
Ho apprezzato come l’autore abbia trattato questa tematica esprimendo il suo pensiero e il suo punto di vista, senza cercare di forzare i contenuti del libro in modo che fossero sempre in linea con il suo pensiero.
È un saggio che mi sento di consigliare sia a studenti liceali sia a universitari sia agli adulti. È una lettura che richiede una certa attenzione e forse non sempre è facile coglierne tutti gli aspetti ma è dalla quale si esce arricchiti e incuriositi verso quelli che saranno i prossimi, rapidi e forse imprevedibili sviluppi. Soprattutto per chi come me si appresta ad affacciarsi al mondo universitario e lavorativo, offre numerose riflessioni sui futuri sbocchi lavorativi.

      Tabacaru Stefan Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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La Scorciatoia di Nello Cristianini
Di fronte alla scelta dei libri del premio Asimov sono stato catturato da questo titolo, in parte per il mio interesse personale in questa materia e in parte perché sapevo che si sarebbe trattato di tematiche molto attuali. Infatti non sono stato deluso dalle mie aspettative in quanto l’opera era interessante e ben argomentata.
In particolare ho trovato i contenuti stimolanti e pertinenti ai problemi odierni. L’autore inizia individuando una definizione generale di intelligenza applicabile anche a “intelligenze aliene”, per far passare il messaggio che le IA applicano meccanismi che noi non siamo ancora in grado di decifrare ma che sono ugualmente validi. Successivamente viene esposto il problema della mancata trasparenza di questi algoritmi, di come questi possano nascondere dei “bias” discriminanti e del pericolo che possono nascondere se usati per determinati compiti. Infatti lo stesso autore scrive che le IA sono programmate per seguire secondo i loro metodi degli obbiettivi ma per noi è impossibile imporre loro un’etica o anche solo monitorare che alcune categorie non vengano penalizzate. Ad esempio viene mostrato come sei si cerca di tradurre su Google Translator "the president and the nurse" in italiano vengano attribuiti dei generi stereotipati, cioè "il presidente e la infermiera". Ho trovato questo passo molto interessante perché porta a galla la criticità che più mi spaventa, di fatto stiamo affidando dei compiti che ci coinvolgono sia nella sfera privata sia pubblica a dei macchinari di cui comprendiamo ancora poco o nulla. Mi trovo in accordo con lo scrittore quando nel decimo capitolo sottolinea la necessità di avere delle terze parti in grado di ispezionare l’operato di queste intelligenze aliene per giungere ad un uso non nocivo.
Un’altra questione che mi è sembrata molto rilevante è la capacità delle IA di risalire alla psicometria degli utenti che fanno uso di un social, a partire solamente da dei “mi piace” o dei commenti. L’autore evidenzia che il fine di queste indagini psicologiche è di selezionare al meglio l’esposizione di un prodotto che si vuole far acquistare. Questo approfondimento mi ha un po’ spaventato e mi è parso di leggere un estratto di qualche libro distopico, però allo stesso tempo non posso negare di non essermi accordo di persona che le pubblicità che mi vengono proposte sono effettivamente declinate secondo i miei gusti e le mie preferenze.
Per quanta riguarda lo stile l’ho trovato molto chiaro e ben argomentato. Ho apprezzato nello specifico le numerose citazioni agli studi che hanno reso il libro più scorrevole e accattivante. Anche l’analisi da parte dello scrittore dei dati riportati era intrigante e in generale si è trattata di una lettura piacevole e non stucchevole, anche per un lettore come me che non legge generalmente libri che non siano di narrazione.
In conclusione ritengo molto positiva questa lettura, principalmente perché studia le criticità delle IA, di cui ormai non possiamo fare a meno, e perché offre gli strumenti per comprendere meglio il loro funzionamento e per capire come arrivare ad una simbiosi non dannosa con questi strumenti.
Voto: 10

      Albanese Naike Simona Liceo " C. Poerio " ( Foggia, Puglia Nord )

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Le nostre creazioni tecnologiche, in particolare le macchine intelligenti, sono diventate una parte centrale della nostra vita quotidiana. Queste macchine svolgono una varietà di compiti, come la valutazione di curriculum, la concessione di mutui e la selezione di notizie che leggiamo. Tuttavia, non sono esattamente come ci aspettavamo. Non possiamo comprenderle o ragionare con loro nel modo in cui facciamo con altri esseri umani, poiché il loro comportamento è guidato da relazioni statistiche basate su enormi quantità di dati. Il libro "La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano" dell'autore Nello Cristianini offre un'analisi approfondita sull'evoluzione dell'intelligenza artificiale (IA) e pone domande fondamentali sul suo impatto nella nostra vita quotidiana. L'autore esplora la storia dell'IA, evidenziando il passaggio dagli approcci ingenui basati su regole logiche e teorie esplicite degli anni '50, '60 e '70 all'adozione di algoritmi di apprendimento automatico basati su statistiche negli anni '80 e '90. Cristianini mette in luce le sfide etiche legate all'opacità delle decisioni delle macchine e illustra il rischio di concedere troppa autonomia a tali sistemi. Il testo cita esempi tragici, come il caso di Molly Russell, per evidenziare gli impatti negativi che le decisioni autonome delle macchine possono avere sulla vita delle persone. Egli riflette sul ruolo sempre più attivo delle macchine nella nostra vita quotidiana, inclusa l'interazione con modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT. Tuttavia, esprime preoccupazioni sulla fiducia nei contenuti generati da queste macchine, evidenziando la loro incapacità di distinguere verità e falsità. Cristianini sottolinea l'importanza di esercitare il senso critico nell'utilizzo di tali tecnologie, evidenziando esempi di informazioni errate generate da macchine. Il libro offre riflessioni che invitano a un dialogo approfondito tra scienze naturali e umane per garantire una convivenza sicura con le nuove forme di intelligenza. In definitiva, l'opera di Cristianini offre una visione ponderata e critica sull'IA, invitando i lettori a considerare attentamente le implicazioni etiche e a partecipare a un dialogo informato su questo argomento cruciale.

      Boccaccio Davide Maria Liceo Statale " Enrico Fermi " , Canosa Di Puglia - Minervino Murge ( Canosa Di Puglia, Puglia Nord )

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Il saggio “La scorciatoia: come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, pubblicato nel 2023 dalla casa editrice il Mulino, è un’opera del professore di Intelligenza Artificiale, all’Università di Bath, Nello Cristianini. Il professore, autore di molti saggi, è uno degli scienziati più influenti degli ultimi anni e spiega l’intelligenza artificiale (IA) con l’intento di sfatare miti e leggende che circolano su questo argomento e di dissolvere l’ansia ingiustificata che essa crea. Con questo libro, Cristianini apre la nostra mente all’IA dissolvendo leggende metropolitane. Innanzitutto l’autore spiega il significato del termine intelligenza che per molto tempo l’uomo ha considerato sua esclusiva. L’arroganza e lo sguardo antropocentrico che ha portato l’uomo a considerare l’intelligenza come qualcosa di prettamente umano, ci ha resi ciechi, incapaci di riconoscere i diversi tipi di intelligenza esistenti e ci ha ostacolato nello sviluppo dell’IA. Cristianini fa notare che l’intelligenza non va generalizzata dal momento che esistono diversi tipi di intelligenza che caratterizzano ogni essere vivente e non solo l’uomo. L’autore spiega che l’intelligenza rappresenta la capacità di un agente a conseguire i propri obiettivi in un ambiente nuovo. Proprio grazie a questa premessa, Cristianini ci aiuta a comprendere meglio l’IA, oggetto di studi e continue sperimentazioni tese a renderla il più possibile simile all’uomo e quindi intelligente. Tuttavia, proprio questo è l’errore che per anni ha impedito il progresso e lo sviluppo dell’IA perché, come spiega l’autore, l’intelligenza è varia ed è stato un errore cercare di istruire l’IA con metodi tesi a renderla umanamente intelligente. Dunque l’autore ci spiega che l’IA non è comparabile a quella umana come non può esserlo quella di una lumaca. Grazie a questa presa di coscienza si è potuto istruire l’IA nel migliore dei modi, ovvero sfruttando metodi tesi a renderla capace di svolgere determinate funzioni come vincere a scacchi o raccomandare la lettura di un libro. Cristianini chiama “scorciatoie” i metodi utilizzati per istruire l’IA per il semplice motivo che hanno reso possibile lo sviluppo in modo semplice e veloce rispetto ai metodi matematici. Quindi l’IA, diversamente dall’ intelligenza umana, valuta le azioni corrette da compiere indipendentemente da qualsiasi forma di sentimento. L’autore rassicura sulla natura dell’IA confutando storie di fantascienza apocalittica. Tuttavia non bisogna pensare alle macchine come a qualcosa di inferiore rispetto a chi le ha create perché già innumerevoli volte esse sono riuscite a superare l’uomo in diverse situazioni. Quindi qualche dubbio resta perché l’IA interagisce con l’uomo grazie a smartphone e computer, conosce i gusti, gli interessi e le debolezze umane e potrebbe renderlo dipendente da essa. Pur essendo prettamente a carattere scientifico, il saggio porta a molte riflessioni sull’interazione tra essere umano e IA e da informazioni oggettive su un argomento, mettendo da parte falsi miti. In sintesi, questo saggio è interessante ma lo stile articolato e la terminologia specifica rendono la sua lettura poco scorrevole a causa della terminologia statistica. In conclusione il saggio dovrebbe essere letto anche da chi non ha confidenza con il linguaggio scientifico perché mostra cos’è realmente l’IA, placando la diffusa ansia sul possibile pericolo rappresentato dall’IA cosciente.

      Lenoci Ilaria Liceo " Don Lorenzo Milani " - " Leonardo Da Vinci " ( Acquaviva Delle Fonti, Puglia Nord )

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Si sente spesso parlare di Intelligenza artificiale e macchine intelligenti, che sono entrate a far parte della nostra realtà senza quasi che ce ne accorgessimo, con una presenza apparentemente invisibile. La maggior parte di noi non sa cosa pensare a riguardo, come comportarsi, e come queste funzionino. Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale all’Università di Bath, nel Regno Unito, all’interno del suo libro “La Scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, ci fa luce sul suo percorso di analisi, comprensione e apprendimento di caratteristiche e meccanismi delle macchine intelligenti, e non solo; ci parla delle evidenti conseguenze e dell’impatto che stanno avendo e che potrebbero avere in un futuro prossimo nella nostra società, vista la loro rapidissima diffusione. Cristianini, infatti, ha come obiettivo quello di raccontare questi fenomeni emergenti con un linguaggio chiaro e incisivo, così da poter rendere edotto un pubblico il più vasto possibile. Il libro pubblicato nel 2023 dalla casa editrice Il Mulino, è un modo per imparare a conoscere “agenti”, diversi da noi che a volte si rivelano persino più forti di noi, così da poter convivere con esse. Questo percorso di rivelazione e divulgazione parte dal concetto di “intelligenza”, che va a disgregare la comune visione antropocentrica che la società ha di essa. L’intelligenza consiste nell’ “essere capaci di comportarsi in modo efficace in situazioni nuove”, e questo, al contrario di ciò che si crede, non è una prerogativa solo umana, ma propria di vari “agenti”. Esistono, dunque, innumerevoli modi di essere intelligenti, perciò una macchina può facilmente superarci in un specifico ambito, ma sicuramente non in tutti, o almeno per adesso. Pagina dopo pagina, l’autore ci guida nella strada della scoperta di questa nuova disciplina, le cui fondamenta sono costituite da statistica e ottimizzazione, e che ha come risorsa più preziosa, i dati. Logica e ragionamento vengono sostituiti dalla probabilità e dai dati statistici. Questa realtà che ci ritroviamo a fronteggiare è ancora quasi del tutto nuova per molti di noi, ma non solo, non siamo nemmeno conoscenza di quali possano essere gli effettivi rischi a lungo termine. Per questo, il libro si rivela un efficace strumento per comprendere le possibili conseguenze dell’IA e i termini della convivenza con essa. Il lettore potrebbe, inizialmente, essere leggermente intimorito, a causa del disorientamento dovuto allo sgretolamento di credenze comuni, ma, capitolo dopo capitolo, ci si rende conto di come l’informazione e la conoscenza dell’argomento siano fondamentali per fronteggiare l’Intelligenza artificiale, con la quale è importante imparare a convivere consapevolmente. Consiglio questo libro a chiunque voglia conoscere i meccanismi statistici che si nascondono dietro le inserzioni quotidiane dell’IA con la realtà, in quanto già presente nelle vite di tutti noi, e a chiunque voglia conoscere i rischi che questa comporterà nel futuro prossimo, per non farsi cogliere impreparati.

      Suriano Susanna Liceo Statale " Enrico Fermi " , Canosa Di Puglia - Minervino Murge ( Canosa Di Puglia, Puglia Nord )

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“La Scorciatoia" è un saggio scritto da Nello Cristianini e pubblicato il 24 Febbraio 2023 dalla casa editrice “Il Mulino". Si tratta, infatti, di un libro in cui l'autore ci illustra una realtà di cui necessariamente dobbiamo essere consapevoli: le macchine, pur non pensando in modo umano, stanno diventando intelligenti tanto quanto l'uomo, se non di più.
Nello Cristianini è un docente di Intelligenza Artificiale presso l'Università di Bath, ma è anche un orgoglio italiano nel mondo dell'Informatica. Ci racconta, infatti, di come già durante la sua adolescenza egli avesse uno smisurato interesse verso una tecnologia ai tempi non molto sviluppata, di come preferisse passare i pomeriggi al computer invece di studiare, ma soprattutto ci parla di una figura determinante per il suo futuro: Don Antonio, il prete che gli faceva ripetizioni di greco e che, un giorno, mise a dura prova quel piccolo computer. Gli fece una domanda su Alessandro Magno, ma quello diede come risultato la scritta “Syntax Error". Da lì nacque l'importante riflessione “Queste cose non saranno mai meglio di noi". Ma è davvero così? L'autore si ritrovò, anni dopo, a fare i conti con Siri, che, in realtà, a quella domanda su Alessandro Magno sapeva rispondere perfettamente. Ma com'era stato possibile tutto ciò? A cosa avranno portato questi enormi progressi?
Ebbene, Cristianini, attraverso questo saggio, risponde a tutte queste domande, servendosi di oggettività e sicurezza, tipiche di chi sa ciò che sta dicendo. Egli non si mostra contrario all'Intelligenza Artificiale, ma ci consiglia come essere degli “utenti" più consapevoli e prudenti. La verità, infatti, è che le macchine rispondono alle nostre domande poiché l'uomo ha fornito loro tali risposte, ma ciò che le rende intelligenti è il saper apprendere non solo dai dati forniti, ma anche dall'esperienza, dalla ripetizione infinita di azioni che l’uomo non potrebbe compiere in una vita intera. Col passare degli anni, l'uomo ha sperimentato, ha sbagliato e si è corretto fino ad arrivare all'attuale forma di IA, ma questo non basta per evitare i rischi che si corrono utilizzandola: tutto sommato, macchine sono e macchine rimarranno e come tali sono progettate per seguire “alla lettera" i comandi che apprendono… L'effetto “zampa della scimmia” è da sempre dietro l’angolo.
Io credo, tuttavia, che ormai sia impossibile immaginare un mondo senza Intelligenza Artificiale, ma penso che sia altrettanto impossibile vivere in un mondo in cui le macchine sono più importanti degli uomini: saper convivere con questa nuova realtà è fondamentale per noi e, per questo, Cristianini ci ha fornito questa guida di sopravvivenza alla continua evoluzione della tecnologia, grazie alla quale Don Antonio sarebbe fiero di affermare che le macchine non saranno mai migliori dell'uomo.
“La Scorciatoia", dunque, è un saggio che illustra lo sviluppo delle macchine che ci circondano, permettendo a tutti gli appassionati dell'argomento di avere una visione concreta di un mondo molto discusso attualmente. Cristianini utilizza un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo rigoroso e dettagliato, catturando i lettori con storie ed aneddoti interessanti. Ci aiuta a comprendere una realtà difficile da accettare e ci mette di fronte a tutti i rischi che corriamo. Insomma, riusciremo a non far prevalere “la gloriosa confusione della carne e del sangue”?

      Valentini Francesco Liceo " Don Lorenzo Milani " - " Leonardo Da Vinci " ( Acquaviva Delle Fonti, Puglia Nord )

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Quanto il genere umano è riuscito effettivamente ad evolversi col passare del tempo? L’intelligenza artificiale (nota con l’acronimo A.I.) è ormai tra noi, talvolta la sua presenza fa fatica ad essere percepita, anche se si fa sempre più evidente nelle nostre realtà in modo sottile e quasi invisibile. Il libro "La scorciatoia" di Nello Cristianini offre un quadro completo sugli avanzamenti dell'Intelligenza Artificiale nel campo della computazione linguistica e dei sistemi automatici di raccomandazione, presentando informazioni dettagliate in uno stile controllato. In circa duecento pagine, viene spiegato tutto ciò che c’è da sapere riguardo al comportamento e funzionamento della A.I. La lettura, spesso, è impegnativa e richiede al lettore attenzione e concentrazione; al tempo stesso, però, si riscontra la presenza di una vasta gamma di esempi e semplificazioni che tendono a rendere i concetti espressi più comprensibili. Spesso ci sfugge completamente immaginare l’ampiezza dell’impatto sulla vita quotidiana e sulla società; ma ormai le macchine intelligenti sono subentrate all’interno della nostra esistenza, e non si limitano soltanto a fare quello che viene loro richiesto, ma talvolta agiscono anche sotto i nostri occhi facendo “qualcosa in più”. Come possiamo intuire dal titolo, l'autore utilizza il concetto di "scorciatoia" come chiave interpretativa per spiegare i notevoli progressi nell'apprendimento automatico: l'evoluzione ingegneristica ha sviluppato strategie efficacie soluzioni innovative per superare le nuove sfide computazionali. Il libro approfondisce anche il significato di intelligenza, sottolineando l’egocentrismo dell’essere umano, convinto di essere l’unica forma di vita dotata di tale caratteristica, e di conseguenza, il forte bisogno di ricercare altre forme di vita intelligenti al di fuori del nostro pianeta e del nostro sistema solare. Ma, in realtà, non c’è bisogno di cercarle così lontano, in quanto queste sono già presenti nella quotidianità, basti pensare agli animali, che evidenziano una “intelligenza”, essendo capaci di adattarsi a situazioni nuove. Anche le macchine rivelano una forma di “intelligenza” grazie alla loro straordinaria capacità di trarre vantaggio da correlazioni e parametri di valutazione derivanti, almeno in parte, dalle loro stesse elaborazioni. Gli attuali sistemi sono in grado di migliorare continuamente le proprie capacità predittive, identificando criteri e corrispondenze inattesi all'interno dei loro dataset, elementi che potrebbero sembrare insignificanti o addirittura irrazionali ai programmatori umani. Grazie al processo di “machine learning” (il momento di programmazione della macchina in questione) ed alle “scorciatoie” attuate da queste ultime, esse possono superarci e sviluppare persino una sorta di propria capacità di pensiero. L’opera fa riflettere in modo approfondito sul significato di “intelligenza”, rendendoci partecipi delle modalità di funzionamento di nuove tecnologie e algoritmi.

      Frisenda Ludovica Liceo Scientifico Statale " C. De Giorgi " ( Lecce, Puglia Sud )

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“La macchina analitica non ha alcuna pretesa di creare niente. Può fare tutto ciò che sappiamo come ordinarle di fare”
Per decenni questa massima di Ada Lovelace, considerata la prima programmatrice della storia, ha rappresentato l’opinione media della generazione che ha visto le macchine venire alla luce e muovere i primi passi incerti. Fast-forward to 2024: il panorama lavorativo nell’ultimo trentennio è stato totalmente stravolto, gli automi sono in grado di intrattenere una conversazione e addirittura produrre “arte”. Tra lo sgomento generale, si delinea una fatidica domanda: “L’intelligenza artificiale è arrivata al nostro livello?”
Il rinomato professore di Intelligenza Artificiale Nello Cristianini, nella sua ultima opera divulgativa “La scorciatoia”, pubblicata nel 2023 dalla casa editrice “Il Mulino”, risponde in una maniera alquanto inquietante: le nostre creature non ci hanno solamente raggiunto, ma sono ben oltre il traguardo. Per quanto assurda questa presa di posizione possa apparire, probabilmente per la concezione dell’intelligenza artificiale che la fantascienza ci ha impresso a partire dal ventesimo secolo, non abbiamo bisogno di vedere robot potenzialmente assassini per ammettere che la tecnologia si è infiltrata irreversibilmente nella nostra quotidianità, e muove i fili invisibili delle nostre vite come un burattinaio. “La scorciatoia” si apre esaminando le diverse forme di intelligenza: Cristianini, con il suo stile accattivante e un’abbondanza di esempi tangibili, smonta la presunzione di noi esseri umani di essere l’apice dell’evoluzione - e di conseguenza imbattibili - in questo ambito. Ironicamente sono state le nostre stesse invenzioni a detronizzarci, perlopiù utilizzando tecniche più rapide, scorciatoie, delle quali siamo quasi completamente all’oscuro. Secondo la prassi, lo studente batte il maestro solo dopo anni di allenamento assiduo ed esperienza. Ma quando lo “studente” ha giocato 50 milioni di partite con sé stesso in un lasso di tempo brevissimo per prepararsi all’incontro con il maestro, la sfida del migliore giocatore di Go al mondo Lee Sedol contro l’algoritmo “AlphaGo” ci appare assurda, persino sleale, nei confronti del campione. Anche se noi esseri umani non siamo ancora in grado di comprendere gran parte dei meccanismi dietro i “ragionamenti” di queste straordinarie creature, non significa che non siano state incorporate in strumenti di consumo di massa, o che non sortiscano effetti negativi su noi consumatori: basti pensare agli algoritmi dei social media, programmati appositamente per creare dipendenza. Di conseguenza, al giorno d’oggi è quasi un obbligo farsi un’idea di cosa stiamo maneggiando per comprendere al meglio il mondo intorno a noi ed evitare di incappare in trappole. Nello Cristianini fa un ottimo lavoro nell’illustrare la realtà multiforme dell’intelligenza artificiale: essendo particolarmente recente, “La Scorciatoia” è la lettura ideale per tutti coloro che abbiano una minima infarinatura dell’argomento e vogliano immergersi in questo mondo dalle mille sfaccettature che appassiona sempre più. Curiosi aneddoti storico-scientifici si alternano a spiegazioni lineari ma esaustive, che rendono la lettura scorrevole e stimolante. Quest'opera è una vera e propria gemma tra i nuovi testi divulgativi, perfettamente in grado di aprire gli occhi al lettore sulla realtà che ci circonda.

      Lochi Riccardo Maria Liceo Scientifico " G. Banzi Bazoli " ( Lecce, Puglia Sud )

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La trama del film “2001 Odissea Nello Spazio” aveva già sollecitato alcuni interrogativi su quello che sarebbe stato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella vita umana e, per quanto il tema potesse sembrare distopico, soltanto ora ci rendiamo conto della sua inquietante attualità e della forte vicinanza e somiglianza di contenuti con il saggio di Nello Cristianini (professore di Intelligenza artificiale presso l’università di Bath, nel Regno Unito), pubblicato da Il Mulino e finito di stampare nel giugno 2023. Il volume ripercorre le tappe fondamentali dello sviluppo dell’IA sin dalla sua prima definizione, coniata da John McCarthy. Le domande che sono poste dal film sono le stesse attorno alle quali gravita il discorso intrapreso da La Scorciatoia: cosa ci contraddistingue da un’intelligenza artificiale? È realmente possibile operare qualsiasi tipo di distinzione? Ma soprattutto, è necessario?
L’Autore individua gli strumenti opportuni per operare una distinzione ed offre una prospettiva alternativa a quella che potrebbe essere indotta dai nostri pregiudizi verso questa nuova forma di intelligenza, al fine di acquisire gli “anticorpi culturali” utili a conviverci. Nello Cristianini vuole abbattere il muro di false credenze e miti legati allo sviluppo dell’IA. Già Alan Turing in Macchine Artificiali (1948) affermava che ci fosse un “sentimento religioso secondo il quale ogni tentativo di costruire macchine intelligenti costituisse una sorta di empietà prometeica”. Le argomentazioni di Cristianini ci aiutano a mettere in discussione la nostra iniziale ostilità e la nostra mancanza di fiducia verso questo tipo di intelligenza, indicando obiettivi, circostanze, attributi e comportamenti propri di un agente intelligente. Inoltre, mediante diversi excursus su come si comporta l’IA nelle attività quotidiane, su quali sono i suoi vantaggi rispetto agli umani e su come noi ci interfacciamo con essa, ci viene offerta una visione d’insieme, al tempo stesso critica e ampia, circa l’importanza che ricopre l’intelligenza artificiale nelle nostre vite. Da qui la grande sfida che lancia l’Autore: capire come possiamo difendere il nostro diritto all’autonomia di fronte alla tendenza, forse troppo allettante, di delegare le nostre decisioni a questa forma di intelligenza. Carl Sagan, citato nel saggio, suggerisce di analizzare la questione da una prospettiva antropocentrica per permettere una produttiva conciliazione tra scienze naturali e scienze umane.
Nei diversi capitoli non sono solo protagoniste le diverse macchine artificiali, la loro evoluzione e i loro comportamenti, ma anche i cambiamenti naturali, sociali, economici e tecnologici che hanno interessato diverse fasce di umanità e colossi economici internazionali con cui la scienza ha potuto collaborare per potersi evolvere verso soluzioni sempre più infallibili e produttive.
Con una scrittura coesa, incisiva e accessibile, abbastanza fluida, ma spezzata talvolta dalla frequente inserzione di dati, con un registro linguistico medio condito da inglesismi e terminologie tecniche, Nello Cristianini ci consegna una lente d’ingrandimento con la quale possiamo finalmente osservare le potenzialità dell’IA da vicino e con attenzione, propensi ad un dialogo universale e pluralistico tra tutte le scienze: conditio sine qua non per imparare a "regolare, non spegnere".

      Plenteda Gaia Liceo Scientifico " G. Banzi Bazoli " ( Lecce, Puglia Sud )

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“Le macchine intelligenti possono già fare cose che noi non sappiamo eguagliare e nemmeno capire, imparando direttamente dall’esperienza. Questo consente loro di operare in campi per cui non abbiamo alcuna teoria, e potrebbe essere il loro principale vantaggio.”

Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale all’Università di Bath - in un interessante saggio edito da “Il Mulino” nel 2023 - ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle macchine intelligenti, delle loro implicazioni e del loro impatto etico e sociale attraverso la “scorciatoia”, un nuovo modo di pensare intelligente, ma non umano.
Paradossalmente la parola scorciatoia potrebbe far pensare ad una via più breve verso la conoscenza, a un’espediente che possa far aggirare gli ostacoli, ad una scelta condizionata dall’attrattiva della facilità, che limita l’esperienza e la crescita personale. Eppure, a seguito della lettura del saggio, sarebbe utile modellare alcuni comportamenti umani (ad esempio nell’acquisizione della competenza dell’imparare ad imparare) sull’esempio delle macchine intelligenti che raccolgono dati, immagazzinano esperienze e imparano dai propri errori per raggiungere soluzioni.

Grazie all’integrazione di dati statistico-matematici, economici, psicologico-sociali e la ricognizione attenta di realtà internazionali produttive, esempi sociali e naturali, storie e pensieri di molti degli studiosi più autorevoli in questo campo, l’autore compie, in modo critico e talvolta disincantato, un excursus sull’evoluzione dell’IA e sugli eventuali rischi ad essa connessi.
Ciò che colpisce maggiormente, come evidenziato nella citazione iniziale, è che il punto di forza dell’IA sia l’individuazione di relazioni costanti e regolari nella ricostruzione dei dati, a partire da esperienze precedenti fino al raggiungimento di previsioni affidabili suscettibili di essere messe in discussione, superate o integrate.
Resta comunque incontestabile (e, in qualche modo, rassicurante) che l’IA non sia senziente, non sia dotata di coscienza e non possa sostituirsi in nessun modo all’uomo e al suo patrimonio valoriale ed etico.
Se dunque da una parte viene valorizzata l’importanza del “conoscere per affrontare” in una prospettiva illuminata e razionale utile alle future generazioni, dall’altra non vengono taciuti i rischi di una rivoluzione contemporanea come la persuasione di massa e la polarizzazione sociale, la tesaurizzazione di giudizi o pratiche negative o l’utilizzo incontrollato e non autorizzato di informazioni personali. Non trascurabile infatti è la mancanza di affidabilità negli agenti intelligenti che tutt’ora si scontra con le necessità politiche e legali di equità, privacy, sicurezza e trasparenza. Tutto ciò spinge a pensare quanto sia importante promuovere una cultura della responsabilità in ogni percorso tecnologico che metta in contatto con “agenti alieni”.

Consiglierei la lettura attenta di questo saggio - agevole e incisivo, mai scontato e spesso sorprendente negli approcci e nelle scelte stilistiche - soprattutto alle nuove generazioni perché possano includere l’intelligenza nella propria vita in modo consapevole, critico e controllato e possano acquisire un nuovo modo di appropriarsi della tecnologia e della scienza, attraverso un metodo di studio sempre più affidabile e analitico e un atteggiamento regolativo, mai assoluto e prescrittivo, che non possa fare a meno di valorizzare e potenziare il concetto irrinunciabile di “dignità umana”.

      Cherchi Tommaso Liceo Scientifico Statale Michelangelo ( Cagliari, Sardegna )

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RECENSIONE “La Scorciatoia” di Nello Cristianini
“Quello che dovremmo comunque continuare a insegnare alla prossima generazione, è che il valore supremo è la dignità degli esseri umani, ed è così che dovremmo misurare qualsiasi decisione futura riguardo al ruolo delle macchine intelligenti”. Con questa frase, scritta alle battute conclusive del libro, Nello Cristianini riesce a riassumere l’essenza e il centro del suo libro. Nello scritto l’autore affronta un viaggio attraverso la storia dell’intelligenza artificiale, dalle origini ai giorni nostri, passando per tutti i dilemmi etico-filosofici che sono stati affrontati (o evitati) nella sua giovane storia. Ci mostra come la storia sia stata tortuosa e, come scrive più volte, ricca di cicli di espansione e contrazione con nuove scoperte e conseguente diffidenza verso di esse. Quello che rende ancora più speciale il libro è la semplicità di linguaggio con una presenza minima di termini tecnici, solo quando strettamente necessari. Cristianini usa come pretesto narrativo un racconto della sua infanzia nel quale il suo parroco, incuriosito dal computer dell’autore, provò a interrogarlo sulla storia greca, restando deluso dalla risposta dell’apparecchio: “Syntax error”. Usando questo evento Cristianini inizia a scrivere sull’intelligenza artificiale e soprattutto sulla concezione di intelligenza che abbiamo noi esseri umani. Personalmente mi ha colpito particolarmente come l’autore capovolge la nostra idea antropocentrica di intelligenza facendomi riflettere su qualcosa a cui non avevo mai davvero pensato. Ed è proprio questo il punto di forza del libro: farti riflettere su un mondo che pensiamo di conoscere alla perfezione, ma che invece sottovalutiamo costantemente, mostrandoci i tanti rischi, etici e non, in cui stiamo incorrendo e in cui potremmo incorrere in futuro. Per esempio, spiega come spesso le macchine e le intelligenze artificiali nel corso della storia abbiano portato a risultati inaspettati che ignoravano completamente l’etica umana, dunque come si può pensare di affidare compiti da cui dipendono vite umane a questi computer? Questa è solo una delle tante domande che sorge dalla lettura del libro di Cristianini, che risulta scorrevole, comprensibile e affascinante per i più esperti nel campo e anche per chi si sta affacciando per la prima volta a questo mondo in maniera approfondita perché, in un modo o nell’altro, chiunque è necessariamente entrato in contatto con una qualunque forma di intelligenza artificiale, anche senza rendersene conto.

      Muggianu Matteo Liceo Scientifico Alberti ( Cagliari, Sardegna )

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« Le nostre creature sono diverse da noi e talvolta più forti. Per poterci convivere dobbiamo imparare a conoscerle. ». Così Nello Cristianini, nel suo libro “La Scorciatoia, come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”, (Il Mulino - 16 euro ) offre lungo le 214 pagine una storia dell'intelligenza aliena che supporta le nostre vite e le nostre giornate. Di quello che sappiamo e di quello che crediamo di sapere e che dovremmo approfondire, della dignità umana da preservare e proteggere. Del perché non si torna indietro, ma si deve progettare un futuro che tenga conto tutto, rischi e possibilità.
Se vi siete mai chiesti come si sia arrivati a realizzare Siri o ChatGPT , questo libro lo spiega in modo chiaro ed entusiasmante, facendo anche capire tutto quello che vi è dietro, attorno e a seguire.
Ideale per farsi un'idea propria di cos'è e cosa comporta l'intelligenza artificiale. Delle "istruzioni per l'uso" o forse meglio "del possibile uso" spiegate in modo semplice, senza linguaggio tecnico da "nerd".
Sorprendente la spiegazione in modo così convincente di come l'IA si avvicini più, nel comportamento, a una colonia di formiche o a una lumaca che all'Adam, il robot senziente di "Macchine come me" di Jan McEwan. Tutto a posto allora? No, certamente no! Dopo aver illustrato i pericoli che stiamo affrontando e considerato che il processo è ormai irreversibile e non possiamo tornare indietro, ci indica le possibili soluzioni alle quali scienziati, aziende BigTech e politica stanno lavorando, al fine di vivere in modo sicuro insieme a queste nostre "creature".
L’autore, insegnante di intelligenza Artificiale all’università di Bath nel Regno Unito, parte da una ricostruzione storica di come si è evoluta l'Intelligenza artificiale. Questo è un aspetto fondamentale: infatti, mentre è nata come uno sforzo per riprodurre nei computer la capacità dell'uomo di comprendere, di analizzare e di determinare delle conseguenze o decisioni, magari anche in modo creativo, ad un certo punto c'è stata una svolta fondamentale: la comprensione è troppo difficile da raggiungere, ma l'individuazione delle correlazioni statistiche è più facile, è fattibile e porta a risultati come minimo confrontabili, spesso migliori.
La cosiddetta Intelligenza Artificiale oggi è concreta, determina i contenuti o risultati che ogni social propone ad ogni suo utente, traduce testi, risponde a domande (ChatGPT) e dà risultati che consentono di raggiungere uno scopo.
I capitoli più rilevanti parlano del rischio che l’Uomo possa essere schiavizzato fra 1000 anni se non esisterà un ente, un organismo o un settore militare dedicato ad evitare che un AI possa fare i "capricci" o peggio “diventare cattivo”.
Il linguaggio chiaro, l'umorismo e i continui riferimenti a elementi della cultura popolare sono degli ottimi requisiti per rendere questo testo coinvolgente e fluido anche per le menti più restie, sebbene nel corso della lettura ci si possano imbattere in difficoltà nella comprensione di determinati temi, soprattutto per un lettore poco familiarizzato con la disciplina. Pertanto, questo libro è caldamente consigliato a coloro che desiderano conoscere l’evoluzione del mondo informatico e scientifico, così come le sue più brillanti applicazioni.

      Orru Carola Liceo Scientifico " Pitagora " ( Selargius, Sardegna )

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"La scorciatoia: come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano" di Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale all'Università di Bath, è un libro che condensa in duecentosedici pagine la storia dell'intelligenza artificiale, il suo sviluppo e il ruolo di rilievo che ha rapidamente assunto nel mondo moderno.
L'autore con un linguaggio chiaro, semplice e privo di formule scientifiche offre al lettore una sintesi delle tappe salienti attraverso le quali i ricercatori hanno progettato macchine intelligenti. I risultati odierni, di cui siamo a conoscenza, sono stati ottenuti tramite "scorciatoie", ad esempio, la creazione dei modelli linguistici statistici, processo che è agli antipodi del modo in cui la mente umana opera. L'atteggiamento dell'autore è consapevole e aperto, non demonizza le nuove tecnologie, ma allo stesso tempo invita il lettore ad abbandonare la prospettiva di un'intelligenza antropocentrica, altrimenti "non saremo in grado di sviluppare gli anticorpi culturali di cui avremmo bisogno per coesistere con le nostre creature". Come già suggerisce il sottotitolo, le macchine non diventano intelligenti nel senso umano del termine, ma apprendono attraverso algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale, che consentono loro di migliorare le proprie prestazioni nel tempo. "La nuova scienza delle macchine intelligenti parla la lingua delle probabilità e dell'ottimizzazione matematica, non più quella della logica e del ragionamento formale", ma la loro "intelligenza" è limitata al contesto specifico in cui sono addestrate. Non hanno coscienza, emozioni o un pensiero simile a quello umano, non hanno una comprensione concettuale simile a quella umana.
Tuttavia, con il potenziale innovativo dell'IA emergono anche questioni etiche e sociali che richiedono attenta considerazione, infatti l'IA deve essere adottata in modo responsabile. La trasparenza è un elemento chiave: comprendere come le decisioni vengono prese dagli algoritmi è cruciale per evitare dubbi, pregiudizi e scetticismo.
Poiché l'IA diventa sempre più pervasiva, l'autore ne evidenzia i rischi e i vantaggi, e sostiene che sia necessario educare il pubblico per dissipare paure infondate e promuovere una comprensione più approfondita delle sue applicazioni e limiti. Per una convivenza sicura con questa nuova forma di intelligenza occorre un dialogo tra scienze naturali e umane.
L'intelligenza artificiale rappresenta una potente forza trainante per l'innovazione, ma la sua integrazione richiede un impegno congiunto per garantire che i benefici siano condivisi in modo equo e che i rischi siano mitigati in modo responsabile. Solo attraverso una prospettiva bilanciata e orientata al bene comune, è possibile plasmare un futuro in cui l'IA è un alleato per il progresso, e non una minaccia.
È un libro divulgativo che tocca aspetti che riguardano chiunque, a prescindere dall'età. Proprio per la rigorosa sintesi scientifica che offre, è un libro che consiglio ad un vasto e vario pubblico che vuole conoscere per convivere consapevolmente con i
"dispositivi magici" che abitano il nostro tempo.

      Pusceddu Nicoló Iis Marconi Lussu ( San Gavino Monreale, Sardegna )

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La Scorciatoia" di Nello Cristianini é un'opera fondamentale per esplorare il mondo sempre più interessante dell'intelligenza artificiale (IA). L'autore, docente di intelligenza artificiale all'Università britannica di Bath, offre una prospettiva rigorosa e pungente, presentando un'analisi approfondita sulle evoluzioni e i paradigmi dell'IA.

Il testo inizia con una riflessione su come le "creature" artificiali, le macchine intelligenti, siano entrate nella nostra vita quotidiana, assumendo ruoli significativi come la valutazione di curriculum, la concessione di mutui e la selezione delle notizie. Tuttavia, Cristianini sottolinea che queste macchine non rispecchiano esattamente le nostre aspettative: agiscono in base a relazioni statistiche elaborate da enormi quantità di dati, risultando in comportamenti non sempre comprensibili o razionali per la mente umana.

Il libro affronta la questione cruciale di come integrare queste "creature" nella nostra società senza incorrere in rischi e effetti collaterali. L'autore suggerisce che la tecnologia da sola non è sufficiente e sottolinea l'importanza di un dialogo tra le scienze naturali e umane per garantire una convivenza sicura con questa nuova forma di intelligenza.

Cristianini discute la natura non univoca dell'intelligenza, affermando che l'approccio statistico delle macchine è molto diverso dal ragionamento logico umano. Questi modelli statistici, sebbene capaci di produrre risultati sorprendenti, diventano indecifrabili e rischiosi, poiché la loro logica è incomprensibile e non tiene conto degli scenari e dei contesti.

L’autore prende in esame l'evoluzione tecnologica dell'IA, evidenziando le diverse figure che nel corso degli anni hanno contribuito al suo sviluppo. Cristianini analizza l'impatto delle macchine sociali attraverso esempi che spaziano dal regno animale alle opere letterarie e ai videogiochi, dimostrando la complessità di queste entità artificiali.

"La Scorciatoia" non si configura come una critica totale all'IA, ma come un'analisi approfondita delle "scorciatoie" che questa ha preso per raggiungere risultati, discostandosi dal modo in cui opera la mente umana. L'autore, consapevole della necessità di gestire l'IA anziché frenarla, riflette sulle modalità di raccolta dei dati, sottolineando come tali informazioni possano essere utilizzate in modi eticamente discutibili.

Il concetto di teleologia diventa centrale nell'opera, indicando che le macchine intelligenti devono avere uno scopo chiaro noto a chi le utilizza per massimizzare i benefici senza compromettere la fiducia nell'IA. La dignità umana emerge come priorità guida nelle decisioni tecnologiche, sociali e filosofiche, riflettendo l'importanza di valori etici e responsabilità nell'utilizzo delle nuove tecnologie.

In conclusione, "La Scorciatoia" di Nello Cristianini offre una lettura stimolante, promuovendo una consapevolezza critica sulla gestione dell'intelligenza artificiale. Il libro, superando la difficoltà di presentare un fenomeno complesso, suscita riflessioni sulla convivenza con queste nuove forme di intelligenza, mantenendo un equilibrio tra ottimismo e cautela. Consigliato a chiunque voglia approfondire le sfide e le opportunità legate all'IA nella nostra epoca digitale.

      Berrettini Giorgia Iis Alberti Dante ( Firenze, Toscana )

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Se vuoi sapere come Amazon a un certo punto ha modificato la sua organizzazione per la vendita dei libri e come a questo hanno reagito i dipendenti della società sostituiti dalle macchine o se sei interessato a scoprire per quale anomalia di impostazione di programma il campione di dama dello Stato del Connecticut Robert Nealey fu sconfitto da una macchina antenata del computer sappi che il libro di Nello Cristianini “La Scorciatoia” è una miniera di informazioni: alcune curiose, altre divertenti, altre ancora amare, tutte utili per farsi un’idea più chiara ed essere più consapevoli di che cosa sia l’intelligenza artificiale e di quali complessi problemi l’uomo si dovrà occupare perché questa sia una risorsa e non un fenomeno portatore di disgregazione sociale o addirittura di un futuro dove le macchine domineranno. Cristianini ci spiega come si formi la decisione dell’algoritmo dell’intelligenza artificiale, che si fonda su un numero enorme di dati elaborati, però, non sulla base di modelli logici bensì statistici. L’intelligenza artificiale non interpreta la storia ma elabora, sulla base dell’osservazione milioni di dati, che nessun essere umano sarà mai in grado di governare. La macchina giunge alle sue conclusioni percorrendo scorciatoie statistiche e, dunque, senza tener conto di tutte quelle variabili che solo l’uomo può considerare. L’autore svela anche come decisive siano le scelte di impostazione della ricerca per poi definire i meccanismi di quelle che lui chiama “macchine sociali”.
Con linguaggio accessibile, il saggio ci fa comprendere la diversa “logica” delle macchine che danno vita a modelli di organizzazione sociale ma anche di possibile evoluzione delle potenzialità delle scoperte scientifiche, che non sempre si presentano compatibili con le nostre scelte di civilità e con enormi distanze valoriali. Dalla sua lettura ho appreso le implicazioni che discendono dal banale ricorso al correttore automatico. La funzione è ovviamente utilissima, ma qual è il complesso meccanismo che porta la macchina a stabilire quale sia la corretta ortografia o la giusta scrittura? Quanti e quali i dati e i modelli acquisiti? Debbono esistere filtri? Chi ne deve avere la responsabilità? Cristianini ci aiuta quantomeno a comprendere queste domande e ci avverte che intanto le macchine acquisiscono informazioni per strade proprie, collegando sistemi magari costruiti per altre funzioni. Alcuni degli effetti potenzialmente negativi connessi all’uso ancora embrionale dell’intelligenza artificiale sono già verificabili nella nostra esperienza di vita. Il capitolo del libro che si occupa degli effetti sulla salute mentale dell’esposizione a contenuti emotivi dei social network, se da una parte ci consegna tantissimi dati tutti interessantissimi, dall’altra è fonte di non poca inquietudine. Un grande monito emerge da tutta l’opera: le società, attraverso le strutture di governo, devono non solo convivere con le macchine cogliendone le tante utilità ma anche guidarne i processi di immagazzinamento dei dati e di determinazione degli algoritmi. L’intelligenza artificiale deve aiutare l’uomo, non soppiantarlo nelle decisioni. Il giudizio della macchina, per quanto perfetto, non sarà mai migliore del giudizio dell’uomo, per quanto imperfetto.

      Calò Francesca Iis Galilei-pacinotti ( Pisa, Toscana )

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Staccare la spina
“La Scorciatoia” è una delle tante, pungenti, opere di divulgazione scientifica scritte da Nello Cristianini, pubblicata a Bologna nel 2023 dalla casa editrice “Il Mulino”.
“L’ora è molto tarda e la scelta tra il Bene e il Male bussa alla porta.” Negli ultimi tempi, l’Intelligenza Artificiale, il tanto ambito non-umano, ha stroncato con poco le nostre illusioni di superiorità intrinseca, rivelandosi non solo migliore ma addirittura più intelligente del suo creatore, manovrato come una marionetta da un algoritmo che sfrutta le sue vulnerabilità più profonde. In questo libro, Nello Cristianini, si addentra con rigorosa maestria dentro scorciatoie digitali, tecniche di computazione, dati, statistiche intrecciate ai nomi che hanno fatto la storia dell’IA, descrivendo speranze umane, disillusioni, successi e paure di una nuova generazione a cui toglie il sonno il solo pensiero che un giorno l’antiumano possa prevalere sulla dignità del sangue e della carne. L’autore attraverso uno stile coinvolgente e un lessico versatile spiega, passo dopo passo, non solo come siamo arrivati fino a questo punto ma anche ciò che ci aspetta prima di poterci fidare di queste macchine “diventate intelligenti senza pensare in modo umano”. La linea di confine tra Bene e Male ora è più labile che mai. Chissà quanto in alto possiamo ancora spingerci con le nostre “ali metalliche”, prima che queste vengano sciolte dal calore del sole, condannandoci ad un ripido declino. Ma più che altro, siamo proprio sicuri che riusciremo a lasciar andare le nostre ali una volta troppo vicini al sole? Avremo la forza di staccare la spina? I nostri strumenti hanno superato da tempo le nostre capacità, prendono decisioni cruciali per noi e su di noi, polarizzando e manipolando a nostra insaputa sentimenti, opinioni e interessi. Dipendiamo da una struttura di cui noi stessi facciamo parte, non nella piena consapevolezza di esseri responsabili ma alla stregua di pezzi di ferro e rame, come ingranaggi di una grande macchina indifferente a tutto tranne che al raggiungimento di obiettivi impostati da umani incuranti di altri umani. Le corde che ci legano alle nostre “ali” sono troppo spesse, lo sappiamo bene e il calore del sole si sta già facendo sentire. Non a caso, una delle tematiche cruciali dell’opera è l’impatto etico-sociale delle nuove tecnologie intelligenti. Trascorriamo ormai gran parte della nostra esistenza, in un mondo alieno, popolato da attrezzi intelligenti ed esseri mascherati, arroccati su grattacieli di perfezione irraggiungibili ma meno umani. In questo grande “Truman show”, tra coscienze omologate e odio gratuito, non siamo liberi ma sottomessi alla logica dell’algoritmo e della “cultura della vetrina” in cui non vi è distinzione tra immagine privata e pubblica e il valore, sin dai tempi omerici espressione di approvazione sociale, viene determinato in base al numero di like e follower, alimentato da un bisogno di visibilità che si reitera continuamente, man mano che ci rendiamo consapevoli di quanto, per noi, questa necessità di misurarci con numeri e standard impossibili, sia inconcludente.
“La Scorciatoia” è un libro dall’approccio semplice e originale al tempo stesso, meritevole di essere letto più e più volte, una guida in un mondo in cui, tra una scorciatoia e l’altra, all’uomo non resta altro che esser pronto a staccare la spina.

      Lombardi Thea Liceo Scientifico U. Dini ( Pisa, Toscana )

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Intelligenza artificiale: Creatura e Creatrice

“Noi plasmiamo i nostri strumenti e poi i nostri strumenti plasmano noi”: questa frase, sintetizza il contenuto del libro di Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale presso l’Università di Bath.
La citazione di Marshall McLuhan introduce una delle preoccupazioni più comuni riscontrabili nei confronti dell’IA: essere soggiogati da essa, dalla nostra Creatura. ‘La scorciatoia’ non è però un manuale che contiene consigli su come gestire l’IA; è la storia della sua ascesa, di come sia entrata a far parte della nostra vita quotidiana e di quale potrebbe essere il suo immediato futuro, postulato attraverso l’interpretazione di numeri, fatti e ricerche.
Ogni studio a cui l’autore fa riferimento è ben collocato nel tempo e giustificato dal contesto, anche se avrei preferito maggior varietà nella scelta degli esempi riferiti all’evoluzione dell’IA.
L'autore riflette su come la nostra idea di intelligenza sia ancora fortemente antropocentrica, tanto che spesso cadiamo nell’errore di considerare “intelligenza” solo quella simile all'uomo, escludendo quella delle macchine cosiddette aliene. Nel libro sono affrontate perciò varie forme in cui si manifesta l’intelligenza.
Significativo è il caso della lumaca di mare, Aplysia, che ritrae le branchie quando viene toccata, una capacità che la specie ha sviluppato con l’evoluzione dopo una prolungata raccolta di dati e stimoli, applicando il metodo induttivo che procede dal particolare al generale.
Come le lumache in natura, anche le macchine includono, nei loro software, elementi del metodo induttivo, visto che raccolgono dati. Ma chi ne garantisce l’infallibilità?
Nel 1912 il filosofo Bertrand Russell ne aveva già messo in luce alcuni paradossi, con la metafora del tacchino che, dopo varie osservazioni, sa di ricevere cibo ogni mattina alle nove ma è smentito alla vigilia di Natale, finendo sulla tavola!
Questo dimostra che i pattern individuati dalle macchine "intelligenti" non sempre possono essere usati per formulare, attraverso il machine learning, verità assolute e che noi non possiamo essere certi che tutte le circostanze vengano prese in considerazione.
La vittoria del programma AlphaGo sul campione umano potrebbe essere considerata un primo esempio dell’IA Creatrice?
E’ possibile che in un futuro l’IA sarà in grado di generare degli “uomini perfetti” solo sulla base di dati statistici e lo studio di miliardi di casi particolari?
Le domande richiamano prudentemente da un lato il filosofo Epicuro, che individua nell’anima una "scintilla umana” che ci rende non riproducibili, e dall’altro, in modo più sconfortante, lo scrittore Primo Levi che, ne “Il Versificatore”, racconta di una macchina che è in grado di comporre versi seguendo dei semplici parametri -prompt nel linguaggio dell’informatica- sulla base di altre poesie, con modalità in qualche modo simili a quelle utilizzate da Chat GPT.
In ultima analisi il libro ci mantiene sul crinale incerto del Creatore più o meno sottomesso alla sua Creatura. Il tutto si traduce in una lettura stimolante e attuale, ma quello che mi è piaciuto di più de ‘La scorciatoia’ -e che è anche il motivo per cui mi sento di assegnargli il voto di nove- è la visione dell’autore, carica di un grande senso di umanità e speranza.
Per l’autore infatti, “La gloriosa confusione della carne e del sangue” prevarrà sul software e io, come lui, spero che la nostra generazione possa esserne una prima prova.

      Morici Pietro Liceo A. Vallisneri ( Lucca, Toscana )

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“La scorciatoia" di Nello Cristianini è un'opera di divulgazione scientifica che esplora il ruolo sempre più predominante delle macchine intelligenti nella nostra società. L'autore offre un'analisi approfondita del modo in cui queste tecnologie hanno pervaso vari aspetti della nostra vita quotidiana.

Uno degli aspetti più intriganti del libro è la messa in discussione delle nostre aspettative nei confronti delle macchine intelligenti. Nonostante la loro sorprendente capacità, Cristianini ci ricorda che queste entità non sono dotate di un'intelligenza simile a quella umana. La loro operatività è basata su algoritmi e dati statistici, privi di una reale comprensione del mondo. Questo contrasto solleva interrogativi profondi e rilevanti dal punto di vista etico e sociale, evidenziando la necessità di un utilizzo attento e consapevole di queste tecnologie.

Il libro, inoltre, propone una prospettiva per affrontare le sfide e le incertezze legate all'intelligenza artificiale. Offre una visione di come possiamo garantire una convivenza armoniosa tra esseri umani e macchine intelligenti, questo aiuta a trovare un buon equilibrio tra sicurezza e innovazione nell'uso di queste tecnologie.
È necessario coinvolgere non solo esperti di informatica e scienze tecnologiche, ma anche professionisti delle scienze sociali, filosofi e eticisti al fine di avere un controllo riguardo l’evoluzione dell'intelligenza artificiale. Solo attraverso un approccio inclusivo e collaborativo possiamo sperare di stare al passo con la rivoluzione tecnologica in corso e garantire che il progresso tecnologico sia al servizio del bene comune e della sostenibilità sociale.

L'autore ci dice che dobbiamo pensare sia ai problemi che ai vantaggi che possono derivare dall'uso di queste nuove tecnologie. Ci esorta a considerare e valutare tutti gli aspetti della questione per far sì che l'intelligenza artificiale venga usata nel modo migliore possibile, senza arrecare danni.
In conclusione, "La scorciatoia" è un libro che stimola la riflessione, ponendo le basi per un futuro in cui la tecnologia possa essere un motore di progresso e benessere per l'umanità, anziché una minaccia.

Personalmente, "La scorciatoia" è stato un libro che mi ha coinvolto fin dalle prime pagine. Ho apprezzato particolarmente l'approccio dell'autore nel trattare un argomento così complesso e attuale come l'intelligenza artificiale in modo chiaro e comprensibile. Le sue analisi profonde e le sue argomentazioni ben ragionate mi hanno permesso di guardare a queste tecnologie con occhi più attenti e consapevoli. Questo libro è un punto di riferimento per coloro che desiderano comprendere meglio l'impatto delle tecnologie emergenti sul piano sociale e individuale.

      Zucconi Pietro Iis Galilei-pacinotti ( Pisa, Toscana )

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2024. La cosiddetta civiltà sembra star diventando sembra di più la volontà di possedere ciò di cui non necessitiamo naturalmente. Ma, alla fine, cosa sono la pigrizia, l'insoddisfazione, l'insofferenza, se non molle propulsive della nostra naturale e sfrenata ambizione all'evoluzione? Certo è che se ci lasciamo scappare in molli conversazioni i vari “prima era meglio” o “sarebbe bello tornare indietro” iniziamo ad entrare in una speculazione pericolosa quanto futile. La verità è che, nel battito di ciglia di una generazione, il caro vecchio mondo analogico è decaduto lasciando solo l'ombra romantica del suo passaggio. Eppure, dentro di noi nutriamo, oltre ad una vaga nostalgia, un dubbio atroce: ma siamo veramente pronti a questa rivoluzione?
Ma a quale rivoluzione epocale i suoi uomini si sono sentiti totalmente adeguati? Forse, nessuna. Quello che possiamo fare, per non permettere al progresso tecnologico di travalicare nella sua cecità onnivora i confini del nostro concetto etico e filosofico di “civiltà umana”, è interessarci e informarci, sconfiggendo la nebulosa amorfa dei preconcetti, delle narrazioni superficiali e delle suggestioni della confusa tradizione mediatica. In questo panorama a tratti demonizzato, a tratti sottovalutato, il libro di Nello Cristanini (edito per “il Mulino”) “La scorciatoia”, emerge in tutta la sua vivida luminosità divulgatrice, scevra di presunzioni di sorta, dato l'ancora esiguo materiale di studio raccolto sull'argomento I.A., ma rigoroso e originale nell'approccio, capace di conquistare con la sua limpidezza la fiducia del lettore medio, profano e smarrito in materia. Chi, stanco di ignorare ancora i meccanismi regolatori del nuovo mondo in cui “agenti intelligenti” vagliano curriculum, concedono sussidi, selezionano le notizie che leggiamo e i prodotti che desideriamo, troverà nella lettura del saggio la capacità di sfatare la naturalizzazione erronea e dogmatica del funzionamento di questi sistemi. Il libro, avvalendosi di un linguaggio semplice e immediato quando possibile, capace di scogliere i suoi snodi più tecnici quando necessario, reso piacevole dalla sottile ironia e originale aneddotica adottata finemente dall'autore, adopera per lo più la linearità caratteristica della narrazione storica, ripercorrendo lo sviluppo del I.A. dal suo stato embrionale di traduttrice fino alle sue sembianze attuali, inserendo riflessioni e approfondimenti a partire proprio dalle tappe cruciali della sua crescita, passando per filosofia, sociologia ma anche biologia, ragionando di intelligenza con la lumaca Alypsia, letteratura, con l'esempio tassonomico tratto da un racconto di Jorge Luis Borges, o musica, come la citazione di un aneddoto riguardo una celebre canzone folk americana, esemplificativa del cruciale dibattito fra scienze umane e naturali.. Sebbene la critica oggettiva sia difficile data la complessità specifica dell'argomento, l'autore non si pone il fine di convincere, quanto di iniziare ed educare, citando fonti e personaggi storicamente fondamentali nello sviluppo della materia, rivelando e dimostrando il nocciolo vero e poco compreso dell'I.A., dalla definizione stessa di intelligenza alla spiegazione degli input del suo comportamento, dando strumenti pratici di comprensione autonoma e, soprattutto, facendo riflettere su un argomento pericolosamente dato per scontato. Perché bisogna “regolare, non spegnere”.

      Varoli Enrico Istituto Di Istruzione " Lorenzo Guetti " ( Tione Di Trento, Trentino-alto Adige )

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“La scorciatoia” è un libro scritto da Nello Cristianini e pubblicato nel 2023 da “il Mulino”, che tratta di un tema molto discusso e controverso ai nostri giorni: l'IA. Nonostante si tratti di un libro di divulgazione scientifica, l’autore è riuscito a creare un’opera perfettamente approciabile anche da chi non mastica il linguaggio informatico, pur restando un testo molto completo e approfondito. Per fare ciò, costruisce un percorso preciso all’interno di un mondo che conosce molto bene, lungo il quale guida il lettore con mano precisa e sicura. Come spesso accade all’inizio di un nuovo viaggio, può capitare che questo sia complicato, e che non lo si riesca a comprendere, e ci si senta un po’ disorientati; ed è quello che può succedere nei primi capitoli, che sono pieni di definizioni e concetti che spaziano dall’informatica alla filosofia. Ma se si riesce a superare questi ostacoli iniziali, si inizierà un cammino molto coinvolgente, e a tratti inquietante, nel mondo dell’IA. Durante questo viaggio il lettore scoprirà la storia dell’IA, che pur essendo relativamente breve, è in verità molto interessante e rapida nel suo evolversi, con numerosi periodi di vuoto, interrotti da improvvisi picchi di sviluppo e popolarità; si renderà conto di come l’IA sia molto più presente nella sua vita di quanto credesse (infatti anche gli algoritmi pubblicitari o dei social sono delle IA) e capirà come funziona e come riesce a processare l’infinità di dati che le vengono sottoposti. Ma definire questo libro come un semplice manuale dell’Intelligenza Artificiale sarebbe commettere un grave errore: infatti quella che credo sia la parte più interessante è la riflessione sulle varie forme di intelligenza presenti sulla Terra, e di quelle che potrebbero o potranno esistere. Mi ha colpito molto la visione antropocentrica che l’uomo ha sull’intelligenza, considerando la propria come la più alta raggiungibile, mentre Cristianini mette subito in chiaro che non solo la nostra potrebbe non essere la migliore che esista, ma di come sia davvero difficile paragonare diversi tipi di intelligenza, poiché ognuna parla il proprio linguaggio. E questo è particolarmente vero per l’IA, perché è vero che siamo noi che l’abbiamo costruita, ma ormai i processi che compie per arrivare ad un certo risultato non ci sono chiari, e questo rappresenta un pericolo non solo dal punto di vista pratico, ma anche etico, perché avendo assorbito da noi, anche involontariamente, numerosi pregiudizi, non sappiamo come li usi per giudicare le persone, e dato che ad oggi le IA sono anche usate per vagliare curricola e proposte di lavoro, si può facilmente capire che questo non è un aspetto da sottovalutare. Cristianini ci offre anche delle soluzioni a questi problemi, ossia riuscire a conoscere e comprendere il linguaggio con cui opera l’IA, per poterlo controllare e regolamentare. Per fare ciò servirà un impegno da parte della comunità scientifica per compiere studi mirati, ma anche da parte degli Stati, che devono agire in maniera efficace con legislazioni che oggi forse sono carenti o del tutto assenti.
In conclusione, quindi, questo libro è fortemente consigliato a chi vuole approfondire il mondo dell’IA e dei suoi effetti sulla società, avendo sia uno sguardo tecnico sulla questione, sia uno più umanistico, con queste due visioni, che potrebbero sembrare così diverse, indissolubilmente legate assieme in un libro approfondito, interessante ma soprattutto sorprendente.

      Botondi Samuele Liceo Classico G. C. Tacito Terni ( Terni, Umbria )

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La scorciatoia.
Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano.

L’autore Nello Cristianini, docente presso l’università britannica di Bath,dove concentra i suoi sforzi nella ricerca riguardo il “machine learning”, ha deciso di scrivere quest’opera a partire dal bisogno di stabilire una base comune di terminologie e conoscenze per porre le condizioni necessarie per poter intraprendere un dibattito consapevole eliminando le opinioni basate su elementi infondati e spesso dominanti nel dibattito pubblico con scopo sensazionalistico. Con questo obiettivo l’autore presenta un’opera facilmente accessibile-anche ai lettori meno esperti-che con la sua acuta analisi scientifica crea una fonte affidabile di informazioni su un argomento sempre più moderno: l’intelligenza artificiale.
È interessante analizzare brevemente il sottotitolo dell’opera “Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano”: l’autore individua come principale elemento che ostacola il dibattito la visione eccessivamente antropocentrica del concetto di intelligenza; ciò rende difficile la risoluzione di questioni spinose in ambito morale ed etico, come l’autocoscienza,il linguaggio,l’anima, la creatività, che sarebbero facilmente risolvibili con una diversa concezione dell’intelligenza; secondo l’autore una nuova definizione potrebbe essere :”la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente incerto.”
L’autore conduce questo percorso informativo attraverso le scorciatoie: il libro segue le tappe del processo che ha portato l’intelligenza artificiale ad essere ciò che è oggi attraverso le innovazioni di svariati scienziati e ricercatori; proprio le “scorciatoie” applicate da queste figure hanno permesso lo sviluppo moderno dell’intelligenza artificiale che-appunto in un’ottica non antropocentrica-si migliora e si adatta non secondo criteri umani, ma individua parametri e correlazioni nelle sue stesse elaborazioni da cui trae beneficio e che ai suoi stessi programmatori possono risultare irrilevanti o illogici.
In definitiva questo libro è un ottimo punto di partenza per chiunque voglia informarsi sull’argomento dell’intelligenza artificiale attraverso l’analisi di un esperto del settore a prescindere dal proprio livello di preparazione in materia.

      Granocchia Samuele Liceo Scientifico G. Galilei ( Perugia, Umbria )

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Il saggio "La scorciatoia" di Nello Cristianini offre un'analisi approfondita e accessibile sull'evoluzione e il concetto attuale di Intelligenza Artificiale (IA). Cristianini, docente e titolare del corso di Intelligenza Artificiale presso l'Università di Bath nel Regno Unito, nonché ricercatore nel campo dell'apprendimento delle macchine e dell'analisi dei contenuti dei social media, conduce il lettore attraverso un viaggio che spazia dalle origini storiche dell'IA fino alle sue implicazioni etiche e sociali nella società contemporanea.
Nella prima parte del saggio, Cristianini esplora le tappe fondamentali che hanno portato alla concezione attuale dell'IA, evidenziando il passaggio dalla ricerca di soluzioni generali per replicare l'intelligenza umana, come suggerito da Alan Turing, a un approccio basato sull'uso massiccio di dati e modelli statistici, come proposto da Vladimir Vapnik e Frederick Jelinek. Questa transizione ha portato alla creazione di sistemi intelligenti capaci di apprendere dall'esperienza e di adattarsi a situazioni nuove, senza la necessità di emulare il funzionamento del cervello umano.
L'autore sfida l'antropocentrismo nell'idea di intelligenza, sottolineando che la capacità di agire in modo efficace in contesti nuovi non richiede necessariamente un cervello umano e può essere riscontrata anche in altri organismi viventi. Questa prospettiva più ampia permette di definire l'intelligenza come la capacità di prendere decisioni appropriate basate sulle informazioni disponibili e di adattarsi all'ambiente circostante.
Attraverso l'introduzione della tecnologia delle Learning Machines, Cristianini illustra come gli informatici abbiano sviluppato macchine in grado di migliorare il proprio comportamento con l'esperienza, apprendendo dalle relazioni e dalle regolarità presenti nei dati. Queste macchine, basate sull'apprendimento automatico, sono in grado di ottenere previsioni ottimali anche in contesti complessi, superando spesso le capacità umane.
Tuttavia, l'autore mette in guardia dai rischi legati all'uso massiccio di dati e alla mancanza di comprensione dei modelli statistici utilizzati dalle macchine intelligenti, che possono portare a comportamenti imprevisti e a potenziali conseguenze negative. In particolare, l'analisi si estende agli effetti dell'IA sulla società, inclusi gli impatti sui social media e sulla polarizzazione politica.
Cristianini esplora il ruolo degli agenti di raccomandazione e il loro potenziale sia come utili assistenti che come dispositivi di controllo, sottolineando l'importanza di preservare l'autonomia umana nelle interazioni con le macchine intelligenti. Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di regolamentazione e di garanzia della sicurezza, della trasparenza e del rispetto dei diritti individuali nell'utilizzo dell'IA.
Il saggio conclude con una riflessione sull'importanza di misurare le decisioni future riguardanti il ruolo delle macchine intelligenti sulla base del valore della dignità umana. Cristianini invita a un approccio etico e responsabile nell'integrazione dell'IA nella società moderna, sottolineando che la complessità e l'imprevedibilità di questi sistemi richiedono un costante monitoraggio e una valutazione critica dei loro impatti.
In definitiva, "La scorciatoia" offre una panoramica completa sull'IA, evidenziando le sue potenzialità e le sue sfide, e invitando alla riflessione su come garantire un utilizzo etico e responsabile di questa tecnologia nell'era digitale.

      Radi Tommaso Liceo Scientifico Marconi ( Foligno, Umbria )

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Nel cuore della ricerca sull'intelligenza artificiale, ci siamo smarriti: l'obiettivo è fuori fuoco. Nello scenario delineato da "La Scorciatoia" di Nello Cristianini, emerge chiaramente l'importanza dell'obiettivo nel campo dell'IA. L'autore ci conduce attraverso un'analisi che mette in evidenza come, senza un obiettivo definito, l'intelligenza stessa rischi di perdere il suo significato caratterizzante. Questo dubbio sembra provenire dalla rimozione del cardine antropocentrico nella definizione di intelligenza, che ha portato a una sorta di confusione concettuale e filosofica.

Questo improvviso cambio di prospettiva ha portato a un' "evoluzione" nell'approccio all'intelligenza artificiale, sostituendo la "grammatica umana" con un'intelligenza statistica. Il nuovo modello ha portato a risultati tangibili, ma ha anche sollevato una serie di interrogativi sul processo che è giunto a tali risultati. L'adozione di un'intelligenza computazionale ci ha spinti a riflettere sulle metodologie umane per arrivare al traguardo e sui limiti della comprensione umana definita dall'impossibilità di lavorare su grandi carichi di informazioni esplicitamente.

Un altro aspetto cruciale che emerge dalla lettura del libro è la nostra crescente dipendenza da processi impossibili da capire per l'uomo. Questo può alimentare sentimenti di timore e allarmismo riguardo al futuro dell'umanità; tuttavia, Cristianini suggerisce di tenersi lontano da questi, reputando il progresso parte dell'umanità e le macchine esoscheletro dell'uomo.

Oltre alle questioni etiche e sociali "La Scorciatoia" ci offre una panoramica completa sui dubbi e sulle sfide che abbiamo affrontato e affronteremo nell'ambito dell'intelligenza artificiale. L'autore ci invita a una riflessione critica circa la natura stessa dell'IA e l' impatto che essa ha sulla società e sull' umanità nel suo complesso.

In conclusione, "La Scorciatoia" si presenta come un'opera fondamentale per coloro che sono interessati a comprendere meglio l'intelligenza artificiale e le sue implicazioni. Attraverso un'analisi approfondita e illuminante, Cristianini si conferma come un'autorità nel campo della divulgazione scientifica, offrendo una visione chiara e completa dell'IA e dei suoi sviluppi attuali e futuri.

      Rondini Erika Liceo Scientifico G. Galilei ( Perugia, Umbria )

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“La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo autonomo” è un saggio di divulgazione scientifica scritto da Nello Cristianini e pubblicato dalla casa editrice “Il Mulino” nel 2023. Cristianini attualmente è professore di Intelligenza artificiale all’Università di Bach, nel Regno Unito. Tra i suoi studi ricordiamo la teoria della metodologia di apprendimento delle macchine (machine learning) e l’analisi dell’impatto etico e sociale dell’Intelligenza artificiale (AI).
Lo stile linguistico non eccessivamente complesso dell’autore rende comprensibili i concetti esposti anche a chi di scienza e tecnologia non se ne intende, grazie alla molteplicità di esempi reali basati sull’esperienza e sull’osservazione del microcosmo, più facilmente riconoscibile dalla mente umana.
Il docente universitario tenta di persuadere l’interlocutore dell’importanza di abbandonare l’ideale antropocentrico, in quanto ritiene sbagliato che l’uomo creda superbamente di non avere rivali in natura nelle abilità mentali, autoconvincendosi di essere superiore a qualsiasi altro prodotto dell’evoluzione. Cristianini smentisce il mito dell’egemonia mentale umana spiegando l’evoluzione naturale con la teoria della regolarità del mondo, servendosi dell’immagine di un uccello che per sopravvivere si ciba di bacche: grazie all’esperienza a posteriori delle bacche, l’uccello è in grado di riconoscere quale tra la selezione di cui dispone è quella più adatta al suo bisogno. Quella dell’uccello può quindi essere definita una forma di intelligenza, termine descritto nel 1991 dall’ingegnere americano James Albus come “la capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente incerto, dove le azioni appropriate sono quelle che aumentano le probabilità di successo”. L’intelligenza artificiale è dotata dello stesso modus operandi. Infatti, grazie agli sviluppi seguiti allo studio di Frederick Jelinek, l’AI riesce a fare delle previsioni statistiche grazie all’analisi dei dati che le vengono forniti sul comportamento umano.
In sostanza, si potrebbe dedurre che l’unico difetto dell’AI è che saltuariamente potrebbe risultare fallace, in quanto si basa su analisi statistiche che non riescono a prevedere tutte le eccezioni possibili nel mondo reale, ma c’è altro da aggiungere: dietro all’apparente perfezione dell’Intelligenza artificiale, si cela il timore di una sorta di “rivoluzione prometeica”, dove le macchine prenderanno il sopravvento sugli uomini e sostituiranno la specie umana in molti, se non in tutti, i lavori. È possibile che una creazione dell’uomo possa dominare l’uomo stesso? Questa è una previsione proiettata sul lungo termine, che può essere evitata o rallentata non eliminando o limitando l’Intelligenza artificiale, piuttosto regolando l'impatto delle macchine intelligenti sull’umanità.

      Manente Vittoria Liceo Statale Galileo Galilei ( Dolo, Veneto )

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Nello Cristianini è un italiano di cui essere fieri, è considerato una delle menti scientifiche più influenti al
mondo. Laureato in Fisica, un dottorato in “intelligenza computazionale”, oggi è professore di Intelligenza
Artificiale all’Università di Bath, in Inghilterra. Il suo libro: “La scorciatoia. Come le macchine sono
diventate intelligenti senza pensare in modo umano” è stato pubblicato nel 2023 nella collana
“Contemporanea” della casa editrice “Il Mulino”. Il libro presenta la situazione attuale relativo allo sviluppo
dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie usate dai social media per selezionare e proporre contenuti
agli utenti. La lettura all’inizio non è facile, perché, anche se il mondo delle macchine è ovunque nella
nostra vita, non conosciamo la loro storia e sappiamo poco del loro funzionamento. Ma cos’è
“l’intelligenza”? In generale è la capacità di comportarsi nel modo migliore di fronte a nuove situazioni.
Bisogna però abbandonare l’idea che questa sia una qualità solo dell’uomo ed è da qui che bisogna partire
per capire il libro. Oggi le macchine vanno definite intelligenti, anche se “non lo fanno in modo umano”.
All’inizio si è cercato di ricreare in loro il nostro modo di ragionare: se una macchina deve imparare una
lingua, basta insegnarle la grammatica. Quando ci si è accorti che questo sistema non funzionava, si è usata
una scorciatoia: sostituire la comprensione logica del linguaggio usando relazioni statistiche, ottenute da
terabyte di dati. Oggi le macchine usano la nostra lingua anche senza comprenderla. Sembra una
contraddizione, ma il machine learning funziona così! Ma da dove si ottiene questa gigantesca quantità di
dati? La seconda scorciatoia è stata proprio quella di sfruttare il web e tutti i dati e le immagini che già
contiene. La terza scorciatoia invece riguarda come ottenere il giudizio degli utenti sui dati raccolti: per
questo basta osservarli costantemente, perché ogni “click” suggerisce qualcosa di noi all’algoritmo. Nel
1843 Lady Lovelace, prima informatica, scriveva che, se noi non siamo in grado di spiegare una cosa, non
possiamo chiedere alla macchina di farla, ma il programma AlphaGo nel 2016 l’ha smentita, dimostrando
che una macchina può fare cose che il proprio programmatore non può fare e comprendere. Ma, “fare” una
cosa non vuol certo dire averla capita. Gli agenti di raccomandazione osservano miliardi di utenti e
propongono contenuti specifici, allo scopo di far cliccare sempre di più. In questo rapporto così stretto tra
uomini e macchine nascono delle domande: c’è il rischio che gli utenti possano rivelare, oltre alle loro
preferenze e interessi anche i propri punti deboli? Gli algoritmi possono influenzare le nostre scelte? Stando
a stretto contatto quotidiano con le macchine, queste domande dovremmo farcele tutti. Questo crea ansia, ma
non va dimenticato che l’IA gestisce ormai quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana: salute, comunicazioni,
amministrazione; di certo non possiamo staccare la spina dei pc dall’oggi al domani. Inoltre c’è, ed è sotto
gli occhi di tutti (basta solo staccarli dallo smartphone), la forte dipendenza di giovani e adulti dai social
media. C’è quindi un modo per controllare le macchine intelligenti? Le istituzioni devono muoversi in
questo senso, soprattutto per proteggere le generazioni future.

      Moro Ilay Liceo Statale Galileo Galilei ( Dolo, Veneto )

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Professore di informatica presso l’Università inglese di Bath, laureato in Fisica, in possesso di un master e di un dottorato di ricerca, l’informatico italiano Nello Cristianini di recente si è impegnato nel campo delle intelligenze artificiali, studiando come esse, che ormai fanno parte della nostra quotidianità, possano rappresentare gravi problemi sociali ed etici se non supervisionate correttamente. Questo tema ci viene presentato nel suo nuovo libro La Scorciatoia (pubblicato nel 2023 dalla Società editrice il Mulino) in cui l’autore ci spiega in modo semplificato e tramite diversi esempi, proprio come operano queste intelligenze artificiali, e quali nuove situazioni si sono venute a creare grazie e per colpa del loro avvento nell’informatica.
Nel libro l’autore spiega, capitolo dopo capitolo, come l’intelligenza artificiale odierna fu ideata. Spesso ricorre a esempi concreti per provare a far capire al lettore un particolare concetto, e a volte ricorre anche a più di un esempio per un singolo concetto, cercando di usare un linguaggio semplice e facilmente comprensibile, non sempre riuscendoci pienamente però. Le descrizioni degli eventi storici, che portarono allo sviluppo dell’intelligenza sintetica moderna, come l’invenzione di un algoritmo capace di giocare a dama o i vari tentativi di creare un algoritmo intelligente da parte di Amazon, conducono il lettore a seguire un percorso logico che lo porterà a capire perché sono presenti problemi ed errori pericolosi per la società, nel metodo di ragionamento intrapreso dalle IA.
L’autore, con questo libro, di certo vuole rendere consapevoli le persone che quotidianamente ignorano la pericolosità delle intelligenze artificiali come gli algoritmi dei social media o dei motori di ricerca, che possono utilizzare dati personali privati o statistici in modo pericoloso e manipolando l’esperienza dell’utente che naviga sul web, ma vuole anche comunicare ai lettori della sua opera, che pur essendo l’IA problematica, non si può semplicemente spegnere il computer, staccare la spina e smettere di usare queste nuove tecnologie. Ormai fa parte delle nostre vite e sarebbe difficile se non impossibile e irresponsabile smettere di utilizzare intelligenze artificiali; bisogna per forza concentrarsi nel risolvere i problemi già esistenti, mantenendo l’utilizzo delle IA.
L’ opera è sicuramente impegnativa: infatti anche se l’autore cerca di spiegarsi nel modo più semplice ed efficace possibile, per tutta la durata della lettura è richiesta al lettore una grande capacità di concentrazione nei confronti dei vari concetti illustrati. Il contenuto inoltre è molto denso di informazioni, che bisogna cercare di riordinare e collegare tra loro, per poter ritornare a seguire il filo logico dell’ argomentazione. Personalmente ho trovato questo libro al contempo difficile, lento e quindi noioso, ma anche affascinante, non appena capivo meglio di cosa parlava l’autore.