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Vincitori Premio Asimov Edizione IX 2023 - 2024








Altre terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari


      Campione Marina Convitto Nazionale " D.cotugno " ( L' Aquila, Abruzzo )

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“Questo libro parte dalle domande che si fanno tutti, bambini e filosofi, sotto un cielo stellato”. Scrive così Giovanni Covone in “Altre terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari”, pubblicato nel 2023 dalla casa editrice HarperCollins. Un saggio che racconta entusiasticamente il viaggio alla ricerca di altri pianeti intorno ad altre stelle. Covone, professore associato di astrofisica e cosmologia, si interroga su domande del tipo: potrebbe esistere un pianeta simile alla Terra? E se sì, potrebbe essere abitato da esseri viventi che guardando il cielo si pongono le nostre domande?
Una seconda Terra è, così, il Santo Graal dell'astrofisica moderna. La ricerca è ardua perché non esiste una definizione universale della parola vita in quanto possiamo fornirla solo in relazione al pianeta da noi abitato, ma la vita potrebbe avere assunto forme che la nostra mente fatica a immaginare.
Il destino di un pianeta è fortemente legato a quello della sua stella; quindi dovremo innanzitutto cercare stelle simili al nostro Sole e pianeti dove sia possibile la fotosintesi che ha permesso la vita, come sulla Terra. L’autore comincia questo viaggio parlandoci dei primi ragionamenti dei nostri antenati, utili per comprendere quanto si sia evoluto il processo di ricerca da allora ad oggi. Dal pluralismo di Epicuro alla teoria geocentrica di Aristotele, dall'ipotesi eliocentrica di Aristarco a quella di Immanuel Kant, convinto che la vita esistesse ovunque nel Sistema solare. L’autore in seguito analizza le teorie, le tecniche e le idee degli astronomi e ne viene fuori che la storia della scoperta degli esopianeti non è solo una storia di successi ma è quella fatta di innumerevoli tentativi falliti, di scoperte smentite, di frustrazioni e di rinunce a un passo dalla vittoria. La parte più avvincente del libro è stata scoprire le vite di astronomi diversi tra loro, ma simili nella passione per la ricerca, come ad esempio van de Kamp e Lyne, ma ancora Wolszczan che scoprì i primi due esopianeti intorno a una pulsar, Bruce Campbell, che a un passo dal traguardo abbandonò l’astronomia ed infine Mayor e Didier Queloz insigniti del premio Nobel per la fisica per aver scoperto un pianeta intorno a una stella simile alla nostra.
Oggi i risultati raggiunti con la missione Kepler hanno dimostrato che i pianeti sono più numerosi delle stelle e che esistono diversi tipi di pianeti, dei quali l’unico dove è possibile la vita finora è il nostro. Covone ci parla anche della sua esperienza: inizialmente scettico, contribuì alla scoperta di un pianeta gemello della Terra. La scoperta di pianeti extrasolari fu entusiasmante ma lasciava una leggera inquietudine perché risultava che in nessuno dei nuovi sistemi planetari fosse possibile la vita. Alla fine della lettura del saggio si evince che la ricerca degli esopianeti ci ha portati a una conclusione contraddittoria. La Terra non è l’unico pianeta presente nell’Universo ma il nostro mondo è raro e non ha eguali. Il libro è un invito a comprendere la meraviglia della Natura e la fortuna della nostra specie. Consiglierei vivamente questo libro a chiunque guardando, anche una sola volta, il cielo di notte si è domandato se esistano altri mondi abitabili oltre al nostro. Io sicuramente dopo aver letto il libro non osserverò il cielo con gli stessi occhi di prima.

      Conti Simonetta Liceo Scientifico Masci ( Chieti, Abruzzo )

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“Altre Terre, viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” è un libro scritto da Giovanni Covone. È una lettura illuminante ed educativa che fa intraprendere al lettore un viaggio all’interno del mondo dell’indagine scientifica. Covone con il suo libro vuole, infatti, raccontare al lettore una storia lunga secoli, fatta di imprese di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla ricerca di pianeti extrasolari, all’infuori del nostro sistema solare, ricerca in cui cercano risposte non solo a domande scientifiche ma anche esistenziali. Così Covone racconta di scienziati, partendo da Giordano Bruno con la sua teoria di un universo infinito ed eterno e arrivando fino a ricercatori della portata di Mayor e Queloz, primi scopritori di pianeti orbitanti intorno a una stella che non è il sole, che hanno difeso le loro tesi davanti a scettici e timorosi colleghi e grazie ai quali la scienza si è evoluta fino a diventare quello che è oggi. Particolarità di “Altre Terre” è anche nel mostrare il percorso di ricerca e l’alternarsi di menti che hanno portato alla scoperta dei primi esopianeti, fino alle migliaia di cui siamo a conoscenza attualmente, non solo raccontando dei successi ma anche degli insuccessi. Infatti, mostra le fatiche degli scienziati, la loro tenacia di fronte agli imprevisti e la loro caparbia lotta per la conoscenza, ma anche il coraggio di ammettere a testa alta, davanti ai colleghi, i propri errori quando le “scoperte” si dimostrano frutto di osservazioni errate degli oggetti celesti, come accadde per Andrew Lyne, che con coraggio ammise il suo errore davanti all’assemblea dell’American Astronomical Society. La ricerca dei pianeti extrasolari viene da Covone raccontata con tono incalzante e vivace, coadiuvato sia da aneddoti scientifici, ma anche di similitudini e metafore prese dalla cultura pop, dal mondo dell’arte, della storia e della letteratura, come quando cita Edgar Allan Poe per il suo poco conosciuto interesse nella cosmologia che lo porta ad intuire la soluzione al quesito sull’eternità dell’universo o quando cita la “Terrazza del caffè la sera” di Vincent Van Gogh, all’inizio del libro, per far comprendere il fascino dell’universo. Tali ingegnosi espedienti non solo alleggeriscono la lettura ma portano anche un sorriso sul volto dei lettori, dopotutto chi non sorriderebbe a sentire definire Plutone “ il parente bizzarro alle riunioni di una famiglia “normale”: una sorta di zio Fester”.

      D’emidio Marta Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Pescara, Abruzzo )

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Invito i lettori della mia recensione a guardare il cielo questa notte, magari leggendo le mie parole: spiegherò alla fine di queste ultime le ragioni della mia proposta. Già dalle prime righe del libro Altre terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari, il lettore comprende che le pagine di Covone sono volte al racconto di una storia molto più articolata, che trova la sua enciclopedia nell’universo stesso: secoli di ipotesi ed esperimenti, destinati alla realizzazione di un puzzle ancora incompleto che parte dalla nostra galassia, per giungere alla scoperta dell’universo nella sua totalità. Lo scrittore tramite un’ampia introduzione all’argomento, affonda poi le proprie ricerche nella scoperta dei pianeti extrasolari, spinto dalle parole del professore de Ritis: “Giovanni, la cosmologia quantistica è interessante, ma adesso è il momento di cercare i pianeti”. La caccia ai pianeti extrasolari era però condizionata da due fattori: lo scetticismo dei pochi astronomi che si dedicavano all’impresa, illusi nel loro lavoro di ricerca da numerosi falsi allarmi nel corso della seconda metà del ‘900; il pregiudizio: gli astronomi ritenevano di dover ricercare sistemi planetari simili al nostro. Il nostro sistema solare presenta però tre proprietà di simmetria rare nel resto della Galassia: le orbite dei pianeti solari sono quasi perfettamente circolari; le orbite dei pianeti giacciono in pratica sullo stesso piano, un sistema somigliante alla struttura di un vinile; vi è ordine osservando le proprietà fisiche e geologiche dei pianeti in ordine di distanza dal Sole. Probabilmente l’ordine e la simmetria che sono riscontrati nel nostro sistema sono dovuti all’unico corpo celeste abitabile, il nostro pianeta. Covone conclude l’osservazione parafrasando una domanda di Lucrezio: “quanto diversi e quanto simili al nostro mondo sono i pianeti intorno alle altre stelle?”. La lettura prosegue con spunti riguardanti la necessità o il caso nella creazione dei pianeti, la loro formazione secondo una visione antica e moderna, per poi affrontare l’espansione dell’universo, la sua evoluzione… Il testo presenta in quasi ogni capitolo delle interessanti posizioni filosofiche, che spesso mettono in evidenza nozioni successivamente affermate o smentite dalla scienza stessa: per esempio, “Kant propose che il Sole e i pianeti fossero nati contemporaneamente dalla contrazione di una grande nebulosa di gas. [...] Quaranta anni dopo senza essere a conoscenza del lavoro di Kant, Laplace, [...] soprannominato il “Newton francese”, sviluppò l’ipotesi nebulare del filosofo tedesco”. Attribuisco a questa lettura una valutazione di 8/10: stimola la curiosità del lettore nei confronti di ciò che va oltre la nostra atmosfera e ciò che ne fa parte, aprendo i suoi orizzonti a una visione poliedrica della conoscenza. Lettore della mia recensione, sei ancora sotto il cielo “stellato”? Non credo però tu veda le stelle… ma ce ne sono moltissime! “È Giordano Bruno il primo filosofo ad affermare [...] che le stelle non sono punti luminosi su una sfera di cristallo, ma altri soli”. Se ora non ti avessi fatto notare la loro assenza, avremmo contribuito a donare alle stelle lo stesso destino scritto per le api, una perdita tragica e inavvertita, smarrendo la capacità di meravigliarci e di instaurare un contatto con il resto dell’Universo: sotto questo cielo apparentemente non stellato, sfoglia qualche pagina della lettura da me recensita e vedrai che riappariranno.

      Di Fermo Lorenzo Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Pescara, Abruzzo )

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“Altre Terre” di Giovanni Covone è un romanzo di carattere scientifico-informativo pubblicato nel 2023 da HarperCollins, nel quale l’autore, docente di astrofisica, affronta con sorprendente semplicità i più disparati interrogativi dell’astronomia moderna, offrendone al pubblico una spiegazione completa ed adeguatamente approfondita nonché estremamente chiara e comprensibile anche per coloro che, come me, non sono esperti della disciplina trattata.
Il tema centrale del testo, attorno al quale si snoda un fitto intreccio di spiegazioni, argomentazioni ed analisi scientifiche, è incarnato da uno degli interrogativi più antichi dell’astronomia: la presenza o meno di vita su altri mondi.
A partire da tale spunto, l’autore elabora una serie di osservazioni addentrandosi sempre più profondamente nei meandri di questa complessa disciplina, senza mai perdere di vista la sua evidente sfida narrativa: quella di creare interesse nel lettore, un proposito senz’altro arduo, cui però Covone adempie appieno, costruendo nelle sue pagine non un noioso trattato di astrofisica, quanto una vera e propria storia ricca anche di aneddoti e spunti di riflessione.
Il romanzo si compone di tre macro aree principali. Nella prima l’autore affronta il tema degli esopianeti, ossia pianeti che orbitano intorno a stelle diverse dal Sole: ne illustra attentamente la scoperta, ripercorrendo le tappe salienti di una ricerca che abbraccia ormai decine e decine di anni. Passa successivamente alla spiegazione delle loro tecniche di osservazione ponendo una particolare attenzione al telescopio spaziale di James Webb, uno strumento che, seppur giovanissimo, già ricopre un ruolo cruciale nelle moderne ricerche, per le quali ha rappresentato una vera e propria svolta.
Segue la seconda parte, in cui Covone passa alla definizione delle caratteristiche degli esopianeti sconosciuti, fornendone una prima descrizione in termini di dimensioni, temperature e atmosfere, per poi addentrarsi in aspetti molto più interessanti e coerenti con la trama centrale, quali l’analisi delle condizioni che potrebbero determinarne o escluderne l’abitabilità.
Nella terza ed ultima macro-area tematica, l’autore coinvolge il lettore in un appassionato ed incalzante susseguirsi di riflessioni circa l’eticità delle ricerche trattate nel romanzo e l’eventualità, un giorno, di poter abitare gli esopianeti. Viene altresì discusso, come conseguenza dell’ipotetico raggiungimento di questi corpi extrasolari, un tema che da sempre appassiona gli intellettuali del settore: quello del presumibile incontro con una specie aliena, una possibilità oramai concreta che non può essere ignorata nel bilancio rischi-benefici di questa grande ma delicatissima impresa.
Insomma, “Altre Terre” è un romanzo estremamente completo, sia sotto il profilo scientifico, cui naturalmente l’autore dedica la maggior parte della sua attenzione, sia sotto quello etico-filosofico, che Covone non trascura ed anzi approfondisce in maniera puntuale. Ho trovato la dialettica estremamente scorrevole ed il libro, nel suo complesso, avvincente ed intrigante: l’autore riesce a parlare di argomenti estremamente complessi rendendoli non solo perfettamente accessibili, ma anche interessanti. Si tratta di un volume di argomento tecnico che arricchisce anche dal punto di vista umano, e laddove si raggiunge questo equilibrio, il romanzo non può che meritarsi il massimo della valutazione: 10 pienissimo.

      Giorgio Etere Convitto Nazionale " D.cotugno " ( L' Aquila, Abruzzo )

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Essendo uno studente, ogni mattina prendo l’autobus per andare a scuola. Lì, pigiati tra due o tre persone, diventa un’impresa compiere qualsiasi azione e così non mi rimane altro da fare se non pensare. Con mio grande stupore, l’altro giorno, mentre riflettevo su un fatto, mi sono sorpreso a meditare su quanto fosse azzeccata una frase citata nel libro che stavo leggendo (Altre terre di Giovanni Covone), che mi era rimasta stampata in mente senza che me ne accorgessi. E’ di Richard Feynman e recita: ”Il primo principio è che non devi ingannare te stesso poiché sei tu stesso la persona più semplice da ingannare”. Mi sono improvvisamente accorto che il libro che stavo leggendo non trattava solo di stelle remote e pianeti invisibili, ma di cose concrete che riguardano tutti noi. Ho compreso tutt’a un tratto che questo libro è uno dei pochi che insegnano. Non sono molti i libri che lo fanno, tanti raccontano, taluni criticano, altri ancora divertono, ma quelli che ti lasciano qualcosa dopo averli chiusi per l’ultima volta sono veramente pochi. Tra queste righe, infatti, non si trovano solamente i risultati di anni e anni di ricerca, ma anche le storie di coloro che per arrivare a quello che noi oggi leggiamo comodamente seduti, hanno faticato, pazientato e soprattutto sbagliato. Esatto, il prof. Giovanni Covone ci accompagna, come un Virgilio, per le strade irte di sbagli, frustrazione e fallimenti per le quali siamo giunti a questi piccoli risultati, arrivando a palesarci una cosa molto importante: che per arrivare a qualsiasi vetta bisogna sbagliare, cadere e rialzarsi. Questo libro ci ricorda una verità che oggi noi abbiamo dimenticato, ovvero che l’unico modo per crescere è non farsi spaventare dall’errore ma trarne insegnamento. Tutto quello che Covone scrive è stato scoperto da generazioni di astronomi resilienti nel momento del fallimento, tenaci, fedeli alla loro passione e pronti a qualsiasi sacrificio per il loro lavoro, spesso difficile e poco soddisfacente. Come ai bambini romani venivano raccontate le storie di Clelia, Orazio Coclite, Muzio Scevola per insegnargli la virtus e la fides, così noi dovremmo leggere di questi astronomi per imparare quella virtù che ci spinge a superare l’insuccesso. Questo, però, non è un libro sull’umanità, è un libro che tratta di cose infinitamente più complesse e stupende. Camille Flammarion dice che è “cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo. È un sordo in mezzo ad un concerto”. Ebbene, l’intento di Covone è quello di restituirci la vista e l’udito e renderci partecipi di questo immenso concerto che è l’universo, usando uno stile chiaro e conciso (Cicerone l’avrebbe definito inlustris brevitas), esempi concreti, figure essenziali, alleggerendo un libro che minacciava di essere pesante con aneddoti e commenti personali. Essendo uno studente non posso, inoltre, non lodare i riferimenti a importanti opere letterarie, come la Divina Commedia; l’arguzia di Covone riesce a trovare, infatti, un paragone tra l’immagine della nostra piccola Terra (aiuola) che questa ci offre nell’ultima cantica, e il “pallido puntino blu” fotografato dalla sonda Voyager 1 nel 1990, testimoniando così che le stelle e le visioni cosmiche hanno sempre affascinato non solo gli scienziati ma tutta l’umanità “che fin dall’antichità ha inventato miti per spiegarle”. Questo libro è un capolavoro divulgativo che tutti noi dovremmo leggere.

      Lacioppa Francesca Liceo Classico G. D' Annunzio ( Pescara, Abruzzo )

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"Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" di Giovanni Covone, edito nel 2023 da HarperCollins, è un libro riguardante uno dei più grandi dubbi dell’uomo moderno: la terra è veramente la sola casa per l’umanità in tutto l’universo? C’è possibilità di trovare qualcos’altro in questo cielo che ci sovrasta? Cosa possiamo trovare nell’immensità posta sopra le nostre teste?
Giovanni Covone racconta con uno stile semplice e a volte anche “ironico” le più grandi e piccole imprese di astronomi e astrofisici, di studenti senza paura, di uomini e donne instancabili che hanno tentato di rispondere alla fatidica domanda che da sempre ci attanaglia: ma c’è vita in questo silenzioso universo?
La risposta è ancora incompleta, ma non negata: Covone ci fa comprendere come la nostra esistenza sia una vera e propria rarità, così anche per il nostro sistema solare che, per quanto possa sembrare “piccolo” e “di periferia” all’interno della nostra galassia, è in realtà alquanto speciale. Ciò però non deve farci allontanare dall’idea che potrebbe esserci realmente una “chance” per la vita altrove, soprattutto non deve farci dimenticare che lo stesso universo sembra comportarsi come se “avesse vita”: anche nelle condizioni più assurde e imperfette possono nascere le cose più belle.
Covone spiega che è proprio così che nascono anche le più grandi idee: dall’assurdità, dal dubbio; ed anche gli errori, dai più significativi ai più banali, rappresentano solo un passo avanti per la conoscenza ed un motivo in più per mettersi in gioco.
Si descrive l’umanità delle persone che hanno passato anni a cercare disperatamente una risposta, l’umanità delle persone che l’hanno trovata dopo tanta fatica, e anche l’umanità dei più grandi filosofi, intellettuali, matematici e astronomi che hanno tentato di afferrare con le loro piccole mani il senso che si trovava in quell’oscurità sovrastante che, nel suo silenzio, ispira la poesia e l’immaginazione di ognuno.
È chiaro per l’autore che, per ora, non sappiamo se ci sia o meno vita altrove, ma si può percepire la sua fiducia nelle generazioni future e nel genere umano, il credo fermo che ciò per cui siamo fatti non termini qui, nell’autodistruzione, ma oltre il nostro sguardo, verso ciò che da millenni ci spinge a scoprire e a superare i nostri limiti.
La lettura di questo libro, piacevolmente scorrevole e dotato di un rispetto e una dolcezza infiniti verso i protagonisti di questo “viaggio”, è consigliabile non solo per comprendere meglio la bellezza dello spazio e come esso si regola, ma anche per conoscere più a fondo gli aspetti più “umani” dell’universo e delle persone che hanno passato la loro esistenza ad osservarlo.
“L’amore è l’unica cosa che trascende il tempo e lo spazio” è una citazione del film "Interstellar" di Christopher Nolan e credo rappresenti perfettamente lo spirito che gli astronomi e gli astrofisici descritti da Covone, cercatori di pianeti extrasolari: il loro amore verso l’universo e le sue meraviglie li porta ad una disperata ricerca senza fine, che unisce epoche e popoli di tutto il mondo, privi di timore di fronte all’immensità di un cielo che ha ancora molto da farci scoprire di sé, ma anche di noi.

      Maione Mattia Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Pescara, Abruzzo )

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Quello che Giovanni Covone ci presenta nel suo primo libro è un vero e proprio viaggio, non solo “alla scoperta di pianeti extrasolari” bensì una riflessione epistemologica sul valore intrinseco del fare scienza. Il grande pregio di quest’opera risiede nella duplicità dell’argomento trattato: le grandissime conoscenze astronomiche dell’autore sono utilizzate in parte per creare una divulgazione scientifica accessibile a tutti e costantemente puntuale e dettagliata, in parte per ricostruire (con la lente della storia) le tappe fondamentali che hanno portato l’essere umano ad interrogarsi sull’esistenza o meno di pianeti “gemelli” alla terra. Già dal primo capitolo Covone puntualizza lo scopo del suo libro: rispondere a quelle domande che affascinano e caratterizzano l’indole dell’uomo tramite lo studio degli esopianeti. Tutta l’opera è sostenuta dai grandi riferimenti storici e filosofici che elevano la già grande speculazione scientifica dell’autore ad una vera e propria riflessione sul valore della scienza non come epistème ma come doxa, continuamente confutata dal progresso scientifico e tecnologico. Leggere della perseveranza, degli insuccessi arrivati dopo anni di lavoro, del sacrificio e del coraggio di tutti i pionieri del campo della scoperta di nuovi pianeti extrasolari, ci permette di riflettere su quanto sia umana la scienza e su quanto essa sia influenzata inevitabilmente dai sentimenti propri dell'uomo. Difatti tutto il libro è disseminato da paragrafi dedicati alla storia personale della ricerca scientifica dell’autore: la sua carriera universitaria, l’epifanica stesura della tesi con il professor de Ritis, fino alle sue ricerche scientifiche condotte con i suoi studenti. E’ proprio grazie alla ricostruzione della storia di Covone, sia come scienziato che come uomo, che il messaggio di scienza come manifestazione non esclusivamente razionale dell’uomo si fa chiaro. E’ importante non tralasciare il fulcro di questo libro: la scienza degli esopianeti. Lo studio non investe solo l’argomento appena citato, ma temi come le stelle e la loro classificazione, la storia della formazione del nostro sistema solare, la spiegazione attenta del rapporto tra stelle e pianeti, tutto in funzione di un maggiore grado di approfondimento sull’argomento principale dell’opera. Le descrizioni quasi poetiche della “creatività” dell’universo nel processo di creazione di pianeti in luoghi assolutamente impensabili e la semplicità con cui argomenti estremamente complessi sono presentati rendono la divulgazione di Covone estremamente adatta a lettori sia neofiti che non.
“Altre Terre” è un grande lavoro di Scienza, che ci regala la possibilità di riflettere e comprendere meglio la natura dell’Universo che ci ospita e contemporaneamente ci dona una grande lezione: tutte le scienze sono innanzitutto umane, e in quanto tali non possono essere asetticamente definite pura razionalità, ma per fare della buona scienza è necessario comprendere che essa sia influenzata da tutte quelle esperienze ed emozioni che ci rendono umani.

      Mobilij Greta Liceo Classico G. D' Annunzio ( Pescara, Abruzzo )

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questo il titolo del libro che l’astrofisico e cosmologo Giovanni Covone pubblica nell’aprile del 2023 con la casa editrice Harper Collins. L’autore in queste meravigliose pagine cerca di dare una risposta, ad alcune domande come “Qual’è il futuro dell’uomo nell’universo? Siamo soli nel cosmo? Esistono altre terre che l’umanità può colonizzare?”, mandando però, all’uomo, un profondo messaggio, ossia, quale grande fortuna o “accidente cosmico” (come lo definisce lui) ha avuto nel ritrovarsi come specie unica su un pianeta raro e quale grande responsabilità ha nel prendersene cura. L’interesse e lo sguardo del professore è rivolto al cielo e all’universo ma non abbandona mai l’uomo e la terra, cercando di spiegare come sia importante per la nostra specie prendersi il tempo di capire la magnificenza del sistema di cui facciamo parte, di comprenderne la trama e il significato invece di perdere tempo nell’autodistruzione.
Lo straordinario viaggio che il professore ci invita a fare, fa un salto indietro nella storia; rievocando i giorni pionieristici in cui la semplice idea di osservare gli esopianeti sembrava un concetto stravagante e arricchisce il nostro viaggio raccontandoci la storia individuale di coloro che hanno avuto parte attiva in questa ricerca scientifica. In questo libro la storia, quindi, l'esplorazione astronomica si intreccia con quella dell'esistenza umana, a partire dai primi semplici ma ingegnosi tentativi di osservare le stelle a occhio nudo, fino alle missioni spaziali più recenti condotte utilizzando imponenti e avanzati telescopi moderni. Questo percorso lo riserva anche a sè stesso e lo rivediamo studente quando si univa a uno dei più importanti gruppi di ricerca per un’indagine appassionata di nuovi pianeti abitabili. Successivamente, con maestria, ci riporta a giorni più recenti quando diviene parte integrante di una lunga ricerca verso le stelle e, contribuisce, all'identificazione di TOI-700d, un potenziale “nuovo rifugio” per l'umanità. Si tratta di un ipotetico pianeta simile alla Terra anche se situato in angoli remoti dell'universo. Ma è questa fortunata rivelazione che ci rammenta in modo toccante l’unicità impareggiabile del nostro pianeta. Il testo di Giovanni Covone si legge tutto in un fiato, è molto interessante e coinvolgente, è scritto con chiarezza e passione, e riesce a catapultare il lettore nei misteri più profondi dell'universo. L’autore riesce a tradurre concetti complessi in una narrazione accessibile, rendendo il libro adatto a lettori con varie competenze scientifiche. La sua scrittura coinvolgente trasmette l'entusiasmo per la scoperta. Una delle caratteristiche che possiamo più apprezzare del libro è la sua capacità di stimolare la curiosità senza rinunciare alla precisione scientifica. Covone, infatti, incoraggia il lettore a riflettere e ad interrogarsi sull’essenza stessa dell'universo.
In conclusione, "Altre Terre" è un libro scientifico straordinariamente avvincente che non solo istruisce ma ispira anche. La passione di Giovanni Covone per l'astronomia traspare in ogni pagina, creando un'esperienza di lettura che è un vero e proprio viaggio nell'universo, un viaggio che consiglio a chiunque sia affascinato dalla bellezza e dalla complessità dello spazio cosmico. Condivido pienamente la definizione che qualcuno gli ha dato, ossia, un “Diario di bordo” che guida il lettore nell’affascinante scoperta delle meraviglie mozzafiato della natura. Buona lettura a tutti i più curiosi.

      Sigismondi Siria Istituto Comprensivo Mattioli-d' Acquisto S.salvo ( San Salvo, Abruzzo )

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"Altre Terre: viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari", è un saggio dell’astrofisico Giovanni Covone, che ti porta alla scoperta dell’universo, uno spazio per quanto ne sappiamo infinito, popolato da una miriade di corpi celesti. Tra questi, in una parte sperduta e insignificante del cosmo, c’è la Terra, la nostra casa: un esemplare unico, un magnifico incidente della natura.
Credo che almeno una volta ognuno di noi si sia chiesto se siamo soli nell’universo: questo libro è la risposta ad ogni domanda. L’autore ripercorre tutte le più importanti scoperte astronomiche, avvenute dall’antichità fino ad oggi, alla ricerca di pianeti extrasolari e della vita nel cosmo. Purtroppo, solo pochi, dopo anni di lavoro e dedizione, sono riusciti nella loro impresa.
Questo saggio ci fa comprendere che non basta puntare il cannocchiale verso il cielo per scovare una qualche forma di vita nello spazio, ma ci spiega l’immenso lavoro e sacrificio che si cela dietro ogni scoperta scientifica: le infinite ore a osservare le stelle, ad analizzare i dati riportati dai telescopi, a ricontrollare che non ci sia nessun margine di errore e i numerosi fallimenti. Nell’attività scientifica come nella vita la parte più difficile è ammettere di aver sbagliato e di aver conseguito un’ipotesi inconcludente. Come disse il fisico Richard Feynman: “il primo principio è che non devi ingannare te stesso, e tu sei la persona più facile da ingannare”. È un principio guida fondamentale nella ricerca scientifica, che non tutti però sono stati in grado di rispettare. Ne è un esempio Van de Kamp, che non è riuscito ad ammettere il suo errore nell'individuazione della stella di Barnard. Ci sono stati, però, anche scienziati che hanno saputo fare un passo indietro e ammettere i propri errori, come Andrew Lyne, colui che pensava di aver scoperto il primo pianeta extrasolare intorno ad una pulsar. Si è trovato in una posizione difficile e alla fine ha scelto la strada più coraggiosa, ossia quella di ammettere il proprio sbaglio e di scusarsi.
Fin dall’antichità gli uomini contemplano l’immensa volta celeste che li avvolge con le sue “piccole luci”. Circa duemilatrecento anni fa il filosofo Epicuro espose la dottrina del pluralismo: il cosmo è infinito e i mondi sono infiniti. Prima di lui anche Democrito aveva proposto la stessa teoria. Questo, forse, perché in fondo l’uomo si è sempre sentito solo nell’universo che lo circonda. Ed ora ne siamo certi. Esistono infinite stelle con infiniti pianeti che gli girano intorno e noi siamo solo un pallido puntino blu, come mostra la Pale Blue Dot, la foto scattata da Voyager 1 nel 1990, di fronte all’immensità del cosmo.
Questo saggio ci immerge in un mondo sconosciuto ed entusiasmante, appassionandoci ad una disciplina molto interessante, l'Astrofisica. Anche a chi non è un esperto del settore, esso spiega in modo facile e comprensibile i principi fondamentali dell’astronomia, aiutandoci a capire i processi che portano alla formazione dei vari corpi celesti ed i numerosi metodi di osservazione che sono stati sviluppati nel tempo.
La vita e il cosmo, come afferma il libro, rimangono per l’uomo ancora dei misteri da svelare. Forse tra cent’anni delle persone leggeranno questo testo e penseranno che anche noi, come molti astronomi, avevamo già previsto tutto, ma che alla fine non siamo stati in grado, forse per mancanza di inventiva o per mancanza di strumenti, di scoprire i grandi segreti che si celano nell’universo.

      Zappacosta Marika Liceo Classico G B Vico Annesso Al Convitto G B Vico ( Chieti, Abruzzo )

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“Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare” disse Van Gogh, l’artista il cui quadro, “La Notte stellata”, è tanto caro a Giovanni Covone, Autore di “Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”.
Effettivamente non c’è immagine migliore che possa fare da sfondo a questa lettura, in cui lo Scrittore “dipinge” i processi della ricerca astrofisica. Covone non manca di porsi la domanda che tutti ci facciamo quando si parla dell’Universo: c’è vita oltre la Terra? Sebbene la risposta sia ancora sconosciuta, in “Altre Terre” sono narrate le tecniche della ricerca astrofisica di esopianeti e ci si sofferma su quali siano i requisiti essenziali alla base della vita: acqua e luce per prime.
Utilizzo consciamente la parola “narrare” parlando di questo libro poiché le tematiche sono presentate in una forma innovativa rispetto ad altri libri di divulgazione scientifica: Covone ci conduce quasi per mano attraverso la storia dell’astrofisica, offrendoci la cosa più preziosa di tutte: l’esperienza. Dai capostipiti greci come Epicuro, passando per Galileo Galilei e Niccolò Copernico, fino ai giorni nostri, dove la narrazione si interseca con la sua vita da ricercatore. Colpisce particolarmente l’esempio di Andrew Lyne, lo scienziato che nel 1992 aveva rivelato al mondo la scoperta di un pianeta che orbitava attorno a una pulsar. All’indomani della conferenza, Lyne si accorse di aver compiuto un errore di calcolo. Decise coraggiosamente di rivelare lo sbaglio di fronte a una comunità internazionale di scienziati e, contro ogni aspettativa, ricevette un applauso di rispetto da parte dei presenti. Nessuno sapeva che di lì a breve, un altro scienziato avrebbe cambiato il mondo con una scoperta della stessa natura, ma questa è una storia che lascio esplorare ai lettori! Lyne è l’esempio lampante che la scienza non è perfetta e lineare come spesso si pensa, ma è frutto di fallimenti, strade sbagliate e abbagli, richiede sacrificio e tenacia poiché una verità fino ad allora condivisa può sempre essere rimessa in discussione da una nuova scoperta.
Possiamo definire lo stile di scrittura coinvolgente e scorrevole, soprattutto per un pubblico giovane che si affaccia al mondo della scienza con solo conoscenze basiche. Tuttavia, questo non lede la professionalità dell’autore o l’accuratezza delle informazioni che, anzi, sono puntuali e ampie. Covone non si lascia sfuggire l’opportunità di mostrare l’unione tra i due mondi apparentemente opposti della scienza e dell’umanistica: non mancano citazioni poetico-letterarie, musicali e/o artistiche! Insomma, è una narrazione vivace e ricca di aneddoti interessanti che mi hanno tenuta incollata fino all’ultima pagina, forse anche per l’implicito legame che si viene a creare tra lettore e autore, la cui passione traspare vividamente ed è contagiosa.
In definitiva, Altre Terre è un libro che porta con sé semplicità, originalità e innovazione, contagiando il lettore con una vivace curiosità. Alla fine della lettura è inevitabile chiedersi: perché cerchiamo altri pianeti? Per abbandonare la Terra quando non avrà più risorse, resa inabitabile dagli abusi che le rechiamo? Come se Covone leggesse nel pensiero del suo lettore, cita Carl Sagan e il suo discorso sul “Pale Blue Dot”, il pallido punto blu che è la Terra: “L’astronomia è un’esperienza di umiltà […] sottolinea la nostra responsabilità di […] proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto”.

      De Bartolo Roberta Liceo Scientifico Enrico Fermi ( Cosenza, Calabria )

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Quando si sceglie un libro di divulgazione scientifica, non prettamente teorico, la domanda da porsi è “perché proprio questo libro?” Cosa posso imparare di nuovo su questo argomento che io non abbia già letto altrove? Si tratta di un’ottima domanda da cui partire, per capire a fondo la bellezza di questo libro.
L’autore illustra minuziosamente il viaggio che ha compiuto la scienza alla ricerca di esopianeti di tipo terrestre che, nell’immediato, non potremmo definire casa, ma che ci faranno sentire meno soli. Il professore racconta tutto: i fallimenti e i successi, i pregiudizi che permeano il mondo scientifico e l’entusiasmo di chi riesce ad abbatterli, con storie di scienziati dediti e consumati dalla ricerca, risultando una parte molto apprezzabile, dà un’importante lezione ad ogni giovane che si appresta ad affrontare la vita. Questa è la verità di chi fa scienza, non sempre si ottengono risultati e, qualora si riesce a ottenerli, sono miseri di fronte alla quantità di interrogativi ancora privi di risposte. È questo un buon motivo per lasciar perdere? Certo che no, un fallimento potrebbe nascondere una scoperta e celare informazioni cruciali per gli scienziati futuri. La moltitudine delle cose conoscibili è troppo affascinante per poterla trascurare.
Lo scritto si suddivide in due momenti. Circa un terzo del libro spiega dettagliatamente le teorie base che hanno portato all’effettiva scoperta dei pianeti extra-solari. Necessaria per la comprensione degli argomenti successivi, questa è la parte meno apprezzabile del libro per la pesantezza dei contenuti trattati che potrebbe rischiare di scoraggiare il lettore. Tuttavia l’eccellente scelta di citazioni, riferimenti letterari e filosofici ed esperimenti, permette di continuare la lettura senza perdersi nel formalismo. Superato questo scoglio, però, a travolgere è l’entusiasmo del docente che, come uno scolaretto in gita, condivide con il lettore tutta la coltre di emozioni che accompagnano la ricerca scientifica. Unica pecca i voli pindarici, corretti, però, da un ottimo uso della divisione in capitoli, in paragrafi e dal costante richiamo alle sezioni precedenti.
Utile, per un lettore curioso e propenso a cominciare un’indagine personale, è l’inserimento di note a fondo pagina con le fonti delle informazioni e suggerimenti per approfondire che evitano così di appesantire la narrazione.
Inoltre, lodevole è l’onestà con cui evidenzia quanto dannosi possano essere i pregiudizi tanto nella società quanto nella scienza.
La frase sul retro implicherebbe una maggiore riflessione “politica”, eppure tale argomentazione appare solo nelle ultime pagine. Nonostante sia breve, la critica risulta ancora più efficace: evidenziando quanto sia raro e difficile che si formi un pianeta identico alla Terra, il professore spinge a prendere atto dell’unicità del nostro pianeta, costringendo a riflettere su quanto innumerevoli e deleteri siano le falle e i problemi del mondo moderno, dalle guerre ai genocidi, alla distruzione del mondo naturale.

Ergo, per rispondere alla domanda iniziale, certo, gli argomenti trattati saranno sicuramente di dominio pubblico, ma niente potrà sostituire e appassionare di più di uno scienziato che racconta il lavoro e la ricerca, sua e dei suoi colleghi e predecessori, facendoti innamorare ed innamorandosi con te di ogni piccolo passo.
Un libro che potrebbe rischiare di tediare all’inizio, ma per cui vale la pena arrivare fino in fondo.

      Mazziotti Alessandro Liceo Scientifico Mirto ( Crosia, Calabria )

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"Altre Terre: Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari" è un'opera magistrale che ci porta alla scoperta di mondi al di là del nostro sistema solare. Scritto con maestria e passione dall'astrofisico Giovanni Covone, il libro ci immerge in un'avventura scientifica affascinante e illuminante, trasportandoci attraverso il vasto e misterioso universo degli esopianeti. Una delle caratteristiche più sorprendenti di questo libro è la sua capacità di rendere accessibili concetti astronomici complessi anche ai lettori non esperti. Covone evita il tecnicismo e utilizza un linguaggio chiaro e coinvolgente, accompagnato da spettacolari immagini e grafici, per guidare il lettore attraverso le scoperte più recenti e affascinanti nel campo della ricerca sugli esopianeti. Il viaggio inizia esplorando la nostra comprensione del sistema solare e dei pianeti che lo abitano, per poi allargare gradualmente lo sguardo verso le stelle lontane e i mondi che orbitano attorno ad esse. Covone ci guida attraverso i vari metodi di individuazione dei pianeti extrasolari, dalle osservazioni dirette ai transit, alle misurazioni della velocità radiale, fornendo una panoramica completa delle tecniche utilizzate dagli astronomi per scoprire e caratterizzare questi mondi lontani. Il libro non si limita però a descrivere semplicemente le scoperte scientifiche, ma ci invita anche a riflettere sulle loro implicazioni più profonde. Covone ci spinge a interrogarci sul significato della nostra ricerca di mondi abitabili e sulle nostre prospettive di trovare forme di vita al di là della Terra. Attraverso una serie di riflessioni stimolanti e coinvolgenti, ci conduce verso una comprensione più profonda del nostro posto nell'universo e delle nostre responsabilità nei confronti di altri mondi e delle generazioni future. Un punto forte del libro è la sua enfasi sull'interdisciplinarietà della ricerca sugli esopianeti. Covone ci mostra come l'astrofisica, la chimica, la biologia e altre discipline scientifiche si uniscano per fornire una comprensione più completa dei pianeti extrasolari e delle loro potenziali abitabilità. Questo approccio multidisciplinare aggiunge una profondità notevole alla discussione e offre al lettore una visione più completa e articolata del nostro universo. Tuttavia, nonostante i suoi numerosi pregi, il libro presenta anche alcune limitazioni. Ad esempio, alcune sezioni potrebbero risultare troppo tecniche per i lettori non esperti, richiedendo una certa familiarità con i concetti di base dell'astronomia e della fisica. Inoltre, alcune delle speculazioni sull'abitabilità dei pianeti potrebbero essere soggette a revisione in base alla continua evoluzione della ricerca scientifica. In conclusione, "Altre Terre: Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari" è un libro straordinario che appassionerà e ispirerà sia gli appassionati di astronomia che i curiosi del cosmo. Con la sua narrazione avvincente, la sua profondità concettuale e la sua ricchezza di dettagli scientifici, offre un'opportunità unica di esplorare mondi lontani e di immaginare il futuro dell'esplorazione spaziale e della vita nell'universo. Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti coloro che desiderano ampliare i propri orizzonti e nutrire la propria curiosità per l'infinito universo che ci circonda.

      Otranto Giorgia Liceo Scientifico Statale Filolao Crotone ( Crotone, Calabria )

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Sono sempre stata una grande appassionata di fisica e, più in particolare, di astrofisica; difatti, alla tenera età di sei anni, disegnavo i pianeti e immaginavo che gli asteroidi uscissero tutti da una grande palla che mi piaceva chiamare “mamma”.
Ponevo a me stessa le domande più complesse: qual è il futuro dell’uomo nell’universo? Siamo soli nel cosmo? Sono sempre stata e continuo ad essere una ragazza molto curiosa. Ahimè, non avevo le capacità necessarie per rispondere a tali quesiti.
Crescendo ho scoperto che non solo non ero l’unica a porsi queste domande, ma effettivamente qualcuno nel mondo sta già cercando di dare delle risposte.
Di conseguenza, mi sono interessata ancora di più all’argomento e ho deciso di comprare il libro Altre terre, scritto da Giovanni Covone, professore di astrofisica e cosmologia presso l’Università Federico II di Napoli, e pubblicato nel 2023, il quale tratta gli aspetti più controversi in merito alla ricerca degli esopianeti.
Si dimostra essere non solo capace di affiancare scoperte storiche a quesiti scientifici di grande fama, ma anche elementi letterali e filosofici.
Ad esempio, all’inizio di ogni capitolo, introduce l’argomento trattato tramite l’uso di frasi canoniche tratti da testi scientifici e non, come ad esempio De infinito, universo e mondi di Giordano Bruno, oppure Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, e molti altri.
Non mancano riferimenti alla cultura classica, alla Divina Commedia dantesca, o alla mitologia greca; inoltre, le immagini da lui descritte ci appaiono chiare grazie alle illustrazioni volte a far comprendere maggiormente la natura degli argomenti trattati anche al lettore che non si è mai interessato alla fisica o alla ricerca degli esopianeti.
Egli affianca la questione filosofica alla questione scientifica; come l’autore stesso afferma: “ La ricerca della vita nel cosmo è un’impresa scientifica che si basa soprattutto sulla nostra ignoranza. Dobbiamo procedere con apertura mentale ma anche con una dose di scetticismo per evitare di ingannare noi stessi”.
I termini utilizzati sono tecnici e precisi ma allo stesso tempo chiari e comprensibili. Giovanni Covone ripercorre in senso diacronico le scoperte dei più importanti scienziati che hanno contribuito allo sviluppo della ricerca. Un esempio riportato nel libro risale al 1840 quando venne ipotizzato un pianeta tra Mercurio e il Sole.

L’autore riesce dunque a fornire a tutti i suoi lettori, anche ai meno ferrati sulla materia, un quadro generale, completo e chiaro del complesso mondo dell’astrofisica e della ricerca di altre case come la nostra.
La paura dell’ignoto è sempre stata giustificata dall’ignoranza e dai complotti che hanno modellato il credo scientifico, dubitando delle continue ricerche effettuate ogni giorno nei migliori centri di ricerca.
Tuttavia, per definizione, la scienza pone le sue basi sul vero e sul concreto; come ci dice Galileo Galilei, partendo da un’ipotesi, che si può verificare attraverso degli esperimenti, possiamo arrivare ad una tesi, la quale però può essere modellata da altre ipotesi nel corso del tempo ed è proprio questo che dà vita al progresso.
Questo libro mi ha chiarito molti dubbi in merito al concetto di esopianeta e lo consiglio a chi come me è curioso di sapere se siamo soli nell’universo.

      Patisso Alessia Liceo Classico Bernardino Telesio ( Cosenza, Calabria )

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La nostra terra è solo un minuscolo granello di sabbia nell’immensità cosmica. L’universo vasto e misterioso nasconde segreti che da sempre stuzzicano e intrigano l’uomo, che sempre più affascinato, sfida se stesso a pensare oltre ai confini della sua comprensione.
Vi capita mai di guardare il cielo notturno e immergervi in una scia di misteri e domande alle quali però non riuscite a trovare risposte? A me capita spesso, e mi chiedo sempre cosa cambierebbe se venissimo a conoscenza di tutti i misteri che si celano nell’oscurità dell’universo, chissà cosa cambierebbe se ci fossero risposte a tutte le domande che affiorano nella mia testa quando rivolgo il mio sguardo verso l’immensità del cielo stellato.
Queste risposte probabilmente non le avremo mai, ma un modo per capire qualcosa in più riguardo questo scenario di meraviglie cosmiche esiste, grazie alla lettura del libro “Altre Terre” di Giovanni Covone, professore di astrofisica presso l’università Federico ll di Napoli, che si interessa alla ricerca di pianeti e studio della materia oscura su scala cosmica. Sono riuscita a comprendere e scoprire molte altre cose lasciandomi trasportare negli intriganti racconti e immergendomi completamente in un mondo parallelo.
“Altre Terre” si è da subito rivelato una lettura avvincente. L’autore infatti riesce a guidare il lettore attraverso dimensioni sconosciute regalandoci avventure avvolte dal mistero. Inoltre i personaggi complessi rappresentano uno dei punti di forza del romanzo, ognuno di loro infatti mostra aspetti profondi e particolarmente dettagliati, aggiungendo alla trama un’ulteriore dose di profondità, rendendo il legame emotivo con il lettore sempre più forte.
La scoperta di segreti trasforma la storia in un viaggio appassionante. La trama è avvincente e riesce a tenere incollati i lettori coinvolgendoli al punto da spingerli ad esplorare le frontiere dell’ignoto insieme ai protagonisti, mantenendo viva l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina. La lettura scorre facilmente e la comprensione risulta molto chiara e immediata. Si rivelano essere un altro punto di forza le molteplici immagini e disegni (fatti a mano dall’autore), che aiutano a comprendere anche i concetti più complessi. Covone si concentra in modo particolare sugli studi e sul percorso di ricerca che ha portato alla scoperta dei pianeti extrasolari, soffermandosi dunque sulle tecniche e i metodi degli astronomi, dedicando anche spazio ai tentativi vani degli studiosi durante le loro ricerche.
Anche la ricerca della vita si rivela particolarmente interessante, non a caso, uno dei dubbi colossali dell’uomo è proprio questo: siamo soli in questo immenso universo? Esiste un’altra forma di vita? L’autore riporta i dati più recenti e all’avanguardia per rispondere a questa domanda, rimanendo sempre con i piedi per terra.
“Altre terre” è molto più che un semplice libro, ma è un invito a riflettere sulla complessità e immensità dell’universo. Il libro è un’immersione in mondi paralleli oltre i confini della nostra immaginazione.

      Rosa Aurora Liceo Scientifico Enrico Fermi ( Cosenza, Calabria )

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Quanti di noi si sono chiesti, almeno una volta, se esistesse un’altra Terra, con caratteristiche più o meno simili alla nostra e che ospitasse altre civiltà intelligenti?
Uno dei più grandi obiettivi degli astronomi, se non il più grande, è proprio cercare, tra i vari esopianeti (ossia quelli che orbitano attorno a stelle diverse dal Sole), almeno uno abitabile.
Giovanni Covone, professore di astrofisica e cosmologia all’Università Federico II di Napoli, nel suo primo libro, partendo proprio da questa domanda, permette ai lettori di comprendere tutto il processo che porta alla scoperta di nuovi pianeti, prestando particolarmente attenzione agli “incidenti di percorso” che possono verificarsi applicando i vari metodi.
Infatti, l’astronomia viene presentata come “maestra di umiltà”, poiché, “mette la nostra finitezza di fronte all’immensità del cosmo e ci costringe a confrontarci con i nostri errori e con la nostra propensione ad auto ingannarci”.
Se, ogni tanto, vi domandate a cosa serva studiare materie tanto diverse e quale sia il collegamento tra queste, forse Covone può darvi una risposta.
Lungo tutta la narrazione, infatti, si mescolano argomenti puramente scientifici e altri attinti dalla letteratura e dalla filosofia, che, oltre a rendere la lettura molto più intrigante e scorrevole, spiegano un’altra caratteristica della scienza: la cooperazione tra esperti dei più diversi settori, che, con le loro scoperte, contribuiscono a migliorare la vita di ognuno di noi.
Viene citato molto frequentemente Giordano Bruno, ma non mancano riferimenti a Giacomo Leopardi, ad Eugenio Montale, a miti e, addirittura, ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”.
Nonostante la complessità della materia trattata, Covone cerca di rendere più comprensibili i passaggi cruciali attraverso annotazioni, disegni e grafici, che vengono suggestivamente paragonati ai versi della “Divina Commedia”, non difficili da leggere, ma richiedenti “uno sforzo e la volontà di apprendere un linguaggio diverso da quello che usiamo nella vita di ogni giorno”.
Dopo aver spiegato i diversi studi e metodologie per scoprire gli esopianeti, arricchendo la narrazione con aneddoti su diversi scienziati (quali Otto Struve, Frank Drake, Didier Queloz e Michel Mayor) e personali (in particolare relativi alla stesura della sua tesi con il professore Ruggiero De Ritis), Covone conclude il suo libro senza fornire una risposta al quesito di partenza, ma coinvolgendo il lettore in un’ampia e profonda riflessione sulla fragilità della Terra e sulla forza distruttiva dell’uomo.
Torna nuovamente la similitudine con Dante, che, nel canto XXII del Paradiso, si ferma per ammirare teneramente il creato e il nostro misero pianeta in balia della ferocia umana, gesto che ricorda la “Pale Blue Dot”, scattata da Voyager 1, una fotografia della Terra insolita, che si concentra, appunto, sul mostrare la sua piccolezza vista dalle stelle.
Covone conclude, quindi, affermando che, molto probabilmente la scoperta di un’altra Terra non placherà la nostra ferocia, ma “la consapevolezza della fragilità e rarità della nostra casa potrebbe dare un contributo all’evoluzione della specie umana”.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti gli appassionati di astronomia, poiché, utilizzando un linguaggio tecnico ma accessibile a tutti, fornisce non solo un valido approfondimento sull’argomento, ma anche molti spunti di riflessione, permettendo di scoprire il lato della scienza meno perfetto e gratificante.

      Augello Dalia Carlotta Iiss " S. Caterina Da Siena-amendola " ( Salerno, Campania )

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Non ha importanza quali siano le nostre origini, il nostro status sociale, e, in questo caso non importa nemmeno il periodo storico in cui viviamo: le stelle creano stupore in chiunque, lo hanno sempre fatto. Sembrano così piccole viste da quaggiù, minuscoli puntini che illuminano la notte. E tra stupore e meraviglia si inizia ad imparare: pianeti, comete, asteroidi... miliardi di corpi celesti che riempiono l’infinità del nostro maestoso universo.

Potrebbe sembrare strano, ma più si va avanti e più domande sorgono, finché un giorno non si arriva alla fatidica domanda: “nell’immensità dell’universo, ci sono altri mondi come il nostro?”

Ed è proprio questo il tema che Giovanni Covone tratta nel suo libro “Altre Terre.” In riferimento agli studi secolari sulla ricerca di altri mondi, ossia gli esopianeti, l’autore ci aiuta a capire come essi siano “parte dello sforzo più nobile della specie umana: capire il mondo in cui siamo, scoprire da dove veniamo e quale ruolo occupiamo nell’ordine delle cose.”

Il prof. Covone decide di guidarci in un viaggio, che non solo ci permetterà di “vedere” con più chiarezza la bellezza e l’unicità del nostro Sistema Solare, ma che ci invita anche ad osservare con più attenzione le cose che davamo per scontate. Spiegandosi in un modo semplice e chiaro, ci parlerà dei vari modi in cui i “cacciatori di pianeti” si sono cimentati nella ricerca e di come, a distanza di secoli, continuano a farlo. Un percorso che parte dalla prima metà del 1800 fino ad arrivare al giorno d’oggi, esplorando l’abbondante numero di teorie e metodi con cui diversi scienziati hanno cercato in lungo e in largo “altre terre”, a partire dalla “danza dei pianeti” fino ad arrivare ai moderni dati raccolti tramite telescopi e computer. Un passato ricco di storia e di grandi innovazioni, traguardi scientifici sensazionali che spesso sono stati raggiunti in modo inaspettato “le scoperte entrano in scena con lo stesso vestito degli errori”, spiega il prof. Covone.

Ma l’autore non si limita a questo! Rende il viaggio ancora più piacevole permettendoci di immedesimarci in quello che si cela dietro alle scoperte scientifiche. Raccontando le vicende degli scienziati che hanno fatto la storia dell’astronomia, ci sentiremo avvolti dalla bellezza della natura umana mentre leggiamo di grandi idee, ma anche di geniali errori. Storie di uomini e donne accompagnati dalla loro umanità, “troppo innamorati delle loro idee”, afferma l’autore parlando anche tramite la propria esperienza. Un amore forte e intrepido che nella maggior parte dei casi riesce a resistere alle avversità, mentre altre volte può esser messo in ginocchio dalla precarietà della vita umana.

Imparare di più sulle origini del nostro universo, da dove veniamo e su quello che ci circonda a livello cosmico, per quanto possa sembrare sorprendente, ci permetterà di scoprire di più su noi stessi quali esseri umani. Lezioni di umiltà, coraggio e perseveranza si nascondono dietro la spettacolarità di quel cielo che ci copre tutti; quei pianeti così lontani, anche se inconsapevolmente, ci aiuteranno ad amare un po’ di più la nostra Terra. In questo libro è presente un pezzo di tutto quello che l’amore per la scienza comporta, tra cui quel pizzico di follia che serve per continuare a seguire mete coperte di incertezza ma anche di tanto splendore. Molti hanno deciso di correre questo rischio e ora, sia noi che loro possiamo affermare sicuri: “ne è valsa la pena!”

      Schettino Lucia E.pascal ( Pompei, Campania )

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"Altre Terre" di Giovanni Covone è un'avvincente e coinvolgente esplorazione nel meraviglioso mondo dei pianeti extrasolari. Da notare è la scorrevolezza del libro, in quanto l'autore è abile nel mantenere costante l'attenzione attraverso una narrazione fluida e l’utilizzo di schizzi (dell'autore stesso) essenziali ma comprensibili anche a primo impatto, che sono un elemento distintivo che arricchisce il libro e lo rende ancora più personale. Queste illustrazioni non solo offrono una rappresentazione visiva dei concetti scientifici trattati nel libro, ma aggiungono anche un tocco di intimità e passione all’opera. La capacità di Covone di trasmettere concetti complessi attraverso disegni semplici e intuitivi contribuisce enormemente alla scorrevolezza del libro, permettendo al lettore di immergersi completamente nella scienza e nello studio dei pianeti extrasolari. È quasi come se l'autore stesse condividendo con il lettore un pezzo del suo mondo interiore, trasmettendo non solo conoscenze scientifiche ma anche emozioni e sue passioni. Ciò che rende particolarmente interessante quest’opera è l’unione di due elementi fondamentali: da un lato, la storia delle scoperte riguardanti i pianeti extrasolari, che è descritta con una particolare “brevitas”, segno di una grande competenza dell’autore; dall'altro, la visione riguardante la sfera umana degli scienziati coinvolti, compreso lo stesso Covone, che si racconta prima esplicitamente nelle prime pagine del libro e poi implicitamente nel resto di esso. In particolare, la figura del professore Ruggiero de Ritis emerge come una fonte d'ispirazione per Covone, che ne narra l'influenza determinante nel suo interesse per la ricerca di nuovi pianeti, con poche ma incisive parole, il professore già “intellettualmente amato” da Covone riuscì a cambiare le intenzioni e l’avvenire dell’allora studente autore, che è fiero e consapevole di aver fatto la scelta giusta proprio grazie a lui. La capacità dell'autore di coniugare elementi scientifici con aneddoti personali e riflessioni più ampie sulla natura umana conferisce al libro una profondità e una ricchezza che lo rendono davvero unico nel suo genere, anche i non amanti delle discipline scientifiche si ritroveranno immersi e coinvolti in una storia che parla di uomini curiosi e intellettualmente inarrestabili. I continui riferimenti alla filosofia e ai filosofi che si sono occupati di speculare sulla formazione dell'universo sono un segno tangibile della passione dell'autore per questo ambito del pensiero umano, tant’è che viene resa palese l'importanza della filosofia nel contesto della ricerca scientifica. Si evidenzia così come scienza e filosofia non siano entità separate, bensì due facce della stessa medaglia: Scienza e filosofia camminano a braccetto nel viale della scoperta e della ricerca guidate dall'affascinante natura razionale e curiosa dell'uomo. Insomma "Altre Terre" si rivela non solo un'importante fonte di conoscenza riguardo le scoperte nel campo dell'astronomia planetaria, ma anche un affascinante viaggio nel mondo degli scienziati, che sono spesso visti come uomini cinici ma che in realtà sono tra i più sensibili, sempre pronti a mettersi in gioco e, se necessario, a ritornare sui propri passi, seppur con enorme dispiacere. Consigliato a chiunque sia interessato all'astronomia, alla ricerca scientifica o semplicemente alla bellezza dell'universo che ci circonda esplorato con occhi umani pregni di curiosità e ambizione.

      Varriale Alessio Liceo L.b. Alberti ( Napoli, Campania )

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Recensione di “Altre terre- viaggio alla ricerca di pianeti extrasolari”

Il libro “Altre terre-viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” è stato realizzato dall'astrofisico Giovanni Covone e pubblicato per la prima volta il 14 Aprile 2023. L'opera si pone l'obiettivo di trovare una risposta (o almeno ci prova) alle domande che tutti probabilmente ci siamo posti guardando il cielo stellato, come:“ Esiste un pianeta simile alla Terra ?” oppure “Siamo soli nell'Universo?”.

In particolare, la trama del libro racconta della storia dell'astrofisica e della ricerca di altri pianeti partendo dagli albori, ovvero dai primi grandi pionieri di questo campo, che hanno cercato di rispondere a queste domande prima di noi. L'autore infatti, parte proprio dall'inizio e ci spiega cosa sia un pianeta, domanda che può sembrare scontata, ma è solo dopo aver scoperto la storia che si cela dietro questa semplice parola e di come si sia arrivati a definire pianeta quelli che noi oggi consideriamo tali, che se ne apprezza davvero il significato. Dopo aver analizzato l'etimologia di questa parola, l'autore ci spiega come si formi un pianeta e come facciamo a cercarli, ma soprattutto come fare a capire se possano essere considerati abitabili o meno, perché nonostante in questi ultimi decenni la ricerca abbia fatto grandi passi avanti, tutti i pianeti che sono stati scoperti non sono abitabili e quindi non possono essere considerate come “altre terre”. Tutto ciò rende la nostra esistenza ancora più unica nel suo genere e ci fa capire di come siamo stati fortunati a nascere sul nostro pianeta. L'opera si intreccia con la storia personale dello stesso Giovanni Covone, il quale racconta di come all'università non fosse ancora così appassionato della materia che sarebbe poi diventata il suo futuro lavoro e di come grazie all'incontro con il professore Ruggiero de Ritis, si iniziò ad interessare alla planetologia.

La lettura del libro risulta semplice e scorrevole perché, nonostante richieda delle conoscenze di base, il professor Covone è riuscito tramite il suo stile a rendere gli argomenti adatti ad un pubblico molto vasto. Personalmente ho apprezzato molto la presenza della vita dell'autore all'interno dell'opera, perché ha trasformato il libro nella storia di una grande passione invece che renderlo un freddo formulario di fisica. Anche se la lettura del libro è accessibile a tutti grazie alla sua semplicità, ci terrei comunque a consigliarlo agli amanti di questa materia i quali potrebbero trovarlo non solo molto interessante ma anche istruttivo.

      Molinari Giorgio Liceo E Fermi ( Bologna, Emilia Romagna )

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“Altre Terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari”, come si può immaginare dal titolo, racconta la storia della ricerca di altri mondi intorno ad altre stelle. Un tema affascinante e misterioso che coinvolge l’umanità intera ed oggi, grazie allo sviluppo delle tecnologie, è molto attuale.
Tutto prende origine da semplici domande, le stesse che, come scrive Covone nella nota introduttiva, i bambini e i filosofi si pongono quando si trovano sotto un cielo stellato. Ed è vero. Chi da piccolo non ricorda di aver pensato a cosa potesse esserci oltre le stelle? A tutti quelli che ricordano di averlo fatto almeno una volta, consiglio questo libro.
Si tratta di un romanzo scientifico, in cui l’autore accompagna il lettore nel viaggio delle scoperte astronomiche che via via hanno permesso la formulazione di teorie credibili, ad esempio sulla struttura del nostro Sistema Solare, sulla nascita dell’Universo, delle stelle e dei pianeti, fino alla scoperta dei pianeti extrasolari, cioè i pianeti che ruotano attorno ad altre stelle diverse dal Sole.
È un lungo viaggio di esplorazione in territori mai attraversati, che non si limita ad esporre nozioni scientifiche, ma ha l’ambizione di unire le varie tappe attraverso un filo conduttore, che è stato costruito grazie ad intuizioni, osservazioni, deduzioni logiche, casualità fortunate o previsioni corrette, ma anche teorie errate e scoperte smentite alle volte anche pubblicamente da uomini che, in epoche diverse, hanno contribuito alla sua realizzazione. Così il lettore riesce a comprendere il meccanismo che muove la ricerca scientifica, applicata poi ad un argomento -il cosmo- immensamente grande, misterioso e difficile da investigare.
Oltre ad una funzione divulgativa verso lettori interessati all’argomento, ma non necessariamente competenti in materia, Covone riesce a creare una narrazione appassionante, anche grazie all’inserimento di episodi autobiografici; l’esposizione è semplice, chiara e per niente noiosa, arricchita di semplici disegni che l’autore, che è anche un professore di astrofisica e cosmologia, inserisce per far visualizzare i concetti più difficili. Ma sono gli aneddoti curiosi che mantengono alta l’attenzione nel lettore: la storia del declassamento di Plutone da pianeta a pianetino, l’infondatezza della legge di Titius-Bode basata solo su una fortunata coincidenza, la casualità che proprio un radiotelescopio con una struttura rotta potesse far scoprire nel 1991 il primo pianeta extrasolare attorno ad una pulsar fino alla scoperta del primo pianeta extrasolare attorno ad una stella nel 1995 da ricercatori che stavano verificando la precisione del loro spettrometro.
Il viaggio prosegue raccontando tante altre scoperte alla ricerca di pianeti simili alla Terra e , più consapevoli, ci lascia con le stesse domande di quei bambini e di quei filosofi sotto ad un cielo stellato: “Siamo soli nell’Universo?”.

      Renzi Veronica Liceo Scientifico A. Einstein ( Rimini, Emilia Romagna )

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AltreTerre di Giovanni Covone è un saggio divulgativo che descrive la storia della ricerca astronomica dei pianeti simili al nostro. Pubblicato nel 2023 dalla HarperCollins, il libro si propone di dare un senso alla nostra vita sulla Terra, fornendo tutti i dettagli delle scoperte attuate in questo senso dall’antichità fino ad oggi, per rendere accessibile a un pubblico di più ampio spettro tutte quelle informazioni che si avvicinano a dare una risposta alla domanda: “Siamo soli nel cosmo?”.
Covone stesso, professore di astrofisica e cosmologia all’Università Federico II di Napoli, partecipa a questa millenaria caccia agli astri. Se ne interessa per la prima volta quando il professor de Ritis gli assegna, con sua sorpresa, una tesi di laurea sulla ricerca dei pianeti extrasolari. Nel 2019 collabora con la NASA alla scoperta di TOI-700d, ad oggi il secondo pianeta più simile al nostro.
Partendo dalle primissime teorie astronomiche dei filosofi antichi, come Giordano Bruno, e dai misteri svelati con il primo cannocchiale da Galileo Galilei, per arrivare poi ai modernissimi metodi attuali di ricerca, Covone non tralascia i concetti base su cui si fonda l’indagine in questione, spiegando in parole semplici nozioni complesse, utilizzando un lessico appropriato ed efficace, ma soprattutto facilmente comprensibile anche a coloro che sono interessati all’argomento ma non hanno a disposizione gli strumenti necessari per comprenderlo. Ho apprezzato in particolare i numerosi disegni realizzati a mano dall’autore stesso per spiegare i concetti più complessi.
Il libro Altre Terre richiede un approccio sequenziale, poiché i capitoli sono interconnessi e non possono essere affrontati in modo enciclopedico. La trama si sviluppa progressivamente, rendendo necessario leggere i capitoli precedenti per una comprensione completa.
La trattazione prende, a tratti, una svolta inaspettatamente umanistica, che si rivela coinvolgente, sebbene a volte rischia di smarrire il filo narrativo. Nonostante non rispetti le prospettive iniziali di un approccio prettamente scientifico, la riflessione sull'impatto della ricerca nella vita degli scienziati risulta interessante e aggiunge una dimensione di leggerezza, senza compromettere la chiarezza dell’argomento principale.
Particolarmente interessante è l’utilizzo che Covone fa delle metafore desunte da momenti storici impressi nell’immaginario comune (vedi, ad esempio, il paragone tra la vittoria inattesa di Alberto Cova ai mondiali di atletica di Helsinki del 1983 e la scoperta da parte di Michel Mayor di 51 Pegasi b, il primo pianeta extrasolare orbitante intorno ad una stella simile al Sole; oppure, tra la scoperta dell’America e quella dei primi pianeti al di fuori del sistema solare).
In fondo, determinazione, disciplina, umiltà, lavoro di squadra, passione, freddezza, pazienza, resistenza alla pressione e alla frustrazione, creatività e un pizzico di fortuna sono solo alcuni degli elementi di fondamentale importanza nella vita di tutti, specialmente di chi conduce una ricerca “alla cieca” come quella in questione.
Il saggio esplora un tema di estrema attualità, ma soprattutto in continua evoluzione. Questo è un “momento meraviglioso per essere astronomi”, ci dice Covone. L’autore vuole attirare l’attenzione dei giovani lettori ed essere d’aiuto per coloro che nutrono interesse per l’argomento: chissà che non li aspetti un futuro da astronomi.

      Tassinari Riccardo Liceo E Fermi ( Bologna, Emilia Romagna )

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Esiste un orizzonte oltre la nostra prospettiva? Siamo soli nell’Universo? Queste sono tra le più antiche domande che l’uomo si sia mai posto, ma anche tra le più importanti nel dibattito odierno. Sono i quesiti che per primi hanno portato l’umanità a rivolgere lo sguardo verso il cielo notturno, interrogativi la cui evoluzione nel mondo scientifico moderno è raccontata in Altre Terre, di Giovanni Covone.
Edito nel 2023 per Harper Collins, Altre Terre è il primo libro di Giovanni Covone, professore di astrofisica e cosmologia all’Università Federico II. Il tema centrale dell’opera è lo sviluppo della ricerca di esopianeti, ovvero pianeti esterni al sistema solare, e della ricerca di vita extraterrestre, dalle origini filosofiche del dibattito sulla centralità della Terra fino alle più recenti scoperte.
Il libro fonde una rigorosa divulgazione scientifica con una parte più narrativa, che vi farà appassionare alla vita di scienziati ed altre menti geniali che hanno segnato la storia dell’astronomia. In 15 capitoli più epilogo, Covone costruisce un racconto di una scienza complessa e spesso incompresa, con un linguaggio sempre chiaro ma mai semplicistico, pieno di enfasi e passione nel raccontare le gesta e le vicende anche tragiche di astronomi brillanti, senza rinunciare ad una spiegazione razionale. L’uso di grafici e disegni dell’autore rende immediata la comprensione di concetti anche molto complessi.
Importanti anche le citazioni a personaggi dell’ambito letterario. Giordano Bruno, Dante, Leopardi, Poe sono solo alcuni degli umanisti che affollano il libro, e il messaggio è chiaro: il cielo non solo ha stimolato la scienza, ma ha contribuito a renderci umani con la poesia. E ciò che emerge dalle pagine di Altre Terre è la straordinaria poesia della scienza, forse il nostro tratto più umano: la spinta a conoscere. A trattare di altri mondi e di vita extraterrestre, si finisce a discutere della nostra umanità.
Astronomi dalle intuizioni incomprese e poi riscoperte come Mandl, troppo orgogliosi come van de Kamp, dalle scoperte geniali come Struve, o dalle ricerche sfortunate come Lyne: l’autore ci dipinge figure chiave della storia dell’astronomia con grandissima forza narrativa, facendone un ritratto che ne comprende i fallimenti, i successi, le aspettative tradite. Covone riesce poi a riportarci fedelmente quelle sensazioni proprio grazie alla sua esperienza nel campo: non sembra mai di leggere parole vuote, ma sempre mosse da una forza resa possibile solo dalla passione che anima l’autore.
Altre Terre non vi darà delle certezze: come ogni scienza, l’astronomia è piena di domande, che aumentano ad ogni verità trovata. Però vi offrirà un’immagine della ricerca di esopianeti più veritiera, che va molto oltre l’occasionale titolo gonfiato sui giornali, facendovi partecipi dei dilemmi degli scienziati protagonisti, facendovi immergere nel viaggio della ricerca degli esopianeti. Vi renderà sgomenti di fronte alla quantità di domande che forse resteranno sempre senza risposta, ma accenderà in voi anche l’amore per gli uomini che continuano da secoli a porsi le stesse domande, e a creare nuove certezze e risposte.
Il grande merito di Altre Terre è quello di umanizzare una scienza, opera complessa resa però senza pesantezza, che fa comprendere la nobiltà della ricerca scientifica, l’importanza di quel gesto che ormai ripetiamo da millenni, alzare gli occhi alle stelle. Un’ode all’astronomia, capace di farvi innamorare dell’argomento.

      Degano Lucrezia I.s.i.s. Arturo Malignani ( Udine, Friuli-venezia-giulia )

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Questo libro, intitolato “Altre Terre, viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” di Giovanni Covone, è un libro che consiglio a tutti coloro che sono interessati a capire se davvero esistono altre Terre, simili al nostro pianeta, che l’umanità può colonizzare o semplicemente curiosi ed affascinati dall’universo e dai suoi misteri. Una lettura coinvolgente che cattura fin da subito l’attenzione del lettore che si muove da un argomento all’altro passando tra scoperte scientifiche, fallimenti e piccoli pezzi di vita dell’autore che rendono questo libro non solo un racconto tecnico e specialistico.
Molte sono le domande che spesso ci poniamo, incuriositi sul perché accadano determinate cose. Chi osservando il cielo stellato non si è posto almeno una volta le seguenti domande:” Siamo gli unici nell’intero universo?” “L’universo è uno spazio infinito ed immutabile?” “Perché la Terra è così diversa dagli altri pianeti o qual è il futuro dell’uomo nell’universo?”. Queste sono tutte domande a cui il professore di astrofisica ha cercato di dare una risposta, facendoci riflettere e alzare lo sguardo verso l’immenso cielo stellato che siamo abituati a vedere ma di cui ben poco sappiamo.
Nei secoli, il tema dell’universo ha coinvolto numerose persone a riflessioni, studi e ricerche che hanno portato a formulare ipotesi e a spingersi oltre i propri limiti per nuove scoperte astronomiche possibili, anche grazie a strumentazioni sempre più sofisticate. Ma questo libro racconta anche dei grandi fallimenti, delle numerose difficoltà e degli insuccessi di chi ha dedicato la sua vita alla ricerca di altre terre. Covone a tal proposito ci fa riflettere su come l’orgoglio e l’eccessiva sicurezza dell’uomo a volte hanno portato a commettere sbagli e ad annunciare scoperte poi rivelatesi errate; l’astronomia ci dà lezione di umiltà perché pone l’uomo al suo posto di fronte all’immensità del cosmo e ci costringe a confrontarci con i nostri errori.
Questo libro mette in relazione due grandi temi importantissimi: il tema dell’astrofisica e quello della filosofia. Infatti, il professor Covone ha deciso di inserire, all’inizio di ogni capitolo, una frase filosofica d’impatto per aiutarci a capire o per stuzzicare la nostra curiosità e il nostro pensiero verso un nuovo capitolo, frasi come “Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo. È un sordo in mezzo ad un concerto” di Camille Flammarion, Le stelle e le curiosità del cielo. Frasi che vogliono spingerci ad andare oltre con quella fame di sapere che ci porta a non fermarci semplicemente a quello che vediamo.
È un libro interessante e scorrevole nella lettura adatto anche a chi è “alle prime armi” con l’astrofisica. I concetti e le teorie sono spiegati in modo chiaro grazie anche a molti disegni che ci regala l’autore che aiutano a visualizzare meglio certi argomenti. Per rendere la lettura meno pesante, Giovanni Covone ha deciso di inserire anche alcune sue esperienze personali e alcuni suoi pensieri che l’hanno portato poi a chiedersi e successivamente anche a rispondere alle stesse domande che ci poniamo noi.
È un libro che ci fa volare con il pensiero al di fuori dei confini della nostra conoscenza, è un libro che parla di noi e del rapporto tra la specie umana e il cosmo ma soprattutto è un libro che ci fa capire il meraviglioso spettacolo della natura.

      Belsito Silvia Istituto Pontificio Sant’apollinare ( Roma, Lazio )

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L’opera di Giovanni Covone “Altre Terre: Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" è un testo di divulgazione scientifica, a mio avviso caratterizzato da una certa vena filosofica, che in particolare Aristotele avrebbe apprezzato, non semplicemente perché tratta del suo modello geocentrico e non certo a causa delle svariate nozioni astronomiche illustrate, inimmaginabili al tempo dell’antico filosofo, ma per il carattere "enciclopedico" che attraversa tutto il discorso. Secondo Aristotele, infatti, il sapere necessitava di essere enciclopedico, in grado di abbracciare ogni materia possibile. Sono presenti, infatti, spesso riferimenti ad aspetti e considerazioni mutuati da Filosofia, Letteratura, Musica e addirittura in alcuni casi Storia dell'Arte. Tutto ciò senza perdere di vista il tema centrale, che come un "Sole" attorno a cui girano pianeti e satelliti, è sempre presente e ben chiaro al centro di rimandi ad altre materie e approfondimenti specifici. Tema centrale è, dunque, il compendio di teorie proposte dagli astronomi nel susseguirsi dei secoli, volte a spiegare la nascita di corpi celesti e a figurarsi cosa ci sia oltre l’Universo. Alcune tematiche sono state per me davvero illuminanti. In primo luogo, il suo pensiero riguardo alla ricerca di nuovi sistemi planetari. Noi uomini diamo per scontato, e spesso anche gli stessi astronomi assumono, che la vita e un pianeta in grado di ospitarla debbano avere la stessa “natura” della Terra, le stesse sue caratteristiche e grandezze, perché si debbano verificare le stesse condizioni che qui hanno generato la vita. La riflessione portata avanti da Covone invece si incentra sul dubbio che gli uomini non sarebbero in grado di riconoscere una forma di vita aliena, se vi entrassero in contatto. Questo ragionamento non è nuovo, nel libro infatti viene esplicato come il fisico quacchero Arthur Eddington ritenesse "filosoficamente ripugnante" la possibilità che l'Universo abbia avuto un principio, sulla base del pensiero di molti filosofi, ma anche della incapacità del nostro intelletto di concepire il nulla. Questa considerazione mi ha fatto riflettere, alla stregua di Pirandello, come noi uomini si possa scoprire la verità più assurda della finzione, probabilmente a volte anche in modo inconsapevole. Ma all’Universo, ovviamente, e alla verità non interessa ciò in cui noi osservatori crediamo, che possa essere assurdo o no. Loro esistono e a noi conviene adattarci. Non solo ho apprezzato gli aspetti di contenuto e forma di questo libro, ma anche quelli stilistici e in particolare il rapporto che l'autore ha deciso di instaurare con il lettore; spesso mi è sembrato di star ascoltando un amico universitario studente di Astronomia che, notevolmente appassionato, mi raccontava ciò che più lo aveva affascinato dei suoi studi. Questo stile colloquiale e “amichevole” è reso da frequenti riferimenti a personaggi noti del cinema, come ad esempio la famiglia Addams e James Dean, oppure l’intenzione espressa di confortare il lettore dopo averlo spaventato con ipotesi inquietanti. Questioni come la fine dell'universo, esplosioni di supernove, tempeste solari e l’analizzarne gli effetti possono suscitare ansia. A me è accaduto sicuramente. Tuttavia, l'autore sembra essersi seduto accanto a me per abbracciarmi con una dimostrazione logica di come non dovremmo preoccuparci di queste eventualità, ma anche suggerendomi che "Avevamo dimenticato che la Natura ha molta più Fantasia di noi" .

      Covone Alessandro Liceo Scientifico Statale " L.pasteur " ( Roma, Lazio )

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Altre Terre – Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari

Siamo soli nell’universo?
La possibilità della presenza di vita su altri mondi è un argomento estremamente interessante, di cui sappiamo molto poco. La ricerca di tracce di vita nel cosmo è un’attività relativamente recente, ma affonda le sue radici nell’antichissima osservazione del cielo e delle stelle, praticata sin dagli albori della storia umana. Con gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione abbiamo scoperto che attorno a queste stelle ruotano, nascosti dal loro bagliore, un’infinità di pianeti, tutti con caratteristiche che li rendono potenzialmente unici nella galassia. Tutti si raccolgono sotto una sola denominazione: pianeti extrasolari; questo libro narra della loro assidua ricerca, dalle prime scoperte alle rivelazioni più recenti. Lo fa in maniera esemplare, riuscendo facilmente a comunicare nozioni di una materia complessa come l’astronomia ad un vasto pubblico. Disegni e schemi in bianco e nero dello stesso autore, professore di astrofisica e cosmologia, accompagnano di tanto in tanto le righe del testo, fornendo un appoggio visivo che facilita la comprensione al lettore, mentre numerose note a piè di pagina aggiungono dettagli e specifiche sui concetti esposti e danno spunti per eventuali approfondimenti.
Il contenuto è diviso in due parti fondamentali, spesso mescolate e intrecciate tra di loro a formare un'unica, fluida storia: quella scientifica e quella storica. La prima descrive la formazione dei pianeti, le loro caratteristiche, le tecniche e gli strumenti utilizzati per cercarli e scovarli nel mare di stelle che costellano il nostro cielo; la seconda, invece, si concentra sulla storia della ricerca scientifica che ha portato, dopo un processo lungo e travagliato, alle scoperte più recenti, aiutandoci a comprendere meglio l’universo.
Sul piano stilistico ci sono diversi elementi da tenere in considerazione. Innanzitutto, prevale la paratassi, con un ritmo piuttosto rapido e ben scandito, che coinvolge il lettore e lo guida pian piano che egli si addentra nel libro, lo aiuta a districarsi con destrezza nella complessa disciplina astronomica. Ovviamente sono presenti numerosi termini tecnici, ma sono ben spiegati e, dove possibile, evitati a favore di parole di uso più comune, che comunque appartengono e ben si integrano con il registro e il livello lessicale medio-alto mantenuto lungo tutto il testo. Infine, il libro è narrato in prima persona, con una focalizzazione esterna, e questo mette in evidenza uno degli aspetti che più ho apprezzato di quest’opera: la presenza di pause nell’esposizione scientifica per integrare nello scritto alcuni episodi della vita personale dell’autore, ovviamente tutti rilevanti ai fini della divulgazione e quindi incentrati sul tema scientifico di cui questo libro tratta; leggendo queste sezioni si comprende perfettamente com’è la vita di un ricercatore e come quest’ultimo dedichi anima e corpo alla scienza che lo appassiona e a cui darà un contributo fondamentale.
In conclusione, ho apprezzato molto lo stile dell’autore, il modo in cui riesce a comunicare le nozioni al pubblico senza annoiare, mantenendo l’attenzione e l’interesse alti. Sicuramente è adatto a chiunque, ma lo raccomando soprattutto agli appassionati di astronomia e astrofisica, e anche ai curiosi: se siete interessati a cosa c’è là fuori, nello spazio siderale e sconosciuto, questo libro fa decisamente al caso vostro!

      Pace Valentina Liceo Virgilio ( Roma, Lazio )

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Il Libro è intitolato “Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” di Giovanni Covone ed è stato pubblicato il 14 aprile 2023.
Giovanni Covone, professore di astrofisica, in questo libro risponde alle domande più frequenti, poste sia da studiosi che da semplici appassionati, riguardo possibili pianeti al di fuori del nostro sistema solare, approfondendo in particolare la storia della ricerca astronomica e spiegando, di volta in volta, tutte le nozioni necessarie per comprendere pienamente l’argomento.
Ogni risposta e spiegazione è scritta in maniera chiara, brillante ed approfondita, grazie anche all’aggiunta di chiose, che comprendono link o libri di riferimento in cui si può approfondire maggiormente la questione, cosicché il testo possa essere comprensibile persino ad un pubblico non specializzato nella materia.
La lettura è quindi appassionante e scorrevole anche se ci sono alcune ripetizioni di concetti (come, ad esempio, lo sconforto generatosi da una falsa scoperta, oppure il significato di alcune nozioni), che potrebbero far perdere la concentrazione ad un esperto, ma sicuramente sono di grande aiuto per chi è alle prime letture di un testo di divulgazione scientifica e potrebbe faticare a comprendere o tenere a mente le informazioni più tecniche.
È molto interessante l’inserimento, in particolare nella seconda metà del libro, di disegni esplicativi, espediente didattico molto utile per aiutare il lettore a comprendere concetti teorici complicati.
Curiosa, inoltre, la scelta da parte dello scrittore di inserire all’inizio di ogni capitolo, ma anche nel corso di questi, citazioni di celebri personaggi quali filosofi, biografi, scrittori (dai più recenti ai latini) e poeti, fisici e matematici, astronauti, astrologi e astronomi; tra queste quella che più mi ha colpito si trova all’inizio del sesto capitolo ed appartiene a Platone nell’Apologia di Socrate: “Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta”.
“Tutti gli uomini, per natura, tendono al sapere” diceva infatti nella Metafisica Aristotele e come dargli torto se il tema principale del libro, la ricerca dei pianeti extrasolari, esiste proprio grazie a questo pensiero, a questa voglia irrefrenabile dell’uomo di acquisire più conoscenze possibili, che ci rende tanto diversi dagli animali.
Il pensiero di Aristotele è molto frequente nel corso del libro anche se indirettamente; nonostante i diversi metodi per scoprire un nuovo pianeta, il più affidabile rimane la vista e Aristotele correla la conoscenza con questa: “La conoscenza e il pensiero filosofico costituiscono dunque il compito proprio dell’anima. Questa è la cosa più desiderabile per noi, paragonabile, io credo alla vista, che certamente si apprezzerebbe anche nel caso in cui grazie ad essa non si ottenesse altro risultato se non appunto e soltanto il vedere.”
Giovanni Covone evidenzia l’abilità del vero ricercatore nel non arrendersi, nonostante le notti insonni e gli anni “sprecati” nell’inseguire un qualcosa che non esiste, nonostante la frustrazione, la vergogna e la delusione di sé stesso provocata da tali insuccessi, che trasmette al lettore un significato più profondo del libro, che lascia un segno e non solo informazioni da custodire nella scatola dei saperi.
Consiglio questo libro a chi è interessato, incuriosito, affascinato dall’argomento o a chi, come me, lo legge con gli occhi di chi punta a nuovi universi più che a nuovi pianeti.

      Gregorio Maddalena Istituto Omnicomprensivo Vallescrivia ( Ronco Scrivia, Liguria )

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“Altre Terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari” dell’astrofisico Giovanni Covone pubblicato da HarperCollins Italia è un testo divulgativo che espone nel modo più semplice possibile la storia di come si sia giunti alla scoperta di pianeti extrasolari.
Nei primi capitoli l’autore racconta di come già a partire da Epicuro fino ad arrivare ad Aristarco e Copernico per poi giungere a Galileo Galilei (che grazie al suo cannocchiale riesce a raccogliere le prime prove a favore delle tesi sostenute da Copernico), l’uomo abbia sempre rivolto lo sguardo verso il cielo per capirne le sue leggi e i suoi misteri.
L’astrofisico Covone ci vuole ricordare che dietro alle attuali scoperte scientifiche ci sono molte persone che hanno dedicato la loro vita a tali studi ed è anche grazie ai progressi ed errori compiuti da essi che si è arrivati agli attuali sviluppi scientifici.
Il testo iniziando dalle scoperte astronomiche del passato ci porta a quelle attualissime compiute dalla NASA o da altre agenzie spaziali svolte grazie all’ausilio di enormi e potentissimi telescopi.
Durante la lettura, resa piacevole e comprensibile anche grazie ai disegni fatti a mano dall’autore, si rimane sorpresi da quanto il nostro pianeta sia unico all’interno dell’universo e ci si ritrova a farsi domande su ciò che potrà esserci al di là degli attuali confini della nostra conoscenza, ci troviamo nuovamente a chiederci come sia nata la specie umana in relazione al cosmo, rimaniamo ancora una volta a bocca aperta di fronte al mistero della natura.
Per i giovani studenti, e perchè no forse futuri ricercatori, il libro è una piacevole lezione di come si deve procedere con metodo scientifico nel dimostrare le proprie tesi, di come molti percorsi richiedono sacrifici di anni e talvolta portino a dimostrazioni errate, di come spesso gli insuccessi possano spiazzare e di come grazie al lavoro di gruppo ed all’onesta collaborazione scientifica si possa arrivare a vere scoperte e contribuire a trovare nuovi metodi e tecniche per perseguire nel tempo gli obiettivi. L’autore ricorda infine ai ricercatori di non tralasciare mai alcun dato e analizzare quanto osservato da diversi punti di vista. cercando di non rimanere ancorati a preconcetti e pregiudizi, ma di allargare la propria mente considerando le diverse possibilità, solo così potremo provare a comprendere la natura nelle sue varie forme.
Questo testo invoglia a seguire con attenzione i futuri sviluppi nella ricerca di altre terre, di altre forme di vita possibili, ancora oggi esistenti o esistite precedentemente.

      Fontana Edoardo Iis G. L. Lagrange ( Milano, Lombardia )

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UN LIBRO GALATTICO
Attraverso gli astri , le stelle e le galassie comincia il viaggio di Giovanni Covone alla ricerca di qualcosa
di quasi introvabile , al momento solo unico , a sua volta immerso in un contesto fuori dall’ordinario per
quanto ne sappiamo : la vita extraterrestre ospitata su un pianeta extrasolare.
Una caccia condivisa che da almeno un centinaio di anni interessa e appassiona gli scienziati e gli abitanti
di questo mondo , così speranzosi di trovarne un altro uguale o che perlomeno sia almeno simile a quello
in cui viviamo. Come dei fantomatici paladini medievali alla ricerca del Graal , dei moderni Percival e
Lancillotto ma armati anziché di scudi e spade di fisica , strumenti ancora primitivi e da un fuoco che
brucia dentro e che continuerà ad ardere finché lo scopo non sarà raggiunto e adempiuto. Il volume lungo
ben trecento pagine (non sempre scorrevoli bisogna dirlo) è spiegato magistralmente in modo piuttosto
semplice e accessibile a tutti che si posseggano nozioni di astrofisica o meno ; leggere il libro è anche un modo
per avvicinarsi all’astronomia un capitolo al giorno , senza troppa fretta , per scoprire qualcosa di nuovo ,
inconsueto e che precedentemente non si conosceva stimolando la nostra curiosità sull’universo e la
formulazioni di importanti domande interiori riguardo alla nostra natura e allo spazio tutto ; un po’ come
facevano i nostri progenitori guardando su , nell'etere infinito , la volta stellata del firmamento , una cupola oscura e
luminosa allo stesso tempo che al giorno d’oggi , per via dell’inquinamento luminoso , non siamo più
abituati a scrutare e osservare. Un riallacciamento alle origini , insomma , condito dalla possibilità di
comprendere e afferrare concetti complessi grazie alle note e ai disegni esplicativi dell’autore in modo
simile ad una vera e propria lezione. La personalità dello scienziato antico e
moderno e assai presente e radicata all’interno dell’opera letteraria che riesce a far immedesimare il
lettore in essa ; frantuma anche l’antico preconcetto dell’individuo noioso e distaccato a cui siamo abituati a
pensare o quella dello scienziato pazzo favoleggiata da sempre dalla cinematografia popolare
rivelando invece una figura passionale , ricca di sogni , piena di speranze e votata ad uno obiettivo ben
preciso per l'intera esistenza a cui non rinuncerebbe mai per niente al mondo.
Oltre a ciò nel libro ricorrono varie volte alcune frasi , ricavate direttamente dai testi degli scienziati o
filosofi presi in causa unite ad altre , tratte da famosi testi di narrativa come “Le Cosmicomiche” di
Calvino che rivelano l’inusitata capacità del volume di legare saldamente ,come gli anelli di una catena
(o come il legame a idrogeno tra le molecole d’acqua) , la scienza pura alle materie umanistiche ad
esempio la letteratura e la filosofia. In definitiva questo piccolo trattato stupisce in positivo per
numerose ragioni tra cui : la chiarezza espositiva , l’intensità della narrazione e la magnificenza degli
argomenti trattati che da millenni sono al centro della ricerca scientifica dell’umanità. Bisogna infine
almeno menzionare il grande impegno , la passione e la volontà dello scrittore-professore Giovanni
Covone che ha dimostrato più volte il fatto di aver riversato molto tempo ed energia nella stesura del testo ,
creando per altro la straordinaria opera di di divulgazione che è “Altre Terre”; e chissà che magari un
abitante di un altro pianeta un giorno non lo leggerà...

      Pirovano Aurora Istituto Di Istruzione Superiore Statale Vittorio Bachelet ( Oggiono, Lombardia )

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Una attualissima frontiera scientifica spiegata in parole semplici e concetti immediatamente comprensibili, così come ogni buon libro di divulgazione scientifica dovrebbe essere. Lineare, scorrevole, unisce la cronaca dei fatti alla riflessione e all’introspezione dei suoi diversi protagonisti, con spunti e citazioni che non solo aiutano a coinvolgere il lettore, ma immergono nell’atmosfera delle cronache del momento. Grazie a ciò, il lettore, pur trovandosi in un’epoca nella maggior parte dei casi completamente diversa da quella descritta, riesce a percepire in modo molto chiaro l’atmosfera di diffidenza e di sforzi lunghi e costanti che hanno caratterizzato tutte le fasi di questa determinata, addirittura testarda, e soprattutto interminabile ricerca. Con precisi, interessanti e talvolta malinconici cenni autobiografici, l’autore ripercorre tappa a tappa la ricerca dei pianeti extrasolari, a partire da semplici ipotesi screditate e additate fino ai giorni nostri. Nonostante i pochi finanziamenti, le tempistiche limitate accordate, i cavilli organizzativi e le tecnologie non ancora del tutto all’avanguardia, le ricerche proseguono ininterrotte in varie parti del globo.
Consiglierei la lettura di questo libro a tutti coloro che hanno un interesse per l’astronomia, indipendentemente dalle conoscenze scolastiche o professionali possedute. Per i meno avvezzi al tema, questo libro è uno stimolante approccio alla conoscenza del nostro universo in continua esplorazione, e per i più giovani uno stimolo ad affrontare una materia come la fisica, spesso riconosciuta come ostica e difficilmente approcciabile, ma in realtà affascinante e piena di potenziale per la nostra conoscenza individuale e collettiva. Per i più esperti, invece, questo libro è un interessante viaggio nel tempo attraverso i momenti (e i fallimenti) chiave che hanno caratterizzato da sempre questo intrigante ramo della scienza, offrendo un excursus completo soprattutto dei quattro secoli a noi più prossimi, quelli successivi alla rivoluzione scientifica, il primo grande passo verso la comprensione del nostro universo.

      Sartorato Sofia Iis Ludovico Geymonat ( Tradate, Lombardia )

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C’è mai stato un momento in cui ti sei sentito solo e incerto? In cui ti sei chiesto quale sarà il tuo destino, ciò che ti aspetta e come tutto andrà a finire?
L’astrofisico Giovanni Covone, professore dell’università Federico II di Napoli, nel 2023 decide di interrogarsi sulla presenza e sul futuro dell’uomo nell’Universo all’interno del suo libro “Altre Terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari”.
Covone, nella sua opera, racconta della ricerca di mondi intorno ad altre stelle, narrando i primi tentativi dei nostri antenati, fino alle attuali ricerche astronomiche che sono conseguenza delle nostre numerose domande poste nei secoli. Non si limita però a spiegare i metodi e le tecniche che gli astronomi utilizzano per raggiungere il loro obiettivo; per l’autore è fondamentale dare un volto a coloro che hanno costruito e, ancora oggi, stanno costruendo la storia del nostro Universo, tramite il racconto di episodi che narrano i retroscena della ricerca scientifica che comprendono non solo i numerosi fallimenti, ma anche i grandi e preziosi progressi.
Giovanni Covone espande la sua riflessione toccando diversi temi per lui importanti. Partendo dalla scoperta di nuovi pianeti simili alla Terra, l’astrofisico si interroga inoltre sulla ricerca della vita nello spazio, ponendosi molteplici questioni sulle origini e il futuro dell’umanità. Grazie alle pagine di questo libro, l’autore è in grado di far comprendere il senso dell’esistenza dell’uomo, che vive in un mondo tanto piccolo nel Cosmo così immenso; coglie il valore di una “specie unica, su un pianeta raro”, portando il lettore a compiere un viaggio attraverso la scienza e il proprio animo, per riflettere sulla singolarità di ognuno di noi.
“Altre Terre. Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari” è un libro adatto a un pubblico vasto e vario, grazie all’utilizzo di una scrittura e uno stile chiari, semplici e comprensibili. L’autore, Giovanni Covone, fa trasparire dalle sue parole la passione e l’amore che prova per l’astronomia e il suo lavoro, trasmettendo una vorace curiosità nel lettore. L’astrofisico è riuscito a trattare un argomento complesso in maniera semplice ma estremamente rigorosa, accompagnando il suo testo con diversi disegni a mano che chiariscono i numerosi concetti scientifici, così da essere compresi anche da coloro che non possiedono tutte le conoscenze dell’ambito.
“Altre Terre” è un libro che si legge d’un fiato, che riflette sulla bellezza di un Universo che non conosciamo; si sofferma sulla rarità di una specie preziosa, sull’accidentalità di una creazione che non deve essere sprecata. La fortuna di esistere deve spingere l’uomo a porsi domande, infinite questioni a cui non troverà sempre una risposta. È necessario voler comprendere il “vuoto” intorno a noi per iniziare a conoscere noi stessi e il futuro che ci attende, a cui il nostro piccolo pianeta andrà inevitabilmente incontro.
Giovanni Covone crede nell’esistenza di altri mondi e altre forme di vita, è speranzoso in un tempo prossimo in cui potremo dire “Vedi quella stella lassù lontana? Forse non ci arriveremo mai, ma intorno a lei c’è un pianeta come la Terra. Chissà se c’è la vita e se ci osservano da laggiù”.

      Somma Eleonora Liceo Scientifico Piero Bottoni ( Milano, Lombardia )

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Altre terre, di Giovanni Covone, pubblicato nel 2023, è un romanzo che, in modo accurato e semplice, ci introduce nel mondo dell’astronomia e dello studio del cosmo, protagonista dei quesiti su cui l’umanità da sempre si interroga.
L’excursus da cui parte l’autore ci riporta ai filosofi dell’antica Grecia e alle prime teorie nate per rispondere ai quesiti sulla materia, composta secondo Democrito da tante particelle, oppure per indagare su possibili civiltà di altri mondi a partire dalle teorizzazioni di Epicuro sulla la pluralità dei pianeti. Ancora, la narrazione storica richiama la teoria di Aristotele sull’unicità dell’universo e la centralità della Terra, e il suo superamento teorizzato in un secondo momento da Aristarco.
Dall’antica Grecia al ‘400 e ‘500 con le rivoluzionarie teorie copernicane, con le leggi di Keplero e quelle di Galileo Galilei, con le sue osservazioni con il suo primo cannone-occhiale che cambiarono per sempre il modo di vedere l’universo e il nostro pianeta; fino alle scoperte scientifiche dell’Ottocento e del secolo scorso quando la ricerca e l’attenzione di molti studiosi è stata rivolta alla ricerca di esopianeti, ossia pianeti extrasolari. Comprendere l’Universo e tutte le sue componenti non è una missione semplice e ancora oggi c’è molto di cui siamo all’oscuro: non siamo nemmeno in grado di dare una reale definizione universale della vita, perché quella terrestre è l’unica di cui siamo a conoscenza.
Non possiamo prevedere cosa la natura ha creato e come si sia evoluta su altri pianeti, simili o diversi dalla Terra. Il nostro pianeta e, più in generale, il nostro sistema solare, in base agli studi iniziati nel secolo scorso, rappresenta un’eccezione e un accidente cosmico.
Ciò di cui però abbiamo certezza sono le condizioni ottimali per cui la vita su un pianeta può svilupparsi ed evolvere e la consapevolezza che tali condizioni non sono facilmente e comunemente verificabili. Nel suo romanzo Giovanni Covone, ricercatore e professore di astrofisica e cosmologia, è riuscito ad affrontare argomenti complessi, semplificandoli, rendendo partecipe il lettore del mondo scientifico che si occupa, da millenni, di trovare risposta ai quesiti universali degli uomini: come si sono formati il cosmo e tutti i suoi corpi celesti, le stelle e i pianeti, se sia davvero possibile scoprire nuovi mondi abitabili o se siamo soli nell’universo. Le risposte ai tanti interrogativi universali sull’origine dell’universo non sono però l’unico motivo di grande interesse del romanzo di Covone. Quello che emerge sopra ogni tema e che affascina nella lettura è la carattere internazionale della scienza, la cooperazione degli studiosi e degli scienziati anche nei momenti più tesi della storia: come durante la Guerra Fredda, che vide studiosi russi collaborare con il resto del mondo scientifico. Il libro è consigliato ad un lettore curioso, capace di astrazione ed interessato alla vita nell’Universo, non necessariamente tuttavia esperto di scienza. Emblematica è questa definizione che ritroviamo nelle pagine: “La scienza è anche l’arte di immaginare il possibile quando gli strumenti di cui abbiamo bisogno ancora non esistono”.

      Squillaci Nicolò Iis Ludovico Geymonat ( Tradate, Lombardia )

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Giovanni Covone, nato a Trani nel 1969, è un professore universitario di fisica e cosmologia. In ambito lavorativo, la sua vita è dedicata all’insegnamento, alla ricerca di pianeti simili alla Terra, all’astrobiologia e allo studio della materia oscura su scala cosmica.
Nel 2023 Covone ha pubblicato il suo primo libro: “Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, editato da Harper Collins Italia.
Nel libro troviamo le descrizioni di galassie, sistemi planetari, stelle… Ma soprattutto vengono raccontati gli episodi e i vari passaggi che ci hanno permesso di raggiungere la nostra attuale conoscenza del cosmo. Alle iniziali ipotesi che si ponevano uomini come Giordano Bruno, frequentemente citato nei vari capitoli, vengono paragonate le teorie dei più recenti astronomi. I primi e rudimentali metodi di osservazione degli astri vengono contrapposti ai sofisticati meccanismi moderni. Tutte le vicende narrate cercano di rispondere a varie domande che l’autore pone a sé stesso e al lettore e alle quali risponderà, relativamente alle sue esperienze, nel succedersi dei capitoli e nell’epilogo. “Altre Terre” permette di compiere un metaforico viaggio tra i mondi fino a pochi secoli fa estranei all’umanità e tra gli svariati sistemi planetari che oggi, invece, conosciamo.
Giovanni Covone, con questo suo primo libro, riesce a raccontare la vita degli scienziati, che in modo “umano” commettono errori, ma non demordono, fino alla riuscita del loro intento. Spesso viene sottolineata la pazienza che un ricercatore deve possedere, la fiducia nella strumentazione e nei propri calcoli che non deve mai mancare. L’autore, a questo proposito, riporta l’esempio di William Borucki, dei suoi collaboratori e del loro progetto: Kepler (inizialmente chiamato FRESIP), che prima di ricevere l’approvazione dovette aspettare ben nove anni e quattro rifiuti.
Per quel che riguarda lo stile di scrittura, grazie ai periodi brevi, ad un buon uso della punteggiatura e ad alcuni dialoghi, la lettura risulta scorrevole e piacevole. L’utilizzo di termini semplici, accostati ad altri scientifici e più complessi, permette di comprendere fenomeni astrofisici senza già conoscerne il funzionamento. Inoltre, il progressivo porsi domande incuriosisce il lettore che è maggiormente invogliato nel proseguire la lettura.
Io, personalmente, da appassionato di astronomia, ho gradito particolarmente questo libro, che mi è sembrato interessante, coinvolgente, “leggero” e al contempo istruttivo e ricco di nozioni. Per di più , ho apprezzato le diverse citazioni dei vari filosofi e scienziati presenti all’inizio di ogni capitolo e relative all’argomento in esso trattato. Oltre a ciò, mi è sembrata davvero eccezionale l’idea di inserire nelle note a piè di pagina altri libri di spunto da cui sono stati presi dei dialoghi riportati nelle pagine e dei link rimandanti a siti che trattano gli argomenti citati nel libro.
In conclusione, se siete appassionati di astronomia o se vi affascina l’idea della presenza di vita extraterrestre ed extrasolare, vi consiglio di leggere questo libro, perfetto per questo vostro interesse.
(Voto: 9/10)

      Animali Martina Liceo Statale " E. Medi " ( Senigallia, Marche )

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Dalla sua comparsa sulla terra l’uomo ha sempre volto lo sguardo verso il cielo, uno sguardo colmo di meraviglia per la bellezza di quelle “tante facelle” che brillano nel profondo buio dell’universo, colmo di curiosità per la voglia di capire i segreti della sua configurazione e colmo della speranza e della volontà di trovare nuovi pianeti e nuovi popoli per condividere assieme i misteri delle galassie.
Con il suo affascinante libro “Altre Terre”, Giovanni Covone ci regala un potente telescopio per sondare lo spazio, ci svela la magnifica danza delle stelle, dei satelliti e dei pianeti che brillano e pulsano attorno a noi. Ci spiega in parole semplici e chiare la loro composizione, le ipotesi sulla loro nascita e morte, i loro moti e le leggi fisiche che li governano. Ci aiuta ad immaginare una continua lotta tra gravità e pressione che, stando in equilibrio, permettono alle stelle di affrescare la nostra volta celeste.
È un viaggio che ci accompagna attraverso le osservazioni e le ipotesi dei primi filosofi dell’antichità, che immaginavano un universo fermo e fisso attorno alla terra; per passare alle prime brillanti intuizioni degli “scienziati innamorati” che, in mancanza di strumenti e di tecnologie appropriate, hanno avuto il coraggio di immaginare l’impossibile e ciò che non poteva essere visto, cominciando così a configurare nuove disposizioni celesti e sfidando il pensiero comune a rischio della propria vita. Il cammino di questi studiosi è stato irto di delusioni, “di teorie errate, previsioni corrette ma rifiutate, false scoperte, ricercatori ostinati e scienziati troppo innamorati”, ma non si sono mai arresi, spinti da amore e curiosità. Così, giunti i tempi moderni, in cui tecnologia e scienza hanno ampliato i confini, hanno dato un volto e un nome a nuovi sistemi solari e dimostrato che l’universo è enormemente più maestoso di quando potevamo immaginare.
L’autore riesce a legare strettamente astronomia, fisica, filosofia, chimica e biologia assieme a letteratura, pittura, musica e cinematografia, in una narrazione che ci cattura e ci porta oltre l’atmosfera terrestre.
Leggendo il libro ci sembra di essere seduti sulla “terrazza del caffè di Arles”, con cui si apre la prima pagina, in compagnia di un Marco Polo viaggiatore delle galassie, che ci coinvolge con la sua passione e il suo racconto accattivante in quella grande opera d’arte che è l’universo, che si muove guidato da una sinfonia tutta sua e da un ritmo di orologi sincronizzati in un solo movimento dal “ritmo frenetico” e universale. Il moto che si svolge nell’immensità del cielo è come un ballo tra stelle e pianeti che si attraggono e si respingono come timidi amanti.
Alla fine della nostra lettura ci viene solo la voglia di alzare gli occhi dai nostri cellulari e dal nostro orizzonte limitato per uscire a “rimirar le stelle”; spegnere tutte le luci delle nostre città troppo luminose e smarrirci in questo universo pieno di mistero e meraviglia, che stiamo dimenticando e sottovalutando, per riappropriarci infine di quella “curiosità e capacità di meravigliarci, di indagare la nostra connessione con il resto dell’universo …. E tornare a porci le stesse domande di quando eravamo più bambini e più filosofi”.

      Pettinari Corrado Iis Laeng-meucci Sede Di Castelfidardo ( Castelfidardo, Marche )

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“La scomparsa del cielo notturno è parte della trasformazione dell’ecosistema naturale in cui siamo evoluti. È una perdita simile a quella delle api: tragica e, allo stesso tempo, inavvertita. Così rischiamo di smarrire la curiosità e la capacità di meravigliarci, di indagare la nostra connessione con il resto dell’Universo”.

Chi di noi, osservando un cielo stellato, non ha provato il senso della meraviglia? Da sempre l’uomo, alzando lo sguardo al cielo, si è emozionato e si è posto delle domande di carattere filosofico “Siamo soli nel cosmo? Qual è il senso della vita su questo pianeta?”. Del resto la domanda più importante di tutte che riguarda il destino dell’uomo ha caratterizzato la poetica di grandi letterati: noi siamo un po’ come il pastore errante di Giacomo Leopardi che interroga la luna, stabilendo con il satellite un dialogo sul senso dell’esistenza. Giovanni Covone, professore di astrofisica e cosmologia presso l’Università Federico II di Napoli, nel suo libro “Altre Terre”, edito da Harper Collins nel 2023, pone l’attenzione sul fatto che da una parte la nostra generazione ha perso il contatto diretto con le stelle, ma è anche vero che siamo la prima generazione a poter cercare in modo scientifico la vita nel cosmo, i luoghi dove la vita può essere ospitata, realizzando così il sogno di Epicuro, di Giordano Bruno, di Democrito e di tutti coloro che non hanno avuto questa fortuna. L’autore del libro, in queste pagine intrise di rigore scientifico ma anche di tanta poesia, ci racconta come pian piano, anche con molti insuccessi, si è arrivati alla conoscenza attuale degli esopianeti, cioè pianeti che ruotano intorno a stelle diverse dal sole. Covone sottolinea anche che gli scienziati sono mossi da passioni umane e, spesso, vedono ciò che desiderano vedere. Ecco perché, fino agli inizi degli anni ’90, tutti gli astronomi erano convinti che esistessero pianeti intorno ad altre stelle ma pochissimi li cercavano e i tentativi falliti avevano portato una sfiducia di fondo. In queste pagine bellissime, l’autore ci presenta vicende ed esperienze umane e scientifiche: da quella di Peter Van de Kamp che, dopo ventisei anni di osservazione della stella di Barnard, nel 1963 annunciò la scoperta del primo pianeta extrasolare, alla vicenda di Andrew Lyne che nel 1991 scoprì un pianeta intorno ad una pulsar. L’autore sottolinea che la ricerca non deve essere condizionata dai propri pregiudizi perché sono pericolosi e possono impedirci di riconoscere, ad esempio, una scoperta inattesa. Per usare le parole del filosofo inglese Francis Bacon, l’uomo deve “liberarsi dai pregiudizi”. Covone scrive che il pregiudizio più grande era stato quello di cercare pianeti solo intorno a stelle “normali”, stelle che bruciano l’idrogeno ma, come afferma l’autore, la natura ha molta più fantasia di noi, “è un Michelangelo inconsapevole che costruisce meraviglie”. Lo studio degli esopianeti ci sta dimostrando come il nostro mondo abbia caratteristiche rare; la Terra non ha eguali finora tra tutti i pianeti noti, è un luogo speciale nell’Universo conosciuto. In questo libro colpisce molto la grande capacità dell’autore di saper raccontare quella storia misteriosa nascosta in quel cielo stellato dove astronomia, letteratura e poesia si incontrano. Sarebbe bello se la meraviglia diventasse la prima tra tutte le nostre passioni, la passione per le meraviglie della scienza ci permetterebbe di dare un nuovo sguardo a noi stessi e al nostro pianeta.

      Pierpaoli Elisa Liceo Scientifico Galileo Galilei ( Ancona, Marche )

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Avete mai volto lo sguardo in alto per osservare il Cielo? Vi siete mai chiesti se esistono pianeti simili alla Terra? Se così fosse, questo libro, “Altre terre” di Giovanni Covone, raccontando delle domande che uomini e donne si sono fatti, e delle risposte ai problemi che hanno tentato di darsi attraverso miti e leggende prima, ed osservazioni e calcoli matematici poi, è in grado di fornire una nuova spettacolare prospettiva attraverso cui guardare l’Universo. È la storia di come l’essere umano è giunto alla ricerca di un nuovo sistema solare che contenesse un pianeta nel quale la vita fosse possibile. Tuttavia non è solo un racconto di storia e di scienza, ma contiene anche lezioni di vita importanti: la gestione degli errori ed il coraggio di ammetterli, per esempio nella vicenda di Andrew Lyne che affrontò a viso aperto i suoi colleghi dopo essersi accorto dell’inesattezza della sua conclusione, ed anche il fatto che talvolta troppa fiducia è nociva in quanto porta all’incapacità di ascoltare gli altri e cambiare le proprie idee qualora si rivelassero scorrette, così come Peter van de Kamp che sostenne le sue scoperte fino alla fine, oppure la Chiesa che nel Medioevo costrinse Giordano Bruno al rogo. La piacevolezza del libro è data anche dalla scrittura, scorrevole e comprensibile. Infatti, anche le definizioni tecniche sono descritte in maniera tale da risultare chiare attraverso disegni fatti a mano ed esempi: l’espansione dell’Universo e delle galassie esemplificata da un panettone con i canditi che lievita, oppure l’effetto Doppler spiegato tramite il cambiamento di tono di un clacson in un motore che ad alta velocità si avvicina o allontana da noi; e per esprimere numeri astratti Covone utilizza esempi concreti così da permettere di comprenderne il valore reale, come una velocità comparata a quella di un corridore di atletica, o il peso di file analizzati paragonato a quello di un’emoticon. Dunque, credo fermamente che questo libro sia accattivante e coinvolgente, anche perché parla della problematica e della difficoltà del farsi ascoltare e cambiare i preconcetti esistenti all’interno della società. Molti all’interno del libro inizialmente sono infatti scettici a donare fondi a coloro che tentano di dimostrare l’esistenza di pianeti che non siano conformi ai modelli teorici preesistenti. Quello che ho apprezzato di più di questo libro è che trasmette la passione e l’entusiasmo sia dell’uomo che l’ha scritto, ma anche di tutti quegli scienziati che non si sono arresi di fronte ad una sconfitta, ma che anzi hanno continuato a lottare e non hanno mai abbandonato la scienza: laddove gli strumenti non erano abbastanza potenti ne hanno inventati di nuovi, e dove l’incredulità generale era elevata sono riusciti a dimostrare la validità delle loro scoperte, così che oggi siamo un passo più vicini al trovare altre terre.
Quindi quest’opera di divulgazione scientifica ed in parte filosofica, che ci fa riflettere sul nostro rapporto con l’Universo e ci mostra gli spettacoli meravigliosi che la Natura ci offre, è stata progettata e successivamente elaborata in maniera eccellente, e tutti coloro che volessero saperne di più sullo spazio, le stelle ed i pianeti, ma anche sul suono e sulla luce, dovrebbero recuperarla, leggerla e poi volgere lo sguardo al cielo e sorridere, perché questo libro fa comprendere anche che le condizioni per la nascita della vita in un pianeta sono molteplici, e perciò siamo immensamente fortunati ad esistere.

      Santi Raffaele Polo Scolastico 2 " Torelli " ( Fano, Marche )

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Da tempi immemori donne e uomini hanno sempre alzato lo sguardo verso i brillanti astri che di notte fanno compagnia alla Luna e mai abbiamo smesso di rimanere a bocca aperta di fronte ad un simile splendore. Quando poi la nostra mente ha concepito il concetto di Universo abbiamo subito iniziato ad interrogarci sulla sua natura. Domande apparentemente semplici, di quelle che si farebbe un bambino riguardo qualsiasi cosa gli capiti per le mani. A quel punto abbiamo guardato verso il basso, abbiamo preso la nostra Terra e abbiamo cercato di collocarla sul palcoscenico dell’Universo. Si è quindi aperta una storica discussione sulla possibile esistenza di altri mondi, di come questi potrebbero apparire, ci siamo chiesti se siamo i soli nell’universo ad essere così curiosi o se a guardare le stelle da un mondo lontano vi sia un qualche nostro collega ricercatore. Il libro “Altre Terre” del professore di astrofisica e cosmologia Giovanni Covone si prefigge l’obbiettivo di guidarci attraverso il mare di domande che nel corso dei millenni sono state formulate da menti diverse, unite tutte dall’umano desiderio di conoscere ciò che ci circonda.

Tema cardine del libro è la storia della ricerca degli esopianeti, da noi lontanissimi, che orbitano attorno stelle esterne al nostro sistema solare. L'autore compie l’intelligente scelta di spiegare subito, in modo semplice e comprensibile, cosa sia una stella, un pianeta e quali forze agiscano nel contesto dei loro comportamenti e mutamenti, di modo che anche un lettore inesperto in materia astronomica possa approcciarsi ed interessarsi agli argomenti del libro.
Covone, come un cantastorie, ci racconta l’odissea che è stata necessaria per arrivare alla scoperta dei primi pianeti extrasolari, un’epopea partita dai greci Democrito ed Epicuro, che sostenevano l’esistenza di infiniti mondi così come lo ha fatto fino alla morte il caparbio Giordano Bruno; da Galileo e il suo cannocchiale si apre una lunga strada che ha portato fino agli anni Novanta del Novecento, quando viene scoperto il primo pianeta extrasolare. Infine, si approda al presente, un’epoca dove la ricerca di questi pianeti ha assunto una primaria importanza, abbiamo confermato che il loro numero supera quello delle stelle.
L’autore ci espone gli avanzamenti tecnologici e le metodologie con le quali oggi esploriamo lo spazio in cerca di pianeti. Si parla di spettroscopia Doppler, astrometria, transiti fotometrici, microlensing, dedicando paragrafi e schemi alla comprensione del lettore, le spiegazioni di Covone non risultano in alcun modo noiose o astruse, ma basate su un piano estremamente concreto della realtà.
Leggendo il libro non possiamo non appassionarci alle storie degli astronomi che hanno dato tutto per la loro ricerca, non riusciamo a rimanere indifferenti di fronte alle loro fatiche, i loro sacrifici, i rari successi e i numerosi fallimenti. Le pagine ci raccontano l’eccessivo orgoglio di alcuni, di altri il coraggio di fronteggiare i propri errori con dignità; Covone scrive di una scienza permeata dal modo di agire umano, a volte insicuro, a volte inarrestabile.
Il libro "Altre Terre” è un invito a non abbandonare la curiosità “di quando eravamo più bambini e più filosofi”, perché in fondo è già meraviglioso poter respirare l’aria di un piccolo pallido punto blu, che nell’Universo è bagnato dalla luce di una stella speciale, che illumina il solo pianeta che ospita sicuramente la bellezza della vita.

      Ciancio Todaro Febe Istituto Omnicomprensivo " A. Giordano " ( Venafro, Molise )

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A chi non è mai capitato, almeno una volta nella vita, di osservare il cielo di notte, nella calma di una serata estiva, chiedendosi cosa ci fosse in realtà, oltre quell'oscurità infinita. Chi non ha mai scrutato il disco lunare, nella quiete più assordante, alla ricerca di risposte a domande neanche formulate o cercato con il proprio sguardo di arrivare un po' più lontano di ogni certezza già raggiunta e di correre più veloce della fantasia e di ogni immaginazione. I migliori film di fantascienza si prendono a braccetto quando si tratta di esprimersi riguardo ad un tema così poco reale. Per quanto avvincente possa essere, la realtà dell'esistenza di pianeti extrasolari in cui sia possibile una qualsiasi forma di vita, rimane quasi sempre una mera, seppur geniale, intuizione primitiva. "Altre terre" di Giovanni Covone parte proprio da qui: dal pensiero, dalle domande, dalle risposte imprecise, vaghe, soggettive che circondano, quasi in silenzio, l'uomo di ogni tempo, incidendo in lui la consapevolezza della propria fragilità e, in un certo senso, della propria finalità. Sì perché tutta questa perfezione, ideata nel bel mezzo del caos universale, continua a rivelarsi inspiegabile e in nessun modo giustificabile, se osservata con gli occhi di un qualsiasi altro sistema di pianeti che avrebbe potuto godere del dono della vita tanto quanto quello solare ma che invece non è stato destinato a una così straordinaria compiutezza. Ed è proprio questo a smuovere le menti dei più abili studiosi: non è possibile che la vita sia arrivata solo fino a noi. In un universo sterminato di stelle, pianeti, meteoriti, asteroidi, satelliti e chissà cos'altro, non è possibile che le condizioni adatte al sussistere della vita si siano realizzate solo sulla Terra. Ed è proprio questa una delle prime riflessioni a cui "Altre terre" ci conduce: e se la vita avesse trovato un altro modo per manifestarsi? E se altrove non avesse avuto bisogno di carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto e fosforo per esprimersi? Cosa cambierebbe, nella collettiva visione dell'universo, se l'uomo accettasse i propri limiti e si aprisse alla possibilità di non poter rispondere ad ogni domanda? Covone stesso ce ne dà la prova: l'esistenza di pianeti extrasolari è ancora ben lontana dall'essere dimostrata. Ma questo non può fermare la ricerca e non tanto perché la Terra abbia bisogno di un pianeta di riserva su cui poter contare, ma affinché l'uomo impari a non accontentarsi della conoscenza e a vivere con la consapevolezza che mai, mai e poi mai potrà essere abbastanza.

      Cioffi Martina Isis Majorana-fascitelli ( Isernia, Molise )

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Fin dagli arbori dell’antichità l’uomo ha alzato lo sguardo ed è rimasto incantato dalla vastità di quel velo intenso e scuro chiamato cielo. Da subito ha iniziato a porsi delle domande come: chi sono io? Cosa sono quei puntini luminosi? Ci sono specie simili a quella umana oppure un luogo simile alla terra dove abitare? Questo libro di Giovanni Covone, professore di astronomia e astrofisica, è un’immersione a 360 gradi in questo mondo meraviglioso ed affascinante per tentare di dare almeno alcune delle tante risposte a queste domande. È un viaggio attraverso le scoperte durate decenni che hanno portato alla conoscenza del cosmo così come lo conosciamo oggi: qualcosa che ancora non ha terminato la sua espansione. Tra la spiegazione sulla nascita delle stelle e su quella dei pianeti, quest’opera divulgativa offre tutti i mezzi per non sentirsi spaesati nel momento in cui alziamo gli occhi sopra le nostre teste. Questo libro esplora dunque l’enigma dietro questo mistero che noi chiamiamo universo, sfidando “le colonne d’ercole” che sono i limiti della nostra conoscenza per cercare tra le tante incognite qualcosa che si avvicini alla nostra unica certezza: la terra che ormai ci ospita da milioni di anni. Una disperata ricerca che effettivamente ci fa capire quanto il nostro pianeta sia unico, raro, quasi un’assurda coincidenza che apre molte domande su chi noi effettivamente siamo e su quale ruolo precisamente occupiamo nel quadro generale, sempre che un quadro ci sia realmente e non sia tutto una causalità, frutto di un destino incerto, senza significato né trama. È raro, infatti, trovare un pianeta come la terra, molto più facile è trovarne uno interamente coperto di ghiaccio, di rocce o di lava. Tuttavia, questo non deve essere assolutamente motivo di scoraggiamento, anzi un pretesto per armarci ancor di più di desiderio, anche solo per sfuggire all’inevitabile autodistruzione che investirà la nostra casa anche se in un tempo non imminente. Ma soprattutto, oltre a queste profonde riflessioni, il libro è definibile un inno alla razionalità e alla costanza. Ci fa comprendere come un’impresa scientifica, così come tutte le altre sfide nella vita, richiede molto più di ingegno e competenze tecniche: sono necessari il coraggio, l’iniziativa, l’ambizione, la testardaggine, la fiducia nelle proprie capacità e specialmente fortuna. È un libro che ti insegna a non cedere alla frustrazione o cosa ancora peggiore all’autoconvinzione. Insegna che il nostro percorso non è tracciabile da altre persone e che, quando qualcuno ci dice che stiamo sbagliando strada, non sempre ha ragione. Insegna che dobbiamo definire tutto improbabile, ma nulla impossibile. Che non sempre le nostre dure fatiche verranno apprezzate o gratificate come vorremmo ma noi non dobbiamo mai smettere di credere nei nostri sogni, anche se questi sogni sono lontani milioni di anni luce, anche quando sembrano davvero irraggiungibili. È una divulgazione scientifica che però non si limita e non si vuole limitare a questa materia, diventando anche una vera e propria filosofia di vita.

      Tamburro Licia Liceo Scientifico A. Romita ( Campobasso, Molise )

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Il libro "Altre Terre: viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" del professore Giovanni Covone, è un interessante libro di carattere scientifico. È incentrato, come appunto suggerisce il titolo, sulla cosmologia (disciplina peraltro molto affine al professor Covone in quanto materia del suo percorso di studi e carriera professionale) e sulle scoperte rivoluzionarie che con il passare del tempo si sono avute in tale ambito. Ma non preoccupatevi, non si tratta del solito libro scientifico esclusivamente nozionistico e complesso... si tratta, invece, di un vero e proprio manuale che conduce il lettore alla scoperta della bellezza dell'universo. La forte capacità dell'autore di rendere queste pagine affascinanti e di facile comprensione, attraverso le semplici spiegazioni e le ricorrenti similitudini, oltre che la divisione dei capitoli in paragrafi e dai grafici disegnati a mano, rendono il libro una piacevole scoperta. Una 'scoperta' proprio come una delle tante che personalmente ho letto tra le righe, ovvero quella sulľespansione dell'universo... "circa 14 miliardi di anni fa, tutta questa materia era concentrata in una regione più piccola di una nocciolina: poi lo spazio stesso ha cominciato a espandersi a un ritmo rapidissimo". Solo a pensarci mi sento talmente piccola che mi risulta quasi paradossale ľeffettiva vastità dello spazio che oggi ci circonda. Gli argomenti trattati partono dall'evoluzione dell'astronomia (attraverso gli esperimenti dei primi scienziati quali Aristotele e Galileo) fino ad arrivare ai recentissimi studi sulla ricerca di forme di vita al di fuori del Sistema Solare. Sebbene ciò, al momento, non si hanno ancora certezze su possibili forme di intelligenza extraterrestre, come si evince dall'espressione "forse il silenzio del cosmo ha una spiegazione semplice e tremenda: la civiltà come la nostra corrono inevitabilmente verso ľautodistruzione". Inserendo riferimenti autobiografici e spesso analizzando la psicologia degli scienziati che si sono susseguiti nel corso del tempo sul campo astronomico, riusciamo a notare quanto effettivamente sia complesso e pressante il lavoro da ricercatore spaziale; "non era facile, in quei lunghi anni di lavoro senza risultati, tenere duro e andare avanti". Facendoci, quindi, riflettere sulla caparbietà di alcuni scienziati, i quali dovettero continuare a perseguire i loro obiettivi per diversi anni, talvolta decenni, per vedere accettate le loro teorie. Altri, invece, abbandonarono le ricerche ad un passo dalle rivelazioni finali, pensando si trattasse dell'ennesimo fallimento: "le scoperte entrano in scena con lo stesso vestito degli errori". Bisogna sapere, quindi, che prima della gloria che loro hanno potuto ricevere, al punto da essere considerati eroi della conoscenza, hanno subìto sicuramente delle sconfitte, delusioni, talvolta sprofondando nella depressione. Nonostante si tratti di un volume scritto in maniera tale da comunicare gli studi astronomici nel più semplice modo possibile, lo consiglio vivamente ai ragazzi a partire dai 16 anni, quando magari si ritrovano tra le pagine gli argomenti già studiati a scuola, riuscendo quindi a comprendere meglio i concetti. Inoltre, è accessibile non necessariamente soltanto agli appassionati di cosmologia. Io, ad esempio, inizialmente non pensavo di rimanere così affascinata da tale mondo, che "permette di mettere in prospettiva, di farci comprendere un po' meglio il senso della nostra esperienza su questo piccolo pianeta".

      Cornelli Greta Iis " Ciampini-boccardo " ( Novi Ligure, Piemonte )

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“L’Universo in cui viviamo è buio, si espande ed è mutevole”. Partendo da questa affermazione fondamentale ci accorgiamo di quanto siamo attratti dallo Spazio e da quanto poco effettivamente sappiamo di esso. Che cos’è un pianeta? Siamo gli unici esseri intelligenti? A che cosa assomiglia il Sistema Solare? Viviamo in un posto comune oppure speciale? Privilegiato o marginale? Da millenni ci facciamo domande sul cosmo e spesso le risposte possono essere più assurde delle prime. In un viaggio durato duemila anni, da Parmenide, il primo a comprendere un fatto fondamentale dell’Universo, a Safronov, lo scienziato che rivoluzionò il modo di vedere il Sistema Solare, dall’onniscienza profetica di Giordano Bruno agli immaginati scontri stellari di Jeans, dalla disperazione di Alessandro Magno al coraggio di Lyne, dalla rivelazione di Poe alla testardaggine di Van der Kamp, dalla rivelazione di Huygens ai versi di Dante, da alcuni pionieri come Campbell e Frain a scrittori come Italo Calvino e Shakespeare passando per la strana idea di Borucky e per pluralismo di Epicuro. Le risposte sui pianeti, stelle, costellazioni e galassie hanno incontrato ostacoli come il TAC e l’obbligato utilizzo di gas mortali, conferme bizzarre ed improbabili come quella ottenuta da Queloz, rivoluzionarie scoperte, ma spesso non sono mai arrivate. L’equazione di Drake, il paradosso di Fermi e quello di Olbers vengono chiamati in causa da scettici e da tecniche particolari, che attraverso nomi apparentemente paurosi mostrano altri pianeti e mondi. Giovanni Covone ci spiega l’astrometria, ci guida attraverso la diffrazione e l’effetto di transito che ci conducono a posti remoti, affascinanti e speciali. Corot è interamente coperto di lava, la stella di Barnard ha spezzato molti cuori, 2003-Ub-313 ha scatenato la “guerra dei pianeti”. I gioviani caldi non dovrebbero esistere e chissà cosa nascondono e pulsar, le nane brune e rosse? Che cosa sono le Super-Terre? Dalla morte di supernove nascono nursery stellari; nella Nebulosa Testa di Cavallo osserviamo scenari inquietanti e chissà se i pianeti sono comuni in tutto l’Universo? L’abbraccio gravitazionale tra stelle gemelle causa interferenze e le stelle sono in perenne lotta, l’inquieta Betelgeuse turberà o distruggerà la strana simmetria del Sistema Solare? La vita si trova anche da qualche altra parte più vicino di quanto si pensi? Come può una piccola lente contenere quattrocento Lune piene? I telescopi ALMA, PLATO, TESS, JUICE e molti altri autorevoli ci regalano scatti spettacolari, ma anche chi sembra fuori gioco si rivelerà importante nella ricerca dei pianeti. L’infernale Venere, la desolata Marte, 51-Pegasib, il lontano Pa.99-N2, Taldmor e molti altri pianeti non sono mai come appaiono. In questa lettura epica e travolgente, dalla Francia alla NASA, dalle Canarie all’Inghilterra, da scoperte eclatanti a piccoli passi senza rumore, ci accorgeremo di quanto il nostro pianeta sia prezioso e particolare grazie a fattori apparentemente casuali, ma in realtà parte di un magistrale entanglement cosmico spiegato scientificamente ma appassionatamente in un volume ben scritto e scorrevole, concepito da uno scienziato abituato a lavorare sul campo, a contatto con le stelle col pensiero, ma tremendamente attuale e terreno.

      Dalla Pia Casa Alice Liceo Classico E Linguistico " V. Gioberti " ( Torino, Piemonte )

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“Le avventure a volte iniziano anche nostro malgrado, con un senso di leggero disappunto, incoscienti del mare aperto che stiamo per solcare”. Così è cominciata la ricerca di pianeti extrasolari, come ci racconta Giovanni Covone nel libro “Altre Terre”. Attraverso una narrazione semplice ma efficace, ricca di esempi, similitudini e disegni, egli ci porta nel passato, per conoscere i grandi scienziati e astronomi che hanno fatto la storia, ma allo stesso tempo nel futuro, con una visione dello spazio sempre meno fantascientifica e sempre più reale.
Da sempre l’uomo, volgendo lo sguardo verso il cielo notturno, si è chiesto se ci fossero, da qualche parte, dei pianeti come il nostro, e, pertanto, ha inventato strumenti sempre più precisi per cercarli. Dopo secoli, abbiamo finalmente le prove della loro esistenza, e Covone ci spiega, passo dopo passo, come siamo giunti a questo importante traguardo, che non ha tanto il sapore di un arrivo, quanto più quello di un inizio, un inizio di una nuova era di ricerca.
L’autore non si limita alla descrizione delle scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo, ma racconta le storie degli uomini dietro a quest’ultime: racconta dei pionieri, dei visionari, di chi ha investito tutto il proprio tempo e il proprio denaro nella ricerca di pianeti inesistenti, di chi ha inaspettatamente mancato un premio Nobel e di chi, altrettanto inaspettatamente, l’ha ottenuto. Infatti è bene ricordare non solo chi ha realizzato una scoperta, ma anche chi ha creduto nel progetto prima di tutti, quando appariva solo come una follia, una perdita di tempo.
Questo libro ci insegna a non giudicare impossibile il diverso dall’ordinario, ci insegna ad abbattere i pregiudizi che limitano le possibilità di scoperta, perché la natura non segue le leggi da noi inventate, e, a volte, occorre dimenticare tutto ciò che si sa per poter apprendere di nuovo. Ci insegna ad apprezzare il valore della vita, perché appare alquanto rara: la Terra è abitabile per un insieme di coincidenze, e non dovremmo rendere anche questo pianeta inospitale, prosciugandolo delle sue risorse. Ci insegna a dare il giusto peso al fallimento, in quanto dietro ad ogni grande successo si nascondono centinaia di buchi nell’acqua, di vicoli ciechi, che, però, sono necessari per il progresso stesso. Ma soprattutto ci insegna a porci domande, a non accettare passivamente la realtà per come appare, ma analizzarla, perché anche quesiti che sembrano banali, come “Perché il cielo è buio?” possono rivelare una risposta assai complessa quanto interessante, e non è forse questo il principio della scienza?

      Fasano Stefano Amedeo Avogadro ( Torino, Piemonte )

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“Altre Terre”, pubblicato da HarperCollins nel 2023, è il libro di esordio nel mondo della scrittura di Giovanni Covone, nato a Trani nel 1969 (una coincidenza curiosa, essendo la data dell’allunaggio) e ad oggi professore associato di astrofisica e cosmologia presso l’Università Federico II di Napoli.
Il libro si pone l’obiettivo di divulgare al grande pubblico argomenti di ambito fisico-astronomico.
Covone ripercorre in soli quindici capitoli la storia del rapporto tra uomo e stelle, intrecciandola con la sua vita: dalle più antiche osservazioni umane del cielo, passando per Copernico, Galilei e molti altri fino ad arrivare allo sbarco sulla Luna e alle più recenti scoperte ed esplorazioni spaziali. Ciò che accomuna l’uomo di tutte le epoche è, infatti, l’interrogativo: “Il cielo che vediamo è abitato? Siamo soli? Da dove veniamo?”
L’autore, in particolare, si concentra sulla ricerca nelle diverse epoche, da parte dell’uomo, di pianeti e soprattutto, di pianeti abitabili. Spiega efficacemente gli interessanti metodi con cui gli astronomi sono riusciti in questa impresa difficile e ci fornisce una chiave di lettura sia tecnica sia umana.
Lo stile di scrittura è chiaro e fluido e rende comprensibili anche gli argomenti più complessi, grazie, in alcuni casi, a schemi e disegni semplificati. Link di video e foto, fonti e piccoli approfondimenti ricevono grande spazio per i più affamati di informazioni.
Un aspetto molto interessante del libro è che tra le teorie fisiche, i sistemi planetari e le possibilità di vita nell'Universo vengono proposte delle piccole lezioni di vita su come, ad esempio, arrendersi in fretta di fronte a quello che ci pare essere un muro invalicabile sia solo la soluzione più semplice e non la migliore. Perché oltre il muro, nascosto, ci potrebbe essere un prezioso tesoro che presto rimpiangeremo di non aver trovato.
Ogni modesto insegnamento è costruito seguendo l’esperienza e le scoperte di un particolare personaggio, la cui storia è probabile risulti nuova per chi non ha grandi conoscenze di fisica astronomica.
“Altre Terre” sensibilizza sul trattamento che stiamo riservando al nostro pianeta, portando piano piano all’estinzione molte specie, essere umano compreso. Non lo spiega, però, in maniera esplicita, come ormai siamo abituati a sentire. Questo libro, infatti, ci racconta pagina dopo pagina la meravigliosa e fortunata rarità, forse unicità, che caratterizza la nostra Terra. Sarebbe proprio un peccato sprecare questa possibilità!
Per questi motivi penso che il libro sia riuscito e apprezzabile. Covone offre ai lettori un’esperienza formativa, interessante e aperta sia a coloro i quali si vogliono avvicinare per la prima volta al mondo dei pianeti extrasolari e sia a chi già possiede conoscenze in questo ambito e vuole approfondire l’argomento.

      Giorcelli Federica Maria Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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Il libro “Altre terre” di Giovanni Covone conclude: “non dobbiamo confondere fragilità con insignificanza, piccolezza con assenza di valore.” Il grande universo nel quale siamo immersi non ci ha ancora mostrato un qualche segno di forme di vita elementare; si ha l’impressione di essere soli in questo “Infinito” che continua, nel suo moto, ad ubbidire a leggi fisiche a noi note.
Dopo l’esplosione della prima bomba atomica, nel 1945, Einstein disse: “Nemmeno la scoperta di una nuova terra, della vita altrove nel cosmo, o la conferma della nostra unicità renderanno meno FEROCE la nostra specie.” Tuttavia la sua speranza era che la consapevolezza di questa fragilità avrebbe contribuito all’evoluzione in positivo della specie umana. Solo dopo la fine di quel disastroso millennio ci si è resi conto che, se si vuole continuare a vivere su questo pianeta o cercare eventualmente altre possibilità di vita “altrove”, si deve collaborare tra i popoli; si devono unire le intelligenze di tutti nel ricercare soluzioni atte a scoprire una parte, sempre maggiore, di universo.
L’autore è un astronomo che intende tuffarsi nella ricerca di nuovi mondi abitabili ed apprende come la ricerca scientifica sia irta di difficoltà che, al primo impatto, paiono invalicabili. Quando comprende quanto il tempo astronomico sia diverso da quello umano e quanto sia fondamentale considerare la differenza abissale tra i due, inizia la sua trattazione osservando il cielo notturno saturo di stelle, ricordando come sia sempre stato un miraggio per l’uomo la ricerca di un altro mondo abitato da esseri intelligenti. Ciò che appare sono le stelle perché i pianeti non brillano di luce propria e si “vedono” solo attraverso le tracce che lasciano sulla loro stella di riferimento.
La comunità di astrofisici, di cui l’autore fa parte, ha cercato esopianeti con possibilità di vita simile alle nostre, ma, ad oggi, nessuna stella ha mostrato di essere idonea ad avere, intorno a sé, un pianeta con tali possibilità di vita.
Si sono trovati molti esopianeti gassosi, simili a Giove e Saturno che sono troppo vicini alle loro stelle per sfuggire alle radiazioni così elevate da impedirne lo sviluppo della vita.
Nel XXI secolo risultò evidente che, a causa del nostro modo di vita, stavamo stressando troppo la terra con l’inquinamento: forse la possibilità di trovare un altro pianeta vivibile avrebbe rappresentato una possibilità di sopravvivenza per la specie.
Si è finalmente compreso quanto l’apporto di tanti, per uno stesso tipo di problema, sia importante e si è iniziato a collaborare per realizzare telescopi orbitali in grado di fotografare nuovi sistemi anche in altre galassie e analizzarne le caratteristiche con computer interni. Ad oggi, purtroppo, non si è ancora riusciti a trovare altri mondi abitabili, ma se si pensa che l’unità di misura della vita di ogni elemento dell’universo è espressa in miliardi di anni e che le distanze in milioni di anni luce, si comprende come le nostre ricerche siano allo stato embrionale.
Nulla è impossibile anche se pare che il nostro pianeta sia l’unico abitabile.
La sonda VOYAGER 1, al termine dei suoi esperimenti intorno a Giove, Saturno ed i loro satelliti. ha fotografato, oltre l’orbita di Nettuno, la terra.
Dall’immagine appare un puntino blu immerso nel bagliore del sole. Quel puntino siamo noi, distiamo dall’obiettivo sei miliardi di chilometri e la luce della terra impiega cinque ore per raggiungere la sonda.

      Ippolito Manuel Istituto Superiore Lagrangia ( Vercelli, Piemonte )

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Titolo: "Altre Terre: Viaggio alla Scoperta dei Pianeti Extrasolari" di Giovanni Covone
La ricerca dell'ignoto, il difficile compito di esplorare l'universo al di là dei confini della nostra galassia, è il tema centrale del libro "Altre Terre: Viaggio alla Scoperta dei Pianeti Extrasolari" scritto dall’ astrofisico Giovanni Covone. In questa opera affascinante e ben documentata, l'autore ci guida attraverso un viaggio straordinario nel mondo affascinante dei pianeti extrasolari, mostrandoci mondi lontani e sconosciuti che stimolano la nostra curiosità. Il libro si apre con un excursus sull'astronomia e sulla scoperta dei pianeti al di là del nostro sistema solare. Covone fornisce una solida base di comprensione con la spiegazione di tecniche di rilevamento e le sfide che gli scienziati affrontano per trovare e studiare questi pianeti remoti. Il testo è chiaro e accattivante e ciò rende accessibili concetti scientifici complessi ad ogni tipo di lettore, sottolineando e mostrando a tutti le abilità dell’autore nel comunicare in modo efficace. Il nucleo del libro si sviluppa tramite una dettagliata descrizione delle tipologie di pianeti extrasolari scoperti fino a oggi. Covone organizza questo vasto insieme di esopianeti in categorie, illustrando le differenze fondamentali tra i giganti gassosi, le superterre e le nane brune. Ogni capitolo tratta uno specifico tipo di pianeta, dando al lettore una visione completa delle caratteristiche, delle peculiarità e del potenziale sviluppo della vita. "Altre Terre" è un'opera ancora più eccezionale grazie alla capacità di Covone di trasmettere entusiasmo nella scoperta scientifica: infatti non si limita a fornire dati, ma li trasmette immaginando scenari intriganti e indagini sulle condizioni ambientali di questi mondi lontani. Questa fusione di immaginazione e scienza rende il libro avvincente, stimolando la curiosità dei lettori. Un altro punto di forza del libro è l'attenzione dedicata alle tecnologie e alle missioni spaziali per esplorare questi pianeti extrasolari. Covone traccia il percorso delle sonde spaziali, dalle nuove missioni all’avanguardia e rivoluzionarie che hanno segnato la storia dell'astronomia fino alle prossime prove a cui gli scienziati saranno sottoposti. Così l’autore aggiunge un elemento dinamico alla narrazione, offrendo al lettore una comprensione molto più profonda delle difficoltà riguardo l’esplorazione spaziale. Inoltre, il libro non trascura le importanti domande filosofiche ed etiche poste dalla ricerca di pianeti extrasolari, come la possibilità di vita aliena e gli effetti per la nostra comprensione del cosmo. Covone affronta queste tematiche chiedendo ai lettori di riflettere sul significato più ampio della ricerca scientifica e sul nostro ruolo all’interno dell'universo. Pertanto, "Altre Terre: Viaggio alla Scoperta dei Pianeti Extrasolari" di Giovanni Covone è un'opera straordinaria che fonde la scienza rigorosa con la passione per l'esplorazione spaziale. L'autore guida i lettori attraverso un viaggio affascinante, offrendo una visione estesa della ricerca attuale sui pianeti extrasolari e suscitando una profonda riflessione sul nostro posto nell'universo. Consiglio vivamente questo libro a chiunque sia interessato all'astronomia, alla scienza o semplicemente alla bellezza e alla meraviglia del cosmo.

      Pavin Annalisa Liceo Classico E Linguistico " V. Gioberti " ( Torino, Piemonte )

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Giovanni Covone è un professore di astrofisica e cosmologia presso l’Università Federico II di Napoli e, come dice il titolo del suo libro, immergersi nelle sue pagine è proprio un viaggio e, come tutti i viaggi, è pieno di emozioni e gioia, ma anche di sorprese e imprevisti.
Covone ti mette a tuo agio, è come se dicesse “adesso ti racconto una storia” e tu ti metti comodo ad ascoltare perché il suo racconto si prospetta accessibile a prescindere dall’interesse che tu possa avere nei confronti della materia.
Infatti, il registro linguistico ha un lessico semplice, agevole e scorrevole, con parecchie metafore e analogie che aiutano la comprensione di concetti tecnici.
Come la nebulosa che si contrae e ruota velocemente come una pattinatrice sul ghiaccio o come i fiocchi di neve che si condensano a partire dalle molecole d’acqua in una tempesta di neve, così come i granelli crescono per poi formare pianeti. Oppure l’espansione dell’universo paragonata ad un panettone che lievita. O come l’analogia tra la scoperta dell’America e la scoperta di alcuni pianeti intorno alle stelle: in entrambi i casi la scoperta fu ben diversa da ciò che si stava cercando.
Il libro si focalizza sulla storia delle scoperte astronomiche del passato e attualissime, ponendo nuove domande su ciò che esiste fuori dai confini della nostra conoscenza, è un libro che parla di noi, della nostra storia e del rapporto che abbiamo con il cosmo e in generale con l’incredibile spettacolo della natura.
Covone ha la capacità di focalizzarsi sulla scienza e sui personaggi che ne hanno caratterizzato l’evoluzione ma poi arriva l’empatia, lo slancio intellettuale che rende la prosa tutt’altro che fredda e didascalica, non affonda nella palude di tecnicismi incomprensibili ai più, e questo suscita un importante coinvolgimento emotivo nei ragazzi adolescenti, a cui credo il libro sia maggiormente rivolto. Intatti l’autore ci insegna che la ricerca della conoscenza scientifica è un esercizio di umiltà. Ci sono momenti in cui si crede di aver scoperto qualcosa di importante che poi si rivela magari essere l’ennesimo errore: in questo caso bisogna essere preparati a superare lo sconforto derivante dal fallimento di un lavoro durato anni, perché un errore potrebbe essere una “chance” l’inizio di qualcosa di nuovo e inatteso.
Insomma, ci mostra persone, gli scienziati, che noi spesso vediamo con timore referenziale, con tutto il loro bagaglio di sentimenti umani, passione e ostinazione, successi ma anche e spesso di fronte a illusioni disattese e fallimenti.
Al di là della sua indiscutibile valenza divulgativo-scientifica, il testo ci pone davanti a molteplici spunti di riflessione, sia riferiti alla letteratura che riferiti alla filosofia, che è una branca della cosmologia, le cui idee hanno stimolato il lavoro dei fisici teorici, con riferimenti a Italo Calvino, Eugenio Montale, Dante Alighieri, Giordano Bruno, Galileo Galilei, e non solo.
La vita ha avuto altre occasioni per svilupparsi? La nostra resterà “una solitudine cosmica” o esistono “altre terre” in attesa di essere scoperte? Covone è sicuro che prima o poi ne troveremo ma è sicuro soprattutto che siamo “una specie unica su un pianeta raro, capitati qui per un accidente cosmico ed è un peccato sprecare questa fortuna nell’autodistruzione”.

      Simoni Alessandra Liceo Scientifico Galileo Ferraris ( Torino, Piemonte )

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Nel suo libro "Altre Terre", Giovanni Covone, professore universitario di astrofisica e cosmologia, guida il lettore verso un affascinante viaggio alla scoperta del cosmo attraverso l’unione di argomenti scientifici, aspetti umanistici e filosofici dell’esistenza. L’autore, soffermandosi sull’analisi dei diversi pianeti extrasolari e dei grandi scienziati che nella storia hanno contribuito alla loro scoperta, insegna anche l'importanza della giusta umiltà umana di fronte alla Natura. Concetti di grande peso nell’ambito scientifico vengono trattati con una giusta dose di meraviglia, dando al lettore non solo il sentimento di primo stupore condiviso dall’autore stesso, ma anche una comprensione facile di argomenti teorici, seppur impegnativi. Un altro punto di forza del libro è la profonda attenzione per le fonti, approfondite e organizzate in modo chiaro, assieme a note a fondo pagina, inserti di figure disegnate a mano, necessari per la visualizzazione di concetti difficili. Si distingue, oltre che per la coerenza scientifica anche per il suo contenuto umano; Covone, attraverso la sua esperienza personale, e a quella di molti altri scienziati che come lui hanno partecipato alla corsa per la caccia agli esopianeti, rinnova fiducia nel metodo scientifico e allo stesso tempo sminuisce presunzione umana, risollevando alcune delle grandi domande esistenziali, tra cui il motivo dell’esistenza dell’universo o della nostra vita, una questione che assilla la nostra specie dalla notte dei tempi e di cui, ora più che mai, è importante discuterne per comprendere il ruolo e le responsabilità dell’uomo nei confronti della Terra. Dalla concezione filosofica del pluralismo di Epicuro, alle vicende di van de Kamp, fino alla scoperta di TOI-700d, Giovanni Covone descrive l’evoluzione del pensiero umano nel relazionarsi col mondo circostante.
Si tratta di un resoconto curato della storia e dell’evoluzione dell’astrofisica, una preziosa fonte formativa per chi ha conoscenze in materia, vorrebbe avvicinarsene o approfondire.

      Faccitondo Alessandro Liceo Scientifico Statale " A. Scacchi " ( Bari, Puglia Nord )

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“Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari.” di Giovanni Covone tratta della ricerca e osservazione di altri pianeti, dai tempi remoti nei quali l'occhio umano era l'unico mezzo per l’osservazione di quello stesso cielo che oggi studiamo tramite l'utilizzo dei telescopi, e non solo, tratta anche degli esseri umani uniti sotto un unico scopo, uomini senza frontiere alla ricerca di risposte alle domande dell'universo.
Non mancano le idee e i sogni dei grandi filosofi e astronomi che, fin dalla rivoluzione scientifica del sedicesimo secolo, hanno rischiato la propria vita per la ricerca e la divulgazione delle scoperte astronomiche come Giordano Bruno e Galileo Galilei.
Questo libro è una raccolta di storie di cacciatori di pianeti che, dalla metà del novecento, hanno sognato di trovare esopianeti ospitali per la vita come la conosciamo, attraverso diversi metodi di ricerca che comprendono l’osservazione delle stelle su cui i presunti pianeti si trovano in orbita.
Molto spesso i nuovi pianeti scoperti, con il passare degli anni, si rivelano inesistenti grazie al progresso tecnologico che in poco tempo annulla dati e anni di ricerca da parte di un singolo o di un gruppo di astronomi.
L'autore ci delizia anche con spiegazioni sulla creazione dei sistemi planetari, delle stelle e dei pianeti rocciosi e gassosi per comprendere meglio le scoperte extrasolari avvenute durante gli ultimi decenni.
Il linguaggio utilizzato è semplice e pulito, nonostante ciò non mancano i termini tecnici e specifici relativi all’astronomia. I concetti più difficili sono sempre accompagnati da dei disegni che aiutano nella comprensione.
Questo libro mi ha ricordato di alzare lo sguardo, operazione non scontata ai giorni nostri, verso quei punti luminosi facendomi provare quella curiosità insaziabile che prova ogni bambino prima di conoscere la malinconica verità sulla rarità della vita nel nostro sistema solare e l'ancora più rara vita intelligente come la nostra.
Leggendo questo libro ho capito che il segreto della vita è l'equilibrio, infatti, noi viviamo in un pianeta né troppo vicino né troppo lontano da una stella non troppo calda e neanche troppo fredda che vive abbastanza a lungo per permettere alla vita di esistere e soprattutto di svilupparsi.
Non abbiamo ancora scoperto pianeti abitabili e, di conseguenza, neanche pianeti abitati da forme di vita simili alla nostra, ciò non vuol dire che siamo unici e soli nell’universo, un giorno, non troppo lontano, che si avvicina di ora in ora, troveremo un pianeta gemello al nostro con altre forme di vita intelligente come la nostra che si pone domande sull'universo.

      Fratta Laura Fiani-leccisotti ( Torremaggiore, Puglia Nord )

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‘’ Non sappiamo assolutamente se sistemi simili al nostro Sistema Solare
siano comuni nello spazio o meno. È possibile, per quanto ne sappiamo, che
il nostro sistema sia stato prodotto da eventi di natura così eccezionale che
esistano solo pochissimi sistemi simili al nostro. Può anche essere che il
nostro sistema sia qualcosa di unico in tutto lo spazio ’’ così l’astronomo
James Jeans in questa citazione vuole far riflettere sulla teoria che la vita e
l’essere umano sono il risultato di un grande incidente cosmico.
Così anche molti altri scienziati, astronomi e filosofi vogliono far riflettere sulla
nostra esistenza e sul fatto che non potremmo mai sapere , se potrebbe
esserci vita come la nostra anche in altri sistemi, grazie alle loro teorie
esposte e giustificate nel libro “ALTRE TERRE viaggio alla scoperta di pianeti
extrasolari” di Giovanni Covone.

Qual è il futuro dell’uomo nell’universo? Siamo soli nel cosmo? Esistono altre
Terre che l’umanità può colonizzare?
Queste sono alcune delle domande a cui Giovanni Covone, professore di
astrofisica, cerca di dare risposta.
Si parte nei primi capitoli, dagli “infiniti mondi, simili o diverso dal nostro” di
Epicuro fino ad Aristarco e Copernico. Da Giordano Bruno con i suoi “infiniti
globi” fino a Galileo Galilei che grazie al suo cannocchiale comincia a trovare le
prime prove delle tesi di Copernico. È a questo punto che comprendiamo
l’intento dell’autore: non dimenticare, nel descrivere gli sviluppi
scientifici, la storia delle persone che hanno partecipato all’avventura della
ricerca di pianeti extrasolari. La storia della ricerca scientifica si intreccia con
il viaggio personale dell’autore, il quale ha la fortuna di ritrovarsi coinvolto in uno dei primi gruppi
di ricerca votati alla scoperta di nuove Terre.
“Altre terre” si legge tutto d’un fiato, proprio perché è caratterizzato da
molteplici livelli di lettura, che fanno sì che il lettore voglia sapere come vada
a finire…l’unico difetto è che da lettore avrei voluto saperne di più, perché il
libro stimola molto la curiosità. Covone infatti si concentra molto sul
percorso di ricerca che ha portato alla scoperta dei pianeti extrasolari, sui
metodi e le tecniche che gli astronomi, nel tempo, hanno inventato per
perseguire tale obiettivo, tuttavia, dedicando molto spazio ai tentativi andati
a vuoto e ai retroscena della ricerca scientifica e non molto ai pianeti stessi,
in qualche caso sembra che di questi ultimi resti una visione solo parziale.

      Luisi Alessandro Liceo Simone Morea ( Conversano, Puglia Nord )

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Altre Terre - Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari è un libro di Giovanni Covone, professore associato di astrofisica e cosmologia presso l’Università Federico II di Napoli. Lo studioso è forte di un’esperienza di ricerca tesa alla scoperta di nuovi astri: infatti, da giovane studente all’Università Federico II di Napoli diventa ricercatore in uno dei primi gruppi di ricerca per la scoperta di nuove Terre. Nel gennaio del 2019, insieme ad un’equipe della NASA, ha contribuito all’individuazione di TOI-700d, pianeta gemello della Terra, posizionato a distanza smisurata dal pianeta blu.
L’opera pubblicata da HarperCollins Italia nel 2023 prende avvio da domande che, a quanto afferma il professor Covone, tutti noi ci poniamo osservando un cielo stellato: “Ci sono altri pianeti intorno ad almeno una di quelle stelle?” Oppure: ”E almeno uno di quei pianeti non potrebbe essere simile alla Terra?” E ancora: “Non potrebbe ospitare esseri coscienti che stanno guardando il cielo in questo istante con occhi fatti in modo diverso, ma ponendosi le nostre stesse domande?” Infine: “Qual è il futuro dell’uomo nell’universo?”
Nel testo il professor Covone parla di ricerca di pianeti simili alla Terra, di astrobiologia e studio della materia oscura su scala cosmica. Percorre tutta la storia della ricerca scientifica tesa a scoprire pianeti extrasolari, ricorrendo a metodi indiretti e tenendo conto degli effetti che provocano sulla stella madre. Gli esopianeti sono astri quasi invisibili, in quanto quasi tutti troppo piccoli, troppo distanti e fuori dalla portata dei nostri attuali strumenti.
Nel libro si legge che all’epoca delle ricerche universitarie Covone “era consapevole dell’importanza della scoperta, in particolare di quanto fosse solo un piccolo passo sulla lunga strada da fare per trovare un pianeta che possiamo chiamare Terra”. L’autore ci aiuta a riflettere sull'unicità del nostro pianeta, perché non basterà trovarne uno nella giusta orbita intorno a una stella simile al Sole, ma bisognerà studiare il suo grado di abitabilità e la sua atmosfera. Sappiamo anche che quasi tutta la vita sulla Terra dipende direttamente o indirettamente dalla fotosintesi e quindi per trovare un pianeta davvero simile al nostro dobbiamo cercarne uno dove sia possibile la fotosintesi. Covone, infine, spiega al lettore quali sono le enormi difficoltà nel trovare forme viventi nel Cosmo.
La ricerca scientifica della vita dell’Universo è agli albori. Oggi è portata avanti da migliaia di persone le quali giorno dopo giorno, scoprono panorami stupefacenti del nostro universo. Sappiamo che la Terra è un pianeta raro e noi siamo una specie unica che lo abitiamo con il dovere di non distruggerlo.
La lettura del libro è coinvolgente e destinata ad un pubblico eterogeneo, a tratti scientifica e specifica, pur supportata dalle illustrazioni che aiutano nella comprensione di argomenti specifici. È un testo appassionante, ricco di temi legati alla grande esperienza di insegnamento e di ricercatore dell’autore. Lo stile chiaro e la lingua efficace trasmettono nel lettore curiosità e interesse.
L’opera raggiunge lo scopo di far conoscere le scoperte astronomiche del passato e del presente e nel contempo permette di riflettere sulla meravigliosa natura del nostro pianeta.
Consiglio questo libro a chi è appassionato di questi argomenti e desidera approfondirli e anche a chi si avvia a queste conoscenze per la prima volta.



      Martiradonna Daniele Liceo Scientifico “gaetano Salvemini “ ( Bari, Puglia Nord )

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A partire dai tempi più antichi, “ALTRE TERRE” è l’emozionante itinerario della ricerca dei pianeti più lontani, al fine di trovarne uno che ospiti la vita.
Il libro, attraverso le storie dei pionieri dell’astronomia, e utilizzando nozioni fisiche in semplici termini, analizza il complesso rapporto tra l’uomo e il “celeste”, provando a capire il ruolo dell’essere umano e la sua estrema unicità.
Covone si sofferma, in particolare, sulla natura dei corpi celesti, spiegandone i fenomeni di nascita e di morte, e le condizioni affinché si sviluppi la vita sulla superficie di uno di essi. Vengono riportate le idee dei primi filosofi e le osservazioni rudimentali dei primi astronomi, cercando una risposta al pluralismo e provando a spiegare il paradosso di Fermi. Uno dei temi più forti è l’umanità dello scienziato, il modo in cui si comporta di fronte ad una scoperta e la sua dolorosa fragilità quando incontra una delusione. La rarità dei cosiddetti altri mondi è un’arma a doppio taglio, per chi ne insegue caparbiamente la scoperta e per chi ne rimane insoddisfatto.
L’autore, Giovanni Covone, è un professore di astrofisica e cosmologia nell’università di Napoli. Nato a Trani, è interessato alla ricerca degli esopianeti dagli anni del suo dottorato, cercando la vita in giro per l’universo. Desiderando, inizialmente, una carriera da fisico teorico, Covone, per mezzo del suo insegnante, si appassiona ad un “universo” che lo lasciava perplesso; come i suoi colleghi precedenti, sfida il dubbio e inizia a studiare i sistemi planetari extrasolari. Titolare di corsi per gli studenti universitari scrive il suo primo libro, “Altre Terre”, nel 2023.
Il libro è scorrevole, scritto con un linguaggio semplice, e spiega in pochi e facili termini concetti dell’astrofisica. Tra le pagine l’autore inserisce disegni esplicativi, che permettono al lettore di raffigurarsi un’idea in mente senza trovare la lettura noiosa o pesante. Le avventure e le disgrazie degli uomini di cui il libro tratta affascinano chi le legge, e contribuiscono a smontare il pregiudizio della “freddezza” degli scienziati. Il libro è ben organizzato in capitoli e in paragrafi, con note sitografiche tramite le quali si può accedere a contenuti multimediali, che facilitano l’immaginazione di concetti a noi molto lontani, e mostrano nel concreto le scoperte più grandi dell’umanità.
Voto: 9. Nel complesso, “Altre Terre” è un ottimo libro, scritto in maniera semplice e interessante. Lo consiglierei ad un appassionato di fisica e astronomia alle prime armi.

      Mezzina Marco Liceo Scientifico Statale Valdemaro Vecchi ( Trani, Puglia Nord )

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Il libro “Altre terre: viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” è la prima pubblicazione di Giovanni Covone, professore di origini tranesi che insegna astrofisica e cosmologia all’Università Federico II di Napoli.
È un libro di genere scientifico che ripercorre la storia della ricerca degli esopianeti, cioè dei pianeti simili alla Terra in cui potrebbero esserci altre forme di vita intelligente come la nostra.

Perché scrive questo libro? Per comprenderlo ho riletto l’introduzione. Se adesso uscissi dal mio appartamento e guardassi in su, verso il cielo, vedrei un manto nero, quasi uniforme, intervallato da qualche nuvola, con un’unica fonte luminosa, la Luna. Ma dietro quel manto sporco d’inquinamento, si nascondono miliardi di miliardi di stelle.
Lì è nascosta la storia dell’universo, la nostra storia.
Covone ci prende per mano, ci accompagna durante la lettura alla scoperta dell’evoluzione dell’astronomia, dal modello Aristotelico del mondo (sistema geocentrico), ad una visione più ampia dell’universo, quella del modello copernicano che si ispira alle idee filosofiche di Giordano Bruno. L’autore ci fa ragionare sui problemi che altri uomini hanno dovuto affrontare e superare, ci fa capire cos’è la scienza e come funziona una scoperta scientifica.

Una parte del libro che ricorderò per sempre è quella in cui si racconta la storia di Van de Kamp, di Andrew Lyne e di Wolszczan.
In poche pagine Covone ha descritto il comportamento dell’umanità quando è in errore: c’è chi nega di averlo fatto, come Kamp, c’è chi ammette di averlo compiuto, come Lyne, con umiltà e con coraggio. E poi c’è Wolszczan, che è riuscito a scoprire per primo un sistema di pianeti extrasolari, colui che ha finalmente trovato una risposta.

Mi è piaciuta questa parte del libro proprio perché narra della frustrazione che l’essere umano avverte dopo tanti errori, che però passa in un attimo, quando trova la soluzione ai suoi problemi. Alla fine l’umanità riesce sempre a trovare delle risposte, a spiegare l’impossibile.

Questo libro mi è piaciuto, in maniera inaspettata. Pensavo sarebbe stato pesante e difficile da comprendere, ma il professor Covone è riuscito a scrivere un libro facile da capire anche per chi non conosce l’astronomia. È un libro che consiglierei a tutti quei curiosi che si pongono una domanda: esistono pianeti che ospitano altre forme di vita simili alla nostra?

      Natuzzi Antonella Liceo ' Cagnazzi' ( Altamura, Puglia Nord )

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RECENSIONE DEL LIBRO “ALTRE TERRE” – GIOVANNI COVONE
Il libro “Altre Terre- Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari” è stato scritto da Giovanni Covone, docente di astrofisica e cosmologia presso il Dipartimento di Fisica della Federico II di Napoli.
Con il suo libro, Covone ha l’intento di rispondere, o perlomeno di tentare di dare risposta a quelle domande “esistenziali” che si pongono non solo gli astronomi, ma anche coloro che non possiedono una conoscenza scientifica dell’Universo, e sono semplicemente incuriositi dalla molteplicità di pianeti presenti nello spazio.
Quesiti e osservazioni dell’autore, che si interrogano sull’esistenza di pianeti simili alla Terra nei quali sia possibile la vita e l’insediamento dell’uomo, che discutono sull’avvenire dell’essere umano e sulla presenza unica di quest’ultimo nell’intero Universo, che delineano i passi che la cosmologia e l’astronomia hanno compiuto per giungere alle scoperte contemporanee, alimentano il racconto del viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari.
Ad arricchire il racconto è sicuramente la narrazione, presente soprattutto nei primi capitoli, delle ricerche e dei rinvenimenti che i più illustri ed eccelsi fisici, astronomi, matematici e filosofi (da Epicuro fino ad Aristarco, Copernico, Bruno e Galileo Galilei) hanno avanzato nel corso dei secoli; di questi infatti, Covone ne divulga i successi, ma anche i fallimenti che hanno poi avuto un riscontro positivo negli anni a venire; un esempio è Giordano Bruno, filosofo scrittore e predicatore italiano vissuto nel XVI secolo, di cui Covone ne spiega la teoria: attraverso la tesi copernicana - di Copernico, altro astronomo e matematico nominato nel testo - Bruno afferma non solo che la Terra non sta al centro dell'Universo, ma anche che quest’ultimo non ha alcun centro, ed è costituito da più sistemi solari. Questa, una delle tante tesi passate, elaborate dagli studiosi, considerata infondata, tanto quanto eretica, che poi si è rivelata essere veritiera e idonea a dare risposta agli innumerevoli dubbi sull’origine e sulla posizione della Terra nell’Universo.
Distinto in quindici capitoli, di vari paragrafi ciascuno, il libro possiede un linguaggio scientifico, ma facilmente comprensibile; chiarezza derivata certamente dalla bravura dell’autore Giovanni Covone, il quale ha dato fondamento alle teorie nel libro descritte, non solo con delle parole, ma anche con semplici disegni stilizzati che appunto spiegano tali teorie; un elemento questo, che ho molto apprezzato, in quanto i disegni mi davano la possibilità di capire al meglio i concetti da Covone introdotti.
Il libro ha inoltre l‘intento di far capire al lettore, che sia un adolescente, un adulto o un anziano, che è fondamentale partecipare, seppur solo con l’interesse, alle ricerche e alle scoperte scientifiche passate e presenti, proprio per far avvicinare l’uomo alla cultura scientifica e fargli comprendere, meravigliare e stupire della molteplicità di bellezza presente nell’Universo.

      Palmieri Sabino Liceo Statale " Enrico Fermi " , Canosa Di Puglia - Minervino Murge ( Canosa Di Puglia, Puglia Nord )

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Altre Terre" è un libro che racconta la storia e le sfide della ricerca di pianeti extrasolari, ovvero mondi che orbitano intorno ad altre stelle. L'autore, Giovanni Covone, è un astrofisico che ha partecipato alla scoperta di TOI-700d, un pianeta simile alla Terra ma molto lontano da noi. Il libro è scritto in modo chiaro e coinvolgente, e spiega i concetti scientifici con semplicità e rigore. Il libro non è solo un resoconto di fatti e dati, ma anche una riflessione sul significato e sul valore della vita nell'universo. Covone ci fa capire quanto il nostro pianeta sia unico e prezioso, e allo stesso tempo ci stimola a immaginare le infinite possibilità che ci offre il cosmo. Il libro è anche un invito a sognare e a esplorare, a non smettere mai di cercare altre terre.
Altre Terre è un romanzo affascinante che ci trascina in un viaggio attraverso mondi sconosciuti e dimensioni inesplorate. L'autore , ci invita a esplorare le possibilità infinite del cosmo, intrecciando abilmente trame avvincenti e personaggi indimenticabili.

La trama coinvolgente si sviluppa in un intricato intreccio di avventure che si snodano attraverso pianeti alieni, portali interdimensionali e civilizzazioni extraterrestri. Il lettore viene catapultato in un universo dove l'imprevedibilità regna sovrana e ogni pagina è intrisa di mistero e meraviglia.

I personaggi sono scolpiti con cura, ciascuno con una personalità unica e profonda. Dal protagonista coraggioso ai comprimari affascinanti, ognuno contribuisce in modo significativo alla trama, creando una ricca tapestry narrativa. Le dinamiche tra i personaggi sono descritte con maestria, rendendo il loro sviluppo emotivo coinvolgente e autentico.

La scrittura è fluida e coinvolgente, catturando l'attenzione del lettore sin dalle prime pagine. La sua capacità di dipingere immagini vivide e scenari fantastici crea un'esperienza di lettura coinvolgente, trasportando il lettore in mondi mai immaginati.

Altre Terre affronta temi profondi come l'identità, la scoperta e la convivenza interculturale, imprimendo una profondità filosofica alla storia. La trama si sviluppa in modo organico, mantenendo il ritmo serrato e offrendo colpi di scena che terranno i lettori sulle spine fino all'ultima pagina.

In conclusione, Altre Terre è un viaggio straordinario attraverso l'ignoto, una lettura coinvolgente che catturerà l'immaginazione di chiunque ami esplorare mondi fantastici. Con una trama avvincente, personaggi ben definiti e uno stile di scrittura accattivante, il libro si erge come un'opera imperdibile per gli amanti della fantascienza e dell'avventura cosmica.

      Francolino Giorgia Liceo " Galileo Ferraris " ( Taranto, Puglia Sud )

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There’s a starman waiting in the sky
He’d like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds

Quante volte abbiamo ascoltato questa canzone di David Bowie e ci siamo chiesti se veramente ci sia qualcuno in un altro pianeta che si pone i nostri stessi interrogativi: siamo soli nell’Universo? Esistono altri pianeti in grado di ospitare forme di vita? Come ha avuto origine il mondo?
Da queste domande parte Covone nel libro “Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, un titolo che, sebbene preannunci l’argomento trattato, stimola la curiosità del lettore. Curiosità che è soddisfatta sin dalle prime pagine nelle quali l’autore, attraverso un interessante intreccio tra fisica e filosofia, inizia a raccontare la storia della ricerca astronomica partendo dalle tesi di Democrito sulla dottrina del pluralismo, per andare ad Aristotele sostenitore della Terra immobile al centro dell’Universo. Segue Aristarco, precursore dell’eliocentrismo, teoria ripresa da Copernico e oltre la quale andò Giordano Bruno che parlò di infiniti mondi in un universo infinito, per arrivare all’“Eppur si muove” di Galilei.
Terminato l’excursus filosofico, l’autore prosegue raccontando metodi e tecniche messe in campo da vari astronomi per la ricerca dei pianeti extrasolari. In questo suo racconto Covone non dimentica però di esaltare il lato umano della ricerca scientifica mettendo in evidenza le qualità dei ricercatori che si sono dedicati a quest’impresa: la testardaggine di van de Kamp, l’umiltà ed il coraggio di Lyne, la meticolosità di Wolszczan, dandoci una grande lezione di vita: il fallimento aiuta a correggere i propri errori e a fare tesoro dell’esperienza per raggiungere risultati migliori.
Tema centrale del libro resta la ricerca di altre forme di vita e la grande difficoltà a trovarle. Proprio questa difficoltà ci deve far prendere consapevolezza che siamo, per citare lo stesso autore, “una specie unica, su un pianeta raro”, motivo per cui dobbiamo in tutti i modi preservarlo dall’autodistruzione.
Il testo, grazie all’adozione di un linguaggio vicino ai giovani e grazie al richiamo, non solo a grandi scrittori come Dante, Calvino e Poe ma anche ad immagini cinematografiche a tutti ben note (fa sorridere il paragone tra zio Fester e Plutone e non poteva mancare l’accenno a Star Wars) si fa leggere volontieri ed è accessibile anche ad un pubblico non competente che abbia voglia di avventurarsi nel mistero affascinante dell’Universo. La lettura è coinvolgente ed è resa più chiara grazie alla presenza di disegni fatti dall’autore che in questo modo appare ai lettori come “uno di noi” quando prendiamo appunti in classe durante le lezioni.
Sicuramente questo libro potrebbe essere proposto fra le letture scolastiche liceali perché fa appassionare all’esplorazione scientifica ed il racconto dell’esperienza personale di Covone può essere di grande ispirazione per tutti coloro che vorrebbero intraprendere una carriera da ricercatore.
In definitiva si può affermare che la lettura di questo libro conduce i lettori ad una riflessione molto importante, cioè che la curiosità di scoprire i segreti che ancora l’Universo ci nasconde è essenziale per alimentare quella sete di conoscenza e di ricerca che sono sempre state il motore per arrivare a fare grandi scoperte.
Diamoci quindi da fare perché l’esplorazione dell’Universo, rispetto alla sua infinità, è appena iniziata e magari un giorno anche noi potremo urlare con gioia: “Eureka!”

      Hoxha Amela I.i.s.s. Leonardo Da Vinci ( Maglie, Puglia Sud )

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"Altre Terre: Viaggio alla scoperta dei pianeti extrasolari" è il titolo del libro scritto da Giovanni Covone,
professore di astrofisica e cosmologia presso l'Università Federico II di Napoli. Quest'opera esplora
l'ambito dell'astrobiologia con un focus specifico sulla ricerca dei pianeti al di fuori del nostro sistema
solare. Va al di là della mera esposizione dei risultati scientifici, trasformando la narrazione in un
intreccio di storie umane che vanno oltre le semplici scoperte astronomiche. Esamina il profondo
legame degli esseri umani con il cielo notturno, sottolineando la connessione tra il microcosmo umano
e il macrocosmo delle stelle.
Il libro narra le vicende di uomini e donne che hanno investito sulle proprie carriere scientifiche nella
ricerca dei pianeti extrasolari, evidenziando non solo i successi, ma anche gli ostacoli incontrati o
addirittura le sconfitte: astronomi che hanno sfiorato la scoperta ma, a causa di sfortuna o imprevisti,
non hanno potuto compiere l'ultimo passo. Non si concentra esclusivamente sugli insigniti dei Premi
Nobel, ma sottolinea, soprattutto, il contributo di tutti coloro che hanno partecipato a tali conquiste
scientifiche.
La bellezza di questo libro risiede nella notevole capacità divulgativa dell'autore: Covone rende chiare
e comprensibili tematiche intricate, trasmettendo con efficacia argomenti ricchi di dettagli complessi.
Egli stesso afferma di aver incluso disegni simili a quelli tracciati durante una spiegazione su lavagna
per facilitare la comprensione di concetti intrinsecamente complessi.
L'opera è arricchita da una varietà di riferimenti culturali, dalla letteratura alla filosofia, dalla storia
dell'arte alla mitologia greca, dal cinema alla musica e persino al calcio. Covone richiama questi
riferimenti nel corso dei capitoli, conferendo continuità al discorso e catturando l'attenzione del lettore.
Lo stile narrativo di Covone è chiaro e diretto, rendendo la lettura coinvolgente e fluida, nonostante la
complessità dei temi scientifici trattati. L'autore è riuscito ad evitare una semplificazione eccessiva del
discorso scientifico, dimostrando una rara abilità nel comunicare la scienza senza banalizzarla.
Pertanto, credo che questo libro abbia la capacità di catturare l'interesse non solo degli esperti del
settore, ma anche di coloro che, trovandosi di fronte a un cielo stellato, si pongono domande senza
possedere conoscenze particolarmente approfondite sull'argomento.
Due elementi mi hanno particolarmente impressionato al punto da spingermi a dare un voto
complessivo di 10/10 al libro. In primo luogo, l'inusuale introduzione del libro attraverso l'immagine di
"Terrazza del caffè la sera" di Vincent Van Gogh, che ha focalizzato l'attenzione sull'inquinamento
luminoso, un problema sempre più diffuso nel corso degli anni. Covone ha saputo esporre con
discrezione questa problematica, evidenziandone la complessità e l'urgenza di affrontarla, data la sua
rilevanza sulla salute umana, sull'ecosistema e sulla ricerca scientifica. In secondo luogo, nonostante
l'opera sia strutturata con due sezioni conclusive, ossia il capitolo finale e l'epilogo, essa non presenta
una vera conclusione definitiva. Questo perché siamo attualmente giunti solo a una fase particolare
della storia, destinata a protrarsi nel tempo. Ci saranno ulteriori volumi che continueranno questo
viaggio esplorativo dell'universo e, soprattutto, dell'essere umano, ampliando ulteriormente l'indagine
sulla nostra esistenza.

      Napoli Michela Liceo " Galileo Ferraris " ( Taranto, Puglia Sud )

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“Siamo soli nel cosmo? È possibile trovare la vita in pianeti extrasolari? Questi pianeti sono simili al nostro?”. Il professor Giovanni Covone in "Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" spiega come l’uomo sia sempre andato alla ricerca delle risposte a questi interrogativi a partire dagli antichi Greci fino ai giorni nostri, passando in rassegna una galleria di filosofi che, nel corso dei secoli, hanno ideato modelli dell'Universo e di astronomi che hanno cercato di ricostruirne la storia. La ricerca si spinge fino alla formazione di sistemi planetari, spazi cosmici idonei alla vita, individuandone le caratteristiche, lasciando sempre aperta la possibilità di forme di vita altre, non assimilabili alla nostra e, dunque, adatte a differenti condizioni cosmiche, perché "la Natura ha molta più fantasia di noi".
Il libro narra anche la passione dell’autore per l'astronomia e l'astrofisica, nata durante gli anni della tesi di laurea e cresciuta negli anni a seguire, e del suo lavoro di ricerca che lo ha condotto, insieme ad un team della NASA, a scoprire TOI-700d, un ipotetico gemello della Terra, seppure a distanza siderale.
L’uomo ha da sempre nutrito un forte interesse verso il cielo e tutto ciò che gli appartiene e le varie scoperte astronomiche finora fatte scaturiscono proprio da questa curiosità. La presenza di altri esseri viventi fuori dal nostro Sistema solare, che probabilmente ci somigliano e forse osservano le stelle ponendosi le nostre stesse domande, è, però, ancora una questione irrisolta: la difficoltà consiste nel capire se la vita sulla Terra sia nata per via di un errore, oppure è un “evento” comune. La ricerca è resa così complicata dall’impossibilità di toccare con mano quello su cui si sta lavorando ed è per questo che Covone inizialmente parla di “scoprire ciò che non si vede”.
Nella vita di noi tutti spesso capita di sbagliare, di ritrovarsi a riesaminare il proprio percorso e doverlo mettere in dubbio ed è per questo che Covone in “Altre terre” paragona la scienza alla vita: in entrambe a volte bisogna avere il coraggio di riconoscere davanti a sé, ancor prima che davanti agli altri, di aver inseguito un’idea sbagliata ed essere capaci di andare oltre. Fuori dai laboratori e dalle sale dei congressi si ha spesso una percezione errata di come funziona la scienza giorno per giorno. Si pensa alla ricerca scientifica come ad un’attività puramente razionale, dove sentimenti umani come passione, ostinazione e illusione non giocano un ruolo di rilievo, ma così non è: l’attività scientifica è fatta anche di rivalità tra colleghi o nazioni, teorie errate, false scoperte, difficoltà ad abbandonare un’ipotesi perseguita da tempo.
Consiglierei questo libro ad adulti e coetanei, perché riaccende la curiosità per la realtà, riportandoci ad osservarla con l’ammirazione tipica degli occhi dei bambini. Esso è ricco di informazioni scientifiche, ma anche di citazioni letterarie e filosofiche e da ciò si evince la cultura ad ampio raggio dell’autore. La forma espressiva nel complesso potrebbe essere maggiormente curata, ma, del resto, il testo non ha pretese letterarie, piuttosto intende divulgare conoscenze e promuovere il rispetto per questo splendido dono che ci è stato dato, che si chiama mondo, che si chiama vita.

      Cinus Giulia Liceo Classico G.m. Dettori ( Cagliari, Sardegna )

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L’umanità si è sempre posta il problema di spiegare il cosmo. Hanno provato a comprenderlo, a modo loro, gli antichi, con i loro affascinanti miti. E ci proviamo noi, formulando teorie e verificandole attraverso strumenti tecnologici e missioni spaziali sempre più complesse. Superando la visione geocentrica, abbiamo maturato la consapevolezza di non vivere in un posto privilegiato e di conseguenza, riprendendo gli stessi filosofi greci atomisti, abbiamo cominciato a chiederci se esistano pianeti come la Terra, che ospitano civiltà che, con la stessa nostra voglia di comprendere (e comprendersi) ci guardano da molto lontano. Sono questi i quesiti che si pone Giovanni Covone all’interno del suo libro “Altre Terre”. L’autore, anche con riferimenti alla propria sfera personale, racconta i processi che hanno portato alla scoperta dei primi pianeti extrasolari. Dalle prime definizioni e teorie sull’origine di stelle e pianeti, a tutti i tentativi svolti dagli astronomi alla ricerca di questi ultimi. Questo campo di ricerca dell’astrofisica è stato a lungo svilito: limitato da pregiudizi e scoraggiato dai falsi allarmi. Di conseguenza, le storie dei cacciatori “delle piccole luci” non sono generalmente storie di vincitori. Eppure, nonostante non se ne parli abbastanza, è importante conoscerle. Sia perché l’effettiva scoperta dei pianeti extrasolari è il frutto anche di tutti quegli astronomi che, commettendo i propri errori, hanno spianato la strada agli studiosi successivi (del resto, la scienza non è fatta solo di “eureka!”), sia perché possiamo trarne un insegnamento che riesce a sconfinare persino dal campo della fisica. Queste sono, infatti, storie di personaggi tenaci da cui possiamo prendere esempio, di uomini che avrebbero dovuto credere di più nelle proprie teorie e capacità, ma anche di chi avrebbe dovuto possedere l’umiltà di riconoscere di aver sbagliato. È molto facile innamorarsi delle proprie idee a tal punto da illudersi, come lo è scoraggiarsi perché i risultati dei propri sforzi non vengono riconosciuti: tutti, non solo i fisici, fanno i conti con questi sentimenti. E Giovanni Covone ci fa provare magistralmente la stessa passione, e talvolta la stessa delusione dei vari protagonisti. Utilizza un linguaggio chiaro, comprensibile anche a chi non è esperto del tema, metafore pratiche e al contempo affascinanti. L’universo stesso viene paragonato a un’opera d’arte. Fantasioso e imprevedibile, è uno spettacolo teatrale in cui ogni cosa ha il suo ruolo: in cui la creazione dei pianeti è paragonabile a quella di una scultura d’argilla, il loro movimento a una danza, la luce che ogni corpo celeste emette a una melodia. La sua bellezza sta anche nella sua accidentalità, in tutte le piccolezze, in cui la Terra non può che essere compresa. Perché nella ricerca di “altre terre” non possiamo scordarci della nostra: meravigliosa contraddizione in quanto, dal punto di vista cosmologico, sembrerebbe un luogo qualsiasi, quando possiede, invece, caratteristiche senza eguali, per cui persino l’inospitalità dell’universo sembra voluta. Si può dire, infine, che il romanzo Altre Terre non sia davvero concluso: la strada per “conoscere i pensieri di Dio”, è ancora lunga e tortuosa, per questo l’autore ci lascia con un invito a non sprecare la nostra fortuna nell’autodistruzione, e piuttosto nel continuare ad indagare i segreti che l’universo ci cela.

      Demontis Luca Liceo Scientifico " Pitagora " ( Selargius, Sardegna )

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Nel libro “Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, il professore di astrofisica Giovanni Covone, racconta della ricerca di mondi intorno a stelle diverse dal Sole, i cosiddetti “pianeti extrasolari”.
Si parte dall’interesse che da sempre ha spinto la specie umana ad osservare il cielo, per comprendere i misteri dell’universo o dare un senso alla propria esistenza, fino ad arrivare ad oggi, alla costruzione di modernissimi telescopi in grado di trovare altre Terre, pianeti simili al nostro, se esistono.
L’autore ripercorre le orme dell’uomo nello studio degli astri, raccontando le storie di chi è arrivato ad un passo dal traguardo, per arrendersi prima, o di chi ha insistito, incurante di critiche ed errori.
Scopriamo che la storia dell'astronomia è caratterizzata in primis da fallimenti, delusioni, teorie errate e false scoperte di uomini e donne appassionati e caparbi, che si trovano anche a dover ammettere i propri errori, “Senza i loro sforzi e frustrazioni non saremmo qui a parlare dei seimila pianeti noti nella Galassia”.
Dai fallimenti e dai successi c’è molto da imparare sulla realtà del mondo scientifico, e anche sulla natura degli esseri umani che lo animano, da quando la scienza era filosofia, Democrito, Epicuro, Aristotele, e poi Copernico, Giordano Bruno, Galileo Galilei, che con il cannocchiale pose le basi per il telescopio, cambiando per sempre la storia dell’astronomia.
Si arriva così, perfezionando gli strumenti, ai primi tentativi di provare l’esistenza di pianeti extrasolari, spesso terminati con esito fallimentare, a causa dell’inadeguatezza degli strumenti a disposizione, e alle incredibili scoperte moderne, avvenute grazie all’evoluzione dei telescopi, che hanno consentito di scovare diversi esopianeti, come TOI-700d, un ipotetico gemello della Terra.
È stato affascinante apprendere come, in un momento in cui la possibile scoperta di esopianeti veniva vista con scetticismo, o addirittura considerata impossibile alla luce dei tanti fallimenti, nel 1995 Michel Mayor e Didier Quelez, rispettivamente professore di astrofisica e dottorando, siano riusciti a scoprire 51-Pegasi, il primo pianeta extrasolare, battendo in volata i colleghi Marcy e Butler, i quali ci provavano da anni, riuscendo in un'impresa totalmente inaspettata.
Nel 2026 verrà mandato in orbita il nuovo telescopio spaziale dell'Esa PLATO, che dovrebbe dare il via ad una nuova era e permetterà di esplorare il cosmo in maniera ancora più approfondita.
Così il lettore si trova ad attendere con ansia che questo progetto parta, sperando vivamente, nonostante sappia quanto sia complicato, che vengano scoperti pianeti simili al nostro e civiltà intelligenti, realizzando il sogno dei “pionieri” della ricerca, che “ci aiuterà a comprendere la nostra origine e il nostro futuro, aiutandoci a conquistare una necessaria consapevolezza dell’unicità e precarietà della nostra specie”.
Un merito di Giovanni Covone è quello di riuscire a spiegare in maniera chiara ed efficace i fenomeni del cielo, come la formazione dei corpi celesti, le loro caratteristiche, il modo in cui si influenzano reciprocamente e i metodi usati per osservare il cosmo, anche ad un pubblico non specializzato in materia, pur senza rinunciare alla profondità e all’accuratezza scientifica.
Si tratta di un libro che sarebbe intrigante per tutti gli appassionati di astronomia e per i lettori interessati a comprendere meglio le dinamiche che caratterizzano l’Universo.

      Meloni Alessandro Liceo Scientifico Alberti ( Cagliari, Sardegna )

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Questo libro mi è piaciuto tantissimo; non solo perché parla di un argomento al quale io mi sono affacciato di recente, ma anche per come l'autore si comporta nei confronti del lettore durante tutto il libro. Lo scrittore, infatti, parla con noi e ci racconta non solo delle sue esperienze e di come lui abbia scelto l'ambito dell'astrofisica come materia da seguire, ma anche delle vicende e avventure che altri astronomi hanno fatto per raggiungere, o meglio cercare di raggiungere una risposta ad alcune delle domande più grandi dell'universo: si trovano altre forme di vita nel cosmo? E se si, dove dovremmo cercarle? Domande che hanno appassionato non solo astronomi, ma anche biologi, fisici, matematici e anche tutte le altre persone del nostro mondo. Devo dire che, durante la lettura di questo libro, sono rimasto sorpreso da come riuscivo a capire i principi fisici che stavano dietro alla creazione dei pianeti e, in maniera più generale, delle leggi che governano il cosmo e l'Universo: devo dire che, prima dell'inizio della lettura del libro, non pensavo di riuscire a comprendere nel modo che ho fatto le leggi che l'autore ha esposto, ed invece sono riuscito a comprendere ciò che lo scrittore voleva comunicare. Penso che la paura di non capire questi argomenti, infatti, sia la "barriera" più grande che separa le persone dal leggere questo tipo di libri, tuttavia il libro è risultato di facile comprensione. Ma devo dire che l'aspetto che ho preferito di più di questo titolo e l'importanza che l'autore da all'aspetto umano non solo nell'ambito dell'astrofisica, ma anche delle altre materie di carattere scientifico in generale. Lo scrittore dedica una parte del libro alle esperienze di astrofisici che, convinti della certezza della loro scoperta, faticano ad accettare la confutazione delle loro teorie da parte di altri scienziati, e finiscono col non accettare la dura verità che essi avevano torto, il che può risultare veramente difficile per qualcuno che, per esempio, ha dedicato la sua intera vita ad una determinata scoperta che poi è stata smentita da altri scienziati. Non solo, ma parla dell'aspetto psicologico di accettare l'idea di uno scienziato di essere in torto, togliendo una sorta di "velo" sulla ricerca scientifica generale, la quale sembra qualcosa di totalmente privo di elementi umani, ma in realtà consiste spesso nella fiducia, entusiasmo e determinazione di alcuni scienziati che si dedicano in tutto e per tutto nella ricerca scientifica, e spesso devono far conto dei loro errori quando sbagliano, cosa che capita molto spesso a chi lavora in questo settore. Detto questo, il libro è stato molto interessante e lo ritengo molto utile per chi si interfaccia nell'ambito dell'astrofisica. E' stata davvero una lettura piacevole che mi ha fatto appassionare ulteriormente alla fisica e mi ha spronato alla ricerca di altri libri di carattere scientifico.

      Sanna Michele Liceo Scientifico " Pitagora " ( Selargius, Sardegna )

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Non sono un grande lettore e la scelta del libro è stata quasi fortuita. Il titolo era accattivante, “Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, e quindi mi sono accinto a leggere con un’idea del contenuto: un romanzo fantasy-futuristico che racconta le avventure di un gruppo di astronauti a spasso per le galassie a bordo di un’astronave ipertecnologica alla scoperta di nuovi mondi, di esopianeti.
Niente di più sbagliato.
La sorpresa però non ha portato delusione, ma stupore. Il libro, un saggio e non un romanzo, è avvincente, perché la scrittura di Giovanni Covone, professore associato di astrofisica e cosmologia alla Federico II di Napoli, è quasi confidenziale. Nella Nota introduttiva sembra di essere con lui in un “caffè di Arles” o in una stanza, a guardare attraverso una finestra il cielo stellato mentre ti racconta delle costellazioni e delle sue emozioni, delusioni e aspirazioni nella ricerca di corpi celesti e di un “gemello” della nostra terra. Le stesse provate da personaggi del passato, fisici, astronomi e filosofi, i cui nomi solo in parte sono familiari, come Epicuro, Galilei, Giordano Bruno e altri, sconosciuti ma tutti accomunati dalla sete di ricerca, dalla ostinata perseveranza nell’ottenere la prova delle loro teorie.
Nella passione della descrizione di Covone si scopre la sua ammirazione per queste “menti brillanti”, nel suo racconto emerge anche il lato umano di tutti questi investigatori, che nella loro ricerca quasi solitaria sfidano qualcosa di infinitamente grande. Mostra come grandi filosofi e astronomi talvolta abbiano fallito nelle loro teorie ma che il loro fallimento ha permeso, a chi ha raccolto la loro eredità, di riformularle o riconvertirle completamente, e lì capisci che la ricerca non è un fatto isolato ma il lavoro di una comunità che agisce anche in maniera asincrona e che i successi sono spesso frutto di un’intuizione e di continua cooperazione e scambio.
Nei quindici capitoli del libro Covone descrive anche il continuo progresso tecnologico che ha consentito di estendere la linea d’orizzonte dell’Universo e di come questi successi mostrino sempre più l’unicità della nostra Terra e l’infinitamente piccolo della nostra realtà, ma senza mai rinunciare alla speranza di non essere soli nell’universo e di poter scoprire nuovi mondi e nuove tecnologie per raggiungerli.
Ho intrapreso la lettura convinto fosse un genere fantasy, scopro poi che è un saggio e non un romanzo, ma alla fine della lettura riconosco che in fondo è una lunga lettera d’amore dedicata alla ricerca del sapere e alla consapevolezza dell’unicità del nostro pianeta e rubo all’autore le parole che troviamo nell’Epilogo…
“Siamo una specie unica, su un pianeta raro. Siamo capitati qui per un accidente cosmico, ma sarebbe un peccato sprecare questa fortuna nell’autodistruzione, senza darci il tempo di capire un po’ del teatro sul quale stiamo recitando la nostra piccola parte, senza averne compreso la trama e il significato.”

      Altavilla Emma Liceo Scientifico Barsanti E Matteucci ( Viareggio, Toscana )

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Il libro "Altre Terre" di Giovanni Covone offre una prospettiva avvincente e approfondita sulla ricerca di pianeti extrasolari. L’autore, con una scrittura coinvolgente, racconta il suo percorso personale di studente di fisica per approdare all'astronomia, dall'iniziale disappunto per il tema di tesi propostogli fino all'approfondimento accademico e poi alla successiva carriera nell'insegnamento e nella ricerca astrofisica e cosmologica.
Attraverso una serie di capitoli ricchi di dettagli e aneddoti, Covone ci conduce lungo un viaggio che inizia con le prime speculazioni filosofiche sull'esistenza di altri mondi e altre forme di vita possibili nell'universo e prosegue con le prime osservazioni dei pianeti del nostro sistema solare. Con maestria, ci guida attraverso le epoche della storia scientifica, dall’antichità al 1900 in cui, per lungo tempo, lo studio dei pianeti extrasolari era considerato un ambito scientifico di nullo o poco rilievo fino ai tempi più vicini a noi, in cui la scoperta di esopianeti è diventata una delle principali aree di ricerca nell’astronomia.
Il libro permette di cogliere lo stretto legame esistente nella ricerca scientifica tra gli aspetti teorici e quelli sperimentali ma ciò che, secondo me, rende "Altre Terre" un libro affascinante è la capacità dell’autore di intrecciare la narrazione scientifica con le storie umane dei ricercatori che hanno contribuito alla conoscenza dell'universo. Attraverso le pagine del libro, incontriamo uomini e donne coraggiosi e determinati, pronti a sacrificare tutto per perseguire la loro passione per la scoperta. Le loro storie, piene di sfide, successi e fallimenti, aggiungono profondità e umanità alla comprensione della ricerca scientifica.
Lo scrittore inoltre offre al lettore approfondimenti scientifici chiari e accessibili, che permettono anche ai non addetti ai lavori di comprendere le complesse teorie e scoperte astronomiche. Grazie a una scrittura scorrevole e accattivante, il libro riesce a trasmettere la bellezza e l'importanza della ricerca scientifica, spingendo il lettore a riflettere sulle meraviglie dell'universo e sulle sfide di conoscenza che esso continuerà ad offrirci.
In conclusione, "Altre Terre" di Giovanni Covone non è solo un libro appassionato di divulgazione, ma anche un'opera che celebra il coraggio, la determinazione e la passione umana nel perseguire la conoscenza. Con la sua miscela di storia, scienza e narrazione coinvolgente, questo libro, credo, possa essere una lettura consigliabile a tutti i giovani studenti e non solo.

      Derelitto Giovanni Liceo Scientifico U. Dini ( Pisa, Toscana )

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«Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari», edito da HarperCollins nel 2023, è un saggio scritto da Giovanni Covone, professore alla Federico II di Napoli.
La passione dell’Autore per l’astronomia e l’astrofisica si coglie già nella nota introduttiva, che fornisce la chiave di lettura dell’intero testo. Un «cielo che si popola di infiniti mondi», mentre noi «ne siamo sempre più separati». Da un lato, si indaga sulle possibili esistenze di mondi oltre le stelle, dall’altro si guarda all’uomo su questo mondo.
Un uomo piccolo rispetto all’immensità dell’Universo, ma al contempo grande, perché si pone domande, perché guarda il firmamento, perché è animato da curiosità. E la curiosità, se accompagnata da studio, metodo e competenze, diventa ricerca scientifica, proprio quella ricerca che ha permesso scoperte che, fino ad alcune decine di anni fa, sarebbero state inimmaginabili.
Colpisce molto, nelle pagine del libro, il fatto che siano indicate varie conquiste concrete della scienza astronomica muovendo da interrogativi astratti che i filosofi si ponevano già oltre duemila anni fa, come quelli riguardanti i mondi infiniti, simili o dissimili, di cui Epicuro scriveva a Erodoto, delineandosi così un legame profondo tra la capacità di farsi domande e l’attitudine della scienza a fornire, o anche solo a cercare, risposte.
Pertanto, mentre ci muoviamo, senza tralasciare la dimensione storico-filosofica, nelle ampiezze della scienza della luce, e tale è l’astronomia, impariamo a capire cosa sia una stella, cosa sia un pianeta e come esso si formi, il perché sia complesso visualizzare ulteriori pianeti, quali siano gli strumenti a disposizione per vedere altro.
Da lì la domanda delle domande, ossia se possano esistere altre «terre», pianeti che, per conformazione, per caratteristiche del campo elettromagnetico e fisiche, per densità, per struttura, permettano la vita. Se è vero, infatti, che la Terra è un punto qualsiasi nell’Universo, è anche vero che, allo stato delle conoscenze attuali, le sue caratteristiche sono proprio quelle che permettono la vita. Ma solo la Terra ha queste caratteristiche? Ad oggi, eccetto il caso di TOI-700 d - scoperto nel 2020 da un gruppo di scienziati tra cui lo stesso Autore - non abbiamo evidenze di altri pianeti nei quali potrebbe esserci una probabilità di trovare la vita.
Ciò però non deve scoraggiare lo scienziato, perché – come si evince in più passaggi del testo – le grandi scoperte, quale ad esempio quella del 1995 del primo pianeta esosolare, che permise a Mayor e Queloz di vincere il Nobel per la fisica nel 2019, sono state precedute da tentativi non riusciti, poiché tentare e poi tentare ancora senza arrendersi è il metodo dello scienziato e perché la ricerca non si arresta davanti a qualche insuccesso provvisorio.
Su tutto aleggia la passione dello scienziato verso la conoscenza, ponte tra l’uomo e i possibili altri mondi dell’Universo, che ci appaiono perciò meno lontani.
L’Autore, a un certo punto nel libro a pagina 29, cita la Divina Commedia a proposito della cosmologia medievale.
Mi permetto anche io di richiamare Dante, perché penso che il motore della scoperta sia proprio l’amore verso il sapere, un amore che porta lo scienziato a guardare e cercare oltre, a scorgere luce nelle ombre dei mondi lontani; ecco, proprio questo amore «move il sole e l'altre stelle».

      Fontani Caterina Iis Piccolomini ( Siena, Toscana )

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Curiosità. Avete mai provato ad assaporare questa parola, a capire cosa provoca in voi l’udirla?
Nel vocabolario che ho a casa, sotto questa voce si trova la seguente definizione: “Desiderio, abituale o episodico, di rendersi conto di qualcosa per vie insolite o per motivi personali: la curiosità di sapere, di conoscere, di vedere; destare, stuzzicare la curiosità”.
A prima vista sembra quasi qualcosa di concreto, che possiamo stuzzicare; ci giochiamo, le facciamo il solletico, la osserviamo per vedere come reagisce, per capire se possiamo fidarci.
Il bambino si fida della propria curiosità, la asseconda, quando lei vuole sapere qualcosa lui le fa da portavoce. E una volta che inizi ad ascoltare i suoi flebili sussurri, non c’è via d’uscita. È furba, lo sapevate? Sa come farsi notare, soprattutto quando cresciamo, che iniziamo ad avere mille pensieri per la testa, lei rimane sempre lì, la nostra migliore amica. È stata lei a spingermi a leggere questo libro, perché altrimenti non credo che lo avrei fatto.
Leggere per me è come respirare, ma i libri di carattere scientifico… non sono esattamente nelle mie corde. E proprio per questo l’ho fatto: ero curiosa. “Perché no?” mi sono chiesta. “Proviamoci”. E sono rimasta sorpresa. Mi aspettavo un trattato puramente fisico e matematico, una parte di me si era già preparata ad odiarlo, ma più andavo avanti, più mi rendevo conto che di fisica e matematica ce n’era veramente poca.
La trama del libro può essere benissimo riassunta con una parola: storia. Se alziamo la testa al cielo, quello che vediamo e che siamo in grado di identificare, e quello che non possiamo vedere ad occhio nudo, ma che sappiamo essere là fuori, come abbiamo capito che era là? Covone racconta in modo semplice, ma mai banale, come siamo arrivati a queste conoscenze, partendo dai filosofi dell’antica Grecia e arrivando nei laboratori di Ginevra. E come hanno fatto loro? Domande.
Un giorno l’uomo ha alzato la testa e ha capito che c’era un altro mondo sopra di lui, e si è chiesto come fosse fatto. È buffo cosa può portarci a fare la curiosità, se la lasciamo fare. E cosa abbiamo scoperto grazie a quelle domande!
Ma non possiamo essere i soli, no? Come sostiene l’autore, ci dev’essere qualcun altro oltre a noi, che magari si sta ponendo i nostri stessi quesiti, e muore dalla voglia di sapere cosa c’è al di là.
Secondo me c’è qualcun altro, nell’infinita casualità del cosmo non possiamo essere l’unica eccezione. Forse non sapremo mai se, o dove, ma credere che ci sia mi fa sentire meno sola. In fin dei conti siamo piccoli, minuscoli, un insulso puntino blu nell’infinità dell’universo.
Nel “De Rerum natura”, Lucrezio scriveva: “O miseras hominum mentes, o pectora caeca!/Qualibus in tenebris vitae, quantisque periclis/degitur hoc aevi quodcumquest!” (“Oh misere menti degli uomini, oh animi ciechi!/In quale tenebrosa esistenza e fra quanto grandi pericoli/si trascorre questa breve vita!”).
A differenza di Covone, la mia strada non è quella delle stelle, non ho intenzione di scoprire cosa c’è là fuori, ma sono felice che il suo libro sia finito nella mia libreria.

      Marini Rebecca Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci ( Firenze, Toscana )

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“Altre terre: viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, di Giovanni Covone

Leggere “Altre terre” è, per una giovane appassionata di osservazione del cielo, come vedere il sole per un pesce di profondità. Ha catturato la mia attenzione gradualmente, ma in qualche modo è riuscito a non uscire mai dai miei pensieri fino ad una settimana dopo che avevo finito di leggerlo.
E’ stata una lettura interessante e stimolante, non solo per me ma anche per gli amici con cui la ho condivisa e che con me hanno sentito la necessità di puntare il nostro telescopio verso i corpi celesti citati da Giovanni Covone.
Grazie a questa lettura, la sera, poco dopo il tramonto, mi affaccio alla finestra e osservo l’instabilità danzante di Sirio sotto una luce tutta nuova, mi chiedo quante possibilità possano celarsi dietro il suo tremolante sfarfallare, quanto ci è invisibile di ciò che rientra nel nostro campo visivo.
Di “Altre terre” ho apprezzato particolarmente la chiarezza con cui sono spiegati i concetti che Covone ritiene essere la base della comprensione dei criteri e dei metodi di ricerca dei pianeti all’interno del nostro sistema solare, che sono posti in modo semplice e accessibile, senza però risultare banali o equivoci.
Per quanto l’autore non entri mai troppo nel dettaglio riguardo il singolo ricercatore o il singolo progetto di cui occasionalmente si trova a parlare, fornisce sempre nelle note dei link o dei testi letterari di riferimento che il lettore può usare se si trovasse a voler approfondire un argomento che lo incuriosisce particolarmente senza rischiare di imbattersi in fonti inaffidabili ed informazioni errate. Data l’ampia gamma di argomenti che Covone tange con le sue spiegazioni, è molto probabile che un interesse di questo tipo si verifichi.
Ho trovato questo “viaggio” molto stimolante nell’ambito della riflessione personale, in quanto mette il lettore direttamente a confronto con la grandezza dello spazio e del tempo, dei quali siamo solo un attimo e un punto prossimo all’immaterialità.
Per quanto l’organizzazione dei contenuti sia cronologicamente caotica, quella di dividere la ricerca astronomica in fasi materiali più che temporali è una scelta originale: l’autore segue infatti tutto lo sviluppo di una teoria, dal primo vagito all’ultimo respiro, prima di passare alla successiva, che spesso e volentieri nasce molto prima della morte della precedente/contemporanea. Ho apprezzato molto anche il fatto che, pur mettendo in evidenza i limiti degli strumenti con cui le varie scoperte astronomiche sono sostenute, Covone è capace di convincere il lettore che le scoperte in questione corrispondano a verità, solo per poi confutarle nelle pagine immediatamente successive.
Quella di “Altre terre” è una lettura che raccomando vivamente, che parla di noi e del nostro modo di approcciarci all’ignoto, e della quale, prima ancora di finirla, avevo già fatto tesoro. Con il suo enorme entusiasmo e curiosità, Covone ha riacceso nella mia mente l’idea di studiare per diventare astronoma.
Grazie a questa lettura ho capito che, indipendentemente da quale sarà il mio percorso di studi, l’astronomia rimarrà sempre uno dei miei interessi maggiori e, proprio per questo, la mia valutazione del testo di Covone corrisponde a 9.

      Paciotti Giulia Iis Piccolomini ( Siena, Toscana )

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Il libro ”Altre Terre” è un’opera di un importante astrofisico napoletano, Giovanni Covone, che si dedica all’approfondimento dell’aspetto astronomico del cosmo sotto ogni punto di vista, sia storico che scientifico, a partire da ciascuna piccola scoperta affiorata nel corso degli anni, fino a parlare di ogni singolo errore commesso, senza il quale non saremmo potuti arrivare a tali risultati.
Si tratta di un libro, grazie a cui, è possibile immergersi completamente nel mondo dell'astrofisica, cercando di rispondere a quella gran parte di domande poste dall’uomo da millenni nell’ambito scientifico ma anche filosofico, alle quali oggi possiamo dare una risposta attraverso strumenti e mezzi che l’astronomia di questa generazione ci fornisce.
Covone rende partecipe il lettore di un viaggio alla ricerca di pianeti extrasolari e in particolare di “altre terre”, cioè pianeti in grado di ospitare la vita e che rispettino dunque le condizioni necessarie per essa: come la presenza del processo della fotosintesi, che si è rivelata fondamentale per il nostro sviluppo.
Tuttavia il procedimento che anticipa quest’ultima fase è molto lungo e complesso, ricco di insuccessi e di conquiste talora inaspettate, essendo la storia della scoperta dei pianeti fuori dal Sistema Solare, una storia di innumerevoli tentativi falliti, di frustrazioni e, a volte, rinunce, prima del successo finale che rimane scritto nei libri di storia.
Curiosi sono i riferimenti che rimandano alla vita dell’autore, coinvolgendo il lettore con eventi che hanno stravolto il suo percorso: come la scelta che da ancora ingenuo e inesperto studioso dell’astronomia interna, lo portò a buttarsi in quello che poi sarebbe diventato l’argomento della sua intera carriera astronomica: lo studio e la ricerca dei pianeti extrasolari.
“Altre Terre” può essere definito dunque come una sorta di “resoconto” di personaggi e di idee che hanno partecipato e contribuito alla ricerca e al progresso dell’astronomia.
“È l’errore a mostrarci la strada della verità”
Nell’attività scientifica, come nel resto della vita, la difficoltà risiede nel riconoscere e nell’ammettere a se stessi, prima che agli altri, di aver inseguito un’idea che si è rivelata infondata, e correggersi.
A volte gli errori portano a presunte scoperte da dimenticare, ma a volte possono condurre anche a conseguenze fortunate ed essere indizi di qualcosa di nuovo e di inatteso. Questo è il messaggio, l’insegnamento di vita che ho colto tra le pagine di Covone, che non può e non deve essere ignorato.
La lettura è piacevolmente scorrevole e la forma permette una facile comprensione dell’argomento, che può apparire abbastanza complesso. Tuttavia non mi trovo a condividere pienamente l'apertura verso altri mondi, che può essere eccitante e coinvolgente, ma allo stesso tempo capace di trasmettere inquietudine.
La mia domanda a questo punto è: perché concentrarsi su altri mondi, quando probabilmente non abbiamo ancora appreso e scoperto abbastanza il nostro di mondo?
Il volume nonostante tutto è riuscito a coinvolgermi, appassionarmi e soprattutto mi ha permesso di guardare la scienza con occhi diversi rispetto a come viene posta sui banchi di scuola.
“La scienza davvero non è soltanto espressione della razionalità, convivono passione e freddezza, la capacità di saper dimostrare le proprie scoperte e di saper riconoscere un errore, la ragione, la fortuna e ancora più riconoscere la fortuna quando arriva”.

      Broseghini Samanta Liceo Scientifico " Galileo Galilei " ( Trento, Trentino-alto Adige )

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E se non ci fosse nessun dualismo poesia-scienza ma fosse la scienza che da sé divulga allettando? E se l’astronomia fosse fatta con la leggerezza dell’astrologia? Altre Terre, (2023, HarperCollins Italia S.p.A., Milano), esordio letterario del professore e astrofisico Giovanni Covone, propone un viaggio scientifico alla scoperta di pianeti extrasolari parlando da protagonista in qualità di contributore della ricerca di esopianeti. Le sue riflessioni si muovono tra due estremi: la vita è un imperativo cosmico oppure siamo qui per caso?
Il titolo è fuorviante: il viaggio alla scoperta di esopianeti costituisce infatti soltanto gli ultimi capitoli, mentre la parte più sostanziosa è un viaggio nella scoperta di esopianeti, nel senso che Covone ci fa ripercorrere la storia dell’astrofisica in termini di evoluzione dei metodi di ricerca, dell’innovazione tecnologica delle strumentazioni, di tutti i falsi allarmi e tutti gli intrighi empirici irrisolti, o ancora di scienziati che, vittime dei propri pregiudizi o innamorati delle proprie idee, non sono giunti a nessun risultato.
Ne consegue che in ogni capitolo vengono aperte tante parentesi, discussioni e temi contemporaneamente. Il risultato è una lettura frammentata, spezzata, ripresa molte pagine dopo da una prospettiva totalmente diversa e dunque disorientante. Ma in fondo è questo il ritmo della ricerca scientifica: a volte si interrompe, prova un’altra strada, si rende conto che la stessa questione si può affrontare da un altro punto di vista e alla fine ritorna sui suoi passi con un’altra strategia. In Altre Terre lo spirito di ricercatore c’è tutto e riflette nella cauta scrittura il lavoro e l’attesa per passare da un segnale intrigante di qualche telescopio spaziale a una scoperta ufficiale accolta dalla comunità scientifica.
L’astronomia si dischiude pian piano con grande leggerezza e vicinanza al lettore; non con delle trattazioni superficiali ma diversificando la lettura su vari livelli di comprensione e astrazione senza riservarlo ad un pubblico esperto. Questo aspetto, che è poi la potenzialità di Altre Terre, è permesso dalla capacità di Covone di tenere insieme due modi d’essere, due realtà: non ragiona solo nelle vesti quotidiane e ormai naturali di scienziato ma riesce a ragionare, parallelamente, anche in qualità di divulgatore per dei lettori da appassionare.
Curiosi i passi in cui la fisica si pone le stesse domande della filosofia perché conducono al grande paradosso covoniano: la ricerca di vita intelligente nel cosmo (di competenza astrofisica) non può procedere previa consultazione della filosofia sul “fenomeno vita”. A partire da questo, ci accorgiamo come attualmente stiamo cercando la vita nel cosmo secondo la nostra definizione; e se invece la vita che conosciamo sulla Terra fosse un sottoinsieme e i suoi requisiti non fossero regole universali?
Altre Terre non solo ci lascia questo gusto di piacere e bellezza della scienza, ma ci accontenta: Covone porta dati concreti, accompagna noi lettori nella loro analisi e ci fa ripercorrere pazientemente l’iter dei ricercatori facendoci ragionare e faticare come veri scienziati per una giornata particolare lunga 15 capitoli. Leggete questo libro di notte, con gli occhi alzati verso il cielo stellato: voi e il cosmo. E non arriverà nessuna “luce dell’alba che interrompe il lavoro dell’astronomo”.

      Giacchetti Vittorio Liceo Classico G. C. Tacito Terni ( Terni, Umbria )

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Il libro “Altre terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, di Giovanni Covone, professore di astrofisica e cosmologia, è l'esposizione della storia della ricerca scientifica di pianeti simili alla Terra al di fuori del sistema solare.
Nel dettaglio, viene condotta la narrazione dei numerosissimi sforzi compiuti, in ambito eminentemente scientifico, dall'uomo per trovare pianeti che ospitino forme di vita. Tale storia racchiude le congetture dei filosofi, quali Giordano Bruno e Kant, l'evoluzione progressiva delle tecnologie, che favorì l’approccio sperimentale al problema, fino alle odierne opportunità e prospettive di ricerca, senza tralasciare le motivazioni che hanno avvicinato la carriera dell'autore a tali questioni. Infatti, all'oggettività della narrazione delle scoperte compiute, si affianca la soggettività delle considerazioni dell'autore intorno alle motivazioni profonde che hanno animato o dovrebbero animare la ricerca scientifica in tal senso: viene chiarita la rilevanza anche e soprattutto filosofica di questo problema scientifico, non compresa dall'autore stesso nella primissima fase della propria carriera. Specificamente, Covone argomenta che comprendere quanto cospicua e di che tipo eventualmente sia la presenza di vita in altre regioni dell'universo può aiutare a chiarire se questa stessa presenza sul pianeta Terra sia o meno straordinaria e accidentale e quale ruolo rivesta nel contesto della storia cosmologica dell'Universo.
Una volta completata la lettura del libro, si ricava un'esaustiva panoramica generale degli ostacoli alla ricerca di pianeti abitabili e delle direzioni in cui quest'ultima si è spinta nel corso dei secoli precedenti e in cui può, tuttora, proseguire le proprie esplorazioni. Infatti, le spiegazioni dei problemi prettamente scientifici che si presentano di volta in volta, nonché dei presupposti teorici della ricerca, benché, com'è naturale, fortemente snellite, sono chiare, corredate da utili immagini e facilitate da una terminologia sempificata. Il libro, nel suo complesso, è di agevole lettura ed è particolarmente avvincente seguire, di volta in volta, l'andamento degli strenui tentativi di compiere progressi scientifici da parte dei ricercatori. In aggiunta, le note a piè di pagina risultano sempre preziosissime, qualora si voglia sapere di più rispetto a quanto già illustrato. Tuttavia, se gli excursus biografici sulla vita dell’autore sono significativi e aprono interessanti scorci sul funzionamento del mondo accademico, lo stesso non vale sempre per le digressioni filosofiche e i giudizi personali espressi da Covone, che costituiscono, per certi aspetti, l'unica caratteristica difettosa del libro. Infatti, l'impronta filosofica che contraddistingue l'opera è, sì, indispensabile a conferirle un pieno significato, ma gli interventi personali sono troppo frequenti e, soprattutto, non si limitano all'introduzione e alla conclusione del libro, bensì rallentano e appesantiscono troppo spesso anche l'interno del racconto, a detrimento dell'aspetto storico-scientifico, che sarebbe già sufficientemente appassionante e ricco.
A dispetto di tale imperfezione, tutto considerato, i pregi del libro risultano prevalere nettamente sulle sue carenze: l'opera è sintetica ma esauriente, entusiasmante, accessibile per il grande pubblico, nonché arricchita da un originale taglio filosofico e personale.

      Lussignoli Edoardo Liceo Scientifico G. Galilei ( Perugia, Umbria )

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Ho scelto di leggere il libro di Giovanni Covone “Altre Terre”, pubblicato dalla casa editrice HarperCollins Italia il 14 aprile 2023, nel tentativo di trovare un volume che mi introducesse, in veste di neofita e scevro da nozionismi scientifici e tecnici, ad una prima scoperta di quello che si cela oltre il nostro pianeta, dove il nostro occhio di comuni esseri mortali, può solo immaginare di arrivare.
Dove non arriva il nostro sguardo però, viene in soccorso la scienza, che attraverso anni e anni di tentativi, fallimenti, scoperte eccezionali, sconforto e determinazione, cadute e risalite, tenta di darci le risposte a quelle domande che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita: esistono altri pianeti simili alla Terra nel Cosmo sconfinato? Siamo soli nell’Universo?
Giovanni Covone, professore di astrofisica presso il Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli, prende queste domande e ci porta, tenendoci stretti per mano, in un viaggio di secoli di ricerca scientifica, passando da Galileo Galilei e Giordano Bruno a Piet Van de Kamp, Andrew Lyne, Bruce Campbell, Bohdan Paczyński, fino ad arrivare a Michel Mayor e Didier Queloz, vincitori del premio Nobel nel 2019 per la scoperta del primo esopianeta in orbita attorno a una stella di tipo solare e all’equipe della NASA, con la quale lo stesso autore ha collaborato, che ha partecipato alla scoperta di TOI-700d, un pianeta possibilmente simile alla Terra, di dimensioni paragonabili a quest’ultima e situato nella zona abitabile della sua stella.
La più sorprendente capacità dell’autore, è quella di portarci in questo tortuoso percorso alternando la didattica necessaria alla comprensione di ricerche scientifiche complesse, in una materia tutt’altro che di facile approccio per un neofita, utilizzando però un linguaggio estremamente semplice e chiaro anche attraverso il sapiente uso di metafore e similitudini, ad un’aneddòtica variegata che alleggerisce la lettura ed è al tempo stesso fondamentale per capire anche il lato umano dei grandi scienziati che si sono succeduti in questa corsa alla ricerca di pianeti extrasolari. Citando infatti Covone: “Un’impresa scientifica non è semplicemente un’avventura della razionalità, non richiede soltanto ingegno e competenze tecniche: sono necessari coraggio, spirito di iniziativa, ambizione, fiducia nella propria capacità di trovare soluzione a problemi mai affrontati. E resistenza alla frustrazione”. Perché la storia di questi uomini, di queste grandi menti, è anche la storia di tremendi fallimenti, di errori insignificanti che hanno portato a demolire ricerche di decenni, del coraggio di affrontare anni di delusioni e sconfitte e della consapevolezza che dalle ceneri di quei fallimenti, molto spesso sono nate le più mirabolanti scoperte.
Quello che ci racconta Covone, insomma, è uno spaccato straordinario dell’evoluzione scientifica nell’astronomia ed in particolare nella ricerca di pianeti extrasolari, anche attraverso la storia dei suoi protagonisti, ricchissimo di fascino e suggestione perché abbraccia temi intramontabili della nostra esistenza sulla Terra e del futuro dell’uomo nell’Universo.
“Lo sforzo di capire l’universo è tra le pochissime cose che innalzano la vita umana al di sopra del livello di una farsa, conferendole un po' della dignità di una tragedia”. (Steven Weinberg)

      Miccio Alice Liceo Scientifico G. Galilei ( Perugia, Umbria )

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RECENSIONE PREMIO ASIMOV
Nella lettura del libro candidato, Altre Terre, viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari, mi è sorta alla mente una domanda: è davvero possibile scoprire la vita altrove nell’universo? Giovanni Covone, fornisce una degna spiegazione di quella che è la storia del viaggio alla scoperta di altri pianeti da Epicuro fino agli studi più recenti. Nonostante il tema sia vasto e complesso, il linguaggio scelto da Covone, ricco anche di molte similitudini, riesce a far comprendere in maniera chiara anche i concetti più difficili, questo grazie alla presenza di immagini e grafici direttamente disegnati dall’autore.
Ci è solito pensare allo scienziato, al fisico, all’astronomo o qualsiasi altro studioso del campo scientifico come persone estremamente razionali e fredde. Uno dei tratti più affascinanti del libro proposto, è che l’autore decide consapevolmente di mettere a nudo la parte umana di chi si trova ad affrontare i problemi dell’immensamente grande o dell'immensamente piccolo, che solitamente sono quelli che di più affascinano la comunità scientifica. E’ importante sottolineare che chi studia in questi campi è anch'esso un uomo, tanto quanto un intellettuale, e in quanto tale deve fare i conti con la sua finitezza, e con la consapevolezza che può essere soggetto di quelle emozioni che spesso sono difficili da controllare, soprattutto in momenti di sconforto. La scoperta scientifica è fatta di storia, e non potrebbe essere tale senza il lavoro di secoli, ma soprattutto senza la parte meno razionale a noi concessa, l’immaginazione. Sembra contraddittorio eppure è così. Il libro di Covone riesce a far cambiare una visione piena di pregiudizi, sul mondo scientifico e sulle persone che ci lavorano. È una storia intrigante che riesce a cogliere in maniera perfetta le avventure e le sventure di donne e uomini a molti sconosciuti, senza i quali però oggi non conosceremmo gran parte dell'universo ormai conosciuto. Consiglio Altre Terre a tutti coloro che si sono posti domande impossibili sotto ad un cielo stellato e a tutti coloro che non lo hanno ancora fatto, perché solo grazie alla conoscenza possiamo controllare l'angoscia che si prova di fronte all’inimmaginabile infinità o finità dell’universo.

      Montelione Maria Ginevra Liceo Scientifico G. Galilei ( Perugia, Umbria )

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Un piccolo alieno appassionato di astronomia ha appena attraversato la linea della neve, quella linea che separa le cime più alte e impervie dalla valle più accogliente. Nel suo viaggio ha sfiorato asteroidi e sorvolato pianeti inospitali, e ora, seduto sulla superficie polverosa di un satellite in orbita osserva incuriosito lo spazio che lo circonda. D’un tratto, attirato da un certo movimento, punta il suo potente telescopio verso un piccolo punto blu: seduto ad un caffè in una città di nome Arles, c’è un uomo. Sopra di lui un cielo non ancora intimidito dall’inquinamento luminoso si apre enorme su una stretta via lastricata. Qualche passante cammina assorto in un’infinità di pensieri, un cane fiuta in giro alla ricerca di qualche pezzo di cibo. È una notte di fine estate e Giovanni Covone, un astronomo un po’ romantico e un po’ disegnatore, osserva la miriade di stelle che lo sovrasta.
La scena sopra descritta che si presenta allo sguardo dell’alieno è a lui insolita e incomprensibile, indecifrabile per la sua intelligenza, che sebbene spiccata, non riesce ad incasellare quello che sta vedendo: Arles, l’uomo, il caffè, il cane, per l’alieno non sono che elementi astronomici da studiare, forse segni di un qualcosa da scoprire. Annota ciò che ha visto e volge lo sguardo altrove.
L’astronomo, a sua volta, ignora di essere osservato ma, in cuor suo sperandolo, fissa il piccolo alieno senza saperlo.
Giovanni Covone inizia il suo viaggio rifugiandosi in un dipinto di Van Gogh e tira dentro anche noi che siamo solo dei passanti. Vuole farci volgere lo sguardo al cielo, farci incuriosire di una realtà così apparentemente lontana che contiene forse storie tanto vicine. E mentre ascoltiamo parole intrise di numeri, girando l’angolo, e con gli occhi sempre rivolti verso il cielo stellato, troviamo donne e uomini, scienziati che narrano di fallimenti, scoperte e studi che sembrano non finire mai, discorsi accomunati da un interrogativo ricorrente: la presenza o meno di altre forme di vita intorno a noi. Poi Giovanni Covone lascia la nostra mano per unirsi a quelle conversazioni astruse, raccontando la propria esperienza ed ascoltando le vicende altrui. Così piano piano nel libro “Altre terre” si dipana la storia che attraversa millenni e galassie e, passando da un dipinto ad un libro, ascoltiamo la sua scrittura chiara, semplice e scorrevole addentrandoci in mondi scuri, illuminati da miliardi di stelle, grandi delusioni alternate a scoperte sensazionali che hanno contribuito allo sviluppo della scienza moderna e alla conoscenza di pianeti extrasolari, dove forse si nascondono vite che non riconosciamo come tali solo perché non sappiamo riconoscerne la capacità di adattarsi a condizioni estreme al di fuori delle nostre possibilità.
All’inizio di ogni capitolo ci accoglie una citazione, brevi estratti da opere letterarie che tanto ci hanno dato, dal De Rerum Natura di Lucrezio, a Platone, da Calvino ad Alice nel paese delle meraviglie, che, come fossero una navicella spaziale su cui salire, ci aiutano ad addentrarci in racconti fatti di stelle danzanti, strani mondi, pianeti fragili e cosmici essere viventi dall’aspetto di goffi e forti tardigradi.
Giovanni Covone ci allieta con un libro piacevole che ci avvicina a mondi lontani che per ora possiamo solo sforzarci di immaginare come fossimo dentro ad un dipinto di Van Gogh dal nostro piccolo e pallido puntino blu.

      Buratti Rossana Liceo Scientifico Enrico Fermi ( Padova, Veneto )

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G. Covone, Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari, Harper Collins, 2023, pagine 332, euro 18.50


Sarà capitato a tutti, durante una notte senza nubi, di ammirare un cielo stellato. Chi non si è mai chiesto, almeno una volta nella vita, cosa siano tutte quelle luci? Quali e quante meraviglie ospiti lo spazio che ci circonda? E fra queste, ci sono altri mondi come il nostro oppure siamo davvero soli nell’Universo?

Giovanni Covone, professore di cosmologia e astronomia presso l’Università Federico II di Napoli, si serve di questo interrogativo come punto di partenza per affrontare un vero e proprio viaggio attraverso lo spazio e il tempo. Ripercorrendo le grandi tappe della ricerca astronomica, riflette su come siamo cambiati noi e il nostro rapporto con la Terra e il cosmo.

"Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" unisce la storia del nostro Universo con quella degli astronomi (e non solo) che lo hanno osservato e studiato, equilibrando con cura spiegazioni scientifiche e fatti storici.

Ho trovato le spiegazioni chiare ed accessibili anche per chi, come me, non ha mai approfondito prima l’argomento, in particolar modo grazie alle metafore tratte dalla vita di tutti i giorni: benché molto numerose, raramente le ho trovate superflue o ridondanti. 

Ho apprezzato particolarmente come Covone abbia messo in rilievo il lato “umano” della ricerca scientifica. Dietro a una scoperta infatti non c’è quasi mai, come si crede, il “colpo di genio”: gli errori sono molto più frequenti, e per riuscire a superarli sono necessarie tenacia, determinazione e una buona dose di testardaggine, come si può imparare dalle storie dei numerosi ricercatori citati.

Degni di nota, poi, i riferimenti all’arte e alla letteratura, a mio avviso non scontati. In molte occasioni infatti Covone da astronomo diventa poeta valorizzando l’aspetto puramente artistico del nostro Universo.

Un passaggio che considero particolarmente interessante è quello dedicato a Pale Blue Dot, fotografia di un piccolo puntino sfocato: è il nostro Pianeta, visto da una distanza di 6 miliardi di chilometri. Come scrive Covone, “Il 14 febbraio del 1990 la sonda Voyager 1 eseguì un ordine che non era previsto nel programma scientifico iniziale. Al termine della sua missione, giunta all’estremità del Sistema solare, scattò una foto non perché fosse utile, ma semplicemente perché era bella”.

Giovanni Covone ha saputo bilanciare tutti questi elementi, passando con naturalezza dalla scienza alla storia, alle sue riflessioni sul passato e sul futuro della nostra Terra; il risultato è una lettura scorrevole e coinvolgente, adatta a chiunque abbia la curiosità di approfondire l’argomento.

In conclusione, "Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari" è un libro avvincente e ben scritto, dove rigore scientifico e sensibilità poetica si equilibrano perfettamente.

      Lovison Gioia Liceo Statale Galileo Galilei ( Dolo, Veneto )

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“Altre Terre. Viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari.”
L’aspirazione degli astronomi è trovare una risposta alle domande che aleggiano intorno al cosmo, ancora oggi un grande enigma.
“Ci sono altri pianeti intorno ad almeno una di quelle stelle? E almeno uno di quei pianeti non potrebbe essere simile alla Terra? Non potrebbero ospitare esseri coscienti che stanno guardando il cielo in questo istante con occhi fatti in modo diverso, ma ponendosi le nostre stesse domande?”, sono i primi tre quesiti che Giovanni Covone in “Altre Terre. Viaggio alla ricerca di pianeti extrasolari.”, pone al lettore e a sé stesso, osservando il cielo in una notte limpida, realizzando una vera e propria biografia di secoli e secoli di ricerca.
L’autore scrive senza filtri, non esponendo solo le scoperte e i migliori viaggi interstellari, ma mettendo nero su bianco le difficoltà del suo lavoro. Questo mondo non è per niente tutto rose e fiori e Giovanni Covone lo dimostra anche con esperienze personali, parlando della sua carriera di studente, ricercatore e professore. La ricerca di una nuova “casa” è un obbiettivo da perseguire, come intraprendere una corsa ad ostacoli senza fine: si pensa di aver raggiunto il traguardo, o come direbbe Archimede “Eureka”, ossia “ho trovato”, ma ci si imbatte in un’altra barriera. Ad una ad una si stanno superando e prima o poi (forse) si giungerà ad una conclusione.
Ogni giorno molti uomini guardando la distesa di puntini bianchi che illuminano il cielo notturno, sperano di trovare la soluzione all’arcano che tormenta l’umanità da tempo.
Sono centinaia i sogni irrealizzati, le sconfitte, ma la passione per questa materia è sempre maggiore, impedendo agli astronomi di arrendersi di fronte alla prima difficoltà. Nel libro questi requisiti di tenacia e perseveranza vengono esaltati dal lavoro dell’astronomo Borucki, definito come “il combattente che viene messo al tappeto e si rialza, viene messo al tappeto e si rialza di nuovo”.
Le ricerche delle leggi che regolano l’equilibrio cosmico, delle perfette condizioni di abitabilità e della vita intelligente nella galassia non termineranno mai, perché, come afferma Socrate, la prima condizione della ricerca è la conoscenza della propria ignoranza, che porta l’uomo a porsi sempre un maggior numero di interrogativi. Si confida sul fatto che il pregiudizio filosofico sia di buon auspicio, permettendo così alla scienza di raggiungere il finale tanto atteso, qualunque esso sia, positivo o negativo e a centinaia di ricercatori, incluso l’autore di questo libro, di avere più certezze su ciò che ci circonda.
 
“Altre Terre. Viaggio alla ricerca di pianeti extrasolari.”, è una lettura interessante, istruttiva poiché affronta molti temi, più o meno approfonditi in merito all’argomento trattato; adatta ad appassionati di astronomia e nello specifico di viaggi interstellari per la ricerca di mondi nuovi oltre alla Via Lattea. Il testo è scritto chiaramente con terminologie specifiche ed adeguate al contesto, ma non di difficile comprensione. Un ottimo punto di partenza per chi si approccia a questo affascinate argomento.

      Moretto Federico Liceo Scientifico Jacopo Da Ponte ( Bassano Del Grappa, Veneto )

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“Altre terre – viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”, è un libro edito da Harper Collins e scritto da Giovanni Covone, docente di astronomia e astrofisica presso il dipartimento di fisica dell’università Federico II di Napoli.
Il libro si inserisce pienamente nel contesto del principale tema di ricerca scientifica affrontato dal prof. Covone, la cosmologia osservativa e la ricerca di pianeti extra-solari simili alla Terra, il tutto con numerosi riferimenti alla Storia dell’Astronomia, altro tema di grande interesse dell’autore.
L’autore in questo libro si pone delle domande sull’origine e la vastità dell’universo, sulle condizioni che hanno permesso la formazione della vita e si chiede se esistano galassie a noi sconosciute e se esistano altri pianeti che hanno permesso lo sviluppo di altre specie. Queste specie potrebbero essere simili alla nostra se la genesi del pianeta ospitante è stata simile a quella della Terra, ma non esclude che potrebbero essere completamente differenti perché scaturite da processi diversi e quindi con necessità in termini di elementi necessari alla loro sopravvivenza per noi impensabili.
Per Covone la ricerca e la scoperta di altri pianeti non è mai merito del singolo, ma è uno sforzo collettivo che coinvolge ricercatori di tutto il mondo, fisici e astronomi, ingegneri che costruiscono strumenti potenti, informatici che analizzano i dati, biologi e chimici che interpretano i dati ottenuti. Pur non essendo uomini di scienza, anche filosofi e poeti nel tempo hanno fornito un contributo con le loro riflessioni tanto che numerose sono le citazioni che rimandano ad alcuni di essi, per citarne alcuni Kant, Epicuro, Democrito, Edgar Allan Poe.
Questo libro non è un romanzo con un inizio, uno svolgimento ed un finale che il lettore continua a leggere perché desideroso di conoscere la fine, ma come un romanzo incuriosisce e invita a procedere nella lettura perché parte da lontano, presenta teorie antiche, poi confutate o avvalorate, e poi ancora smentite da altre scoperte. Quando si crede di avere un’informazione certa viene aggiunto un nuovo tassello che rimescola le carte e mina le certezze.
Pur parlando di argomenti di carattere scientifico il libro può essere ben compreso anche da coloro che non hanno nozioni specifiche sull’argomento perché il professor Covone utilizza sovente metafore semplici che rimandano a oggetti di vita quotidiana, oltre ad inserire disegni che credo siano stati fatti da lui stesso a mano libera.
Da questo libro traspare tutto l’entusiasmo dell’autore per le sue ricerche di cosmologia osservativa, iniziate quasi per caso molti anni fa quando si è recato nello studio del professore De Ritis per chiedere un argomento per la tesi, convinto di indirizzare i suoi studi verso la cosmologia teorica. Quel giorno la sua vita ha assunto una piega un po’ differente da quella che si era immaginato, ma è chiaro ed evidente che la strada che ha intrapreso lo affascina e lo entusiasma ancora come il primo giorno quando era solo un giovane laureando.

      Salmaso Chiara Istituto D' Istruzione Superiore Statale " A. Einstein " ( Piove Di Sacco, Veneto )

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Ritrovarsi piccoli e con gli occhi volti al cielo in una ricerca ambiziosa e imprevedibile sembra essere l’essenza della vita di ogni scienziato appassionato dell’universo, come Giovanni Covone ci racconta. La storia della scienza celeste ha infatti attraversato le vite di un’infinità di persone: antichi filosofi, scienziati preparatissimi, ricercatori inesperti e semplici appassionati, tutti accomunati da quella curiosità dei bambini che ci permette di osservare il cielo, meravigliarcene e desiderare di conoscerne qualcosa di più, come ci suggerisce anche Aristotele. Così, ci viene raccontato nel libro, ha avuto inizio l’avventura dell’uomo: è bastato uno sguardo verso le stelle per crearne il desiderio. Un desiderio che significa proprio “de-siderium”, ossia “mancanza di stelle” e quindi nostalgia e inizio di ricerca, di comprensione. L’autore infatti riesce a far comprendere come, nel lavoro dello scienziato, siano importanti non solo la razionalità e l’oggettività, ma anche la passione, la determinazione, l’umiltà e la capacità di immaginare e di creare nuove soluzioni, nuovi strumenti e nuove idee. Infatti, come i pianeti si sono creati da stelle in formazione e hanno dovuto lottare contro la forza della loro stessa stella generatrice per trovare il loro equilibrio, così anche gli scienziati che hanno avuto il coraggio di osare la ricerca hanno spesso dovuto affrontare sia la mentalità del loro tempo (Aristarco di Samo, Giordano Bruno, Niccolò Copernico, Galileo Galilei), sia la sfiducia di altri verso il loro progetto (William Borucki), ma anche la loro stessa presunzione (Peter Van de Kamp) prima di arrivare alla verità. Anche per i pianeti che riescono a sopravvivere però la vita non è affatto semplice. Alcuni si disperdono e vagano nello spazio, altri invece iniziano a ruotare prima su sé stessi e poi attorno alla loro stella, rendendosi ogni tanto percettibili ai telescopi terrestri. Tuttavia la ricerca dei pianeti e di stelle si basa principalmente su tecniche di osservazione indirette, che sfruttano le onde elettromagnetiche e l’effetto Doppler, gli effetti gravitazionali tra la stella e il pianeta, segnali a raggi infrarossi, e il lensing o microlensing gravitazionale.
E come sono diversi questi metodi di ricerca, sono diversi tra loro anche i tipi di pianeti e le stelle che popolano l’universo. La vita, sia quella che conosciamo noi, sia quella che non riusciamo a immaginare, per nascere la bisogno di equilibrio. E questa condizione può esistere solo se stella e pianeta sono alleati. La stella deve essere stabile e avere una certa massa, che ne determinerà la temperatura e la longevità; il pianeta invece deve trovarsi alla giusta distanza dalla stella, avere un’atmosfera, un campo magnetico e possedere tutti i componenti chimici al giusto stato per permettere la formazione della vita. Come viene spiegato le regole che la Natura impone alla vita, per come la conosciamo, sono relativamente semplici ma difficilmente presenti simultaneamente... la nostra condizione è forse un’unica meravigliosa coincidenza o un giorno la nostra ostinata curiosità ci porterà finalmente alla scoperta di altre forme di vita con cui poter ammirare il cielo in compagnia?